lunedì 30 giugno 2014

Italo Calvino, Palomar.

Italo Calvino, Palomar, Mondadori


"Come il gorilla ha il suo pneumatico che gli serve da supporto tangibile per un farneticante discorso senza parole, - egli pensa, - così io ho quest'immagine d'uno scimmione bianco. Tutti rigiriamo tra le mani un vecchio copertone vuoto mediante il quale vorremmo raggiungere il senso ultimo a cui le parole non giungono".

Tra le mie letture ricorrenti, proprio come i sogni talvolta, in questo caso per niente incubi, c'è la nota biografica di Italo Calvino posta all'inizio di tutti i suoi libri.

Lo scherzo del destino è che lui sfuggiva alle biografie, omettendo fatti della propria vita, o addirittura inventandone. Chissà cosa penserebbe se sapesse che una sua lettrice periodicamente va lì e si rilegge la sua biografia ufficiale di proposito per farsi gli affari suoi!

Ho sempre pensato che Calvino sarebbe stato un grandioso blogger, e l'ho scritto spesso tra queste righe. Oddio, non proprio sempre, ma di sicuro da quando ho capito le potenzialità espressive dei blog. Oddio, non che le abbia capite tutte ancora e a pieno, ma insomma mi avete capita. Oddio!

Palomar è uno dei suoi capolavori, ed è per me sempre una scoperta rileggerne la genesi di tanto in tanto. Penso che Calvino, chi lo sa, magari anacronisticamente negli anni difficili della sua soffittina torinese, ne avrebbe inseriti dei piccoli pezzi in un blog, che avrebbe chiamato... 

Ah, che bello immaginare!

Tornando a noi: nascevano nella sua mente queste descrizioni di cose (che notava sulla spiaggia, in giardino, sul terrazzo, al mercato o nel cielo o nella società degli uomini) e le trasformava in visioni di questo personaggio fantastico chiamato Palomar. 

Il primo di questi racconti, La lettura di un'onda, è uno dei primi suoi che ho letto nella vita, al liceo, e lo porto sempre, come si dice, nel cuore. Come esempio di perfezione. E di ricerca di dire quel che forse non si può dire: la bellezza della natura, quella scintilla di senso del giusto che prende all'improvviso, e il suo mistero. Poi ci sono racconti più terreni, o più spiritosi, anche quando riguardano cose celesti. 

Un buon modo per dare continuità a questo blog, mi pare dunque aggiornare di tanto in tanto le mie letture, che influenzano anche ciò che sto scrivendo in questo periodo, come anticipavo due post addietro. E ricordare a chi passa per di qua che, se ne avesse voglia, può bersi in mia compagnia (o meglio dei miei racconti brevi) un bicchiere di #AcquaNaturale su questo blog qui. Sperando vi piaccia e vi disseti in questi mesi estivi, e oltre.


martedì 17 giugno 2014

Jo fortere jeg går, jo mindre er jeg.

Kjersti A. Skomsvold, Più corro veloce, più sono piccola, Atmpsphere Libri. (nella foto, il libro nelle sue edizioni inglese, norvegese e italiana)

Acqua e cibo per tre.

Acqua e vino.

Kjerst A. Skomsvold e la bravissima interprete Irene Burdese al Fuori Luogo Festival di San Damiano d'Asti.
Eccoci!


Come preannunciato, il ritmo e il senso di questo blog stanno pian piano cambiando. 

Si tratta di cambiamenti lenti: alcuni amici (grazie!) me ne hanno suggeriti anche un bel po' di tecnici, di relativi anche alla possibilità di un guadagno, senza snaturare i post, che è cosa buona e giusta. Infatti ci sto pensando e sto progettando un po' di possibilità. Nel mentre, però, questi benedetti cambiamenti accadono anche nel resto delle cose, non monetarie, per intenderci. Nello spirito della faccenda, che sta mutando insieme a me. Sto cercando nuovi spazi di lavoro, riempiendomi la vita di nuove cose da fare, e cercando di rendere gli spazi di "tazzina" più circoscritti, ma pur sempre reali e significativi, anzi di più, anzi di maggior valore, per lo meno nelle intenzioni, facendo una pernacchia al tempo che - solo all'apparenza - sembra sfuggirci dalle mani e alle logiche editoriali.

