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mercoledì 6 luglio 2011

Tazzine d'autore.

Buongiorno! Torna la rubrica più bella di sempre.
Mi mancava un po'.

Lei è Marta Traverso, giovane giornalista, blogger, scrittrice genovese: non ci siamo ancora incontrate di persona ma ce la faremo, forse su una fantastica spiaggia ligure per un blog-and-the-beach?

:)

Prove tecniche di sogni è il suo bellissimo (e utilissimo) blog dove Marta parla di web, editoria digitale e non, lavoro, scrittura creativa, varie ed eventuali.

Tra le molte sue attività: lei collabora anche con Finzioni, mitologica rivista che io personalmente amo molto - già solo per questo Marta: onore al merito. E poi è una ragazza curiosa, intelligente, con gli occhi sempre aperti sul mondo dei libri. Sono contenta di ospitarla qui con la sua tazzina-d'autore, eccola:



Prima tazzina. Ho fatto il letto e lavato la faccia, fra poco controllerò la mail. Ho ancora sonno. Seconda tazzina, Il sonno è scivolato via, sono al terzo articolo: gli occhi sono stanchi, la voglia di bloggare è tanta. Terza tazzina. un retweet e quattro chiacchiere, attraverso i carruggi di Genova e il loro odore di focaccia. Quarta tazzina. Una panchina o il sedile del treno, un concorso letterario sta per scadere. Quinta tazzina. Zzzzzz....


Grazie mille Marta!


martedì 31 maggio 2011

Tazzine d'autore.

Buongiorno! Oggi è una giornata fresca, come è fresca e limpida anche l'autrice di questa nuova tazzina d'autore.

Lei è Marta Pavia e Parlapà è il suo bellissimo blog. Un blog "a tema" dove il tema sono le etimologie delle parole. Di ogni singola parola, Marta scopre le origini e i significati e poi la fa vivere con piccoli racconti, sensazioni, ricordi.

Marta è una studentessa giovanissima, una ragazza gentile e forte ed è una musicista: io poi l'ho sentita anche cantare una volta Creuza de ma e mi ha semplicemente commossa.

La sua passione oltre alla sua gatta Zazie sono le zucche, su cui ha anche scritto una tesi di laurea: il suo nickname su twitter infatti è @Zuccaviolina :)

Conoscerla, per me, è stato un bel regalo e questa è la sua tazzina d'autore: grazie mille Marta.

C'era una volta una bambina, che per comodità chiameremo Maria. Quando non conosceva una cosa, ne domandava subito il nome.

«Questo come si chiama?»

«È un rastrello, Maria, un rastrello.»

«Ras-tre-llo. Bene. E perché si chiama così?»

«Che domande, perché...è così e basta.»

Ma Maria sentiva che il nome delle cose era più di un semplice insieme di suoni, che nascondeva un significato profondo, come una formula magica, e che a conoscerla davvero avrebbe potuto vedere ogni cosa in modo più chiaro.

Così, crescendo, ha iniziato a collezionare parole. Perché lei poteva sentire lo scroscio dell'acqua nella parola ruscello, un canto soave nella parola allodola, una dolcezza infinita e atavica nella parola mamma. Ed era sicura, dentro di sè, che alcune parole fossero più antiche di altre: che mano, piede, uno, due, dovevano essere sempre esistite. Alcune le parevano molto potenti e le facevano quasi paura: la prima di queste era morte, ma anche amore, futuro, desiderio.

Un giorno, per caso, seppe che proprio desiderio derivava dalla pratica antichissima di guardare le stelle, le sidera, in latino, e cercare di trarne gli auspici per il futuro. In quel momento, le scoppiò dentro la sensazione dell'immensità del cielo, grande come la volontà umana. Sentì chiaramente in quei suoni la forza dell'ostinazione, della speranza, della gioia grande di chi scopre di essere stato accontentato. Poi vi ascoltò la delusione e il senso di vuoto di chi sa che ha perso qualcosa per sempre. Desiderio, ora, era tutte queste cose.

