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sabato 14 maggio 2016

Un bilancio in corsa al #SalTo16.


Il Salone del Libro (che qualche volta s'è chiamato Fiera, ma insomma ci siamo capiti), se leggete questo blog da un po', per me ha un significato particolare. Da quel maledetto (o benedetto?) giorno del 1988 in cui - come dicevo nel post precedente - non so chi (una hostess) mi regalò all'ingresso un pupazzetto, marionetta a forma di cono, insomma ci vorrebbe una seduta psicanalitica per ricordarne la forma (non è vero, ce l'ho in testa come fosse ieri) a quando ci ho lavorato (tre anni fa) e presentato il mio primo romanzo davanti a non so quante persone e firmato autografi, da quando, sola e disoccupata, ho ascoltato sparute conferenze senza pubblico sull'esegesi della traduzione post-pre-ante-moderna di DFW in turco (invento eh) a quando ho pianto di fronte alla Strout presentata da Paolo Giordano. Dai Premi Nobel, ai Premi Strega, alle file disperate per un hot dog. 

Da Ammaniti a Bergonzoni, dal piegarsi in due dalle risate. All'anno in cui giravo per tutti gli stand con una tazzina celeste (di Ikea) in mano e la fotografavo accanto ai libri e alle persone.

Ai miliardi di cv lasciati a stagisti non pagati che se li sono fumati li hanno consegnati a editor che non hanno mai risposto (ma sto imparando, dagli scrittori del passato, che i rifiuti a volte valgono come cento sì, perché sono camuffati inviti a scrivere meglio a essere meglio), dalla gita delle elementari, delle medie, del liceo, del Master in editoria. Da quella volta in cui abbiamo iniziato a "twittare" ed eravamo in quattro gatti (uccellini). Da quelli che ti venerano, a quelli che ti guardano con superiorità. Dai pass, chi ha la borsetta e chi no, alla voce che va via proprio prima di una presentazione. Da quando ho ascoltato Eco, Paolo Rossi, la Bignardi, da tutti i Presidenti, dalla gente vestita assurdamente e le mode che in quasi trentanni sono sfilate su quei tappeti coinvolgendo tutti, dico tutti gli scrittori torinesi, da quando ho salutato uno per uno gli editori dell'Incubatore fotografandoli prima e dopo i cinque giorni più faticosi e belli dell'anno. Da quando ho ideato i tweet per Book To The Future, a quando mi sono gustata l'atmosfera senza dover fare un bel niente. Da quando ho lavorato al libro di Hosseini a quando ho fatto la hostess col male ai piedi. 

Da quelle bronchiti da aria condizionata, all'anno in cui c'era odore di fritto. E quell'anno tremendo, senza speranza. I contenuti. La content user generation!

Dall'anno (tutti) in cui ce lo dovevano rubare i milanesi, agli scandali sui giornali. Dai magheggi all'onestà. Da quando ho pranzato, per caso, da sola con Ernesto Ferrero scambiandoci poche parole e silenzi di fronte a un riso e all'impressione di essere come monaci, lui il più grande, io la più piccola di tutti. Da quelli vestiti da formiche, a sto wi fi che proprio non ce la fa. 

Quel maledetto anno in cui vedevo tutto nero, quello idiota in cui vedevo tutto rosa. Da chi c'è e chi non c'è in elenco. Dalla bellezza negli occhi di chi ci è entrato per la prima volta da adulto. Dal leggere tutti gli incipit, da Adelphi, Einaudi, Sellerio. 

I libri per bambini. 

A quando ci siamo inventati l'hashtag #SalTo.

