domenica 26 giugno 2016

Café au lait - Il paradiso degli animali.

 David James Poissant, Il paradiso degli animali, NNE Editore








Per la rubrica dedicata alle letture alternative, libri da paesi lontani, editoria indipendente, bibliodiversità, digitale e in generale tutto quello che ti fa dire olè! ho scelto questo mese Il paradiso degli animali.  

Dal momento che spesso do consigli lettarari in rete (non richiesti ma spero apprezzati), altrettanto spesso ne vado in cerca; ho scoperto questo libro per caso, sbirciando il catalogo dell'editore, e quando ho letto e ascoltato le opinioni di una brava libraia e una brava booktuber, ho confermato la bontà della mia scelta.

Trovo il titolo ben riuscito: mi sono cullata un bel po' nel bel suono delle parole che lo compongono, sospendendo le domande su cosa potesse essere questo paradiso, e poteva essere qualsiasi cosa: fino alla scoperta, nel corso della lettura, del significato del titolo che non vi svelo ma che era semplice e toccante.

Si tratta di una raccolta di racconti, alcuni collegati tra loro e altri no, in cui a un certo punto compare un animale che - talvolta più talvolta meno - ha una qualche attinenza con la storia. 

Può essere un alligatore, un gatto, un bufalo, uno o più scoiattoli.

Non sempre l'animale è un simbolo di qualcosa, ma spesso sì, ha un significato narrativo, psicologico, addirittura magico, quando non allucinatorio.

E questa idea in quanto tema o filo conduttore dei racconti merita già la lettura, ma l'autore, pluripremiato negli Stati Uniti (nel 2015 ha vinto il New Writers Award for fiction), va oltre e indaga soprattutto le emozioni più autentiche che scaturiscono dalle relazioni umane. Lo scenario è il sud degli Stati Uniti con tutte le sue tradizioni culturali e religiose a corollario dei rapporti umani che vi si formano dentro, fuori o a lato. Le sue ristrettezze e le sue aperture. 

Ci sono personaggi i più variegati. Coppie, trentenni in crisi, genitori, figli, adolescenti, neonati, fratelli e molte malattie e parecchie morti. E, appunto, questi animali che scorrono, passano, stazionano, fuggono, ci lasciano le penne, esistono, si palesano, ci assomigliano, ci guardano da distanze incolmabili, eppure molto vicini.

Tanto per dire, ho appreso che "Ai lupi piace il caffè istantaneo. L'ho imparato da qualche parte su wikipedia". 

Ma non pensiate che questo lupo, come gli altri animali qui presenti - ad esempio gli ippopotami "E sai cosa non fanno? Non abbandonano i loro compagni. E poi, soprattutto, istintivamente sanno come prendersi cura dei loro piccoli" - non sempre sono solo animali. Bensì sono tutto quello che ho elencato prima (simboli etc.) ma anche qualcosa di più, sono personaggi di trame parallele e specchi dei comportamenti umani, catalizzatori e amici. 

In questi racconti c'è tutta la letteratura del sud e i problemi della contemporaneità senza enfasi ma al cuore delle cose, talvolta però con l'acceleratore spiegato sul versante di un'intensità che può turbare. 

Ci sono vicende quotidiane e universali oppure storie dalla spiccata unicità, storie drammatiche e in tutti i casi raccontate con una consapevolezza piuttosto matura.

Questo libro in definitiva a me è parso una riconferma ennesima di quanto sia bello e trasformativo l'imbattersi in una voce che ti sappia raccontare la vita (tanto quanto le favole o le idee) con abilità.

"L'approvazione è il premio di chi sa raccontare le storie migliori".

Dice lo stesso Poissant in uno di questi racconti di pregio, che consiglio dunque a tutti di leggere al più presto: armati, mi raccomando, di coraggio, forza e curiosità per le narrazioni senza tempo. 

E se vi piacciono i racconti di animali come favole urbane spero che visiterete il mio blog dove mi cimento proprio con questo genere di storie: Acqua Naturale! Buona lettura! 



 

mercoledì 22 giugno 2016

Terrazzino di cafffè!


