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mercoledì 30 giugno 2010

Radio-Tazzina.

Pronto?
Buongiorno!
Hmm mi dia pure del tu, ho solo 29 anni.
Ok. Come ti chiami cara ventinovenne?
Noemi.
E che fai di bello, Noemi?
Hemmm, vernicio le pareti di bianco e non solo, anche le scarpiere.
Ottimo, brava e che fortuna!
Sì sì.
Cosa vorresti ascoltare, giovane imbianchina?
Ma non so, sono un po' confusa, al momento ho macchie di vernice ovunque, stanno anche passando per osmosi proprio "sotto la mia pelle".
Beh allora! Ho quello che fa per te! I got you under my skin... (il dj canticchia). Un po' di Love Profusion per te e tutti gli ascoltatori di Radio-Tazzina!


Dare il bianco.

Ho scoperto che c'è qualcosa di molto peggio che fare i lavori domestici. E questo qualcosa è Dare il Bianco. Ma sì, una cucinetta piccolissima, due pennellate ed è fatta! Non è vero, non è assolutamente vero. Ci vuole una forza sovrumana, infinito metodo, bieca organizzazione, buona, che dico: ottima volontà e non soffrire di vertigini. Cose che qui in casa-tazzina mancano all'appello. E così ho i capelli bianchi, e non è l'età. Ho i vestiti bianchi, e non è la moda. Ho i pavimenti bianchi, e non è il marmo di Carrara. Qui intorno è tutto bianco. Compreso il mio cuore (cit.) e la mia anima! E per citare Christian De Sica, nel famoso spot: AIUTATEMI.

:)

lunedì 28 giugno 2010

Il Cambio di Stagione - the Change of Season.

Care amiche, ma soprattutto amici di Tazzina-di-caffè: non sia mai che mi dimentichi delle vostre esigenze domestiche. Giacché questa rubrica - Lezioni di Economia Domestica - è addirittura arrivata seconda nel sondaggio qui in basso a destra, con ben nove voti! (grazie mille a chi ha votato). Deduco quindi che voi nove volenterosi amiate la vostra casa e abbiate tutta la voglia e le energie di prendervene cura. Bravi. E allora. Ve lo anticipavo qui e ora il momento è proprio arrivato.
Prendete carta e penna: Come fare il Cambio di Stagione?
Innanzitutto, di cosa si tratta? Che è la legittima domanda che io stessa mi sono posta interrogando mentalmente la scatoletta di canfora immacolata che tenevo tra le mani qualche sera fa.
Perché è di sera che dovrete agire. Il Cambio di Stagione (da qui CdS) è un'attività notturna da pipistrelli, da insonni, da lupi mannari e da vampiri. Dovrete arrivarci già assatanati, riposseduti o più semplicemente in fase maniacale. Viceversa l'impresa fallirà miseramente. Laddove l'assunto-base qui è: "a nessuno piace fare il CdS". Ma. C'è sempre un ma in fatto di economia domestica. Ma se saprete destreggiarvi al meglio, ne ricaverete anche un certa soddisfazione finale che però, badate bene, non avvertirete nell'immediato. Se siete fortunati essa vi apparirà in sogno, oppure alla peggio vi soverchierà di punto in bianco dopo giorni e giorni, seguendo suoi percorsi omeopatici che a noi non è dato sapere.
Tutto questo per dirvi che per fare il CdS bisogna essere un po' folli. Si tratta per lo più di un atto di fede cieca e incondizionata. Quindi care le mie donne nate negli Anni Ottanta: voi sarete le vestali del sacro fuoco del CdS. Uomini, voi invece gli Zeus dell'attaccapanni.
E ora armiamoci di Santa Pazienza e partite (cit. di pessimo gusto):

