mercoledì 24 settembre 2008

Violenza bambocciona.

Eh ormai questa parola mi tormenta. Come quando si fa una brutta figura e ci si ripensa: l'imbarazzo è tale da dover scuotere la testa per mandare via l'immagine incriminata, la vergogna è tale da voler scomparire anche a se stessi, il disagio è tale che invade ogni azione anche la più piccola.

Anni e anni da bambocciona mi hanno pietrificata. Oggi mi sento immobile. Mi sento improvvisamente debole. In un batter d'ali il tempo è passato, il discrimine tra la normalità, tra una crescita sana e la paralisi, la devianza si è rivelato all'improvviso in tutta la sua violenza e questa violenza ha un nome: bambocciona. Quella che sembrava una scelta è diventata un difetto. Dall'oggi al domani, letteralmente, da giovane di belle speranze - "cosa farai?" - mi sono trasformata in donna troppo matura per vivere con mamma e papà - "Perché non ti pagano?".

Bambocciona è ora la parola d'ordine come viatico per i commenti dei parenti, dei vicini di casa, dei passanti. Tutto all'improvviso è fuori posto, fuori luogo, fuori tempo. Qualsiasi cosa farò, se mai la farò, sarà: "difficile" "complicata" "a rischio" "stancante" "sbagliata". Basta, il tempo sembra proprio essere scaduto. Secondo il comune sentire, non ho più speranze. Di nessun tipo. Prima dei 25, era tutto l'opposto: "sei giovane" "sei troppo giovane" "hai tempo" "non correre" "goditi la vita". Li ho ascoltati troppo prima. Li ascolto troppo adesso.
Mi chiedo: l'anno buono allora è il venticinquesimo? Sì è lui! Bisogna essere abili ad acchiappare il codino della giostra quell'anno lì. Altrimenti dopo sei oggetto di pettegolezzi. Chiunque si sentirà autorizzato a fare un commento su di te. E non dovrai rispondere male perché avrà ragione, te lo meriterai.

Mi guardo allo specchio e vedo una persona che dall'infanzia si è ritrovata direttamente nell'età adulta, facendo un giro di 360 gradi senza sfumature. Tutta la mia vita è chiusa in una piccola cameretta. Il resto sono pensieri immateriali. Ma è l'unica vita che ho. Mi sfugge dalle mani e mi piace lo stesso.


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra ieri. Avevo intorno ai ventiquattro anni, ero al primo anno di specialistica; sono andata in banca per pagare le tasse universitarie e l'impiegato stupito mi ha chiesto quanti anni avessi.
-"E lavori?" mi ha detto sgranando tanto d'occhi
-"No"
-"Se fossi mia figlia ti avrei già mandato a lavorare"

Lì per lì non ci ho fatto caso, ma poi quelle parole hanno iniziato a bruciarmi addosso come una sconfitta. Ho fatto il master (buco nell'acqua) e adesso sono qui che quando pago le tasse universitarie cerco di evitare quell'ignorante, che probabilmente una figlia non ce l'ha (e menomale). Lui è stato l'inizio di una lunga serie di persone (condomini, parenti, conoscenti) che mi chiedono sempre la stessa cosa: "lavori, dove?"
Questa cosa non la riesco più ad accettare. La mia pazienza è finita e credo che la prossima volta che mi faranno questa domanda urlerò qualcosa di molto scortese! Perché sono ARRABBIATA NERA!!!

Annalisa :)

noemi ha detto...

Che maleducato questo tizio.
Comunque è proprio vero: a un certo punto è scattata l'esplosione del giudizio gratuito. Molti si sentono autorizzati a commentare i tuoi tempi, le tue scelte di vita, le tue difficoltà...

La tabella di marcia sarebbe (secondo una mia personale statistica stilata in seguito a mesi e mesi di suddetti commenti...):

Per le femmine:

22/23 anni: laurea*
24: lavoro ("che ci vuole: io alla tua età ero già sposata, avevo un lavoro fisso ed ero incinta di 6 mesi")
25:matrimonio (se lo stipendio è troppo basso: "eh bè fatti aiutare da mamma e papà")
26: figlio ("cosa aspetti? Non vorrai mica fargli da nonna...sempre che tu riesca a rimanere incinta")
30: avanzamento di carriera(in caso contrario: "non hai carattere")
32-: figlio + carriera

Per i maschi, invece:
23/24:laurea*
25-30: divertimento ("calcio, calcetto e fantacalcio")
30/31: matrimonio (oppure convivenza: "non farti incastrare")
34: figlio ("è lei che ha insistito")
35-: carriera

* non in tutti i contesti ("hai studiato ma non ti è servito a niente. Andavi a lavorare a 18 anni e a quest'ora avevi un marito e 3 figli").

Sembrano le analisi del sangue: se non stai nei parametri vuol dire c'è qualcosa che non va, sei una persona debole e sospetta.

Sara Giorgia ha detto...

Noemi mi consenti di postare la tua tabella di marcia sia sul mio blogghino che su Facebook? Con i credits, ovviamente! Secondo me la dovrebbero leggere tutti.
Sei mitica.

Bacio bacio.

noemi cuffia ha detto...

Certo Sarina che onore :))))

Anonimo ha detto...

Quanto è vera questa cosa!!! In un'altra vita nasco maschio!
Annalisa

noemi cuffia ha detto...

Ah ah ah no Annalisa per carità!!