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domenica 28 dicembre 2008

Cosa c'è?



Cosa c'è nel cuore delle persone? Apparentemente tutti simili, i cuori non rilasciano a tutte le persone lo stesso tipo di sensazioni, da cui infatti non conseguono le stesse azioni. Allora mi chiedo: cosa c'è nei cuori delle persone? Cosa diavolo c'è? Non è vero che nel cuore non risiedono i sentimenti. E' vero il contrario, è vero il luogo comune, è vera l'analogia cuore-amore. Chi è stato colpito da infarto e in generale i cardiopatici lo sanno bene. Quando qualcuno o qualcosa tocca fisicamente il cuore, la persona ne risente nelle sue emozioni più intime e profonde. Diventa più incline al pianto e alla paura, alla malinconia e all'amore stesso. Ma, per tornare alla domanda: cosa c'è nel cuore delle persone? Mi spiego meglio: come mai da certi cuori, simili in tutto a tutti gli altri cuori, nascono cattivi frutti, spietatezza, gelo? Vorrei poter aprire i toraci delle persone e parlare direttamente a tutti i cuori e guardarli in faccia questi maledetti cuori di cui non conosco la consistenza.

sabato 27 dicembre 2008

Vestivamo alla Crocettara/1.

La Crocetta è un quartiere di Torino. Entrare nel quartiere Crocetta è come immergersi nel gelato al fior di latte, secondo me. Un ingresso nel bianco, nel dolce, nel pulito, nel lindo. Da San Paolo alla Crocetta, o da San Salvario alla Crocetta, che sono quartieri molto vicini, già cambiano le sensazioni. La prima, in questo transitare, è di scampato pericolo. Ahhhh, niente più facce preoccupate, né minacciose. Niente più capelli spettinati, né abiti lisi. Mi ricorda quando Fantozzi entrava nell'ufficio del supermegadirettorgrandimmens...Una musica gialla squillante avvolge e ottunde i sensi. I negozi, scintillanti, proteggono dalla paura di essere scippati, di essere avvicinati, di diventare poveri e insicuri. Una musica gialla canarino, come i capelli delle signore della crocetta, entra dritta negli occhi. Ed è sempre Natale!
E' bello ascoltare le conversazioni: si parla di sciare, di partire, di tornare, di partire ancora. Le disgrazie sono meno disgraziate, le tragedie meno tragiche. Tutto è vestito bene e ben riparato dal gelo, le mode di anno in anno girano sui corpi e sulle facce come le luci del caleidoscopio. Un mondo a sé, grigio e colorato. Un mondo chiuso.

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale!


E un'esplosione inaspettata di bontà,
di gentilezza,
di calma,
di solidarietà,
di perdono,
di rispetto,
di speranza,
di desideri,
di clemenza,
di amore,
di gentilezza,
di coraggio,
di memoria,
di pace,
di intelligenza,
di buonumore,
di amicizia,
di correttezza,
di sincerità,
di pietà,
di giustizia,
di quiete,
di allegria,
di armonia,
di bellezza,
di buon senso,
di spensieratezza,
di fiducia,
di ironia,
di tenerezza,
di pudore,
di salute,
di ripresa,
di rinascita,
di dolcezza.
Almeno per una notte, per una santa magica notte, l'augurio di essere come i bambini.

martedì 23 dicembre 2008

Antivigilia.

Vivrei di antivigilie, di Santi Stefani e di epifanie.
Vivrei di autunni e primavere, di sabati e pasquette.
Vivrei di mezze parole, di frasi a metà, di pensieri incompiuti, di mezze verità.
Vivrei di verde e arancione, di rosa, azzurro e violetto.
Vivrei di non-luoghi, di non-compleanni.
Di supermercati e di colline, di metà campo e di metà prezzo.
Vivrei di notti insonni, di giorni sonnolenti, di bicchieri mezzi pieni e di gite al lago.
Vivrei a Roma, vivrei a metà strada, vivrei come chi ben comincia, vivrei nel mezzo.

lunedì 22 dicembre 2008

Scene della Torino Brava/4.

Tempo fa avevo incontrato al supermercato un signore distinto con un cappello che aveva parlato con gentilezza a mia mamma e che io avevo creduto potesse essere un angelo custode. Oggi ho ricevuto una sua telefonata in cui mi augurava le cose più belle. E' un signore garbato e ironico e sa fare pronostici per il futuro!

Tosca.

Vissi d'arte, vissi d'amor, non feci mai male ad anima viva...

Ingresso living su cucina/2.