1) Agite di notte.
2) Preparate 2 moke di caffè, come quando fate il Tiramisù. Le berrete tutte.
3) Sentitevi atleti e ripetetevi mentalmente: "tutto questo piegare e stirare servirà ai muscoli delle braccia". (10 volte è sufficiente).
4) Aprite l'armadio. Osservate. Respirate a lungo. Inalate il profumambienti, aiuterà.
5) Dunque, per dare finalmente la definizione del CdS, ecco: dicesi CdS la transumanza dei vestiti della stagione che finisce verso scatole o contenitori di varia natura e consistenza, in favore della riesumazione e rimessa in forze degli abiti afferenti alla stagione che invece va a cominciare.
6) Ora: il clima qui è quello che è. Fino a qualche giorno fa era Natale - anche per via del famoso vulcano "Esticazzi" - ora è esplosa l'estate all'improvviso. Sicché il CdS risentirà inevitabilmente di tali incongruenze e sarà informato della peggiore delle frenesie ansiogene. Ovvero non avrete il tempo di farlo con calma, salutando mollemente e sorridendo la dolce Primavera che se ne va. Vi ritroverete piuttosto dall'oggi al domani immersi in una cappa di afa micidiale e sotto tali condizioni opererete.
7) Scaraventate adesso fuori dall'armadio sonnacchioso le robe invernali. Ammucchiatele sul letto e piegatele a una a una verificando che siano pulite e stirate. Non lo fossero: provvedete a stiraggio e lavaggio. Sarà struggente dire addio per l'ultima volta ai maglioni di lana. A me spiace sempre un po'.
8) Svaligiate la zona dell'armadio in cui avevate riposto le cose estive e aprite con il proverbiale entusiasmo della piccola Heidi che saluta le caprette, ecco le vostre allegre t-shirt colorate (leggi: sbiadite).
9) Tra un capo invernale e l'altro, deponete una piccola formina di canfora. (Occhio, sembrano caramelle, non ingerite nella vana speranza di viaggiare lontano da lì, perché finirete in Pronto Soccorso con lavanda gastrica in circolo e tutto il CdS ancora da finire che vi aspetta al ritorno a casa, sul letto).
10) Uh che belle le cose estive: piccole, profumate, leggere!
11) Mettete queste ultime nello scaffale dell'armadio dove prima giacevano i maglioni.
12) Sappiate che niente è come sembra: il CdS è faticoso, fisicamente e mentalmente. Dopo beveteci su un Limoncello.

E comuque il gioco è fatto. Ora non vi resta che sciogliervi in questa delicata e per nulla invasiva canicola ferale... E buon CdS a tutti :)

domenica 27 giugno 2010

Letturedomenicali+tazzinadicaffè.

Questo libro per me significa molto, ve lo propongo volentieri, l'ho letto tutto ma anche qualcosa di più, ci sono entrata proprio dentro, forse troppo. Sono partita con Peter e Phil, in scooter, nella primavera del 1963, da New York. E non volevo più tornare indietro...

Ho bevuto con loro litri di caffè, passato notti insonni, cantato Brassens, incontrato la gente più incredibile, chiesto dimora al migliore offerente, ascoltato i sospiri di Peter per la sua Enid che lo aspettava in California, ammirato i disegni pieni di ispirazione di Phil, fantasticato sui personaggi di Tolkien, congelato sotto una tenda, sognato Las Vegas, fatto irruzione in tranquille famiglie allampanate americane, sentito il vento tra i capelli e mille altre cose ancora. Ho proprio cavalcato l'ultima primavera da incosciente, da scriteriata, con tutta la vita davanti. Da quegli scooter è così difficile poi scendere, alla fine di questo viaggio fatto di speranze, scoperte, neve e libertà. Soprattutto libertà.
Peter Beagle, grande scrittore, accanito musicista, uomo dalle molte, veramente molte sfaccettature. Una lunga strada da fare, Mattioli 1885, in libreria.

Buona lettura, buon caffè e buona domenica a tutti :)

sabato 26 giugno 2010

Radio-Tazzina.


Buongiorno amici di Radio-Tazzina :)
Vi dedico questo video di Neil Young, che a me lascia letteralmente senza parole. Buon week end a tutti.

giovedì 24 giugno 2010

Incidenti.

Occupo un po' di spazio per un argomento che mi pare interessante. Ho letto la notizia di questo progetto su Futura, il mensile del Master di giornalismo dell'Università di Torino, una fonte che credo attendibile e seria.

