lunedì 10 dicembre 2012

Nuove evidenze. I blogger, Roma, altre amenità.


Ieri. 11.30. Sala Smeraldo. A Più libri più liberi. Nuove evidenze! L'AIE ha presentato una ricerca (in previsione di un osservatorio futuro) sul rapporto tra vendite di libri e bookblog, in relazione ai media tradizionali.

C'ero anche io. 

Questi due giorni sono stati ad altissima velocità. Ma, di corsa, con la valigia, il computer, la borsa e chissà che altro, in cerca della metro, in ritardo e a digiuno, ho mollato tutto per terra e ho pensato: devo fotografare qualcosa di romano. Ed ecco il risultato. Non c'era il tempo di visitare la città eterna ma a Roma tutto è ovunque.

E un leggero sospiro di bellezza.


Di Roma avevo un peculiare ricordo. Un ricordo che ricordo con un certo sgomento. Dopo una brevissima vacanza, nel 2009, finisco al pronto soccorso dell'Umberto I. Con valori sballati e lo sfottò dei medici per via di un cacio e pepe, a loro dire, potenziale omicida di fanciulle in fiore. 

Mi ero svegliata nel cuore della notte con un dolore al costato trafittivo da non respirare, scatenando il panico nel bed&breakfast. Volevano tenermi ferma tutta la notte accanto a una suora che mi porgeva bicchieri di latte ustionante. Quando ho avvertito un po' di sollievo, e dopo aver verificato che non era un attacco cardiaco, ho firmato per poter uscire. Con un'emicrania che poi è durata per giorni. Mah. Non ho mai capito bene che è successo. Né il medico di base. Sì, bè, il cacio e pepe ha le sue stramaledette responsabilità. Comunque sono passati anni e sono ancora viva! Questo era per dire che avevo qualche paranoia nel tornare a Roma. 

Invece è andata molto bene. Ed è accaduto ciò che aspettavo da un'intera vita. Ovvero. Partecipare alla festa Minimum Fax. Qui a Torino la fanno tutti gli anni, come anche quella Fandango

Cari editori, quante ne sapete? 

Ma io non c'ero mai stata. Mai. Non so bene perché. Sabato sera invece ho visto ciò che dovevo vedere, e ora sono completamente soddisfatta. Bella musica, danze sfrenate e misurate insieme, come si conviene nel sacro mondo della lettere. E vedere degli amici lì è stato fantastico. Questo spiega che i libri sono potenti innescatori di misteriosi e musicali movimenti. Lo credo sul serio. 

Ospitata da gente romana gentile, dormendo in un lettuccio sopraelevato comodo e accogliente, ero pronta domenica mattina a esprimere una mia opinione sulla ricerca dell'AIE sui blog letterari.

Mi sembra giusto premettere che la ricerca è embrionale e che è stata condotta comunque con dedizione e desiderio di esplorare un mondo in continuo cambiamento. Quanto a me, la prima cosa che ho fatto è stata ringraziare di essere stata coinvolta e monitorata, in un certo senso studiata, come blogger. Non mi era mai capitato niente di simile, ed è interessante già solo per questo. 

Altra premessa: vi rimando poi alla ricerca vera e propria, di cui ieri sono state mostrate le slide alla tavola rotonda. Quando saranno pubblicate, ve le segnalerò. Non entro dunque qui nel merito.

Vi racconto solo le mie semplici impressioni.

Terza premessa: si sono osservati alcuni blog letterari significativi in Italia. Ci ho tenuto a dire subito, ieri, che il mio in realtà corrisponde a una persona singola, non a una vera e propria redazione, come in altri casi. Mi pare giusto dirlo perché ciò rappresenta senz'altro un motivo di diversificazione, non vorrei dire di limite, ecco, ma quando ho raccontato che mi capita spesso, nel mio salottino Ikea, in pigiama, col caffè nella mia solita tazza, di rispondere a mail con "gentile redazione di tazzina etc. etc." corrisponde al vero. Ed è un fatto che mi porta a raccontarvi la seconda cosa che ho detto ieri.

Dunque ho raccontato un po' la storia di questo blog, e della mia vita! Santo cielo quanta pazienza avete avuto voi lì presenti. Insomma, ho esordito dicendo che da bambina sognavo di fare la scrittrice. Anzi peggio, la poetessa.

Ciò ha spezzato un po' la tensione classica da conferenza ma anche qualche cuore. 

