mercoledì 14 settembre 2011

Ieri ho incontrato Viola Di Grado.


Per casi più unici che rari della vita, mi ritrovo ieri su un treno con un vagone solo, con quelle scarpe, quel vestito e quei capelli, in direzione Stresa, per incontrare Viola Di Grado, che, dopo il Campiello, è finalista anche all'omonimo premio letterario e presenterà la sera stessa, per l'occasione, il suo romanzo.


In tutto ciò, il vero colpevole è lo scriteriato Extratorino. E se starete collegati scoprirete forse anche il perché.

:)




Quindi ero lì a pensare a cosa dire, anzi a non pensare a niente, vedendo scorrere il Piemonte e poi il Verbanio Cusio Ossola dal finestrino, fino al Lago Maggiore che spuntava dai vetri come un luccichio lontano e sembrava il mare e brillava nel tardo pomeriggio, nel quasi-tramonto: appuntamento con Viola alle 17.30.

Il mio primo istinto, a casa, quando ero ancora tranquilla e sicura che ce l'avrei fatta a comportarmi da persona normale, è stato chiedermi sinceramente: ma come mi vesto?

Come mi vesto io, quieta blogger sabauda trentunenne priva di qualsivoglia attinenza con il mondo dei vestiti e dell'abbigliamento in generale? Io che incontrerò invece Viola Di Grado, che non ha bisogno di presentazioni? Quindi? Con che faccia e con che outfit oserò apparecchiarmi in una simile circostanza? Senza contare che supremamente di persona non so parlare in modo adeguato, vago in destinazioni note solo a me, anzi neanche, e non mi rilasso se non dopo interminabili rassicurazioni verbali e non, e qualche lungo tempo per sbloccare la pietrificazione che mi prende vis a vis e mi agito etc. etc. ed è già molto quando non svengo e non ho un attacco di panico o di ansia o di entrambi?

In questi casi allora si lascia perdere tutto e si diventa un po' folli.

E così senza pietà ho indossato l'unico abito già pulito e stirato dell'armadio, il mio unico vestito nero-elegante (di Benetton!), quello dei miei ventanni, quello che usavo per tutte le occasioni, per tutti i colloqui di lavoro, per qualsiasi tipo di cena estiva e che mi faceva sentire a mio agio e trasparente. Un buco nero, mi viene da pensare rileggendo le pagine del romanzo di Viola, un posto dove scomparire per lasciare spazio all'esperienza e a questo incredibile incontro.


Così bellamente invisibile, quando scendo dal treno e trovo (tra varie peripezie inenarrabili che tengo per me!) l'Hotel, rimango sotto incantesimo per lunghi minuti. Un imponente e lussuosissimo Hotel Regina che si staglia sul lago, con la piscina e i lampioni personalizzati.




E l'ingresso regale, come nelle favole, nei film, nei sogni migliori. Arrivo, travestita da giornalista, e penso che alla fine ho fatto bene a conciarmi in quel modo (anziché con jeans e Superga, come avevo ipotizzato sulle prime) e mi è tornato in mente David Foster Wallace quando in Una cosa divertente che non farò mai più, dice: "fatevi furbi e ascoltate il consiglio che io non ho voluto ascoltare: portate degli abiti eleganti (...) non importa se vi sembra assurdo".


Aveva ragione. In quell'istante ho percepito cosa intendesse. Aspettando Viola nel paradisoextralusso (dove credo l'unico essere umano sotto i trenta fosse proprio soltanto lei), senza quel vestito da nonna-chic mi sarei sentita ancora più persa e perduta. Quindi meno male. E grazie David, ovunque tu sia.

Vi dico anche che sono una persona e una blogger molto suggestionabile ed emotiva (oltre a ulteriori difetti che non sto qui a elencare) e così incontrare il primo sguardo di Viola mi ha per l'appunto suggestionata. I suoi occhi hanno qualcosa dentro di unico, eloquente e destabilizzante. Come scrittrice, mi sono già pronunciata, la considero geniale. E data la sua giovane età, sono certa che farà ancora moltissimo.