Il progetto si chiama Incidenti ed è un servizio di sostegno psicologico (per un massimo di 10 incontri a persona: a volte sufficienti a risolvere piccoli problemi, altre volte un buon inizio che può servire a capire la strada terapeutica da intraprendere) gratuito per ragazzi dai 16 ai 24 anni: una fascia di età molto delicata e solo all'apparenza piena di forza, spregiudicatezza e vitalità. O meglio, dovrebbe essere quell'età in cui si diventa grandi, si esplora il mondo con le proprie gambe, si provano emozioni nuove. Ed è così per la maggior parte delle persone. Ma se succede qualcosa, un "incidente" di percorso, un lutto, un tradimento, o altri piccoli o grandi traumi, il normale sviluppo della persona può subire un brusco arresto. Questa mi sembra essere un po' l'idea del progetto, cioè rivolgersi proprio a quei ragazzi che si trovano a sprofondare all'improvviso e non sanno come venirne fuori. E gli effetti di questo meccanismo, se trascurato, magari poi si possono sentire più tardi, quando possono poi diventare in alcuni casi anche gravi e ingestibili. Mi piace l'idea che sia gratuito perché spesso a quell'età non sempre si ha il coraggio di proporre alla famiglia un "investimento" di questo tipo. E' un'età (ma forse anche dopo) in cui, come spiega l'articolo, si sente molto lo "stigma" legato alla terapia psicologica. "Se vado dallo psicologo vuol dire che sono matto". In realtà, una psicoterapia, quando necessaria, può davvero aiutare a comprendere e alleviare moltissime sofferenze, a capire cosa è successo, a superarlo. Cose che da soli sono davvero difficili - forse impossibili - da affrontare. E poi può essere utile anche a vedere la propria giovane vita sotto un nuovo punto di vista, a conoscersi, letteralmente a guarire e a ritrovare quel futuro che a volte un "incidente" può far credere di non avere più.
Personalmente non conosco chi si occupa di questo progetto, però mi sembrava davvero importante.
Questo è il sito: www.areag.net, il numero di telefono: 0119820803 e la mail: areagpiemonte@libero.it


mercoledì 23 giugno 2010

Quella ragazza Emo...

Mi trovo al momento nel minuscolo internet point di una libreria sabauda in spedizione nel centro cittadino in qualità di perdigiorno. Poco fa una tizia si è avvicinata alla cassa e ha chiesto:

- scusi cerco quel libro di quella ragazza Emo che mette la sua vita su internet con la copertina nera.

E lui:

- cosa intende per Emo?

Silenzio di tomba.

- Hmmm.

(grattata di ciuffo).

- No, niente, una specie di look. E la tendenza a mettere le cose su internet.

Ah quindi anch'io sarei Emo. Ho pensato tra me e me.

E ne prendevo atto proprio mentre il libraio, ignaro di questa mia doppia identità, faceva no no con la testa cercando in me la complicità intellettuale della trentenne seria e matura. Vabè, mi riscatto citando Battisti: "Tu chiamale se vuoi Emo-zioniiiiiii".

Simpatiche avversità.

Arriva una bolletta finta dell'Eni, con un anno di ritardo (applausi). Da tre giorni ho delle fitte ignobili al collo che si irradiano alla gola. Ho passato la notte in bianco, causa allegri "dolori femminili", in compagnia del potente ticchettio dell'orologio a fissare il vuoto con gli occhi sbarrati e a desiderare mortalmente di rinascere uomo, maschio, bruto, di quelli grossi, preistorici, che abbattono il bisonte con la clava e trascinano la fidanzata per i capelli, tanto per capirci. Ho visto in una foto lo sguardo più triste del mondo, ho perso tempo, ho un po' paura così in generale e oggi proprio zero energie vitali. Stamane poi ecco l'ennesima vespa che vola nella veranda senza trovare l'uscita, e io chiaramente devo aprire la finestra per prendere i vestiti stesi. Ho le palpitazioni, il cielo è bianco/grigio ma fa caldo umido, ho già preso due caffè, rivendico il lamento day come diritto alla cittadinanza e mi sento una inequivocabile schiappa.

MA.

Avviso i cari lettori di Tazzinadicaffè che tutte queste e altre micragnose avversità questa volta non mi scalfiranno. Mi rialzerò ben presto vittoriosa, come una furia, a vele spiegate verso la felicità nonché l'ottima e interessante torta salata alle zucchine che preparerò stasera. ;)

E buon mercoledì da leoni a tutti!


martedì 22 giugno 2010

Flower power.