Quando ho fatto la radio, invitando tutti a parlare. Parlando con tutti, ascoltando i drammi, i successi, le esigenze, la follia e i misteri dell'altrui spirito, dell'altrui mistero. Da quando l'AIE mi ha invitata a spiegare come facessi a far vendere i libri. Da quando il mondo si è accorto che Fazio continua a far vendere più dei blogger. Che i blogger, ve lo dico io, sono in maggioranza solo semplici scrittori in cerca di pubblicazione (almeno io sono questo), da quando sono stata tra le blogger "ufficiali" del Salone a quando sono stata in coda pomeriggi per entrare, sentendomi un'intrusa. Da quando ho fotografato gli altri a quando gli altri hanno fotografato me. Dal riempirsi la bocca di valori e poi maltrattare il prossimo, dallo stare zitti e trattare bene, al fatto che questa regola può essere sovvertita da un momento all'altro, dal fatto che in editoria, come nella vita, non ci sono regole, dall'essere the next big thing all'essere nessuno, al fatto che, semplicemente, benché non serva a nulla, bisogna, come direbbe la Ginzburg, amare il bene. Del mettersi a scrivere sul serio. Dallo spegnere il cellulare, all'accenderlo di nuovo. Dal chi ti conosce? Al io ti conosco! Al conosci te stesso.

Dai pranzi vip alle rustichelle disagiate per terra, tra la polvere. 

Dal "ah, ma come mai non pubblichi niente quest'anno?" a "ti prego, recensisci il mio romanzo sul tuo blog". Dai ragazzini che salveranno il mondo, gli omoni in giacca e cravatta, al come ti vesti, gli hipster, agli anziani, ai ragazzi disabili. Dai parenti, le amiche, le invisibili dinamiche delle relazioni. Dal "in editoria sono tutti sposati tra di loro" all'amore casto per i libri che sbuca dentro gli occhi di editori talmente piccoli che non avrebbero i soldi manco per il matrimonio. 

Dalla retorica del piccolo editore buono (che però non paga) a quella del grande editore affidabile (che paga in visibilità). Dagli editori di qualsiasi dimensione che in effetti, Dio li benedica, un po' pagano. A quelli che sembrano sul lastrico ma hanno lo stand bello. A quelli senza stand. Al sindacato, alle proteste col fischietto, alle facce, le facce della gente.

Culicchia.

Le feste. Dal "eh, quella sì che è famosa, mica come te" al tirarsela troppo. Quello che ti conosceva e non ti conosce più. Quello che fai finta di non aver visto. Salutare? Non salutare? Passare a salutare? Fare anticamera? Ueiiiii carissimo. Azz, lui sì che conta. Gli scrittori e le scrittrici che, non ho mai capito perché, se la tirano. Quelli che se la tirano al contrario: "Salone? io non vado e sto su un cucuzzolo della montagna a scrivere l'Odissea!". Da Saviano agli yutuber, dal chissà cosa c'è dietro, gomblotto, dagli istagrammer agli istogrammi: c'è un segno più o un segno meno? 

I giornalisti che contano.

Dai lavori trovati, alla gioia. Fassino. L'anno del Vaticano. I Paesi ospiti, le letterature ospiti. La festa Fandango? Dai lavori persi a quelli conquistati, l'ansia, la calma, il chiacchierare, il caffè che io tanto amo. 

Dal proporre le sinossi, dal sentirsi dire "non abbiamo i soldi". Dal sentirsi dire: "perché no?". Dalla carta da sniffare, alle tazze, gli sconti, la birra, il vino, i social, le solite facce, lo staff, dagli stand ignorantissimi a quelli chic, da quelli che solidarizzano, ai beneamati nemici, da quelli che dicono: "non ti posso aiutare" al "facciamo qualcosa assieme", da quelli che copiano le tue idee, a quelli che ti coinvolgono, Dio li benedica, nei progetti, e ti ascoltano, e, sì, ti pagano in denaro. Dai temi seri, loro sì veramente impegnati, al vince la superficialità, all'avere davvero qualcosa da raccontare. I libri, le copertine. Gli ebook? Il digitale? Cresce? Decresce? L'IBF. La sala professionali. Dal name dropping alla pioggia piemontese di maggio. Gente del sud che si lamenta del freddo, gente del nord che si lamenta del freddo. I romani.

Dai momenti di panico e quelli di guarigione, di voglia stupenda e autentica di leggere e scrivere, in una parola: di felicità. 

Diciamo che l'ultima parola è la felicità. 


