domenica 12 dicembre 2010

Letturedomenicali+tazzinadicaffè.

Qui ci vuole una caffettiera!

Questo piccolo libro è di quelli che hai in casa e hai la convinzione di aver già letto, come fosse un dato di fatto universale, un vaccino, un documento di identità. E invece poi scopri che non è vero. Non è mai vero e le cose che hai lì più vicine e a portata di mano sono le più sorprendenti.

Si tratta di Torino è casa mia, di Giuseppe Culicchia, editore Laterza.

Proprio come suggerisce il libro, Torino per Culicchia è una vera casa, dove ogni stanza o parte dell'edificio corrisponde a un punto preciso della città. Un'idea semplice ma perfetta ed efficace. E soprattutto vera. Credo che infatti il grande successo che ha avuto questa semplice guida letteraria torinese dipenda proprio dal sincero incanto dell'autore per i suoi luoghi. Si sente e da torinesi si condivide. Poi è bello perché mentre racconta la città, ci sparpaglia particolari sugli indirizzi più interessanti, come se fosse un discorso tra amici:

"In Via Po c'è anche Ghigo, pasticceria dotata di arredi originali anni Sessanta e produttrice di una panna artigianale sublime. E poi ci sono le segreterie delle facoltà umanistiche dell'Università"

Ed è proprio come girare fianco a fianco con l'autore e vedere tutto, e sentire tutto. (le ultime edizioni sono anche un po' più aggiornate, dal momento che il libro è stato scritto prima dei Giochi Olimpici del 2006 e di cose nuove ce ne sarebbero in abbondanza).

Ho trovato poi strepitosa la Cronologia, all'inizio del libro, dove si ripercorre la storia della città con un continuo controcanto ironico che mette di buonumore. Ma quello che mi piace di più di questo volumetto è la tipica spietatezza torinese nel raccontare di sé.

Se non ne avevate mai sentito parlare: leggete Torino è casa mia. E fate come se foste a casa vostra.



2 commenti:

rifugio da tutti ha detto...

ciao i tuoi consigli sono sempre azzeccati. Adesso non sono dell'umore giusto ... mi passerà.
a presto e buon lunedì.

noemi ha detto...

@Vania: oh grazie. Mi spiace per questo momento, ma sono sicura che passerà... buon lunedì a te, fammi sapere! Un abbraccio.