Ci sono poi delle case magiche, apparentemente uguali a tutte le altre. Piene di ammaccature anzi, come si dice, un po' délabré, a guardare ogni piccolo particolare. Ma che nell'insieme tengono invece perfettamente come certi paesaggi naturali che sembrano compatti e perfetti e al tempo stesso respirano ariosamente senza preoccuparsi di dove tira il vento. Sono case in cui la luce, o l'orientamento del letto, o il colore delle pareti è come se parlassero o volessero comunicare qualcosa, evocare un ricordo lontano di un Natale lontano in cui si era bambini e si stava tanto bene.

domenica 21 dicembre 2008

Dignità.

di|gni|
s.f.inv.
AU

1
condizione di onorabilità e di nobiltà morale che deriva all’uomo dalle sue qualità intrinseche o da meriti particolari; il rispetto che per tale condizione si ha di sé e si esige dagli altri: difendere, tutelare la propria d., mancare, essere privo, non avere un briciolo di d., un crimine che offende la d. umana | carattere nobile, esemplare o degno di rispetto: d. di un’istituzione, del lavoro
2 espressione grave e severa: d. di uno sguardo, del volto | bellezza austera: d. di un edificio
3a carica elevata, alto ufficio: d. senatoria, cardinalizia, civile, religiosa | TS dir.can., ogni titolo o ufficio a cui sono annessi privilegi, preminenze e giurisdizione
3b LE persona insignita di una carica elevata: tre badesse, fiancheggiate da altre d. ..., non volevano accettare la sua soprintendenza (Manzoni)
4 BU posizione sociale elevata
5 TS filos., non com., principio generale e assoluto, assioma

Varianti: degnità, dignitade, dignitate

giovedì 18 dicembre 2008

Catastrofic/8.

Figlia:

- Sono un po' triste...

Papà:

- Ah: se è per la crisi...


Figlia
:

- ...


Papà
:

- Sarai triste ancora...


Figlia:

- ...


Papà
:

- Per tutto il 2009!

Perché?

Mia mamma oggi piangeva al lavoro. Aspetto qualcosa che non arriva mai.

mercoledì 17 dicembre 2008

Notizie dalla clinica occupata.

Oggi ero in tram e avevo nelle orecchie il lampeggiante incessante ottuso rumore dei clacson dei torinesi rancorosi verso altri torinesi a loro volta rancorosi verso altri torinesi ancora. Pensavo che nulla e nessuno avrebbe potuto alleviare il mio fastidio. Pensavo che nulla e nessuno avrebbe potuto suscitare un piccola, flebile, dimenticata scintilla di interesse o di speranza.
Invece: una signora anziana un po' intontità dall'età mi si avvicina e mi chiede:

- Devo scendere alla clinica San Paolo, sa dov'è?

Era la mia fermata, proprio davanti alla clinica occupata. Finalmente, dopo un tragitto pieno di noia e funestato dagli starnuti, ecco il barlume di curiosità e mistero che aspettavo. Chi era quella donna; e cosa ci andava a fare alla clinica?

Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep.


Già la vita è dura. Già la mattina è densa, già la sera gronda di stanchezza e di pensieri. In più i torinesi al volante iniziano a suonare il clacson con violenza sotto la pioggia. Ci mettono la mano sopra e schiacciano senza pietà. A chi suonano? Con chi ce l'hanno? Si piantano in mezzo agli incroci, talvolta abbandonano l'auto proprio lì per andare a vedere senza ombrello non si sa cosa per poi ancora tornare nell'abitacolo a muso duro sempre più arrabbiati. Basta, pietà. Fermatevi, placate la vostra ira funesta torinesi.

domenica 14 dicembre 2008

Catastrofic/7.

Figlia:

- Siamo al 14 dicembre: come passa il tempo...


Papà
:

- Già. Tra un po' è quasi Pasqua.

mercoledì 10 dicembre 2008

Anni.

Anni, e mi scricchiolano le ossa.

Anni, e si annuvola la polvere.

Anni e non trovo le fotografie.

Anni e mi cascano gli occhi.

Anni ed è tutto cambiato.

Anni ed è tutto uguale.

Anni e anni e anni.

Anni e una cosa rossa.

Anni e correre.

Anni di radiografie.

Anni nel paese dei balocchi.

Anni del passato.

Anni in fondo al mare.

Anni e anni e anni e ancora da fare.

Ditelo a Noemi.


Cara Noemi,
ho 31 anni e sono single. Fino a oggi tutto bene però se penso a come sarò a 40 non sono sicuro che la mia vita continuerà a piacermi così com'è. Non ho domande da fare, era solo un pensiero. Buona notte.


Car0 amico,
capisco il tuo cruccio. A tutti capita di fare calcoli e bilanci, ma è anche importante ricordare che la vita non è una gara a ostacoli. Se a 40 anni sarai ancora single e starai bene, non avrai nulla di cui preoccuparti. Non puoi certo saperlo in anticipo di 9 anni. Pensa che l'amore non dovrebbe essere una tappa da raggiungere ma un sentimento da vivere quando capita e quando si incontra una persona che lo faccia nascere e lo ricambi. E poi non arriverai a 40 anni all'improvviso: ci saranno tanti giorni, tante occasioni, tante novità, speriamo positive.

Notizie dalla clinica occupata.