Mercoledì, tempo di taccuino. Purtroppo anche questa settimana sono riuscita a connettermi poco, ho letto poco e scritto poco. In compenso, ho montato parecchi mobili e mobiletti Ikea.

Ma questa sera riesco a stare un po' nel mio terrazzino, e a preparare una cena estiva. 

E quindi riesco anche a condividere con voi le tre consuete notizie settimanali che appunto solitamente su questo taccuino virtuale.  

1) Moresco. Escluso dalla cinquina dei finalisti al Premio Strega, Antonio Moresco ha scritto un articolo su La Repubblica (che poi ha implementato su Il primo amore) del 17 giugno che, lì per lì, a me come a molti, per farla assai breve è parso uno sfogo assimilabile al "rosicare". Un illuminante commento della scrittrice Rosella Postorino, sulla propria bacheca Facebook, a me ha concesso però di vedere il fenomeno sotto nuova luce, pur nella complessità del caso Read more...

2) Poesia & C.! Domani sera (giovedì) alla libreria Therese di Torino si festeggia, e molto. Intanto, la vetrina sarà inondata di bianco, il colore della collana di poesia storica dell'Einaudi, e poi si celebrerà il nono compleanno della libreria, nonché il cinquantasettesimo di Marco Zapparoli, editore di Marcos Y Marcos. Ci saranno sorpese e molte parole belle da ascoltare. Purtroppo io non ci sarò, perché domani c'è l'ultima puntata della stagione della mia trasmissione radio (insieme a Erica Tramontini), Pillole Concezionali su Radio Banda Larga - a proposito, ascoltateci se potete qui, che vi racconteremo le nostre cose preferite. Per chi vuol partecipare invece alla festa, le info qui! Accorrete numerosi!
3) Animal Instinct. Un po' di animali qui e là. A proposito di Pillole Concezionali, mi aggancio perché per tutta la stagione Erica ha tenuto una rubrica dedicata agli animali; quanto a me, scrivo da un po' piccoli racconti di animali e vita cittadina che si chiama Acqua Naturale, spero lo leggerete... Uno dei più intreressanti romanzi candidati al Premio Strega ha come protagonista un animale, un cinghiale. Il tema di Torino Spiritualità sarà "D'istinti animali", e ne sono molto curiosa. Gli animali insomma ci interessano (dico, a noi umani). Ogni tanto mi chiedo se anche noi interessiamo altrettanto a loro. Nella mia nuova casa, dalla quale vedo da vicinissimo l'antenna della tv del condominio, noto che sopra ci vivono due piccioni bianchi. Non riesco a capire se mi "percepiscono", ma forse sì. E me lo chiedo anche di tutte le coccinelle, ragni, zanzare e moscerini che popolano il mio appartamento di città in un quartiere che è quasi campagna. Insomma, un tema antico come l'uomo, che vorrei approfondire. Per i curiosi, un articolo su Bambi (in francese) qui


giovedì 16 giugno 2016

Il libro del mese: lezioni d'amore!

Armando Massarenti, 20 lezioni d'amore di filosofi e poeti dall'antichità ai giorni nostri, UTET
Suona il citofono nella mia nuova casa, ma in quel momento non aspettavo nessuno! Era il corriere che mi portava il primo dono di questo appartamento. Questo libro lo aspettavo da tempo ma, come spesso accade durante i traslochi, si era perso chissà dove; ma finalmente ora è qui con me. 

Mi piace già dalla copertina, semplice e pulita di Guido Scarabottolo. 

E poi leggerlo è un divertimento. Da Seneca a Lucrezio, da Agostino a Ovidio, da Nietzsche passando anche da Woody Allen, l'autore esplora il tema dell'amore attraverso la lente di alcuni importanti filosofi e poeti della Storia. 

Insomma, un libro da leggere "a pezzetti" come un breviario che rispolveri - o insegni per la prima volta - alcune informazioni utili su uno dei più grandi e bei misteri della vita. 

