domenica 22 maggio 2011

Un Po di corsa, Murakami Haruki: I gotta feeling.

"Voglio pensare ai fiumi. Voglio pensare alle nuvole. Ma in realtà non penso a niente. Semplicemente continuo a correre in un silenzio di cui avevo nostalgia, in un comodo spazio vuoto che mi sono creato da solo".

Dice Murakami Haruki nell'Arte di correre (editore Einaudi), e dice anche altre cose sulla corsa, che riguardano la scrittura, la sua vita, il fatto che a un certo punto è diventato uno scrittore-maratoneta. Lui non è un professionista, e ha iniziato piuttosto tardi, tuttavia la corsa è diventata importante, almeno quanto il suo solitario mestiere di romanziere.

Ieri sera ho iniziato il piccolo libro, che tenevo pronto sul comodino, come in effetti un atleta allo start. Aspettavo l'occasione giusta e in quell'istante, prima di dormire, lo era, perché l'indomani, cioè oggi, mi apprestavo a correre una mini gara podistica (sì è tutto vero).

Ma poi com'è che a un certo punto la gente decide di correre?

Io lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. O meglio lo speravo e un po' lo immaginavo. Intendo dire sapevo che prima o poi avrei capito cosa c'è di bello nella corsa. Per me in questo anno, da quando mi sono messa a correre, è stata dura. Ero completamente fuori forma e fuori allenamento, e in più dal 2006 sono diventata anche vistosamente asmatica. Quindi per dire corro con il Ventolin nel taschino dei pantaloni, e spesso purtroppo lo uso.

Oggi però ho capito qualcosa. Al terzo kilometro, in realtà, ho stramaledetto il giorno in cui sono nata, la città di Torino, e pure un po' il mio fidanzato che a quel punto era forse già arrivato, o comunque era avantissimo e temevo di non rivederlo mai più. Sentivo una fatica improvvisa e brutta. Come non si può spiegare. Ma poi ho pensato: Pain is inevitable. Suffering is optional. Che è un'altra frase letta nel libro prima di dormire.

"La fatica è una realtà inevitabile, mentre la possibilità di farcela è a esclusiva discrezione di ogni individuo". E ho anche pensato: "respirare a pieni polmoni l'aria frizzante del mattino". L'ho pensato tutto il tempo, insieme ad altre cose, e infine più a niente. Sentivo solo un caldo tremendo, ottundente, rallentante. E l'odio montarmi alla testa verso una signora molto anziana e molto corpulenta che continuava secca a superarmi e a tagliare la strada. Ma come fa? Signora, ma come ca**o fa a correre così?

Alla fine ho smesso anche con la competizione. Ho smesso con tutto. E ho provato solo a resistere. E proprio lì, tra il sesto e il settimo kilometro, ho visto di colpo cosa c'era intorno. Il fiume. Verde, calmo, vicino. I germani reali che immergevano la testa lucida e arruffata nell'acqua. L'ombra. Il vento. Gli altri che facevano del loro meglio. Uno con un cappello da alpino. Dei pescatori. Infinite lercissime bottiglie di birra buttate per terra vicino al Fluido e all'Imbarchino*. E poi cani, tanti cani. Biciclette. Innamorati.

Al nono kilometro di nuovo la fatica. Ma perché sono qui? Ma perché sono io e non un'altra? Ma le gambe continuavano a muoversi, seppur piano, a questo punto malgrado me. L'ultimo scatto però l'ho fatto, ci ho provato, accelerando sul serio. Il mio tempo è ahemm trascurabile, ma qualcuno mi ha anche fatto l'applauso.

Le cose migliori sono arrivate lì. C'erano tutti i volti concentrati della partenza finalmente distesi e tantissime guance rosse. Tavolate di frutta e biscotti e bibite energetiche. E musica.

Quando è partita I gotta feeling ho morso un'arancia tagliata a spicchi. Un momento che ricorderò, stagliato nella luce di maggio, in cui ho sentito il sangue e il succo d'arancia scorrermi forte nelle vene.

Ma dov'ero? Ero qui, a Un Po di corsa.

Let's do it. Let's do it.


*Bellissimi locali sul Po. Ma hei simpatici torinesi: tra l'altro mi han detto che l'uso del cassonetto non è illegale nell'Unione Europea. Di notte non te rendi conto ma al mattino dopo è abbastanza osceno vedere tutti quei rifiuti puzzolenti sparsi ovunque.

Comunque good good day a tutti.


8 commenti:

yamunin ha detto...

Brava e buon divertimento per le corse future. :-)

noemi ha detto...

@yamunin: grazie :)

emmaci ha detto...

brava!
ero già stata sovrastata dalla pigrizia, ma mi hai convinta: vado.
e prima o poi parteciperò anche io ad una gara :)

noemi ha detto...

Ciao @emmaci :) Grazie grazie! Bè, sono proprio contenta, buona corsetta e tienimi aggiornata!

pencil ha detto...

sei ufficialmente modello di atleticità e resistenza e "Pain is inevitable. Suffering is optional" mi ha spalancato gli occhi sulle mie possibilità..go girl go!

noemi ha detto...

@pencil!!! Grazie grazie. Go go go!

Martina ha detto...

Per me correre è ormai diventata una droga. Se non lo faccio sto proprio male mentalmente! Spesso provo a spiegare che cosa ci trovo in un'attività così "perversa, noiosa, faticosa, etc.", ma è proprio complicato. D'ora in avanti consiglierò il libro di Murakami. Grande Noemi! :)

noemi ha detto...

Martina: grazie grazie :) :) ti capisco...