Ci sono cose che proprio ti chiamano, sarà successo anche a voi. Provi a rintanarti da qualche parte, pensando alle soluzioni per le questioni della vita, ignorando ciò che ti piace. Me intanto queste cose ti chiamano lo stesso. Si tratta di sensazioni, intuizioni. Che diventano incontri, pensieri e mestieri anche qualche volta.

A me è successo venerdì scorso. Ho conosciuto una scrittrice norvegese più o meno della mia età, classe 1979. Ha scritto due romanzi per ora, e saggi e poesie. Ma quel che più conta, come posso descrivervelo? Ci siamo capite. 

Lei parlava norvegese, io italiano (Irene inerpretava le due lingue), tentavamo anche discorsi in inglese. Ma è stato lo sguardo! Come di due amiche agli antipodi dell'Universo, che si salutano. Eravamo come due facce della stessa medaglia. Non so quanto potrà interessarvi, ma ho capito in quell'attimo di che pasta siamo fatti tutti noi, e in particolare chi scrive. Mi ha raccontato la sua esperienza, alla fine del primo romanzo. Come si sentiva quando era me: cioè un'esordiente alle prese con il secondo libro. 

Prima del nostro intervento, che apriva il Festival, dunque tanto onore e tanta responsabilità, avevamo vistosamente paura, e pelle d'oca. Eravamo noi al centro di qualcosa. Della nostra vita. Sarà capitato anche a voi. E lì ho pensato: non posso scappare.

Non posso scappare dalle responsabilità, dai doveri, dal dolore, dalla felicità e da questo blog.

C'è un momento in cui trovi casa. Ci metti un secolo a riconoscerla, magari. 
Però poi realizzi, e trovi la chiave per aprire la porta.

lunedì 9 giugno 2014

Anatema Ambiente di Sonia Toni.


Come preannunciato, questo blog vivrà alcuni cambiamenti importanti. Nell'ultimo post, vi dicevo che così come l'avete conosciuto, non esisterà più. 

Infatti, si comincia con nuove avventure. Anzi in questo caso: si prosegue!


Sono felice di ospitare dunque oggi, come è già accaduto altre volte, un amico, Antonio Benforte.

I temi che Antonio tratta per Tazzina-di-caffè sono molto importanti per me, e sono felice di poter dare spazio alle sue recensioni di volta in volta preziose.

Consiglio anche di visitare Econote.it dove parallelamente appaiono alcuni post sui temi della decrescita raccontati dal mio parziale, ma spero leggero e inedito punto di vista.

Ma restate connessi, perché presto saprete di più dei progetti di Antonio e ve li racconterò su questo blog, insieme alle altre news.

E voi come va? Che mi dite di bello?

Ecco la recensione di oggi.

(E mi raccomando, bevete sempre tanta #AcquaNaturale...) 

Grazie Antonio!

L’idea alla base di questo libro è che se sai, e se ti informi, puoi agire. Puoi essere d’accordo o meno, più o meno catastrofista, puoi fregartene del buco nell’ozono, ma se conosci l’ambiente, e conosci gli uomini, puoi capire dove sta andando questo malandato pianeta.
 
C’è Oliviero Beha, che nell’introduzione permette di focalizzare bene il tema: 

Questo essenziale manualetto ci ridefinisce un quadro che può essere fatto immediatamente nostro solo grazie a un robusto infuso di consapevolezza”, dice chiarendo di cosa si andrà a parlare. 

Guardandoci attorno, mi sembra un aggiornamento energico, necessario, indispensabile.”

E allora iniziamo ad avercela, questa consapevolezza, leggendo il libro della casa editrice Dissensiscritto da Sonia Toni che offre utili spunti per orientarci in questa materia. Lo fa, ad esempio, segnalandoci che la temperatura del Pianeta sta salendo inesorabilmente, arrecando sconquassi e cataclismi di ogni genere.
 