Poi insomma ho cambiato un po' idea sulla poetessa, ma quel sogno della scrittrice, da qualche parte, in qualche periferica arteria del mio sistema cardiocircolatorio, era rimasta. 

Quindi ho detto dei percorsi frastagliati, dei tragitti misteriosi e franti che possono portare un essere umano ad aprire un blog. Nel 2008 quando è nato questo raccontavo cose della mia vita, ci ironizzavo sopra, altre volte ero molto triste, poi felice, insomma, era un vero e proprio elettrocardiogramma della mia mente. 

In fondo, così è rimasto. 

Ci ho aggiunto semplicemente i libri, che avevo accumulato negli anni di studi e di stage non retribuiti, ho tolto la polvere, ho preparato un po' di caffè e ho cercato che avessero un'altra vita. Più piccola, magari, ma più allegra.

Così ho dichiarato che le mie in realtà non sono recensioni, mai. 

Sono pezzi della mia mente che stacco, come puzzle, e che metto qui, affinché qualcuno li legga e ne abbia cura. Forse è una ricerca di amore universale, di dialogo, di amicizia, chi lo sa.

Ho detto anche che non avevo mai pensato che questo potesse avere un significato commerciale. Quello che pensavo io, e che speravo intimamente, era che qualcuno si accorgesse di me. Per via di quel sogno segreto che coltivavo a dispetto di svariate vicissitudini della vita. 

Ecco dunque che mi salta all'occhio il valore che può avere lo strumento-blog. Che è un mezzo, non un organo, ad esempio, di marketing, almeno non blog come il mio. Il valore può consistere, per qualcuno come me (e questo è un preciso appello ai giovani là fuori), in una possibilità in più, differente, nuova, rispetto ai canali tradizionali (invio cv, invio manoscritti selvaggio). 

Così infatti a me è successo, e ho raccontato della bellissima avventura con LiberAria Editrice. Questa casa editrice è fresca e nuova e ci lavorano persone molto coraggiose e in gamba e sveglie. Qualcuno tra loro si beveva il caffè la mattina e leggeva anche questo blog. Ci ha trovato qualcosa, magari da coltivare, niente di già definito, ma da vedere come sarebbe cresciuto. Ed è così che quel sogno mai spento, mentre quasi non ci speravo più, ha preso luce e una sua direzione con loro e grazie a loro. E questo mio romanzo, totalmente imperfetto ma reale e vivo, uscirà a maggio, e lo dico per me ma anche per chi si chiede che senso abbia avere un blog. 

Me lo chiedevo anche io, e adesso l'ho capito. Serve a tracciare un percorso della propria vita. Il che significa che può anche servire a capirci qualcosa di inaspettato, magari che non vi piace scrivere. Non per tutti può andare come in questo caso, ad altri può servire per sapere altre cose, ma insomma ci siamo capiti.

Ho detto questo ieri perché volevo fosse chiara la mia posizione rispetto alle recensioni. Volevo fare la romanziera, la narratrice, imparare a farlo, per meglio dire, e non la critica letteraria o la giornalista. Non ne sarei mai capace. Ma non perché sono scema o inferiore, solo che sono diversa. 

E questo tipo di differenze sono la ricchezza della società, della vita, e della rete. 

Ciò specificato, amo però parlare dei libri che mi piacciono. Criterio che appartiene anche ad altri blogger. Ho un criterio di gradimento. Ho anche studiato molto, all'Università, ma anche prima e dopo, ho fatto un master in editoria, addirittura. Questo per dire che non sono fuori dal mondo dei criteri e ho presente il panorama letterario ed editoriale su cui si muovono gli scrittori di cui parlo, passati o presenti. 

Mi ha rassicurata poi scoprire che i blogger, relativamente ai libri presi in esame e ai librai interrogati sulle vendite, spostano meno vendite rispetto ai media tradizionali (Fazio) o a persone celebri*. Su questo non avevo dubbi, e mi pare anche sensato, e giusto. Quello dei blogger di libri è un mondo che, in Italia, è ancora da comprendere. Diverso è all'estero, dove hanno un ruolo consolidato e rispettato.

Poi si è parlato anche di metodologia del monitoraggio. L'AIE, se ho ben capito, sta intraprendendo nuovi e trasversali sistemi di valutazione, perché è davvero complicato tutto ciò. Molto. Ma è lodevolissima l'iniziativa. Sono sicura che avrà un seguito.

Per ultima cosa. Quando stava già finendo tutto quanto, ho chiesto ancora la parola. Avevo una lieve tachicardia, ma dovevo farlo.

