venerdì 22 giugno 2012

Editech 2012.


Albero.

Palazzo delle Stelline. Riuscite a immaginare un nome più grazioso?

Tabellone.

Centro congressi.

TazzinadiEditech.

Gelidi tramonti (cit.).

Tutti hanno delle debolezze, tra le mie: gli autoscatti di profilo, possibilmente molto, molto poetici.

E all'improvviso, una luce così.

M'illumino d'immenso. (cit.) 

Editech 2012. Editoria. Innovazione. Tecnologie. Ero davvero molto curiosa di partecipare. Questo convegno, l'anno scorso, per me era stato molto importante: mi aveva letteralmente aperto un mondo. 

(Vedi qui e qui e qui  - p.s. uso personale di spazio personale: grazie Francesco, ti scrivo prestissimo!!). 

Un anno fa a mala pena conoscevo il significato della parola ebook. Era di quelle cose, per me, che credi di sapere e non sai, ma non fai nulla per rimediare. Poi a un certo punto ho pensato che per una appassionata di editoria, lettrice, scrivente (per citare @ArtNite su twitter), sedicente blogger (senza contare il passato di studentessa di Lettere etc. etc.), e chi più ne ha più ne metta; ho pensato che sarebbe stata una buona idea iniziare a informarsi. 

Da Editech 2011 per me sono incominciate tante cose nuove, lì ho conosciuto nuove persone, qualcuno è diventato un vero amico, come Marco Giacomello, dal quale, tra gli altri, è partita l'idea di @Le_dita ed è stato bello ritrovarlo ieri! Insomma: quel mondo che ho scoperto mi piace e lentamente ci sto mettendo, credo, spero, una radice. Beninteso, permangono enormi punti interrogativi, cose che non ho ancora capito, misteri sul funzionamento generale della faccenda, ma in un anno intero qualche cosa in più l'ho imparata. 

E soprattutto sono diventata una lettrice anche di ebook. 

Non ne ho letti tantissimi, a ben pensarci, essendo una persona lenta nelle sue evoluzioni. Ma un numero considerevole, se ritorno, appunto, a dodici mesi orsono. 

Allora la mia curiosità era quella di osservare lo stato dell'arte. E se l'anno scorso l'atmosfera mi pareva scintillante, esplosiva quasi, pionieristica. Quest'anno ho invece trovato un clima generale più riflessivo, come di consolidamento. 

Ho twittato come se non ci fosse un domani. E ora ho trascorso mezzo pomeriggio a tentare di fare uno Storify con tutti i tweet di tutti ma non so se ci sono riuscita... (questo per saggiarvi comunque il mio grado tecnologico un po' così così).

Però però. Questa edizione è stata calma, e insieme ricca. Mi ha fatto l'effetto che si ha entrando in un locale abbastanza nuovo, ma che conosci già da un po', ed è diventato il ritrovo preferito in città. Una scuola di specializzazione dove una volta all'anno si va a imparare e a sentire che si dice all'estero, anche; perché è questa una delle prerogative che apprezzo di Editech. Ascoltare relatori stranieri, con le cuffiette. Tra i miei preferiti, Hermes Piqué, Stephanie Duncan e lo strepitoso Craig Mod

Per riassumere, i grandi temi su cui si interroga l'editoria, in particolare dal punto di vista delle tecnologie (che però si interseca inevitabilmente con i contenuti - basti pensare che uno dei concetti più spesso ribaditi nelle sessioni che ho seguito io è stato che, nel mondo, in questo periodo vendono i romanzi brevi, i piccoli racconti: e mi sono sentita veggente - per dire, eh - perché secondo me la forma breve e l'ereader vanno a nozze, ma può anche essere che le cose si evolveranno ancora e ancora...). Dunque comunque i grandi temi sono stati il mercato internazionale dell'ebook, cartaceo-digitale (non ancora così scontato), le piattaforme di selfpublishing nel mondo, la disintermediazione, il nuovo ruolo del lettore e dell'editore - questa la parte forse più . 

Le cose da dire sarebbero ancora tante, soprattutto i dati, che non vi riporto perché non è il mio mestiere, non vorrei veicolare messaggi imprecisi. Come bookblogger in questo caso posso solo dire che questi appuntamenti sono importanti e istruttivi, perché per quanto l'informazione in rete sia vasta, l'ascolto poi di persona e la visione di fantastici powerpoint resta di grande efficacia. Ma soprattutto respirare l'aria di un mondo, o per lo meno di parte di esso, è interessante davvero.

Spero dunque di tornare alla prossima edizione. E che Madre Natura ci conceda un clima più clemente, perché ieri, ecco, un problema che c'è stato è che c'era caldo, ma caldissimo, che notizia direte voi, ed è vero, però con questi climi tropicali è più complicato concentrarsi. 

Detto questo, e sottolineato il fatto che non ci sono più le mezze stagioni, un caro abbraccio e a Editech 2013.  

1 commento:

Ilaria Pedra ha detto...

alle stelline ho fatto la prova scritta per un concorso, un posto di lavoro in banca che non passai, ma considerate le domande e il fatto che non si sapeva quale fosse l'impiego proposto (assurdo direi) me la cavai egregiamente.
Stare in mezzo ai libri, alle storie, allarga sempre il cuore direi. baci