Non so se lo vedete, è quella specie di minuscolo gambetto, sembra quasi un fungo nano. In realtà è un fiore...
Dovete sapere che qui vigeva la maledizione del, una volta arrivati a casa, si muore. Ogni pianta, piantina, foglia, ramo, petalo o pistillo facesse il suo trionfale ingresso in questa casa, tempo qualche giorno rinsecchiva e si rattrappiva in forme orrendamente avvizzite, ed era il pessimismo cosmico. Questa Gerbera all'inizio non era da meno. I suoi bellissimi fiori rosa si sono trasformati ben presto in mefistofeliche sfere pelose, tipo soffioni, e si sono scomposte in mille aghetti bianchi, volatilizzate e infine disperse. Per un po' non c'erano che queste foglie, più simili a erbacce. Invece adesso, lentamente ma in impercettibile progressione, ecco spuntare quel coso. The thing. Prima era una pallina verde semicoperta dal terriccio. Ora spinge fuori e misurerà almeno un centimetro. Ma chi sei? Little flower :)
La trovo una cosa sorprendente. Disarmante, come la vita stessa. Adesso so che dargli l'acqua tutti i giorni non è stato inutile, serviva davvero a farlo nascere.


Bright Star.

"Cercò per me dolci radici e miele
e rugiada di manna;
nel suo ignoto linguaggio ella mi disse:
'amo te solo'.

Bright Star, di Jane Campion.
Già qui, non so se ricordate, avevo accennato al libro di Elido Fazi su John Keats. E adesso questo film. A me non sembra vero. Sono andata anche a riprendere il mio vecchio libro di sue poesie. Non ci credo che stia succedendo tutto questo. Mi verrebbe da viaggiare nel tempo, tornare da Keats e dirgli ehi John su col morale che un giorno non solo finirai in una canzone degli Smiths (Cemetry Gates), ma addirittura in un libro di Fazi (!) e adesso anche in questo splendido film di Jane Campion, fulgida stella del cinema inglese.
Il film è davvero bellissimo, gli attori perfetti e la fotografia sognante, lucida, viva. E poi l'amore. La poesia. L'amore e la poesia, la poesia e l'amore. Occhio agli svenimenti (per chi è soggetto a sincopi, come me), alle lacrime calde, al languore, alla malinconia, alla bellezza che vi esploderà negli occhi, pur comodamente seduti in poltrona. Cinque stelline, da vedere.

lunedì 21 giugno 2010

Sensa senzo?

Quando si dice dipendenza da sostanze: ma cosa ci mettono nel Falafel? Ne dipendo ufficialmente e così di colpo, come una specie di malattia esantematica però dei quasi-trentanni.
Oggi ho cambiato posto. Nel nuovo locale, che nel nome conteneva la parola Istanbul e qualcos'altro che non ricordo, al tavolo accanto a me c'erano un italiano, un turco e un africano. Ma non è una barzelletta! Questi tre clienti parlavano in inglese: l'argomento era una mini-lezione di italiano. Praticamente un pranzo "di lavoro". Tema del giorno: l'espressione senza senso. Significati e utilizzi. Stavo per dire la mia, anche perché il turco continuava a sbagliare: sensa senzo? E gli altri due: noooooo e giù a ridere. Ma poi ho lasciato perdere e mi sono immersa nei miei meditabondi pensieri altrettanto privi di senzo.

Comunque mi piaceva di più il Falafel dell'altro locale, sensa il cetriolo.

Svegliarsi di buonumore.

Oggi non ho niente di straordinario da fare, né di importante, né di decisivo, né di divertente. Eppure mi sono svegliata di buonumore. Non mi succede mai, quasi mai. Più che risvegli le mie sono riesumazioni dall'oltretomba. Passo del tempo a capire chi sono e dove mi trovo, che giorno è. E soprattutto a rintracciare l'umore da avere nei fatti che sono successi il giorno prima o nelle incombenze della giornata appena iniziata. Ad esempio, se il giorno o la sera prima è successo qualcosa di bello, allora mi sintonizzerò con l'umore adatto, e se avrò invece qualcosa di noioso da fare, mi adeguerò alla noia, come una sorta di forza di gravità psichica, per la quale la mia mente "precipita" verso l'oggettività delle cose fatte o da farsi.
Stamattina invece questa regola è saltata. Ricordo a stento la giornata di ieri e non nutro la minima preoccupazione per le cose da fare oggi. E mi sono svegliata in fretta e tranquilla e normale e "tutto va bene nel migliore dei mondi possibili". ;)

Buon primo lunedì di estate, allora, nella speranza che anche voi che leggete vi sentiate così come me, per tutto il resto della settimana.

domenica 20 giugno 2010

Letturedomenicali+tazzinadicaffè.