E ho detto questo: io non conosco tutti gli uffici marketing di tutte le case editrici. Ma ricevo molti libri, e qualcuno ho iniziato a conoscerlo personalmente, considerando queste persone, in alcuni casi, come amici veri. Una delle striscianti maldicenze a proposito dei blogger è quella che essi siano in taluni casi in balìa delle segnalazioni e dei regali di uffici stampa o quant'altro. Che siano compiacenti. Che siano venduti. 

Dunque ho messo a parte le persone che erano lì, e lo ribadisco con forza adesso. Sì, è vero, il libro è un fottuto prodotto. Che sta sul mercato. Questo è importante che si sappia, è una consapevolezza che, specie se siete giovani, vi tocca padroneggiare. Il libro è come il motorino, le scarpe, la Wii, la chitarra, l'ukulele, che ne so, il Parmigiano Reggiano, l'iPad, gli smalti di Kiko. 

Questa è la verità. Quindi gli uffici marketing fanno il loro mestiere e, se suppongono che anche i blog, nel loro piccolo (per ora), possano spostare anche solo UNA vendita, loro tentano anche quella strada lì. Perché questo è normale. Ed è perfino sano, poiché siamo nel libero mercato. E noi tutti qui ci muoviamo. 

Però. Poiché io conosco queste persone che fanno questo lavoro, so con certezza che alcuni di loro si pongono anche, e intendo contemporaneamente, un altro obiettivo. Un compito. In alcuni casi oso dire una missione.

Che è quello di creare un discorso anche culturale sui libri. Anche passionale, anche intellettuale. Anche di ricerca. Anche umano. Anche sincero. 

Dunque i blog non sono solo potenziali spazi pubblicitari, agli occhi di queste persone. Non solo. Sono anche spazi di novità. Sono anche quei posti che prima non esistevano. Dove, con un briciolo di leggerezza, si può ancora raccontare qualcosa di nuovo. Si può delimitare un nuovo linguaggio. Un nuovo linguaggio, ecco. Nuove evidenze. Nuove cose, nuove possibilità, nuova vita.


Un'ultima cosa che ho capito però è questa. Dei libri non si sa un bel niente. Delle vendite si sa pochissimo. I blog alla fine spostano o non spostano? Troppo o troppo poco?

Fazio sposta tantissimo, ma non TUTTI i libri. Quasi tutti. E su quel quasi che si giocano i misteri della vita. Dell'arte. Della composizione. Del gusto, del destino, dell'imponderabile. 

Capisco supremamente questa cosa. Che più di tutto, che pure è legittimo analizzare, direi doveroso, può comunque ancora fortemente il mistero. Più di tutto può la magia del talento inaccessibile. Può l'amore folle e il dono innato nello scrivere, che è ciò che ancora fa vendere molto; e le storie, e le cose che stanno a cuore alla gente, che sono loro utili per i più diversi scopi (sì, penso volendo pure alla cucina, al calcio, al sesso, alle trame intricate, ai casi umani etc.). 

La conclusione di tutto ciò è che c'è un dialogo aperto, seducente, sospeso nell'aria ma anche molto concreto e materico. E che, personalmente, sono molto contenta di farne parte.




*Ok. Chi c'era lo sa. Ma è mio dovere riportare il fatto che tra le celebrità c'era naturalmente Alessandro Baricco. In particolare, per via del caso più recente che è il bellissimo, bellissimo Open. Dunque. Nella stessa ricerca scientifica, c'era Baricco, e c'ero io. Capite? Cioè io desideravo citare le sue parole sulla stella Hale-Bopp, e lui era già lì nel firmamento. Inutile dire che per me andava già bene così. E l'ho pure detto! 




23 commenti:

alessandra ha detto...

ahhhhhhh amica mia!!!

noemi ha detto...

@ale!! Ciaooo. Un bacione.

Anonimo ha detto...

come spesso succede ci metti dentro un po' tutto, senza risparmio di energia e informazioni; quindi c'è generosità, realismo, fantasia,...c'è pure il flescbek cinematografico iniziale,...se il cuore ti regge, continua così (p.)

lacritica ha detto...

"Volevo fare la romanziera, la narratrice, imparare a farlo, per meglio dire, e non la critica letteraria o la giornalista. Non ne sarei mai capace. Ma non perché sono scema o inferiore, solo che sono diversa." Scusa, ma la diversità con un critico qual è?

noemi ha detto...

@p: grazie della visita. Getterò allora questo cuore oltre l'ostacolo :)

noemi ha detto...

