mercoledì 2 marzo 2011

Piero.

Sul pullman. Piero. Centoventimila anni, a occhio e croce. Si accompagna a Carlino. Più giovane di lui. Amici separabilissimi e accomunati solo dal destino di essere diversi da tutti gli altri. Piero ha un cappellino in testa, Carlino un cespuglio di capelli sfibrati ed elettrici. Piero ha le stampelle, una collanina d'oro e parla ad alta voce. Carlino ha un cappotto nero e sta in silenzio.

Piero grida: Stanotte ho sognato mia suocera, che vuol dire? E Carlino lo guarda senza rispondere. Poi Piero dice, col suo solito tono: Oggi sono di ottimo umore. Sai perché? E Carlino niente. Allora Piero continua: A me piacciono solo le bionde. Per carità, le more le rispetto. (grazie!). Le saluto. Scambio anche due parole. Ma preferisco le bionde. E tu? E Carlino, di nuovo, come sempre e per sempre, niente di niente.

(Comunque non c'entra ma fuori c'è un clima freddo di primavera che sta per arrivare ma è ancora lontana, una specie di vento-non-vento, qualcosa di strano, che mi ricorda mille cose già vissute e al tempo stesso mi spaventa per la sua aria di novità).

Buon merc.

4 commenti:

tiziana ha detto...

Bella la tua definizione di primavera, capita anche a me qualcosa di simile. A volte l'euforia della nuova stagione in arrivo, soffoca la nostalgia di lasciare quella vecchia.

Zio Scriba ha detto...

Be', l'ho trovato a dir poco incantevole!
Complimenti a te, e un grazie all'amico Lu che mi ha consigliato di passare di qui! (E pensa che quel suo post mi era sfuggito, ma stamattina l'ho riacciuffato per i capelli...)
Ciao!! :D

noemi ha detto...

ciao @tiziana !! grazie :) è proprio vero questo mix di euforia e nostalgia...

noemi ha detto...

@Zio Scriba, ma benvenuto e grazie !! (grazie anche a Lu :) Ciao!