Con la nevicata di oggi le serrande della clinica occupata si sono sigillate. Il palazzo sembrava il guscio di una tartaruga gigante.

lunedì 8 dicembre 2008

Supergiovane.


Ma ditemi in sostanza se c'è qualcuno che affronti il governo e i matusa con grinta e simpatica verve come quel matto di Supergiovane?!

venerdì 5 dicembre 2008

Rocky!

Oggi mi sentivo straniera e clandestina nella mia stessa città. Inquilina nella mia stessa casa, sconosciuta ai miei stessi occhi. Gli scheletri neri degli alberi mi guardavano in silenzio, quando ho deciso di sedermi su una panchina ai giardinetti. Non c'era nessuno: le altalene dondolavano da sole al vento leggero dicembrino. L'aria pungeva la faccia e il profumo di inverno mi faceva tornare alla memoria quando ero piccola e mia mamma mi portava a giocare con i miei amici e correvo a perdifiato sulla neve torinese e non avevo mai freddo e lei era sempre lì alla fine che mi sorrideva e mi abbracciava con le sue grance rosse. Oggi mi sentivo lontana dalla mia stessa vita, buttata fuori dai miei stessi ricordi che mi tenevano a dovuta distanza, li spiavo come dietro a un vetro inaccessibile. Ero sola, con le mie scarpe vecchie, il cellulare scarico, il naso gelato e la vista annebbiata. Quando a un certo punto è arrivato lui. Un cagnetto grigio, grosso come una pantegana esagitata. Indossava un cappottino anch'esso grigio e stringeva con palpabile fatica una consunta palletta da tennis tra le fauci. Non molto distante, la sua padrona l'ha chiamato a gran voce: Rocky!!!
Cavoli: ho pensato. Rocky! Lui e la sua padrona, una donnetta piccola e insignificante come il suo cagnetto, come me e i miei piccoli pensieri, le mille paure che mi affollano la testa e a contarle sono più dei miei stessi capelli.

Il potere del tubo.

"Quando un popolo rifiuta un progresso facile da raggiungere, quando un veicolo, spinto da dieci uomini, rimane inchiodato sul posto, quando un bambino si abbruttisce davanti al televisore per ore e ore, quando un'idea di cui è stata dimostrata l'inutilità continua a nuocere, allora si scopre, con stupore, lo spaventoso potere dell'immobile. Era questo il potere del tubo".
Amélie Nothomb

mercoledì 3 dicembre 2008

Buonanotte!/2


- Puff, Pant, Grrrr.

La nonna era esausta, non riusciva proprio a stare al passo di Yogurt che correva come un disperato. E poi era così arrabbiata ma così arrabbiata...

-Fermati monello.

Gridava a squarciagola nel bel mezzo del mercato.

- Spiacente: qui non c'è nessun bidello.

Le rispondeva puntualmente la bisnonna di Pallino, il migliore amico di Yogurt.

- MONELLO.

Replicava stizzita la nonna inchiodando in segno di sfida proprio di fronte alla bisnonna e lanciandole anche uno sguardo furibondo.

- Ahhh Mondello: la mia città!

Rispondeva candidamente Madamina Risatoni.

- Non mi dica, Madamina, anche lei di Mondello: io sono nata lì!

- Eh tutto il mondo è paese.

Affermava soddisfatta Madamina Risatoni e dispensava sorrisi a destra e a manca.

[Continua...]

Stroke Unit.

Un'ottima notizia per Torino: nasce la prima Stroke Unit ospedaliera, una sezione dell'ospedale in cui chi ha un ictus può ricevere i primi fondamentali e tempestivi soccorsi. Il Piemonte è tra le prime regioni in quanto a numero di persone colpite da ictus: finalmente si vedono le prime misure per affrontare questa emergenza medica! Ecco la notizia da La Stampa.


http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200812articoli/8888girata.asp



Domani è un altro giorno di scuola/4.


Ecco una lettura impegnata che la mia amica e futura prof. Rossella consiglia a chi vuole trascorrere ore liete in attesa di tempi migliori. Enjoy!


http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Gelmini

martedì 2 dicembre 2008

Mai raccontare i sogni/6.

Soffrendo di aracnofobia, sogno spesso ragni di ogni tipo. La maggior parte delle volte sono grandi. Questa notte ne vedevo prima uno a raggio, avrà avuto più di venti zampe. Poi due più simili tra loro e vicini, neri con circa quattro cinque zampe. Grossi come conigli, appesi a una parete di una casa di campagna. Mi coprivo la faccia con le mani e mi veniva da piangere e fuggire.

lunedì 1 dicembre 2008

Amici.


Ho visto Amici di Maria De Filippi. I ragazzi e le ragazze sono troppo fragili: piangono sempre, a garganella, per futili motivi. Ma come mai? Piangono tantissimo. Quanti anni avranno: 18/20? Hanno proprio le lacrime in tasca. Sarà colpa delle luci troppo sparate degli studi televisivi? Mamma mia quanti lacrimoni.

Giornata mondiale dell'AIDS.