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martedì 18 novembre 2008

Ingresso living su cucina/1.

Avete mai provato a cercare una casa in affitto? Volendo spendere poco, per provare a convivere, in attesa di maggiore stabilità nel lavoro e nella vita in generale, è giusto che una giovane coppia si metta a vedere qualche appartamento, per farsi un'idea, no?

La sera prima dell'appuntamento passiamo davanti al condominio, per vedere un po' com'è. Ci avviciniamo al citofono parecchio scalcagnato e sentiamo provenire ogni tipo di insulti.

- Vaffaxxxxxxxxxxxxx. Te ne devi andareeeeeeeeee.

Questa la promettente accoglienza. Arriviamo il giorno dopo in anticipo di mezz'ora. Ci prendiamo un caffé. E' sempre un'emozione vedere una casa. Poi io mi faccio tante illusioni, ogni sorta di fantasticherie. Citofoniamo e per poco il dito non mi resta appiccicato al pulsante da quanto è lercio. Non si sente niente, solo un vago:

- Deve spingereeeeeeeeeeeeeeeeeeee.

Spingiamo e ci abbarbichiamo su un'ascensore d'altri tempi traballante. L'odore stantio delle scale ci stordisce a ogni piano. Ci apre la porta...avete presente la vecchietta di Mulholland Drive? Quella con il marito che fanno quella faccia terrificante. Lei. Piccola, vestita di grigio, con uno sguardo che nelle intenzioni dovrebbe essere dolce e invece risulta completamente satanico, un potente strato di rossetto rosso fuoco sulle labbra sottili e due grossi orecchini a patacca argentati anni Novanta. Entriamo e la casa è minuscola, buia e già arredata. Arriva il marito a piccoli passettini: ha 87 anni e si presenta con i suoi cespugliosi capelli sparati in testa, senza denti, con gli occhi sgranati da maniaco. Sono mostriciattoli della vecchia Torino bene e possiedono numerosi appartamenti che mettono in affitto a giovani spiantati.

- Quello di prima ha perso il lavoro.

Questo il benvenuto. La vista è bella, siamo all'ottavo piano. Si vede Superga, certo. Ma i balconi sono striminziti e non ci sono i fili per stendere. L'armadio è bianco con le ditate. La testiera del letto è scoraggiante. La cucina vanta un divanetto un po' sporco e quattro sedie spesse di legno. Ci sediamo e loro iniziano a farci il terzo grado.

- Ma perché lei vuole lasciare i suoi amici coinquilini?
- Ma perché lei vuole invece lasciare soli i suoi genitori?
- Ma che lavoro fa sua mamma? E suo papà? E il suo?
- E lei dove abita? E lei? E i suoi genitori?

Per citare solo le domande più discrete. Seguono discettazioni su Brunetta, la salute mentale e il Premio Campiello. La donnina ostenta cultura. Il marito intercala con un perentorio - Vabè ogni volta che si annoia e pretende si ritorni presto a parlare di cose serie, di affari. E divieti.

- Niente letto matrimoniale, dovete mettere voi la lavatrice, niente animali.

E via dicendo. Sotto la luce fioca di certi osceni lampadari di ceramica penso: ma perché rispondo? Ma perché annuisco e mi sento in soggezione. Sotto esame, sotto torchio, sotto vuoto, sotto pressione. Sottomessa.

- Poi fateci avere i numeri dei vostri datori di lavoro così vediamo se siete veramente dei bravi ragazzi come sembrate.

Certo. Tutto questo per la modica cifra di 400 euro + 35 euro + 167 euro (nei 6 "mesi invernali"). Al mese. Che dite: la prendiamo?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Namiiiiiii,

non prenderla quella casa, no.

Che panico 'sti due, ma poi tutte 'ste domande, ma il torinese non era discreto?
E poi se si parla di Brunetta e salute mentale meglio stare alla larga.

Un bacio, troverete di meglio,

rossella

noemi cuffia ha detto...

Vedessi che personaggi amica...altro che discreti :(