I dati sono chiari: Si sta innalzando in livello dei mari (17 cm nell’ultimo secolo); aumentano le temperature sulla terra (il riscaldamento globale è iniziato nel 1880, ma gli anni più caldi partono dal 1981); sebbene l'attività solare, negli anni 2007-2009, sia stata più bassa, la temperatura della superficie del Pianeta continua a crescere; gli oceani hanno assorbito un'enorme quantità di questo calore in continua crescita; Lo spessore dei ghiacci si riduce, soprattutto quelli dell’Artide, e si assiste al ritiro dei ghiacciai di tutto il mondo: Alpi, Himalaya, Ande, Montagne Rocciose, Alaska, Africa; ancora, sono aumentate le temperature record e anche i fenomeni piovosi: sia per numero che per intensità; infine, l'acidità della superficie degli oceani è cresciuta del 30%. Questo incremento è dovuto all'emissione di gas serra in atmosfera.

Insomma, c’è poco da star sereni. Lo sappiamo bene, impossibile ormai nascondersi dietro a un dito, il gas maggiormente responsabile del riscaldamento globale è l'anidride carbonica. Oltre a questo, abbiamo il gas metano prodotto dalle discariche e dall'apparato digerente degli animali da allevamento. Sonia Toni, tra i tanti utili dati che ci offre nel libro, non manca di segnalare quelli relativi ai 10 siti più inquinati del mondo, soprattutto in Russia, Africa e Cina.

L’inversione di tendenza, oltre che auspicabile, è necessaria per il bene del pianeta. Come sottolinea l’autrice, “La natura ha sempre fatto molto più del suo dovere con noi umani; ci ha sempre amati, ma se questo amore continuerà ad essere tradito, allora la natura si ribellerà e per l'uomo sarà un gran brutto momento, forse il più brutto della sua storia terrena. Siamo circondati dai segnali che la nostra biosfera ci manda continuamente, come per avvertirci che, se vogliamo, abbiamo ancora tempo per migliorare la situazione, non è troppo tardi, ce la possiamo fare, ma dobbiamo volerlo; fortemente e con grande tenacia e, soprattutto, dobbiamo cominciare da noi stessi.

E la cosa più interessante è che il libro non si limita ad ammonire, ma segnala anche soluzioni. Una panoramica sull’acqua, e sulla sua progressiva scarsità, e dall’altro canto sugli sprechi di cibo – e sul suo impatto ambientale – servono a dare un quadro più completo dell’Anatema.
Per fare dei passi in avanti ed evitarlo, in conclusione del libro ci sono utili interventi per ridurre i nostri sprechi, mangiare in modo più sano, rispettare maggiormente l’ambiente con dei piccoli, ma preziosi gesti. 

(Antonio Benforte) 

mercoledì 14 maggio 2014

E un bicchiere di acqua naturale, grazie!

Ciao a tutti! 

Senza tante premesse, volevo dire che il blog Tazzina-di-caffè, sul quale siete capitati or ora, o per caso o per volontà, così come è stato fino ad adesso, oggi chiude.

Questa è stata l'avventura più emozionante della mia vita, e sono grata ai lettori, parecchi dei quali sono diventati amici, che hanno dimostrato curiosità verso ciò che avevo da scrivere. Si è trattato di molto più di un blog, Tazzina-di-caffè è diventato il mio mondo, e mi ha permesso di "uscire dal guscio" della timidezza. Mi ha permesso di viaggiare anche un po', conoscere scrittori ed editori e di leggere libri che altrimenti forse non avrei mai scoperto. 

Ringrazio quindi anche tutte le persone che si sono affezionate a me tramite le mie parole e le idee espresse in questo spazio. 

Come in tutte le migliori avventure, ci sono stati anche momenti difficili. Il blog stesso nasceva proprio dalle ceneri di un periodo problematico. Tazzina-di-caffè è stato perciò anche utile per affrontare tutte le piccole o grandi fatiche che mi si presentavano, e vedere il lato positivo della faccenda.

Come spesso accade a chi fa qualche cosa, qualsiasi cosa, mi sono esposta, mi dicono alcuni amici, fin troppo ingenuamente a critiche e inciampi. Ma sono ancora viva! Per via anche dei complimenti e gli incoraggiamenti che, senza falsa modestia, sono stati più numerosi, e autorevoli e gentili delle suddette critiche che valgono solo quando sono costruttive.