@lacritica: spero di aver capito la domanda. Dunque: un critico letterario valuta le opere narrative, un narratore invece le compone. Ciò non esclude che l'uno si possa prestare al mestiere dell'altro in talune circostanze. Ho risposto?

Anonimo ha detto...

il blog letterario non è una rubrica di critica letteraria o perlomeno non questo!; ciò premesso lui dice: se volevi fare la scrittrice e non la critica, perchè poi fai il blog? e la risposta è lì, magari un po' lunga ma necessariamente complessa e articolata

lacritica ha detto...

Forse sì. In un certo senso, se ho capito io, ti definiresti (a parte il tuo prossimo esordio, per il quale in bocca al lupo!) come blogger una narratrice di libri altrui? Senza valutazioni? Cioè per te il blog non è critica letteraria? E ancora: i booksblogger (ma perché poi avete soppresso quella -s tra book e blogger che ci stava tanto bene?) sono critici o no, secondo te? Hanno quell'ambizione lì o no? Ehi, grazie!

noemi ha detto...

No, il dibattito no!!! Scherzo :) cara @lacritica sì, è esattamente così come dici tu. Ovvero: (parlando per me) su questo blog non ci sono valutazioni all'insegna di criteri tipici della critica letteraria - uhm filologici ad esempio, né psicanalitici o altro, ma fare un discorso sulle molte varianti della critica letteraria qui ha poco senso - invece quello che faccio io è dire quanto mi è piaciuto un libro, quando l'ho letto, cosa ha significato per me e null'altro, bè, se questo può rientrare in un qualche tipo di critica allora è quel che accade, ma mancano molte strutture che farebbero di me una "vera" critica, penso a una redazione, ad esempio, di una rivista di critica che a sua volta starebbe lì a valutare l'adeguatezza dei miei stessi scritti... per questo motivo ciò che faccio sul blog a mio avviso non è critica letteraria. E non è neanche narrativa, perché quel che scrivo qui non rientra nella forma romanzo né in quella del racconto, salvo quando non dichiarato espressamente con il "tag" "racconto". Quel che faccio io è raccontare i libri e le cose della mia vita (quelle che scelgo di dire) in una forma che non ha una definizione consolidato, non so: "blogger-style" potrebbe andarci vicino, per dire eh. Ciò che invece fanno gli altri non lo so, dipende da caso a caso. Hei, questa volta ho risposto meglio?? ;)

marina ha detto...

bella la storia del tuo cammino
mi ricorda tanto me stessa
solo che io sono una dame agée, senza autostima e senza coraggio :-)
auguri, marina

noemi ha detto...

@marina: ciao :)grazie! non conosco la tua storia, ma può succedere che le persone più insicure siano anche quelle molto dotate di talento: magari è il tuo caso. Devo dirti anche una cosa: ahimé il mio percorso e l'autostima sono due rette parallele che spero però un giorno si potranno incontrare da qualche parte. Sai che si dice di certi estroversi... che lo siano proprio per guarire da tante cose. Quanto al coraggio: sì, è vero, un po' ci vuole. Nel mio caso è più forse temerarietà! :) Se torni a trovarmi mi fa davvero piacere!

Chiara Tinelli ha detto...

Che blogger impegnata! Sempre in viaggio. Bravissima :) D'ora in poi eviterò cacio e pepe, mi hai traumatizzata!

noemi ha detto...

@Chiara Tinelli: grazie :) però ne valeva la pena (intendo il cacio e pepe)!! :)

lapantofoladigitale ha detto...

Ciao,
@lacritica, secondo me (e parlo da lettrice di questo blog) l'approccio non critico, ma personale e soggettivo di Noemi riesce ad arrivare al cuore, trasmette le emozioni attorno a ciascun libro. E in questo senso io credo che rientri in una definizione più ampia di narrativa, perché da ogni post traspaiono Noemi e la sua vita, un po' come in Una vita da lettore di Nick Hornby, che si legge d'un fiato, anche se altro non è che una raccolta di recensioni.
:)
Silvia

noemi ha detto...

@lapantofoladigitale: GRAZIE! Davvero, non so che dire se non che il paragone con Hornby è troppo bello: ripensaci!!! :D hehe, sarebbe bello però prima o poi esserne all'altezza!! Comunque ancora grazie del tuo commento, di ciò che fai sul tuo blog e della bella persona che sei! Ma soprattutto per avermi sopportata in treno qualche tempo fa :)

Valentina Orsini ha detto...