Qui sto osservando basita Paola Mastrocola che disegna! Siamo al primo evento in cui sono stata coinvolta da Guanda: presentare L'anno che non caddero le foglie da Ikea. La difficoltà di questo compito era pari solo a quella delle finali di Giochi senza Frontiere, perché mica è facile destreggiarsi tra una mente di alto livello come lei, i clienti Ikea, gli strudel svedesi e l'emozione di fare una presentazione dopo un lungo periodo di pausa. Tuttavia, ecco, come Saint-Exupery, anche la Mastrocola, umilmente, ha deciso di illustrare la sua favola. Una favola saggia, buffa e universale che si fonda su diversi temi. Il principale, secondo me, è l'accettazione del fatto che la felicità mia non-può-non tener conto della tua. Quindi tocca comprendere, pazientare, accettare e in definitiva amare, per vivere bene insieme. 


Questa è la foto del momento più importante della mia giornata di ieri: le prove per una lettura ad alta voce che faremo domenica alle quattro a San Salvario. Il maestro Walter ci sta dando alcune dritte sul come leggere. Lui è un attore molto bravo. Per il Salone #Off, il Laboratorio Rabadan di Torino ha organizzato questo evento bellissimo. Il nostro gruppo di lettura ci ha coinvolti tutto l'inverno, abbiamo letto ciascuno dei testi, e scritto anche delle storie. Nessuno è un lettore professionista: Rabadan accoglie tutte le persone che afferiscono al servizio sociale e offre la possibilità di esprimersi nell'arte, e non solo. Quanto a me, sono seduta laggiù a partecipare e, lo ammetto, a commuovermi per la bravura di alcuni di questi lettori. Spero che verrete a trovarci. Lo spero davvero. 


Ieri pomeriggio sono riuscita a fare un salto al #SalTo durato meno di un'ora. Giusto in tempo per sbirciare la Lipperini che intervistava Cesari e Repetti di Einaudi Stile Libero, poco dopo sarebbero andati in Sala Azzurra a festeggiare i loro 20 anni di vita.


L'immancabile foto agli estintori.


Quando ho visto questo tavolo pieno di tazzine l'ho preso come un buon auspicio. Sono passati alcuni anni e sento di aver preso parte, talvolta avviato, ad alcuni cambiamenti. Il mio percorso però non è finito, spero anzi che sia appena cominciato. Sono curiosa di come sarà il Salone del futuro, sono certa che molti stereotipi che ho elencato là sopra non mancheranno mai, ma magari ci saranno nuove cose. Lo scopriremo solo #saltando.

mercoledì 11 maggio 2016

Taccuino di caffè - #SalTo16 edition.

 Domani comincia l'edizione 2016 del Salone del Libro. Vi invito a cercare tutto ciò che in questi anni ho raccontato e vissuto dentro al Lingotto.

E ne vedrete delle belle!

 Pensavo che i primi articoli sul Salone li avevo scritti sul giornalino della scuola, ma vi confesso che frequento la fiera libraria più attesa d'Italia fin dal suo primo anno, il 1988. Ero una bambina delle elementari e ricordo solo che all'uscita (o all'entrata?) mi avevavo regalato una 


marionetta. Se siete frequentatori del Salone e/o avete voglia di leggere i miei post al riguardo, vi accorgerete che il tema del personaggio di pezza o di gomma, dal cosplay a cip e ciop, da Geronimo Stilton ad altri amorfi soggetti è, come in ogni fiera che si rispetti, qui una costante. E se sbirciate più sotto noterete che anche questa volta cominciamo sotto i migliori auspici. La prima cosa che vediamo infatti, la mia amica Sara Bauducco e io durante il nostro rituale giro pre-Salone oggi, è un gigantesco rettile bianco semi addormentato. 

Molto bene!

Ciò specificato, oggi è anche giorno del mio taccuino. Segnalo i miei appuntamenti piemontesi e quelli di altri di (spero) vostro interesse. 