Ma come persona, seduta al tavolino del caffè di quel luogo incantato e incastrato nel tempo e nello spazio, mi ha colpita, se possibile, ancora di più. Non vi racconto adesso cosa di preciso ci siamo dette e cosa ha risposto alle mie domande, perché in effetti spero nel mio intimo che vi compriate in massa la nostra rivista torinese preferita.

Però posso svelarvi che Viola Di Grado è un'ottima bevitrice di caffè e sembra una principessa d'altri tempi ma completamente giunta qui e ora come dal futuro interstellare o da un luogo altro, abitato da creature libere e fluttuanti, simili a lei, che hanno qualcosa di nuovo da spiegare. Poi è anche molto gentile e garbata, non timida, ma riflessiva, dolce anche e un po' premurosa. Ho imparato qualcosa da lei: scrittori giapponesi che non conoscevo, e altro ancora.



Ma non ho capito il suo segreto e il suo mistero, che infatti deve rimanere tale.

Di lei invece ho catturato soltanto un'immagine: credeteci o no, quelle sono le sue mani!

Stay tuned.





Sotto: il malinconico panorama di Stresa.


17 commenti:

Lu ha detto...

Spettacolo!
Brava, brava, brava!
Brave!

Lu

P.S. il vestito di Viola farebbe impazzire mia moglie. Ma ovviamente anche il tuo! ;-P

noemi ha detto...

@Lu: brava Viola e il suo vestito: bè, straordinario!

Girasonia76 ha detto...

che bello... ci hai fatto immergere nell'atmosfera con te, grazie!

noemi ha detto...

@Girasonia76: grazie :)

emmaci ha detto...

Dai! Eri perfetta!
Voglio assolutamente leggere Una cosa divertente che non farò mai più!

Invece il libro di Viola su Anobii non è stato troppo apprezzato... boh?

noemi ha detto...

@emmaci: hehe grazie :) "Una cosa divertente" è molto curioso, invece boh per Anobii: non so, de gustibus... :P

B. Road ha detto...

Eri vicinissima a dove abito io :)
Sì l'hotel Regina è proprio da favola....mi sa che darò retta anche io a David e inizierò ad abbandonare i jeans....il problema è che oggi ho un colloquio per il posto da segretaria da un demolitore....come caspita mi vesto????
Comunque il tuo post mi è piaciuto tantissimo :)
Complimenti...

noemi ha detto...

@B. Road: grazie mille :) Che bello dev'essere abitare da quelle parti... e per il colloquio: ahhh come capisco l'eterno dilemma: io in genere mi vesto di scuro ma non so se è un buon consiglio :D in ogni caso: in bocca al lupo !! (e "demolisci" tutto!!! :D :D)

Heddi Goodrich ha detto...

Che bella esperienza, e che belle mani!

noemi ha detto...

@Heddi: sì :)

B. Road ha detto...

La zona effettivamente mi piace molto anche perché c'è tantissimo verde!!! Comunque grazie e CREPI!!!!!!!!!!!
Basta che non demoliscano me :D

pencil ha detto...

ma il vestito di viola ha una fantasia "a biscotti"!! è stupendissimo! e comunque il tuo "little black dress" è superchic.
e poi che bello poter incontrare uno scrittore dal vivo, da soli per un caffè :) una esperienza unica!

noemi ha detto...

@pencil: sì sì il vestito (suo) è fantastico! E il mio: tu sei testimone oculare hehehe perciò la tua opinione vale doppio :D (però un po' nonna sembravo, non riesco a non pensarci). Sì, bello incontrarla, un'esperienza al di là dell'immaginazione :)

leparoleverranno ha detto...

Io non sarei neanche riuscita a dormire la notte prima... anzi, le notti prima!
Che invidia davvero aver potuto fare un incontro così. :-)

noemi ha detto...

@leparoleverranno: già in effetti: sapevo che avrei potuto intervistarla ma non quando e dove e come, l'idea di andare a Stresa è arrivata la mattina stessa così almeno non ho avuto il tempo di pensarci troppo e soprattutto ho dormito :P :P

Marta Traverso ha detto...

Che invidia... :-) Non vedo l'ora di leggere l'intervista a questo punto!

Ps. ho finito il suo libro proprio ieri, sabato arriva la rece su Finzioni! :)

noemi ha detto...

@Marta: grazie :) anche io sono curiosa di leggere la tua recensione... :) :)