Quella parola, come molte altre, non l'ha mai più abbandonata.

venerdì 27 maggio 2011

Tazzine d'autore.

Buondì :)

Per concludere la settimana in modo degno, ritorna a grande richiesta la rubrica Tazzine d'autore. Vi ho già raccontato di Ilaria Urbinati: è un'illustratrice tanto giovane quanto già molto brava (ha già pubblicato parecchi albi e libri e promette di farlo ancora), e fortuna vuole che sia anche mia amica.

Questa è la sua tazzina (cliccateci sopra). Non aggiungo molte altre parole, perché non penso ce ne sia bisogno.



Grazie mille Ilaria.
E buon week end a tutti.

venerdì 6 maggio 2011

Tazzine d'autore.

Prosegue a vele spiegate la mia rubrica preferita. Quella che consiste nell'ospitare ciclicamente "tazzine d'autore" scritte da amici bloggersssss.

Di Lu si sa poco perché in rete ama giocare con le sue molte identità. Però io so cose che voi umani... ad esempio che la sua sposa è una ragazza unica, che saluto e ringrazio se mi sta leggendo (ciao). E poi so, ma lo potete scoprire tutti qui, sul suo blog Dans les parages, che scrive, legge, ci racconta la sua visione del mondo e molto altro. Un perfetto gentiluomo torinese, che sa lottare per le cose in cui crede.

La foto è sua, si chiama Broken Cup, perché è sbreccata ma proprio per questo ancora più viva e importante. A Lu e alla sua fanciulla: grazie.

E questa è la sua tazzina:


– Sei della band?

La domanda lo scosse dall'attenta esplorazione del menu. Aveva appena acceso una sigaretta e la ragazza guardò il fumo appena mobile del primo tiro spostarsi in blocco, un branco di pesci filamentosi ed azzurrini sospesi quasi fossero in mare. Agitò la mano come a disperderlo, e la manica scura dell'impermeabile somigliò a un grosso luccio in un impeto di caccia.

– No, non sono della band – rispose riacciuffando una parvenza rilassata.

– Pete – e accennò al sassofonista che provava i brani – sta tentando di insegnarmi a suonare il clarinetto. Ma non sono un buon alunno – scherzò.

Anche la chiosa, tanto quanto il gesto, fu come un colpo a vuoto, e guardò la ragazza allontanarsi verso il palco. Il sassofonista in realtà si chiamava Pietro, si faceva chiamare Pete per darsi un tono. Ma la notizia non avrebbe generato un aumento di interesse.

La camicia bianca e la cravatta grigia e sottile lo avevano innalzato dallo status di fan a quello di potenziale musicista, ma era stata cosa di un amen e non era il caso di perderci il pensiero. A casa, il clarinetto riposava in piedi; suppellettile d'ebano a innesti scintillanti, sincretismo di Africa e Occidente, crasi bastarda tra materia tribale e funzionalità evoluta. Chiese alla cameriera di tornare a breve, perché si era distratto. Avesse pazienza, grazie.

Oltre i tavoli del dehor guardò i fianchi ampi della ragazza di spalle, l'abito comodo, e i capelli corti e ossigenati come un'estrema e docile rivolta a un futuro già prossimo di madre.


venerdì 29 aprile 2011

Tazzine d'autore.

Questa rubrica inizia a essere la mia preferita. Oggi vorrei fare il bis.

E questa autrice oltre a essere blogger, è anche mia amica. E mi fa un certo effetto presentarvela, perché le cose che si conoscono dei propri amici sono così tante e preziose che è difficile trasferirle tutte.

Sarò seria e professionale. Lei è praticamente poliglotta :) Perché parla fluentemente inglese, francese, polacco e russo. Oltre che un perfetto siciliano doc. Perché un po' la Sicilia è nel suo sangue e un po' si è innamorata di un rappresentante perfetto dell'isola.

Traduttrice, appassionata di arte e soprattutto di musica, che è la sua vita. Una zarina dal cuore generoso e riservato. Nella sua vita cerca di essere sempre onesta, ma soprattutto di trovare in tutto quello che vede almeno un'occasione di festa.

