lunedì 4 ottobre 2010

Saverio.

Porta il cane a fare la pipì, è domenica pomeriggio. iPod, scarpe invernali, sciarpa grossa a quadrettoni. La nebbia di Torino è così densa e bianca che gli entra negli occhi e fa sparire il cane, che poi ritorna dopo poco masticando la pallina gialla da tennis. Ogni volta Saverio pensa: se l'ingoia sta pallina. Ma il cane ha come questa abilità di masticarla senza mandarla giù. Comunque è un bravo cane, pensa anche Saverio mentre beve alla fontana. Poi si siede sulla panchina, è bagnata di rugiada, si rialza, si pulisce, tira un calcio alla ghianda, il cane trova un altro cane più piccolo e bianco. Saltano, i due cani, in contemporanea, sembrano ballerini di capoeira. O piccoli samurai canini. Per terra ci sono già le foglie arancioni scricchiolanti, ma sugli alberi ne ondeggiano di altre, belle grandi ancora verdi. Com'è sta storia? Pensa Saverio. In effetti l'autunno non è immediato. Centellina le sue manifestazioni, per confondere le idee di Saverio.
Poi arriva un sms. Saverio non risponde. Ha diciotto anni. Guarda senza guardare.

4 commenti:

barchetta ha detto...

é bellissimo Noemi! Mi sono immaginata tutto: la musica nell'ipod, la sciarpa, la nebbia lattiginosa, la pallina, le foglie...tutto tremendamente vivido (e non sono deliri da febbre, giuro!)

noemi ha detto...

grazie grazieeeee sono felicissima di aver "reso l'idea" (hemm, io sì che sono sotto delirio febbricitante :(

Matte ha detto...

1. I tuoi personaggi sono sempre sospesi.
2. Correre con la febbre a quanto pare non fa bene (è ora di sfatare questo luogo comune).
3. I tuoi personaggi non interagiscono.
4. Adesso vorrei essere sotto alla Mole a godermi la nebbiolina autunnale torinese che ne nasconde la sommità.
5. Un applauso per Noemi.

noemi ha detto...

Tombola! E grazieeeee!