martedì 4 febbraio 2014

Cosa mi sono persa domenica, ovvero il #BloodyBrunch di Longanesi.

Alessia Gazzola, Le ossa della principessa, Longanesi






Domenica scorsa sarei dovuta essere in gita. 

Al #BloodyBrunch. Una saporita (c'era il Bloody Mary...) occasione di incontrate amici e addetti ai lavori, come si suol dire, in quel di Milano. 

Se siete affezionati a questo blog, sapete forse quanto ami le gite! Specie quelle milanesi, ma in generale. Quanto mi piaccia prendere un treno e ritrovarmi in un qualche altrove per qualche tempo. 

Eppure ultimamente non ci riesco più tanto. Badate: penso sia temporaneo. Tipo stop-and-go.

"Piccoli contrattempi del vivere", per citare un bel libro, che misteriosamente o quasi spesso e volentieri si frappongono tra me e queste gite. Quindi però cosa succede, che queste gite reali, si trasformano in altrettante gite però immaginarie, dentro i libri, dal momento che spesso si tratta di viaggetti che io faccio per conoscere scrittori. Spesso mi capita di essere invitata, per via di questo stesso blog, a vari eventi letterari. Ebbene: domenica avevo la febbre, e dunque niente gita e niente #BloodyBrunch. 

Fortuna che ho degli amici che scrivono anche loro, nella fattispecie potete trovare una bella cronaca dell'accaduto, ad esempio, su Critica Letteraria, per mano di Gloria Ghioni.

Quanto a me, col termometro sotto l'ascella e la borsa dell'acqua calda in testa piena di entusiasmo e ottime speranze, ho letto uno dei due romanzi che si presentavano nella redazione della casa editrice Longanesi, che ringrazio per l'attenzione, l'invito e l'invio dei romanzi. Pane per i miei denti.

Le ossa della principessa è stato uno spasso. E Alessia Gazzola per me una scoperta!

Una scrittura felice, solida, spensierata, matura. Tanto di cappello!

Adoro i medici. Da ipocondriaca, li ho proprio venerati. Per me sono stati sempre semidei. I medici e tutti quelli che c'entrano con la medicina e la guarigione. E la cura. Dunque potete immaginare cosa possa pensare dei medici-scrittori. 

Ogni bene. Che Dio li abbia in gloria.

Ciò ho finito anche per pensare dunque di questa giovane (classe 1982, giovanissima direi) e già consolidata autrice. La sua stroria è divertente, ben costruita. Ha ideato qualche anno fa il simpatico personaggio di Alice Allevi, specializzanda in medicina legale. Goffa ma intelligente, molto sveglia e sensibile e umanissima, Alice in questo romanzo è alle prese con un nuovo caso di cronaca che si intreccia inevitabilmente con la sua vita personale, fatta di amori sbagliati, sogni e speranze di ragazza. Questa volta si tratta della misteriosa scomparsa dell'insopportabile (apparentemente) collega Ambra Negri Della Valle e parallelamente con il ritrovamento di un giovane corpo con accanto una coroncina di plastica da principessa. 

Cosa ne è stato di lei? Cosa è accaduto tra lei e Claudio Conforti, lo spietato e delizioso medico legale del loro Istituto? E chi è la principessa?

Dico la mia: certe volte mi sento addirittura in colpa a leggere libri così. Così come? Così piacevoli. Così famosi-splendenti-tradotti-in-tutto-il-mondo-thriller-amorosi-divertenti etc. 

Chissà poi perché. Ancora dopo tanti anni da lettrice. Senso di colpa cosmico. Eppure, quando leggi questo genere di libri, è un po' come se la vita decidesse di regalarti un arcobaleno, senza prima la fatica della pioggia.

E va bene. Accettiamo il regalo. Qualche volta succede anche questo.

3 commenti:

Gloria Ghioni ha detto...

Grazie cara :) un abbraccio

Sabrina ha detto...

Ho letto "L'allieva" e mi è piaciuto il personaggio di Alice, sempre un po' sfortunata, come me, e forse come un po' tutti noi. Leggerò anche il seguito per sapere come va a finire... Grazie :)

Marina ha detto...

Comunque, ci ha parlato di libro interessante secondo il tuo giudizio.