Ma non così a caso, lei ha uno scopo: vuole arrivare a mille: infatti il il suo blog si chiama Mille occasioni di festa e lo trovate qui.

E questa è la sua tazzina. Mi ha colpita profondamente. Grazie Sara!




da brava ragazza a simpatica cialtrona. tutto perché a un certo punto qualcosa è andato storto. o forse no. la musica e la scrittura mi hanno salvato, ogni volta che mancava un pezzo. però scappavo da loro, convinta che si dovesse sempre fare tutto in un certo modo, per bene, seguendo schemi e abitudini. ma loro erano lì, mi aspettavano. avevano sempre la risposta giusta, non mi hanno mai deluso. soprattutto quando la bestia, la scimmia, quella cosa che le persone che non l'hanno vissuta chiamano depressione, mi ha agguantato al collo. sono tornata da loro piangendo e pregando. la musica. la scrittura. e poi tante altre inezie che in realtà sono la Vita. le milleoccasionidifesta.



giovedì 28 aprile 2011

Tazzine d'autore.

Sono molto contenta di questa nuova rubrica, man mano prende forma e spero crescerà ancora.

Oggi sono sinceramente felice di ospitare una blogger che mi piace molto. Non so che altre parole trovare, perché vi sarà sufficiente visitare il suo spazio In Between Words qui, per capire a cosa mi riferisco.

Chiara è una blogger affidabile, con un suo gusto preciso e inconfondibile, rassicurante, ironica e infinitamente discreta, di quelle persone rare, nella rete come anche fuori.

Lei racconta di libri, "del loro contenuto, della loro forma, di chi li scrive". E secondo me anche di qualcosa di più. Se farete un giretto nel suo mondo troverete la sua delicatezza e la sua inequivocabile competenza in materia.

La foto è sua, Lessico Famigliare e una tazzina a pois. Ah: non riesco a immaginare niente di più incantevole.

Grazie Chiara!

Ed ecco la sua tazzina:

:)


La sveglia suona. Sgattaiolo fuori dal letto senza fare rumore. Metto la macchinetta sul fuoco e intanto comincio ad aprire veramente gli occhi. Mentre il caffè è ancora troppo bollente, mi giro una sigaretta. Fuori la strada è ancora silenziosa e una luce lattiginosa passa attraverso i vetri impolverati. Anche in casa regna il silenzio.
Ci siamo: il caffè è della giusta temperatura, la sigaretta è pronta, le pagine del libro su cui ieri sera mi sono addormentata mi aspettano. È uno dei momenti più belli della giornata.



giovedì 21 aprile 2011

Tazzine d'autore.

Ciao. Come va? Qui bene. Se non si conta il dentista e il panico. Non necessariamente in questo ordine.

Volevo dire però che il fatto che la tazza qui presente abbia i baffi, non significa che le tazzine d'autore siano realizzate solamente da maschi.

Infatti oggi è il momento di una bellissima tazzina d'autrice.

Lei si chiama Paola Sereno, qui c'è il suo splendido blog, The concepts store. Copywriter per vocazione, Paola è una elegante e delicata blogger torinese very sabauda che lavora in un'agenzia di comunicazione dove si occupa di progetti digitali.

Ma soprattutto ha scritto una tazzina incantevole. Di amore e caffè e di tutto il resto. Personalmente, l'ho adorata. Grande Paola. E grazie.


"Amore è scoprire all'improvviso che hai perso il filtro da uno. Intendo dire - per chi non pratica questa cremosa religione - il filtro della macchinetta espresso per fare un caffé solo per volta. Amore è svegliarsi ogni mattina dieci minuti prima, ciondolare fino in cucina, fare clic sul tasto rosso e guardare un filo denso e profumato che riempie lentamente due tazzine. Amore è bere insieme il primo caffé della giornata, tu con fette di pane integrale e marmellata di arance bio, lui con ipercalorici pan di stelle taroccati della coop. Il caffé unisce là dove la colazione divide."


venerdì 15 aprile 2011

Tazzine d'autore.