La tazzina c'è, qui accanto alla tastiera, fa anche freddo, sembra una domenica di autunno inoltrato in cui ci si sveglia con le coperte tirate su fino al naso e un po' di raffreddore. Guardo dalla finestra il cielo bianco pieno di nuvole, guardo i boccioli di fiori sul davanzale e penso che saranno quanto meno confusi da questo clima, non sanno se sbocciare o restare ancora lì chiusi come un pugno in miniatura. Ho i brividi, in questa specie di bolla di quasi-ghiaccio perdo un po' di memoria del passato ma anche del futuro, sono completamente sospesa nel presente come una foglia appena spuntata su un ramo che non sa se e quando dovrà cadere.

Detto ciò, sfoglio qualche pagina di questo libro: E lasciamole cadere queste stelle, di Filippo Timi, editore Fandango.
Filippo Timi in Vincere nella parte del figlio "segreto" del Duce mi aveva molto colpita, e così anche nella Signorina Effe. Successivamente ho scoperto che è un personaggio complicatissimo, balbetta ecc ecc. L'ho visto poi in tv nel programma di Crozza. Così alla fine ho preso uno dei suoi due libri, il secondo.
E iniziando a leggere devo dire che si conferma l'impressione che ho avuto di lui, che si trasferisce semplicemente su carta, di ineluttabilità, di abisso, di qualcosa senza ritorno.

Buona domenica e buona lettura a tutti :)

giovedì 17 giugno 2010

Cielo su Torino.



Mi affaccio al balcone e vedo queste cose. No, non è l'Apocalisse, è il cielo di Torino in questi giorni. E quegli edifici argentati e surreali sono il mio panorama quotidiano. Contrariamente a ogni logica, a me piacciono molto da vedere. Buona giornata :)

mercoledì 16 giugno 2010

Desideri.

Si vive un po' metaforicamente in trincea, molto spesso si ha una sola direzione, quella della lotta, della sopravvivenza, della costruzione della vita, che è una cosa anche un po' violenta, faticosa, la più drastica avventura che abbia mai sperimentato, con l'arrivo dell'età adulta. Mi ricorda certe sensazioni dell'infanzia, quando sei piccola, il mondo intorno a te è sproporzionato nella sua grandezza e nonostante questo divario, sei tu che devi, perché è un dovere, districarti là in mezzo, capirci più cose possibile, trovare una strada su cui metterti, guardarti allo specchio e non riconoscerti di anno in anno, sopportare i cambiamenti fisici, quelli psicologici.
Ecco che si ripresenta tutto questo e forse anche di più. Ed è nel centro di questo percorso di guerra, perché è una guerra contro la propria stessa debolezza, contro le idee sbagliate, contro i meccanismi inceppati, che di colpo una mattina ci si sveglia con alcuni piccoli desideri in mente che parevano dimenticati. Piccole necessità trascurate, piccoli sogni innocenti lasciati indietro perché si stava a strisciare sui gomiti nel fango sotto il filo spinato.

Signore e signori, ecco i miei:

1) mettere lo smalto, anche trasparente, non lo faccio da tanto tempo.
2) entrare e uscire dalle librerie, sfogliare i libri, leggere le quarte di copertina, comprarne uno, leggerselo nel tragitto di ritorno a casa.
3) andare in piscina, nuotare tanto tempo, sentirsi nel posto giusto al momento giusto.
4) mettere degli orecchini nuovi, sentirsi carina, diversa.
5) fare una lunghissima passeggiata fino al tramonto senza paura, fermandosi alle vetrine.
6) pizza più cinema, come le prime uscite nell'adolescenza.
7) guardare un film, un capolavoro, dimenticare se stessi per entrare nella storia, uscire dal cinema tramortiti, parlarne ancora tutta la sera davanti a un bicchiere di vino.