Ho deciso di chiudere questa esperienza, per come si stava configurando, perché tutto ha un tempo, e il tempo di questo progetto è finito qui. 

Prima scrivevo per restare in contatto con il mondo. Successivamente mi sono accorta che cercavo anche una visibilità che ora, grazie ai lettori, nella piccola nicchia che è il mondo dell'editoria, ho raggiunto. Sento che più di questo non è possibile fare. Speravo che potesse essere anche un trampolino di lancio per nuove prospettive di lavoro, e qualche volta è accaduto, e ne sono stata felice. Purtroppo però ora non posso più permettermi di vivere di lavoretti. 

Mi tocca, come a moltissimi di voi, cercare un lavoro vero, con le garanzie, i vincoli e le soddisfazioni che questo comporta. Gestire questo blog, e tutte le attività a esso relative, stava diventando oneroso quanto o più di un impiego a tempo indeterminato a tutti gli effetti. Ma senza la sicurezza e le speranze che ciò comporta. 

E voi mi insegnate che lavorare gratis è sinonimo di lavorare male.

Da tempo riflettevo sull'autenticità e sulla credibilità della mia scrittura. Rispettare i lettori può voler dire anche compiere scelte un po' dolorose, ma utili e sincere. 

Il link di questo blog resterà però sempre vivo, così, se mi capiterà di voler condividere con voi ancora qualche lettura, soprattutto se ne avrò il tempo (e le energie mentali), saprete dove trovarmi. 

Contestualmente, chiedo a editori o altre aziende di cercarmi privatamente per qualsiasi chiarimento, proposta editoriale (intendo di pubblicazione dei miei scritti) o di lavoro strutturato e retribuito dignitosamente. 

Grazie ancora e prima di tutti a LiberAria, che è stata la casa editrice giovanissima che davvero ha scelto di spendere soldi, tempo, pazienza, affetto ed entusiasmo per me (come per tutti i suoi autori)! Sto lavorando al secondo romanzo, sempre con loro e grazie a loro. 

E grazie di vero cuore a @Einaudieditore che è stato il primo editore-bot ad ascoltarmi su twitter, dove mi trovate sempre come @tazzinadi.

Dulcis in fundo. Avevo già aperto altri blog in passato, paralleli a "tazzina". 

Hanno avuto un tempo lampo, nascevano da esigenze momentanee. Questa volta invece c'è una forte continuità, per così dire, liquida... nel senso di bevande. E nel senso che mi dedicherò solo a questo blog. Ho aperto uno spazio nuovo, dove inserirò piccoli racconti. 

(Se cercate il tag "raccon-tiny" scoprirete che non è una novità per me. Oppure potete trovarne altri qui o qui.)

Il nuovo blog si chiama Acqua Naturale

Lo trovate qui. Perché desidero che la lettura di questi brevi testi narrativi sia leggera, fresca e piacevole, nonché facile come bere un bicchiere d'acqua. Perché l'acqua è la cosa più preziosa che c'è e che paradossalmente rischiamo (inteso come umanità) di perdere se non ci prestiamo attenzione. 

Nell'acqua nascono i bambini, da lì arriviamo tutti noi.

E insomma. Questo è il tempo per me di crescere, diminuendo la caffeina, che è meravigliosa ma può far travisare la realtà, in favore di qualcosa di più semplice magari, ma reale e di vitale importanza. 

Per leggere i raccontini, cliccate sul tondino che vi comparirà sul blog. Non credo che potrò leggere i commenti, per motivi di posta. Ma forse non è il caso aspettarseli. Se però volete parlarmi, sapete dove trovarmi.

Ringrazio infine questo blog, e anche questo e questo e questo libro di un'amica per le ispirazioni.

GRAZIE di cuore ancora a tutti, ma proprio tutti. Credeteci o no, mentre scrivo mi è scesa una lacrimuccia, che infatti è composta di acqua naturale.


giovedì 8 maggio 2014

#SalTo14

Immagine trovata stamane sulla pagina Facebook del Salone Internazionale del Libro di Torino!