Bella la tua avventura romana!!! E bello il tuo modo di raccontare e raccontarti. Ti ho appena scovata e inizierò a seguirti con piacere...da blogger quale sono, ti invito a passare anche dalle mie parti. Ah, in bocca al lupo per il libro, mi piacerebbe leggerlo e recensirlo poi...a presto. ;-)

noemi ha detto...

@Valentina Orsini: grazie mille per la visita e le belle cose che mi hai scritto :)

noemi ha detto...

@Anonimo: uhm non so più a cosa rispondevi, ma vedo il messaggio adesso: dunque dunque, sì, esatto, diciamo che ci sono tanti tipi di blog, forse "bookblog" è una definizione "nuova" di questo modo di scrivere... chissà :)

lacritica ha detto...

Cara Noemi,
sì, credo tu mi abbia risposto. Immagino d'aver equivocato quando a Librinnovando ho visto (o sentito?) la tua slide che citava lo spropositato numero dei blog esistenti e li metteva poi in relazione con le pratiche narrative del passato, vale a dire il diario segreto. Perciò mi sono chiesta: se diario segreto non è, in quanto pubblico, sarà allora qualcosa di simile alla critica letteraria? (Anche pensando all'altro blog omonimo). Io credo, se posso dire la mia, che il tuo approccio funzioni (lo dimostrano gli appassionati lettori), ma che funzioni per alcuni genere, e meno per altri. Per rispondere a @lapantofoladigitale / Silvia: "trasmettere le emozioni di un libro" viene più facile quando ci si occupa di narrativa. Potrebbe essere un approccio che equivale al "passaparola", e non con lo scopo di approfondire.
Torno a Noemi e concludo. Non penso che la redazione faccia una vera e propria differenza; sì gli articoli in un giornale sono passati al vaglio, ma pure la critica "ufficiale" - anche quando non si ammette - serve, o dovrebbe servire, a far vendere, oppure a orientare il gusto nel caso di una stroncatura. Il fatto che la redazione sia un elemento non così determinante (se il critico è XY il direttore pubblicherà ogni singolo sputo esca dalla sua tastiera o penna) lo dimostra forse anche il fatto che Assouline http://larepubliquedeslivres.com/ una volta diventato celebre ha mollato Le Monde e tanti saluti a tutti!

noemi ha detto...

@lacritica: concordo su tutto! Tranne forse sulla redazione, nel senso che a me non dispiace a volte leggere articoli che so essere passati da una sorta di lettura comune, una valutazione, e poi giudicati interessanti, ma forse questo è più un mio gusto... Quanto al diario segreto non più tanto segreto secondo me si aprono ampi squarci di riflessione: credo sia proprio una forma di scrittura "nuova", quella in cui "sai e non sai" se qualcuno ti legge e quando e chi, ma di tanto in tanto intorno alla tua scrittura succedono le cose, entri in contatto con le persone... la trovo una forma embrionale, misteriosa e per ora molto seducente, poi vedremo in futuro! Infine: conosco il mitico Assouline e la sua clamorosa mossa di staccarsi da Le Monde: senz'altro da capire!! Baci.

towritedown ha detto...

Te l'ho già scritto altrove e i

ripeto: bellissimo post!
La tua storia mi fa emozionare perchè è raccontata (e vissuta) con toni sinceri e pieni di partecipazione che difficilmente trovo altrove.

E poi mi permettono di sperare di trovare, come ti è capitato, il vero senso del mio scrivere, leggere e scrivere. Non che quello che gli ho assegnato sinora non mi soddisfi: anzi, mi riempie le giornate, la testa e il cuore, ma chissà se ci può essere dell'altro.

Aspetto di leggerti anche su carta (ma anche su digitale, se sarà!).

Grazia

towritedown ha detto...

Te l'ho già scritto altrove e i

ripeto: bellissimo post!
La tua storia mi fa emozionare perchè è raccontata (e vissuta) con toni sinceri e pieni di partecipazione che difficilmente trovo altrove.

E poi mi permettono di sperare di trovare, come ti è capitato, il vero senso del mio scrivere, leggere e scrivere. Non che quello che gli ho assegnato sinora non mi soddisfi: anzi, mi riempie le giornate, la testa e il cuore, ma chissà se ci può essere dell'altro.

Aspetto di leggerti anche su carta (ma anche su digitale, se sarà!).

Grazia

noemi ha detto...

@towritedown: uhu grazie, mi hai commossa tu, grazie davvero!!