venerdì 20 agosto 2010

Animali.

In questi momenti penso agli animali. A come non si rendono conto di niente. A come fanno le cose, a come sanno anche non farle, a come sanno accettare la propria e altrui natura.

Il gatto randagio qua sotto nel cortile: sente un rumore e alza di scatto la testa, sperando che dai balconi caschi un pezzo di cibo per lui. Lo fa tutti i giorni, non ci rinuncia mai. Ci spera. Ci spera sempre. Mi chiedo se questo sia giusto o sbagliato. Sembra un po' stupido, ai nostri occhi umani. Verrebbe da dirgli: ma vattene, cretino. Vai a cercarti il cibo altrove, anziché aspettare qui, sotto questo stolido condominio torinese, che ti caschino improbabili crocchette di manzo dal cielo.

Ma quando proprio non ci sono alternative? Forse il gatto ha ragione. Ha capito cose cui noi fatichiamo a rassegnarci. Cioè che bisogna in certe circostanze starsene lì tranquilli senza crollare, senza diventare tristi, senza agitarsi. Quella sua tenacia mutatis mutandis mi sembra allora preferibile a tutto quanto di umano si possa escogitare per far fronte ai lunghi periodi di carestia.

Scusate per queste parole apparentemente prive di senso. E buon venerdì :)

p.s. e poi ecco che la vecchietta sorda del terzo piano - nottetempo - allunga la sua sottile mano bianca e sparge giù indovinate manciate di cosa?

10 commenti:

Annalisa ha detto...

The cats will know


Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera,
farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di Primavera.

Cesare Pavese

noemi ha detto...

Stupenda Annalisa, grazie!

francesco cotto ha detto...

Il giornale dei gatti
di Gianni Rodari

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la "Piccola pubblicità".

"Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perché tirano la coda."

"Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria."

"Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio."
"Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio."

I gatti senza casa
la domenica dopopranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un'oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
ai concerti notturni.

da http://www.mantissa.it/poegatti/
(disit)

noemi ha detto...

Grande Francesco, è bellissima :D grazie.

Matte ha detto...

Il gatto che aspetta mi ricorda (me lo ricorda perchè lo sto leggendo) il protagonista de "l'uccello che girava le viti del mondo" di Murakami.
Noi ci affanniamo a cercare soluzioni rapide e immediate, a risolvere i problemi quotidiani, grandi o piccoli che siano, nella maniera più veloce possibile.
La vita è breve, purtroppo è vero, ma a volte bisogna liberarsi dall'ansia e lasciare che il tempo chiarisca e risolva.
Fossi stato nei panni di quel gatto, il secondo giorno (o forse già a metà del primo) me ne sarei andato a cercare cibo nel cortile di fianco.
Sono più intelligente di lui? Non credo. Bisogna imparare, e lo dico a me stesso soprattutto, ad affrontare le cose senza la fretta che ci contraddistingue.
Come il protagonista del libro di Murakami, che si prende tutto il tempo di cui ha bisogno, per districare ciò che accade intorno a lui cercando di capire quale sia il suo ruolo e la strada più saggia da percorrere.
Noemi è tornata, per fortuna.

noemi ha detto...

Matteo: sono io che dico a te bentornato su "Tazzina" dove sei il benvenuto :)

E poi grazie di cuore per questo commento, non sai quanto apprezzato.

E mi hai fatto anche ricordare un libro tanto amato che rileggerò al più presto, grande Murakami!!!

Matte ha detto...

The cat came back

Old Mister Johnson had troubles of his own
He had a yellow cat which wouldn't leave its home;
He tried and he tried to give the cat away,
He gave it to a man goin' far, far away.

But the cat came back the very next day,
The cat came back, we thought he was a goner
But the cat came back; it just couldn't stay away.
Away, away, yea, yea, yea

...

Se ti capita cercala su youtube o cerca il testo! è troppo divertente!
Mat

noemi ha detto...

ma l'hanno usata anche per una pubblicità?! Carinaaaa, grazie :D

Annalisa ha detto...

Ci sono gatti, però, che le pappe se le guadagnano con il sudore della fronte, bisogna dargliene atto
http://www.youtube.com/watch?v=v0zgQAp7EYw&feature=channel

noemi ha detto...

ihihihihi che carina :D