Buongiorno :)

Siccome pare che la tazzina d'autore vi sia proprio piaciuta, cosa di cui vado allegramente fiera, eccone un'altra-lampo, come il primo caffè della giornata, bollente, al bancone di legno del vostro bar preferito, con gli occhi ancora assonnati e l'agendina ancora da aprire.

Lui si chiama Giulio Passerini. E non esiterei a definirlo un enfant prodige del mondo dell'editoria e del web. Perché è giovanissimo ma già molto in gamba e soprattutto ha le idee chiare su chi sia il lettore oggi, infatti il suo blog, qui, si chiama Who's the reader? E si concentra in particolare sul senso delle copertine e tutto ciò che è intorno.

In più, tra le sue molte attività, c'è anche la cura dell'ufficio stampa del nuovissimo progetto di shared reading che vi incuriosirà di certo (se non lo conoscete già) e si chiama Bookliners.

E poi, mi pare una persona gentile e intelligente, nei modi e nello sguardo che punta decisamente al futuro, e questo secondo me è molto importante.

Ok. Ecco la tazzina-citazione di Giulio, che gli sembra di aver sentito da qualche parte e non gli è più passata di mente. E in effetti, come dargli torto, proprio oggi che devo di nuovo andare dal dentista?


"Senza caffè e analgesici la civiltà occidentale sarebbe già finita da un pezzo".


Grazie Giulio, alla prossima tazzinad'autore.

Stay tuned.





martedì 12 aprile 2011

Tazzine d'autore.

Buongiorno! Siete su Tazzina-di-caffè e questa è una nuova fantastica rubrica.

:)

Ho iniziato nei giorni scorsi a chiedere ad alcuni amici-blogger se volevano prendersi un caffè con me. Per parlare, perché è primavera, per vivere, per passare il tempo. Sono contenta perché hanno accettato. Ed eccoci qui. Da oggi, ogni tanto, compariranno queste tazzine d'autore: piccoli o piccolissimi post firmati da qualcuno che non sono io.

Ehh, sì, mi sembra molto divertente. Io ho chiesto loro di scrivere tre righe ma anche una due cinque o sei a caso, su qualsiasi argomento, aforismi, racconti, poesie, frasi sulla vita, sulla scrittura, sul mondo dei blog, sull'attualità, sull'amore, sulla puntata di Report, sulle devitalizzazioni dentali, sulla deriva dei continenti, sull'invisibilità degli acari, sul bunga bunga, su Pirandello, sul perché viviamo, sulla luccicanza, sulla filosofia Emo, sulle verdure di stagione.

Tutto, purché breve. Qualcosa da leggere proprio nel tempo di un sorso di caffè.

E quindi.

Lui si chiama Matteo Bertone, qui trovate il suo sito, i suoi lavori e i suoi blog. Su twitter è @matteobertone. Nemico spietato dei treni, ci viaggia sopra tutti i giorni. Vampiro dal cuore tenero, scrittore che riempie la carta di colori, illustratore di storie. Il suo ultimo racconto, finalista al concorso di Isbn, mi ha davvero colpita.

Questa è la sua tazzina d'autore:


La versione di Matte

Loro credono che sia facile. Pensano che sia un gioco o un maledetto passatempo. – Che bravo! – dicono. – Anch’io vorrei saper scrivere – dicono. – Coltiva questo hobby!

Credono che sia un hobby. Come coltivare l’orticello dietro casa.

Non sanno che io odio scrivere, lo detesto. Restare chiuso in casa davanti a un monitor che mi brucia la vista pian piano. Da solo. Tra polvere e avanzi di cibo.

Il problema è che non posso farne a meno, non posso più smettere. È un demone che si nutre di parole. Quando non ho idee, mi viene la gastrite. Quando ne ho, è come avere la dissenteria. Devo correre a urinare quello che ho in testa.

Scrivere, per me, è come macinare pietre e poi setacciare per giorni e giorni la polvere cercando di trovare granelli d’oro.


Grazie Matteo. Alla prossima tazzinad'autore.

c\_/