Sì, più o meno cose così, cose in cui ci si affida alla vita come gli acrobati che non hanno paura di cadere, sapendo che si può fare, che andrà bene, che non ci si farà male.
Confido di dedicarmi a queste attività al più presto :)

martedì 15 giugno 2010

Radio-Tazzina.

Pronto?
Sì? Hemm. Sono Noemi, una circa adolescente.
Ah. E perché non sei a scuola a quest'ora?
Ehhh perché c'era l'interrogaz... avevo mal di pancia!
Certo. E cosa vorresti ascoltare?
Una canzone che spieghi com'è che succedono certe cose, quando incominciano le brutte sensazioni, dove ha le radici la sofferenza che ci trasciniamo dietro fino all'età adulta e anche oltre...
Ho quello che fa per te: Fluorescent Adolescent: ti piacerà!
Grazie.
Vuoi salutare qualcuno?
Sì, tutti quelli che mi conoscono!

Mondiale.

Il primo mondiale della mia vita, '82, non me lo ricordo, avevo due anni. Il secondo, sei anni, ma non ricordo ancora nulla, tranne solo una vaghissima immagine e la consapevolezza che ormai ero una bambina grande delle elementari. Il terzo sì, Italia Novanta, le notti magiche, dieci anni, le elementari finite, ricordo fatalmente tutto.
Poi quattordici, poi diciotto, poi ventidue, poi ventisei, poi...

Sarà capitato anche a tutti voi che leggete, di avere un sussulto a questo pensiero del Mondiale che trafigge, attraversa, scandisce la nostra vita a balzi così netti. Mi accorgo che, di quattro anni in quattro anni, cambiava sempre moltissimo e a ricordare il Mondiale precedente quasi non mi sentivo più la stessa persona. Puntualmente poi mi ritrovavo a fantasticare su quello successivo: dove sarò, come sarò tra quattro anni? Questo 2010 è l'anno dei miei 30, ad agosto succederà questa cosa, ed è davvero ironico scoprire che mai e poi mai mi sarei immaginata così come sono adesso, anche solo quattro anni fa, ventiseienne davanti al maxi schermo a esultare con tutta Torino in piazza. Mi immaginavo piuttosto diversa, in circostanze diverse. Migliori, forse. Eppure non sono delusa o triste per questo. Perché poi, sicura come la prima partita dell'Italia, ecco una sensazione come di sorpresa, come se, al di là di qualsiasi - anche la più sfrenata - immaginazione, la realtà sia sempre più ineluttabilmente bella, giusta e nuova rispetto al previsto. Come le cose ultime della vita, anche questo rituale che accompagna il campionato del mondo lo sento che si incide sulla mia pelle, dentro le ossa.

Ieri ho preso il temporale in pieno, dopo un po' smettevo di schivare le pozzanghere, che erano piccoli laghetti metropolitani, e ci camminavo dentro. Ecco come sono oggi, eccomi sotto il diluvio con l'inutile ombrello, a correre verso il fischio d'inizio. Più giovane, più viva e più forte del previsto, di quel che credevo nel 2006.

E nel 2014? Dove sarò? Che farò? Che penserò? Che dirò? E ci sarà ancora Buffon? (Ma che gli è capitato?)

domenica 13 giugno 2010

Letturedomenicali+tazzinadicaffè.

Scusate il ritardo! Eccomi con una tazzina serale e una lettura dell'anno scorso che rileggo perché così mi riconosco (cit. colta) ... Parlo dell'Ubicazione del bene, Giorgio Falco, 2009, Einaudi. Questo libro agile e asciutto mi aveva colpita molto. Subito per il titolo che trovo proprio fortunato. Poi mi ero persa tra gli abitanti della immaginaria Cortesforza, immaginaria sì, ma molto realistica cittadina fuori Milano. Mi ha raggelata la cronaca fredda di queste vite così umane, così artificiali, così vuote. E mi ha ipnotizzata il linguaggio secco e neutro dello scrittore.
E in tutta questa freddezza e neutralità, mi si è stretto anche un nodo in gola.

Ne rileggo alcune parti prima che venga il tramonto e auguro buona domenica a chi legge :)

sabato 12 giugno 2010

Falafel.