Un altro nuovo anno è passato e tutto va bene. Che è anche il tema del #SalTo14. Il bene. Questa volta, dopo anni di sbornia virtuale, tenterò di essere meno social, ma senza esagerare né in un senso né nell'altro. Considerato che ho un cellulare a pedali, perché il mio smartphone è in riparazione, ci leggo un invito divino a rilassarmi un po'. 

D'altro canto, il Paese ospite di questa edizione è il Vaticano: il Salone sarà immagino investito da un'aura di santità e messaggi da decifrare. Evviva.

Ciò detto, ecco i miei appuntamenti, per chi, sabaudo e non, desiderasse passarmi a trovare!

- Tutti i giorni sarò a registrare La Trattoria Delle Parole: un programma radio imperdibile, dove si mangia leggendo e viceversa, con gli amici Fabio Mendolicchio e Francesco Ruggiero. Nel Padiglione 1 - stand B41. Su Radio Banda Larga!

- Venerdì in Sala Argento dalle 17 alle 19 modererò una Maratona Letteraria... con autori esordienti parleremo di mille cose belle e interessanti. 

 - Domenica al Lounge del Circolo dei Lettori / Open Milano dalle 12.10 in poi racconterò la mia esperienza di blogger. Accorrete numerosi con i vostri smartphone funzionanti!!

E poi altre infinite amenità e occasioni di incontro che, sono certa, come ogni anno si presentano lì per lì. Farò la blogger a qualche evento ad esempio. E seguirò alcuni appuntamenti dell'Incubatore per ExtraTorino! (a proposito: in edicola su questo numero c'è anche un mio contributo!).

Ma, soprattutto, passerò spesso a trovare gli amici di LiberAria, Padiglione 1 - stand B38, dove ci saranno anche copie de Il metodo della bomba atomica. A essere sincera, io mi devo ancora riprendere dalle forti emozioni dello scorso anno... 

Dunque dunque, è fatta, non ci resta che cominciare. Buon #SalTo14 a tutti, come si dice in questi casi!


lunedì 5 maggio 2014

Vandana Shiva - Le guerre dell'acqua.


Vandana Shiva, Le guerre dell’acqua, Feltrinelli


«Questo libro è dedicato alla popolazione di Tehri e della valle di Bhagirathi, le cui case stanno per essere sommerse dalla diga di Tehri, che annullerà così anche la penitenza di Bhagirath».
Questa è la dedica in apertura di Le guerra dell’acqua, di Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana. L’edizione è Feltrinelli, ed è un piccolo libro che fa grande chiarezza sul tema dell’insufficienza idrica in numerosi paesi del mondo. E sul fatto che le nuove guerre saranno sempre più spesso combattute per il possesso dell’oro liquido, che oggi – insieme al petrolio – è proprio l’acqua.

L’idea alla base del libro è semplice, e riprende il messaggio di Gandhi: «La terra ha abbastanza per le necessità di tutti, ma non per l’avidità di pochi». Parte dalla sua terra, dall’India, l’analisi di Vandana Shiva (anche lei indiana), per spiegare come la crisi dell’acqua sia «la dimensione più grave e meno visibile della devastazione ecologica della terra» – il libro è del 2002, negli ultimi dieci anni la situazione è anche peggiorata.

L’acqua è da sempre un bene prezioso. Ma nell’ultimo secolo lo è diventato ancora di più. I potenti, progressivamente, se ne ne sono appropriati, per poi in molti casi “mascherare” le guerre dell’acqua, facendole apparire come guerre etniche o religiose. Guerre paradigmatiche –che vedono contrapposte una cultura dell’acqua come bene di tutti a una cultura mercificata dell’acqua in bottiglia – e guerre vere e proprie, combattute a tutti i livelli.

L’acqua è sempre più diventata una merce, e così viene quotidianamente gestita (l’avete visto il video sulla storia dell’acqua in bottiglia? Rimediate subito).

