mercoledì 16 novembre 2011

#Engaging11 e un piccolo mistero svelato.



E dopo aver corso tutti quei chilometri come una maratoneta etiope (vedi due post sotto); lunedì mattina ho preso un treno e sono andata a Milano per il convegno Engaging the reader, scoperto grazie a Giulio Passerini che, tra le altre cose, ha contribuito a organizzarlo (lo dico: proprio egregiamente!) ed è autore di questo bellissimo blog (che molti di voi penso già conosceranno :).

Giunta all'Università Cattolica del Sacro Cuore - sede del workshop legato al Master in Professione editoria - mi sono subito persa negli infiniti chiostri del suggestivo edificio milanese che è immenso ed è un labirinto e per un attimo mi pareva di stare ne Il nome della Rosa - mistero e gelido rigore ecclesiali che conosco bene, avendo frequentato una scuola di gesuiti!

Come per magia, ho però infine trovato l'elegantissima aula e da lì in poi ho teso le orecchie: fin dai primi minuti era chiaro che si trattava di uno degli eventi più curati e interessanti cui abbia preso parte. Oltre alla gentile accoglienza di Giulio e i suoi colleghi, proprio sembrava che dal titolo alla realtà del convegno si fosse creato un vero ponte, da percorrere in sicurezza: "engaging the reader" ovvero "coinvolgere il lettore" e, in quel caso, anche il partecipante alla giornata di studio.

Seria, intensa e ricca sì, ma anche in un certo senso leggera, perché leggera è la lettura: l'argomento infatti è: "editoria digitale ed ergonomia della conoscenza". E molto pertinente, in tal proposito, è stato quindi il primo discorso di apertura del Prof. Jean-François Gilmont durante il quale passavano in rassegna sul proiettore alcune immagini di testi e frontespizi antichi: una straniante ricognizione sull'evoluzione della forma del libro, e perciò anche della lettura e della scrittura.

Vorrei raccontarvi poi ogni singolo intervento, ma mi limito a segnalarvi i miei highlights, affinché anche voi possiate scoprire gli stessi progetti e le persone che hanno colpito me, appollaiata lunedì sulla comoda seggiola di velluto rosso :)

1) Molto coinvolgente il contributo del giornalista Rai Michele Mezza sul giornalismo 2.0 che ha messo a fuoco l'importanza della sesta W: così stringente per l'informazione di oggi: While: Mentre i fatti stanno accadendo, il giornalista ne rende immediatamente conto ai suoi lettori, con i quali interagiste in real time.

2) Illuminante anche l'analisi di Nicola Bruno (dell'agenzia Effecinque) sugli esperimenti delle app per iPad di due colossi come New Yorker e Wired.

3) Curioso l'esperimento interamente digitale del magazine Dove, raccontato Alessandra Ferraris, di Rcs Periodici.

4) Mario Tedeschini Lalli, del Gruppo Editoriale L'Espresso, ha moderato la prima tavola rotonda con una sua esaustiva esposizione sul "processo reticolare" che si impone nel mondo digitale in cui, per semplificare molto, "tutto è connesso".

5) Un bel personaggio: Oliver Reichenstein di Information Architects che ci ha ricordato le 5 guidelines della retorica antica, però applicate alla modernità ;)

6) Molto affascinante anche il progetto LOG607 raccontato da Tomas Barazza. Guardate qui.

7) Un bellissimo terzetto: Gabriele Pedullà (che ha presentato l'Atlante illustrato della letteratura italiana di Einaudi, una cosa immensa e spettacolare), Maurizio Ceccato (che ci ha immersi a ritroso nella storia della rivista WATT, moooolto bella) e Andrea Braccaloni (che ha raccontato Left Loft). In una parola: è tutta editoria, baby.

8) Un'ultima ma non per importanza sessione, per me tra le più appassionanti nonostante l'ora tarda, è stata quella legata al rapporto tra lettura ed emotività (perché lo sapete cosa capita alla mente quando leggiamo?). Passando dalle strabilianti attività di Studio Azzurro. E al concetto di "esperienze immersive" ormai piuttosto diffuso nell'arte contemporanea.

Saluti e applausi per tutti.

Quello che ho capito io, riassumendo all'osso, è che l'avvento del digitale può rappresentare un arricchimento vero per l'editoria e la lettura, che questa bella trasformazione è agli albori ma anche decisamente in atto. Mi ha illuminata una considerazione di Michele Mezza (punto 1) sul fatto che l'ebook può cambiare non solo il modo di leggere ma anche quello di scrivere: perché un po' questo argomento avrà anche a che fare con il mio piccolo intervento a Librinnovando - che tra l'altro si avvicina: siamo a -9 :)

Dulcis in fundo: se volete sapere quale mistero si nascondeva dietro al post di ieri sul tenero cagnolone Kurt, guardate qui! (thanks to Feltrinelli).

Buon metà settimana!


p.s. nell'immagine in alto: "una tazzina torinese a Milano".


4 commenti:

Stima Di Danno ha detto...

divertente pensarti in cattolica...e una visitina alle biblioteche, l'hai fatta? potrei sciogliermi di nostalgia.

noemi ha detto...

@Stima: hehe purtroppo non ne ho avuto il tempo ma ricapitasse le esplorerò :D

Val_ ha detto...

E' proprio vero che internet e le nuove tecnologie stanno trasformando la letteratura in qualcosa di assolutamente nuovo ed affascinante. Al master che ho frequentato qualche tempo fa in comunicazione per web, le lezioni di content design - tenute inoltre da un validissino giornalista del gruppo l'espresso - sono state in assoluto le mie preferite!

noemi ha detto...

@Val_: la penso come te :) e grazie per la visita!