Polpette di fave o ceci tritati con cipolla aglio e coriandolo. Spesso inserite in un panino con un letto di insalata e pomodori. Probabilmente di origine egiziana, molto usate anche nella cucina israeliana.

Ecco la mia grande passione del momento. Sarà un po' come riscoprire l'acqua calda, me ne rendo conto. E' che non le mangiavo da tanto tempo, e poi per un caso o per l'altro mi sono ritrovata con questo panino tra le mani. E ora non ne posso più fare a meno. Ma finirà, il trip del falafel finirà.

Buon sabato :)

giovedì 10 giugno 2010

Ora...vedila, Jim.

Quando mi sento spaesata, un po' liquefatta, vedo Infinite Jest di David Foster Wallace di milleduecentoottantuno pagine che gira per la casa. Penso che non lo finirò mai, ma è un bene. Lo lascio sempre lì, come se fosse un fiume, un elemento della natura cui attingere benefici quando ce n'è bisogno. Finché lo vedo, mi sento ancorata alla vita e alla terra.

"Questo è il garage comune figliolo. E questa è la nostra porta nel garage. So che lo sai. So che ti è già capitato di guardarla molte volte. Ora... vedila, Jim. Vedila come corpo. La maniglia grigiastra, il chiavistello che ruota in senso orario, i pezzi di insetto che sono rimasti sotto la vernice quando era fresca e ora spuntano. Le crepe di questo sole impietoso. Il colore originale non lo sa nessuno (...)".

Comunque adesso vado a provare a fare gli gnocchi. E che David me la mandi buona :)

mercoledì 9 giugno 2010

Sfumature...

Vi ricordate Convivendo.net? Il sito che spiega tutto quello che volete sapere sulla convivenza ma non avete mai osato chiedere. Lui&Lei, che hanno ideato e curano Convivendo.net con impegno e passione, hanno ben pensato, in un momento di pura follia, di ospitare le mie "14 sfumature che ancora non conoscete della convivenza".
Le trovate qui. Sono consigli serissimi per convivere in perfetta armonia. E mi raccomando, (non) seguiteli dal primo all'ultimo. :)
Grazie Lui&Lei, siete troppo carini.

lunedì 7 giugno 2010

Bici.

E ieri con la bici sono stata in giro. Prendere il largo della città con la bici è per me una cosa nuova. Partire con il caldo, un po' di mal di testa. Ritrovarsi in mezzo a prati e in riva al fiume, sotto le piante calde che respirano e poi di colpo inizia a piovere, a diluviare. Sentire sulle braccia la pioggia e il vento freddo, e qualcosa di antico ritorna con loro. Una memoria perduta da tempo di sensazioni ed emozioni. E correrci dentro. Avevo dimenticato come ci si può sentire certe volte. Alla fine sono anche caduta! Non dico che mi sia piaciuto, ma quasi. In una vita sempre misurata, chiusa in un piccolo perimetro, fatta di minuzie snervanti e di grandi paure da smontare, sì forse un po' mi è piaciuto volare giù dalla bici, staccarmi dal tranquillo tragitto. Sapere che puoi cadere, puoi sentire la pelle e i muscoli contro il cemento, il cuore che accelera, quel singhiozzo infantile soffocato. E poi rialzarsi, scoprire che non ti sei fatta niente.

domenica 6 giugno 2010

Letture domenicali+tazzinadicaffè.

Alle sei non riuscivo più a dormire. Il caldo, forse. Ieri sera sono stata qui, a Collisioni - Vite parallele, un bel Festival letterario alla sua seconda edizione, ma già ben radicato nel territorio: Novello, un piccolo paese che appartiene ai Comuni del Barolo, in provincia di Cuneo. Un vero villaggio incantato di mille anime che nei paraggi del suo castello fiabesco offre una delle viste più suggestive che ricordi, sulle colline verdi e dolci di inizio estate. Questo Festival coinvolge le vie e le piazze principali del paese ed è davvero un'esperienza da fare. (c'è anche oggi, chi riesce, vale proprio la pena...) Per non parlare del logo dell'edizione 2010 e di tutto il progetto grafico affidato a Valerio Berruti, che io trovo emozionante solo come chi riesce a vedere le cose reali con occhi nuovi, come raccontavo anche qui e che ha conferito all'idea del Festival qualcosa di veramente inedito, superiore.