Il libro di Vandana Shiva ha il merito di metterci di fronte al dilemma legato alla sua gestione: l’acqua deve essere privatizzata o è soltanto un bene pubblico? Quanto ne spetta all’uomo liberamente, e quanta alle aziende?
Progressivamente, le necessità delle popolazioni sono aumentate, ma i loro diritti all’accesso all’acqua diminuite. Eppure, il diritto all’acqua dovrebbe essere concesso a tutti i popoli, perché acqua è sinonimo di vita.

Eppure... eppure sempre più persone hanno problemi di accesso all’acqua, cosa che per noi occidentali è impensabile. E sempre di più l’intervento dell’uomo ha compromesso falde acquifere, pensiamo soltanto a quello che accade anche in molte zone del nostro paese. In ogni caso mentre in occidente e in generale nei paesi industrializzati si abbia spesso abbondanza di risorse idriche, e anzi si parli molto spesso di sprechi legati all’acqua, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo per quello che riguarda le infrastrutture idriche siamo ancora a livelli molto sotto la sufficienza.

Ad esempio in molti Paesi in via di sviluppo l’accesso all’acqua potabile è decisamente insufficiente – a causa della struttura morfologica e geografica del territorio, dell’alta densità della popolazione. Stiamo parlando di stati come Israele, Cina, Bolivia, Messico, Ghana, e ovviamente l’India, lo stato di Vandana Shiva.

La lettura di questo libro permette di aprire meglio gli occhi, e di avere uno sguardo d’insieme su un problema spesso celato, sul quale non abbiamo modo – o tempo – di interrogarci. E pone al centro della riflessione un concetto molto importante: la mano dell’uomo – con i suoi interessi economici e politici – spesso rovina o compromette quello che la natura ha creato. Dobbiamo impegnarci sempre di più, e dobbiamo farlo tutti, per limitarne i danni, e resistere.



Grazie Antonio per questo post, spero possa incuriosire e aprire nuove prospettive ai lettori che passano da queste parti. 



mercoledì 23 aprile 2014

Giornata mondiale del libro - Il maggio dei libri.

O yea oggi è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO.


E, poiché questo blog parla di libri e autori (qualche volta anche di diritti e di giornate mondiali e caffè e altre amenità chiaramente), sono stata coinvolta pure io in questa campagna a sostegno de Il maggio dei libri, che dunque orgogliosamente la supporto su Tazzina-di-caffè (e nel mio cuore).

 
Il maggio dei libri è una campagna nazionale, giunta alla sua quarta edizione, promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con l'AIE - Associazione Italiana Editori. 

E insomma tutta questa profusione di corsivo per dire che sarà un mese ricco di eventi libreschi - li trovate tutti sul sito che ho linkato in alto. Quanto a me personalmente, ho voglia di leggere come non mai e di scrivere. E speriamo in generale per tutti che questa campagna lunga un intero mese sia utile a trasformare la lettura in una bella abitudine. In tempi di crisi questo è il miglior viaggio da fare, il miglior investimento. Considerato che per le abitudini dopotutto ci vuole pazienza e tanto tempo, e calma e lentezza. 

Perché, come diceva anche il buon vecchio Proust: "L'abitudine! Amministratrice abile, ma tremendamente lenta". 







lunedì 21 aprile 2014

Siamo tutti allenatori, anche a Pasqua!

Mendo, Siamo tutti allenatori, CartaCanta editore



I libri degli amici. Senza dubbio, una questione delicata. "Una questione privata", come direbbe qualcuno un tantino più autorevole di me. E così è stato che dopo questa Pasqua a suo modo per me speciale, unica e bella, ho riletto pezzi di questo libro. E ho pensato: i libri degli amici.

Colui che firma questo romanzo si chiama Mendo. Ed è un amico mio. Di quelle amicizie che nascono in radio. 

(Per una che si chiama Cuffia di cognome, come me, detto tra parentesi, io ci vedo un destino, in questa cosa della radio, ma evidentemente anche su questo Qualcuno ne sa più di me e di voi messi in sieme, per restare ancora un po' in temi pasquali, dato che sarete tutti lì satolli a leggere queste righe in piena fase di spiritualità). 