Questa è una avventura che mixa filosofia, letteratura e poesia come si fa quando si è mossi da sete di sapere e da un'ispirazione piena di curiosità, come si fa quando si studia e si vuole saperne di più, gustandosi il piacere di scoprire cose nuove o consolidare emozioni e consapevolezze che già si provavano ma che la scrittura, nelle sue diverse forme, sostiene e costruisce. 

Una lettura davvero felice, da tenere sempre a portata di mano. 

Le lettere di Seneca sono di fatto una miniera di sapere condiviso, visto che, come scrive il filosofo romano in uno dei passi più belli "il possesso di nessun bene" - materiale o spirituale che sia, aggiungeremmo - "è piacevole se non c'è uno che ne partecipi con noi".

mercoledì 15 giugno 2016

Taccuino di caffè.


Questo è il mio primo taccuino scritto in un una nuova casa. Nuovi profumi, nuovi sapori e nuove sensazioni stanno prendendo per me forma in un quartiere che amo particolarmente. Mi chiedo cosa cambi nella testa delle persone durante e dopo un trasloco, come cambi la percezione delle cose e della vita con il cambiare degli scenari sensoriali che ci si parano davanti quando si cambia casa.

Questo taccuino non c'entra nulla con tali elucubrazioni, ma volevo condividere con voi le mie riflessioni del momento, sapendo da fonti certe che mi leggete con affettto di post in post, quindi grazie per questa avventura che contina insieme da tanto tempo.

Bando ora ai salamelecchi. Ed ecco le notizione che ritengo interessanti della settimana del web e del fuori.

1) LegGo! Domani (giovedì) alle 12 a Torino si terrà una conferenza stampa presso il polo culturale Lombroso16 cui sono affezionata per diverse presentazioni che ho potuto fare di libri sia per me che di altri! Insomma, chi può, passi ad ascoltare che si dice del progetto LegGo! Grazie al bando Open della Compagnia di San Paolo apriranno nuovi punti di prestito in punti delicati e perticolari della città. 

2) La cinquina. Sono stati resi noti oggi i cinque finalisti del Premio Strega 2016. Notizia importante per il mondo della cultura, che lo si voglia o no! A me incuriosisce particolarmente il romanzo di Edoardo Albinati, La scuola cattolica. Per saperne di più, read more...

3) Miaooo!. Venerdì 17 giugno, sempre al Lombroso16, per la rassegna Aperipo-etica, sarà presentato il libro Miaooo! Autobiografia di una ragazza autistica ad alto funzionamento. A me sembra un evento di sicuro interesse. Per saperne di più, read more... 

martedì 14 giugno 2016

Tazzina di sakè.

Giulio Verne, Le tribolazioni di un cinese in Cina, Biblioteca Universale Rizzoli

Riapro, dopo il trasloco, le prime scatole di libri e mi spunta tra le mani questa copia (trovata in un mercatino e costata al propietario precedente "Lire Settecento") di un romanzo poco conosciuto forse, ma tra i più divertenti e inusuali che possiate leggere. Pubblicato nel 1879, questo piccolo libro racconta una storia ben poco in stile Verne. Nessun pianeta misterioso, nessuna avventura extraterrestre o mondo sommerso, ma tanta vita vera. 

In breve, questa storia - che inserisco nella rubrica sulla letteratura orientale perché i protagonisti sono tutti cinesi che viaggiano su e giù per l'Impero Celeste - racconta delle rocambolesche vicissitudini di un riccone che, credendosi "fallito" per via di un crollo in Borsa, ingiunge al suo fedele servo di ucciderlo; ma di farlo in modo "inaspettato" e senza preavviso. Peccato che la notizia del crollo risulta essere falsa: tanco che al nostro eroe torna la voglia di vivere. Torna ma nel momento sbagliato poiché il servo sembrerebbe scomparso, aumentando così esponenzialmente i timori di un omicidio improvviso e non più desiderato.

Il finale è a sorpresa e molto filosofico, così come lo è l'intera narrazione, nel senso che è pregna di insegnamenti e messaggi edificanti.

Insomma, una lettura spensierata, perché giocosa, ma profonda perché esce dalla penna di uno dei più grandi maestri dell'invenzione letteraria che la Storia ci abbia dato.

giovedì 9 giugno 2016

Taccuino di caffè.


