lunedì 10 novembre 2008

Spasmi.

Tra foglie secche
e punte di rose appassite.

Tra fango secco
e fili di erba gialla intrecciati.

Lo so che vivono
ancora.

Lo so che vivono ancora
certi spasmi colorati.

Spasmi bianchi.
Costanti, lontani.

Come azioni meccaniche
ma morbide. Come contrazioni costanti,
prima lontane poi vicine poi distanti poi ancora molto più vicino
che aumentano notevolmente
di spanna in spanna
come gli spasmi di una mamma
da cui nasce un bambino.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"di spanna in spanna
come gli spasmi di una mamma
da cui nasce un bambino".

Che meraviglia!
Sai il primo pensiero che mi hai fatto venire con questi versi? Niente dolore, niente sofferenza ma latte, panna, la morbidezza delle mamme...

a

noemi cuffia ha detto...

Amica è proprio quello che pensavo io: grazie, sei tanto cara. Un abbraccio infinito!

n.