1)  Domani alle 18 all'Ikea di Collegno presento Paola Mastrocola e il suo libro edito da Guanda L'anno che non caddero le foglie. Sono molto contenta di potervi parlare di una fogliolina di nome Lina che, per amore, prende una decisione alquanto importante ma sarà sempre l'amore, insieme alla legge della Necessità, a cambiare le carte in tavola. Se potete, passate a trovarci che, tra una Billy, un Kippan e piatti di polpette svedesi ascolterete una storia delicata e universale. 

2) Sabato alle 21 alla libreria Comunardi presentiamo, insieme agli altri autori, Il marciapiede per Torino, una raccolta di racconti tutti ambientati nella nostra bella e magica città, edita dalla casa editrice Ensemble. Se volete scoprire chi sono gli scrittori coinvolti, leggete qui

3) Domenica
-  alle 9.30 farò colazione con Dorit Rabinyan in occasione dell'uscita del suo Borderlife. Gli amici di Longanesi hanno invitato infatti alcuni blogger a incontrare questa autrice discussa e piena di talento, io ve la racconterò in un post dedicato, credo che questo sarà proprio il mio "libro del mese". 

-  alle 11 nell'area #BookToTheFuture prenderò parte a una bella tavola rotonda (bella e saporita, lo scoprirete di persona spero...) promossa da Perfect Book e #ReadYourLife che è un blog di valore con il quale ho la fortuna di collaborare da ormai un po' di tempo in compagnia di colleghi che stimo e amo leggere. La tavola rotonda si intitola Vita, emozioni e libri. Un solo luogo. 

- alle 16 difronte al Diwan Caffè in Via Baretti per il Salone Off con l'associazione Viva Baretti, insieme agli amici del Laboratorio Rabadan e a operatori, affidatari e a tutte le persone che afferiscono alle varie aree del Servizio Sociale leggerò ad alta voce un brano che mi piace tanto di Ian McEwan. Il nostro gruppo di lettura si chiama Voci del verbo essere e, guidati dal maestro Walter Cassani, vi faremo ascoltare una selezione di testi dal titolo SOGNI E SOGNATORI. Spero che passerete a trovarci e potremo parlare un po'!

4) Lunedì alle 14 ci sarà la premiazione del Concorso Lingua Madre e poco dopo incontrerò le autrici partecipanti. Sono tutte scrittrici straniere che hanno scelto di scrivere in italiano e ognuna ha una storia da raccontare. Dal canto mio, racconterò l'esperienza nei prossimi giorni qui sul blog.

Segnalo infine tre appuntamenti non miei ma che vi consiglio di seguire:

 - Giovedì 12 alle 19 si presenta una casa editrice nuova e interessante: Sui Generis. Tra gli autori che racconteranno le loro opere c'è Francesco Deiana con la sua Storia della filosofia a sonetti. Dico che merita l'ascolto! Qui luoghi e orari. 

 - Sabato 14 alle 13 seguite se potete un bellissimo laboratorio di cinese attraverso le immagini stupende di un grande illustratore, con la sua traduttrice Silvia Torchio, dal titolo Nihao Jimmy Liao.

- Lunedì 16 alle 10.30 si parlerà in Sala Professionali di ebook in biblioteca. Il focus sarà su MLOL, MLOL PLUS e OPEN MLOL: sono temi che mi stanno a cuore, spero vi interesserà. 

Che altro aggiungere? 

Solo un augurio, che è un auspicio. Per chi, come me vive, l'esperienza-SalTo come un evento professionale, il rischio è che si trasformi in un frullatore (nella migliore delle ipotesi) oppure in una disperante ricerca (spesso vana) di ganci, contatti e lavoro che sembrerebbe non esserci mai per nessuno. Il mio consiglio (a me stessa prima di tutto) è di ritagliarsi almeno un istante, magari rifugiandosi a respirare nell'intercapedine tra il bancomat e la scala mobile che ascende all'affollato self-service, per ricordarci il senso di questa altrimenti assurda, estenuante situazione, di tutto quello che facciamo - che faccio dall'88, dall'infanzia - da anni o per la prima volta: ovvero amare la letteratura, le storie, le parole, i viaggi che i libri consentono di fare, le intuizioni senza scotto, senza ricatto, le sensazioni di libertà che ci danno, le rivelazioni sulla vita, sulle relazioni, su tutto.



