giovedì 20 novembre 2008

Se solo potessi.

Tutti i giorni a tavola a pranzo la mia mamma mi parla dei suoi sintomi, del dolore fisico che sente, delle vertigini, degli strani suoni che sente. Ne fa l'elenco preciso e non salta mai un giorno. In quel momento io non so più cosa dire. All'inizio la travolgevo di parole ottimiste, di frasi di speranza, di conforto. Adesso invece sto in silenzio e penso sempre tra me e me che se solo potessi rinascere studierei medicina. Ora saprei rispondere alle sue domande insistenti, saprei ingannare l'attesa tra una visita e l'altra con i miei saggi pareri, con le mie autorevoli opinioni. Avrei tutto il suo rispetto e la considerazione del mondo e una giusta paga. Se solo avessi 19 anni, mi iscriverei a medicina. Se solo potessi ritornare indietro. Come sono infelice adesso, come detesto la mia scelta di aver studiato Lettere. E non è solo per gli scarsissimi guadagni, ma soprattutto per il profondissimo senso di impotenza, di inutilità che mi schiaccia ogni minuto di più. Pago a caro prezzo quella scelta maldestra, quell'assurda decisione di studiare la letteratura. Ma perché l'ho fatto? Scrivo piangendo e chiedendo alla mia stanza vuota: perché ho fatto questa stupida cosa che mi ha rovinato la vita?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo, Nami.

La letteratura è l'unica cosa che ci permettere di avere altre vite, di vivere diversamente e non rinunciare mai a niente, la letteratura è la risposta...scrivi di essere un medico, non avrai bisogno di studiare tanto e di vedere il sangue vero e quando vorrai tu potrai decidere di uscire di scena come medico ed entrare in altre storie.

Noemi, ti abbraccio forte, aspetto di leggerti,

rossella

noemi cuffia ha detto...

Grazie Amica mia cara! Che bello ciò che mi scrivi. Ti abbraccio tanto forte anche io.