mercoledì 28 luglio 2010

I torinesi lavorano.

Premetto che la mia vita al momento sconfina nel surreale. Tutto mi pare sospeso nel vuoto. Immersa in un metaforico liquido colorato mi cullo dalla mattina alla sera, non fatico ma non mi riposo, non lavoro ma non sono neanche in vacanza. Ho mille cose da fare ma la sensazione di tempo libero che scorre nelle vene, di tempo autogestito malgrado me. Sono completamente felice senza una ragione, quando dovrei forse invece preoccuparmi per il mio destino.
E viceversa.

Fluttuo nel giallo delle pareti di casa che si scambia raggi di luce con l'esterno giallissimo della città, sotto il cielo più azzurro del mondo. L'aria è fresca, mi sento in forma, mancano pochi giorni ai miei trent'anni ma è letteralmente impossibile immaginare cosa ne sarà di me, anche solo a settembre. Vivo come se non avessi un futuro, né un passato. Solo un immane presente. E non capisco se va tutto bene o tutto male. Se posso godermela o stare in guardia. La progettualità nella mia esistenza al momento è ridotta all'osso. Potrei costruire e disfare mille scenari come con i mattoncini di Lego all'infinito, e non giungerei comunque a una versione chiara di quello che potrebbe succedere.
Allora in questo istante me ne sto qui ferma davanti al pc. Davanti allo schermo. Se non scrivessi, stringerei i pugni, non troppo forte né troppo piano, in attesa.

E quello che sento intorno a me è questo continuo rumore di sottofondo. Un rumore solido, ritmato, costante. Il rumore bianco dei torinesi che non mollano mai, che lavorano. Dalle sei di questa mattina tutto il vicinato lavora. Scartavetrano, piantano chiodi, potano piante, bagnano fiori, svitano bulloni, avvitano viti, raschiano muri, traslocano, cigolano, spostano, raschiano, sgommano, martellano, segano legname, piallano, stuccano, cazzuolano. In strada, nei cortili, nelle case, non smettono. Non fanno pausa. Non conoscono il silenzio né la pace dei sensi, né l'ozio.
Lavorano, lavorano, lavorano.

6 commenti:

mat ha detto...

Ora ti dirò la banalità del giorno, ma il lavoro manuale è l'unica via di scampo al male di vivere. Le comodità ci hanno abituato a non dover faticare troppo per ottenere qualcosa e questo ci ha tolto la felicità che scaturisce dalla fatica fisica: perciò scartavetrare, potare, spostare, inchiodare, segare, raschiare sono valvole di sfogo ottimali per svuotare la mente. Nei mesi estivi poi, per chi resta in città, sono una buona alternativa agli impegni lavorativi. Insomma, l'importante è non fermarsi mai a pensare ed io, che invece lo faccio spesso, capisco bene il perchè.

noemi ha detto...

No, no, non è affatto una banalità, sono d'accordo. Il lavoro fisico è fondamentale, il suo contrario ci avvicina sempre di più alla morte.

L'ideale secondo me è però l'alternanza di pensiero e azione.

Che poi i torinesi siano furie scatenate è un altro discorso he he ;)

Elena ha detto...

Eccome se lavorano i Torinesi!
Non che qui a Roma non si lavori...anzi! Però non pensano solo a quello!
Anche io mi sento in un limbo...un limbo che mi sta facendo andare un po' in crisi...crisi leggera, eh!
Mi sembra di non aver concluso niente e di non stare concludendo niente...boh..speriamo che passi prima del compleanno!
Baci baci

noemi ha detto...

he he sì, esattamente come mi sento io: una specie di "crisi leggera", che bella definizione. Perché poi in realtà sento di poter affrontare e superare più o meno qualsiasi cosa, mi sento forte, non so, che strano periodo, quasi bello, mah, vassapere. Azz, io ho tempo una decina di giorni per farmela passare: ce la facciooooooooo ;)

Bacioni

p.s. a me piacerebbe vivere a Roma, anche se poi quando sono venuta lì mi ha spaventata per la sua immensa bellezza, per la sua spietata vastità...

TuristadiMestiere ha detto...

Ciao! Condivido il primo commento: lavorare fisicamente ti fa concentrare su tutto meno che su quello che vuoi mettere da parte per un po' e quindi...ben venga! Non che i torinesi siano tutti in crisi, magari sono più votati all'operosità manuale di altri! Io non vedo l'ora di svenire su qualche spiaggia, invece!!! Un saluto!

noemi ha detto...

Sì è davvero importante muoversi, altrimenti il sangue smette di circolare bene e i pensieri si incagliano...

Però anch'io sogno la spiaggia e non vedo l'ora :)