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domenica 28 novembre 2010

Letturedomenicali+tazzinadicaffè.

Nevica*! E questo libro (p.s. the tazzina is in) è come un fiocco di neve. Delicato, solitario, bianco, incontaminato.

Si tratta di Guanciale d'erba, pubblicato da Neri Pozza nel 2001. L'autore è Natsume Soseki (1867-1916), giapponese. Scrive questo piccolo gioiello a trent'anni: la storia di una passeggiata in montagna, perfetta per una giornata come oggi.

Partiamo con lui:

"Salivo per un sentiero di montagna, e riflettevo".

E riflettiamo sull'arte, sul ruolo dell'artista tra gli altri uomini, sulla natura, sul tempo, sulla follia, sull'amore, sulla poesia, sulle magie della narrazione, sul racconto. Nel suo risvolto di copertina c'è un paragone calzante con La passeggiata di Robert Walser, (Adelphi) ma a me viene in mente anche Vagabondo in Irlanda di John M. Synge (Mattioli 1885), ovvero un viaggio curioso e temerario nell'ignoto, a occhi aperti e orecchie tese ad ascoltare i suoni e le voci della vita. Ed è affascinante entrare e uscire come da un labirinto nipponico da tutti i tentativi e ragionamenti di questo grande scrittore, camminare con lui per sentieri orientali. Dove le cose si misurano in cho e ken. E osservare tutto accadere come in una rappresentazione di teatro no.

A ventun'anni, quando ho comprato il libro, avevo sottolineato un po' di frasi a effetto, ma adesso, coetanea della voce narrante, sento davvero le parole, come fosse la prima volta:

"Dopo vent'anni di vita ho capito che vale la pena abitare sulla terra. A venticinque anni ho intuito che la luce e l'ombra sono i lati opposti della medesima cosa, che il luogo illuminato di sole viene sempre raggiunto dall'ombra. Ecco ciò che penso ora, a trent'anni: più profonda è la gioia più intensa è la tristezza, più grande è il piacere più acuta anche la sofferenza. Se si tenta di separarli si perde se stessi. Se si prova a disfarsene crolla il mondo".

In una parola: la contraddizione. Non so se questa verità potrà valere per tutti e per sempre. Però adesso penso che in effetti crolla tutto, se perdi le emozioni, anche quelle dolorose, che si vestono di un improvviso senso rivelatore. Che sono una chiave che apre porta dopo porta dopo porta in un'inondazione di luce che non avevo previsto neanche in sogno.

Comunque la passeggiata non è proprio finita, anzi è appena iniziata.

Buona lettura a tutti :)

* neve torinese.

2 commenti:

barchetta ha detto...

questo libro me lo segno... chissà perché certi nipponici d'inizio secolo avevano già capito tutto, con la loro eleganza essenziale e diretta! :)

noemi ha detto...

@barchetta: vero, lui è uno di questi... bellissimo ^^