La serata è stata così bella e intensa che forse anche per questo non riuscivo più a dormire. Tra le altre cose in programma, c'era Marco Travaglio. Ascoltarlo parlare è sempre utile, una doccia fredda che non perde mai di efficacia. Sotto quella grande struttura bianca, in uno dei pomeriggi più caldi degli ultimi tempi (per chi c'era: secondo voi di quella canicola se ne parlerà al tg1?! ;), eravamo in tanti ad ascoltarlo. Travaglio è una di quelle certezze che si mettono lì in un angolo della mente, convinti di conoscerlo, di sapere tutto. Con lui succede quello strano fenomeno per il quale i luoghi più belli della propria città si trascura di visitarli, a volte per anni o per tutta la vita. Travaglio, sì sì, poi mi leggo l'ultimo libro, ah sì sì il suo articolo, so di cosa parla, lo vedo in tv. E invece non è proprio così. In nessuna circostanza della vita, si impara poi, è possibile trascurare le cose importanti, smettere di ascoltarle perché tanto si conoscono. Quello è l'errore di valutazione, l'incoscienza. E allora nel mezzo della mia insonnia, ho ripreso in mano il suo (e di Peter Gomez) famoso Inciucio, Bur, 2005. Che un po' si riallaccia ai temi che ha trattato ieri, a grandi linee. E questo è il mio consiglio domenicale. Non dico di rileggerlo da cima a fondo, io non ci sono riuscita perché la mia soglia di attenzione di prima mattina è bassissima (ma anche in altre ore della giornata, umpf, forse sempre), ma almeno qualche pezzo, almeno la prefazione di Giorgio Bocca. Con la fedele tazzina al mio fianco, vi auguro allora buona domenica e buona lettura, enjoy.

:)

venerdì 4 giugno 2010

cigno.

Gita al lago Maggiore. A un certo punto ci sono dei cigni che inizialmente avevo scambiato per papere. Se ne stanno lì tranquilli in un angolo a mangiare e a grattarsi le piume bianche. Mi fanno uno strano effetto. Siamo tutti lì a fotografarli con gli zoom delle nostre macchinette digitali. Sembrano i divi in vacanza, diversi da come appaiono in tv o sui giornali, più modesti. Ondeggiano sull'acqua mossa, sono goffi. Hanno un'espressione interrogativa e mite negli occhi neri. Non so. In certi momenti mi chiedo cosa sia la bellezza, dove sia. Quando dicevano "è negli occhi di chi guarda" pensavo "sì, vabè" e non ci credevo. Ero convinta che la bellezza fosse la bellezza. E aspettavo sempre di restarne estasiata, tramortita da un momento all'altro, con enfasi. E invece questi cigni non erano belli, come tutti ci si aspettava da un cigno, ma erano normali, carini, fluttuanti come barchette nell'acqua fredda in cerca di qualche pezzo di cibo da beccare. Le cose che mi sembravano belle, che vedevo belle, che costruivo come una fortezza dentro di me per vedere belle a tutti i costi, oggi mi appaiono per quello che sono. Non belle. Forse preferisco adesso. Non mi piace più avere lenti colorate che modificano il mondo per me, per conformarlo a un'idea mia, forzata, sterile, incoerente. Mi piace invece adesso guardare le cose a occhio nudo. Trovo faticoso questo cambiamento, sarebbe stato più facile continuare così, a guardare tutto in una luce caramellata, artificiale. Ma la conquista di vedere con lucidità, di non essere più miope, è impagabile e vale lo sforzo.

mercoledì 2 giugno 2010

Tazzina Warhol :)

Vi presento una new entry di casa mia: una tazzina di caffè - celeste, piccolina, ikea! - che per la sua sconcertante semplicità potrebbe diventare la mia preferita. Eccola fotografata in più momenti della sua intensa giornata di ieri.
Hemmm, non che non avessi niente di meglio da fare... solo pensavo di emulare il grande Andy Warhol nel suo mirabile capolavoro sull'Empire State Building!
Scherzi a parte, buona serata e buon 2 giugno a tutti.

:)