Trovo giusto constatare quanto ricorrano spesso i mercoledì all'interno della settimana, ed è già di nuovo tempo di mostrarvi cosa ho appuntato sul mio taccuino. Scrivo in bilico tra una casa e l'altra, di notte, e mi accorgo quanto la vita sia in continuo divenire. Poche cose ti restituiscono questa sensazione, una di queste è senza dubbio cambiare abitazione. Tuttavia, dicevamo, non ho mancato di segnarmi alcuni eventi editoriali e non, relativi al web ma non solo, da condividere con voi che mi leggete da tanto tempo (ma anche ai nuovi lettori) con attenzione e affetto. 

1) Book Swag! Faccio parte di questa Book Bloger List: mi sono iscritta di modo che anche fuori dall'Italia chi vuole può sfogliare virtualmente il mio blog. La cosa è stata utile perché ogni tanto mi scrive qualche lettore: è capitato di recente che mi venisse segnalato con questo sistema un interessante progetto. Si chiama Book Swag. Si tratta di una newsletter che consente di scoprire i libri desiderati da parte dei lettori, mi sembra interessante, scopritela qui. 

2) Una marina di libri.  Giunto alla sesta edizione, comincia domani uno dei festival letterari più interessanti del nostro paese. Il ricco programma di quest'anno prevede davvero tanti appuntamenti che si susseguiranno presso l'Orto Botanico di Palermo. Palermo è una città bellissima, e spero prima o poi di tornarci, nel mentre parleremo di questo festival venerdì in radio a Pillole Concezionali durante una puntata dedicata al mare. State collegati and read more...

3) La libreria di Taormina. Riprendo una notizia raccontata da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera e che io ho letto su IlLibraio.it: la storica libreria della città di Taormina rischia di chiudere poiché è scaduto il contratto di affitto e i fondi per rinnovarlo scarseggiano. Capisco benissimo, come immagino molti di voi, la situazione. Chi fosse interessanto a contribuire a questa causa, può consultare la petizione su Change.org. 






lunedì 6 giugno 2016

Chicchi di caffè.

Glenway Wescott, Il falco pellegrino, Adelphi - Helen MacDonald, Io e Mabel, Einaudi
Per la mia rubrica di accostamenti letterari, oggi ho scelto due romanzi con un comune denominatore. 

Molto differenti tra di loro, ma accomunati da un elemento della storia che è un perno per entrambi i racconti: un falco. 

Ne Il falco pellegrino, si tratta di Lucy, un rapace stranamente mansueto, sempre appollaiato sul polso di Mrs Cullen.

"Alex si congratulò per come Lucy appariva tranquilla in mani mie; sarei stato un buon falconiere. Questo mi ricordò mio padre e il suo magico potere sugli animali".

In Io e Mabel, similmente, ed è questo un altro elemento che lega le due storie, uno dei protagonisti principali, seppure assente fin dalle prime scene, è un padre, il padre di Helen (la narrazione qui è in forma di memoir, quindi autobiografica) che muore e le lascia un'eredità particolare, capace di condurla all'incontro con il falco Mabel.

"'Mi ha lasciato un'eredità da osservatrice', pensai oziosamente. Forse, considerata la propensione di mio padre ad alzare la testa a ogni minimo rombo di motore e a seguire con il binocolo scie lontane, era inevitabile che il mio minuscolo sé tentasse di emularlo e imparasse che osservare oggetti volanti era il modo per guardare il mondo".

I falchi in queste due storie diventano simboli, nell'accezione più nobile ed efficace dell'uso che se ne può fare in letteratura. Nel primo caso, sarà Lucy a scatenare reazioni ed emozioni in un consesso umano iper controllato e insieme ozioso della borghesia degli anni Venti (un'ereditiera americana ospita nella sua magione nella campagna di Francia amici britannici), nel secondo Mabel sarà un vero monito e un vero veicolo di maturazione, cura, crecita per la protagonista che, dopo la morte improvvisa del padre si scopre precaria non solo nel lavoro ma anche negli affetti, priva di colpo di risorse con cui cavarsela, come ci scopriamo molti di noi.