mercoledì 4 maggio 2016

Taccuino di caffè - Salone del Libro edition #1



Dedico questo taccuino agli appuntamenti del Salone del Libro (miei, poiché vi trovate sul mio blog, ma anche altri spero interessanti per chi legge). Siccome so già che le cose belle da ascoltare e vedere in quelle giornate saranno parecchie, è possibile che di taccuini #SalTo16 edition ce ne saranno diversi. Cominciamo, come cominciano tutte le cose, dal numero uno.

1) Il Libraio.it. Sono onorata di partecipare anche io agli eventi che quest'anno il Libraio.it porta al Salone. Le novità sono parecchie, innanzitutto perché, oltre a quasi 90 ospiti, ci sarà uno stand tutto dedicato sue attività e iniziative. Inoltre, segnalo alcuni appuntamenti degni di nota: sabato 14 maggio alle13.30 e domenica 15 alle 11: "Come nascono i miei romanzi?" - alcuni autori metteranno a disposizione dei lettori la propria "cucina" letteraria spiegando come lavorano. Venerdì 13 alle 17.45: "Ma come nascono i gruppi di lettura?" (questo è un tema che mi è caro, vi darò presto notizie del perché...). Domenica 15 alle 17: "Come leggeremo tra dieci anni?". Altro tema piuttosto curioso. Per saperne di più: read more...

2) L'anno che non caddero le foglie. Avrò il piacere di presentare questo piccolo libro sapiente e divertente per ragazzi, che mi sta appassionando. Dialogherò con l'autrice in una location particolare: da Ikea! Sarà che sto mettendo su casa e sono alle prese con queste cose, mi sembra un segno del destino. Ci troviamo alle 18 di giovedì 12 maggio a Collegno. Successivamente - domenica alle 18 - al posto mio a presentare Paola Mastrocola ci sarà... pensate un po': Massimo Gramellini. In Sala Gialla al Lingotto Fiere. Insomma, che dire? Una bella responsabilità. Read more...

3) Centenario Natalia Ginzburg. Sono una affezionata lettrice di Natalia Ginzburg fin dai banchi di scuola. Non so se ho fatto mie le grandi virtù di cui era portatrice, sicuramente non ho mai smesso di leggerla e consigliarla. Quest'anno ricorre il centenario dalla sua nascita (avrò modo di scrivere ancora di questo argomento su questo blog!). Così vi segnalo un appuntamento: domenica 15 maggio alle 18.30 Nanni Moretti e Margherita Buy leggeranno alcune pagine della scrittrice in Sala 500. Read more... 

Alla prossima settimana con la puntata #2 del taccuino saloniero, salonifero, salonico o che dir si voglia! 

mercoledì 27 aprile 2016

Taccuino di caffè!



Volano le giornate ed è sempre mercoledì, tempo di taccuini e di caffè! Questo sarà un taccuino breve, ma intenso. Ovvero, sono di corsa e riesco a stare poco al PC ma quel poco, eccolo qui:

1) Mr Taccuino. Leggete se potete questo simpatico resocondo dell'antico rapporto tra taccuini e letteratura, su Finzioni!

2) #SalTo16. Ma lo sapete che tra gli inventori dell'hashtag #SalTo ci sono anche io? Finito l'autoincensamento, ecco che è uscito il programma del Salone di questo 2016, a breve vi scriverò tutti i miei appuntamenti. Tema #Visioni. Read more... 

3) #Twitincipit. Ricevo e volentieri diffondo un'iniziativa speciale per chi ama scrivere: si possono twittare in 140 caratteri i propri incipit ed essere selezionati per completare il romanzo che si sogna di scrivere insieme a un autore consolidato come Lorenzo Marone. C'è tempo fino al 29 aprile e la premiazione avverrà al #SalTo16 il 14 maggio. L'iniziativa appartiene al concorso IoScrittore. Read more...