Le amicizie che nascono in radio sono di una natura molto particolare. Non proprio amicizie: veri sodalizi. Brevi o lunghissimi, si condividono tempi importanti, strani, diversi, inspiegabili. Ci si tende, si ride, si mangia addirittura, come nel nostro caso. Conosco Mendo da prima, ma l'occasione che ha scaturito l'amicizia è questa trasmissione giovane che va on air tutti i mercoledì e che si chiama La Trattoria Delle Parole.  

Tra le settecentomilacose, detto ancora per inciso, questo mio amico qua è anche uno chef piuttosto noto sulla scena torinese e non solo. Ed è editore, e papà di due bambini e molte altre cose.

Come spesso accade, questo amico mio è dunque, come si sarà capito, diventato anche uno scrittore. 

Non credo abbia bisogno di troppe parole, questo suo romanzo. In questo periodo, c'è da dire una cosa: personalmente, leggo poco, lentamente, non ricordo neanche tanto ciò che leggo. Sarà una fase, ne sono certa. 

Comunque questo è un romanzo-diario di racconti. Si capisce? Si può dire? E di superereroi. E di caffè.

"Il bar sotto casa è il quartier generale per il mio consueto risveglio a base di caffeina, il giorno in questione è uno come tanti altri ma nello stesso tempo segna per me tappe d'arrivo e di partenza. pillole quotidiane di domande e risposte". 

Domande e risposte, è proprio così. 

"La Pasqua, un momento per dedicarsi alla rinascita interiore. Un tuffo riflessivo, la ricerca di qualcosa in più da sapere. In latino è 'Pascha' mentre in ebraico suona 'Pesah', la massima festività della liturgia cristiana, la Pasqua che celebra la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. La Pasqua s'avvicina. La festa delle mille celebrazioni diverse, delle diverse usanze culturali e tradizionali, delle differenti credenze ha finito col produrre una miriade di caratteristiche celebrative. Per me è un periodo, per scelta personale, privo di precetti religiosi, un appuntamento con il silenzio, anche se non mi disinteresso del caos che mi sta intorno. Di paese in paese, di famiglia in famiglia, si susseguono baraponde di vassoi colmi di dolciumi che accompagnano la festività. Il cibo è sempre più parte centrale dell'esistenza, con maggiore enfasi nei periodi festivi". 

I libri degli amici. Questione controversa. Sono convinta che non si debba mai e poi mai cercare la persona, nelle cose che scrive. Per questo fatico a leggere i libri degli amici. E fatico a spiegarlo agli amici stessi. Mendo però è unico nel suo genere. Uno di quei personaggi multiformi, multicolori. Vero è che è un mio amico, ma anche e soprattutto un socio di trasmissione, qualcosa che, mi si perdoni la spocchia, solo chi lo vive può conoscere. 

Il silenzio in cuffia, che si cela tra le mille parole, è ciò che a me resta dopo la caotica, eroica avventura di leggere Siamo tutti allenatori. Questo è un libro sulla nostra tendenza alle troppe parole. E il calcio è solo un pretesto, potrebbe essere qualsiasi cosa. Di caffè in caffè, proliferano queste stramaledette riflessioni su qualsiasi cosa. Questa stanchezza, anche.

Ma davvero io vorrei un po' di silenzio, ma è più forte di me: parlo, leggo, scrivo, cosa c'è nelle parole di così irresistibile?

Vorrei invece il silenzio che si crea tra amici, e tra lettori e scrittori. 

Siamo tutti tutto, sempre, incessantemente, e a questo punto allora spero anche lettori di questa storia di gente di tutti i giorni che si trasforma in mistica. In questo diario pieno di cose, poesie, musica, sapori, meditazioni, investigazioni e pure fumetti, c'è proprio un mondo ambizioso, immersivo e salmodiante.

Tra queste pagine, infine, si celano molti supereroi, ma non solo. Si cela una precisa struttura a dodici. Dodici capitoli, dodici tematiche connesse tra loro, dodici mesi, dodici semitoni. Etc.

Per chi ha fiducia nei numeri, e non solo dunque nelle parole: buona lettura, e Buona Pasqua. 
Che sia una rinascita.