E se infatti nel primo caso, Christopher Isherwood accosta Il falco pellegrino, uscito per la prima volta nel 1940 (e in Italia nel 2002), al Buon soldato di Ford Madox Ford, Io e Mabel, pubblicato per la prima volta nel 2014 e in Italia nel 2016, invece si può avvicinare ai maestri della contemporaneità: inevitabile, non fosse che per la presenza massicca del birdwatching come metafora, pensare a Franzen, anche per scavo psicologico e ossrervatorio lucido sulle nevrosi della nostra talvolta vuota contemporaneità.

Proprio un vuoto profondo sarà ciò che i falchi proveranno di fatto a colmare. Un vuoto di valori e un vuoto di sicurezze. Due facce della stessa medaglia esistenziale, che nelle frasi accurate, nella prosa eccellente di questi due autori tanto lontani e tanto vicini, si trasformano nelle tinte di due affreschi narrativi ammurevoli, fonte di accrescimento per noi lettori. 

Lo stile di scrittura, ne Il falco pellegrino, è di una perfezione rara, segno di una padronanza dei temi e della lingua notevoli e in Io e Mabel ci troviamo di fronte a un esperimento letterario interessantissimo, dove saggistica, narrazione e diario si confondono in uno di quei lavori "totali" che ogni buon scrittore vorrebbe saper comporre almeno una volta nella sua vita.

Spero allora che anche a voi piacerà trovare analogie e differenze in questi due inusuali capolavori quanto è piaciuto a me. 

Ne approfitto infine per segnalarvi, se vi incuriosiscono le storie con animali, il mio blog Acqua Naturale, che è un  piccolo laboratorio di scrittura in cui mi cimento a raccontare frammenti di vita reale o immaginaria in cui gli animali assumono un ruolo importante, poiché è ciò che ho intuito in questi ultimi anni, ovvero quanto siano significativi nella vita gli esseri umani gli animali e in generale la natura, che tanto mi spaventa quanto mi affascina. Buona lettura.

giovedì 2 giugno 2016

Taccuino di caffè.



Il mercoledì sta diventando una giornata di corse. Molto spesso belle, come oggi: questa sera sono stata alla libreria Therese dove ho incontrato David Thomas, un autore francese molto interessante, a Torino per il suo tour italiano, pubblicato da Marcos y Marcos, e ho pototo fare un mio intervento: è stato davvero un momento creativo e molto parigino. Sono grata di questa possibilità.

Invece invece, notizie della settimana dal web o fuori:

1) La grande invasione. Da domani (2 giugno) comincia uno dei Festival letterari italiani che più si sta conquistando attenzione e partecipazione. In una location che mi è cara - ovvero la capitale del canavese: Ivrea - prenderanno vita incontri, conferenze e appuntamenti letterari. Come ogni anno, avremo ospite uno dei fondatori in radio. L'anno scorso abbiamo avuto Marco Cassini, questa volta avremo Gianmario Pilo. Ascoltateci, se volete, su Pillole Concezionali venerdì alle 21. Read more...

2) Cinemambiente. Sarà proprio nei locali del Cinema Massimo, sede principale del Festival, che trasmetteremo tutte le trasmissioni di Radio Banda Larga fino al 5 giugno. Questo è un appuntamento molto bello e arrivano a Torino persone da tutto il mondo. Giunto alla sua 19 edizione, Cinemambiente si conferma un punto di riferimento per trattare tematiche ambientaliste con intelligenza e sensibilità. Read more... 

3) Essere migliori. Ecco infine una classifica che svela a cosa diamine servono veramente i libri. A essere una persona migliore. Naturalmente, non è una gara. Ossia, i libri non ci rendono migliori di qualcuno, ci rendono migliori e basta. Migliori di noi stessi, di quel che saremmo. E il segreto è tutto lì, godersi quel momento di grazia, farlo nostro. Perché? Non si sa, ma è bello sperimentarlo. Qui la classifica, in inglese.