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martedì 30 settembre 2014

Classici e contemporanei italiani, con vino buono!

Comincia una nuova avventura...

"Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria..."

Questa estate ho bevuto letto e lavorato moltissimo! E tra i risultati c'è un nuovo progetto che è nato grazie a un'idea di ALMA TV. 

ALMA TV è la web tv di ALMA edizioni, una casa editrice che da anni diffonde e insegna la cultura e la lingua italiana all'estero, in poche parole, amici: siamo in mondovisione!

Oltre agli esercizi di lingua, potete allora gustarvi parecchie rubriche divertenti (e utili), tra le mie preferite, senz'altro la mitica serie di video-lezioni Grammatica caffè.

E insomma dicevo di aver bevuto molto, perché, insieme al prode e saggio regista Gino Dell'Aera, ho preparato per ALMA TV una serie di video sulla letteratura italiana. Alternando un grande classico a un autore contemporaneo: potete vedere da oggi i miei consigli letterari. 

La curiosità è che a ogni libro ho associato un calice di buon vino italiano, per celebrare la nostra cultura insieme agli stranieri (e non) che spero usufruiranno anche di questi video per conoscerci meglio.

Qui la prima puntata, sul Barone rampante di Italo Calvino.
Un grazie grandissimo a Marco Dominici che mi ha permesso di far parte di questa bella avventura!

E a chi passa di qua: buona visione!



giovedì 9 agosto 2012

I Soliti Idioti, Covacich, cose belle che volevo aggiungere!





Ahhh che bello leggere un articolo di un grande scrittore come Mauro Covacich (che tra parentesi ho conosciuto un sacco di anni fa su un pullman a Milano, ben prima che scrivesse alcuni dei suoi capolavori! u.u.) e pensarla esattamente come lui a proposito dei Soliti Idioti. 

Ieri ero in spiaggia che leggevo infatti quell'articolo che vedete nella foto (c'era vento!! n.d.b. = nota del blogger hehe): è uscito proprio nel giorno del mio compleanno e ho pensato quindi che fosse un segno del destino che dovesse essere un giorno allegro e così in effetti è poi stato. Dunque la mia giornata è iniziata proprio così. In questo chioschetto del campeggino sardo dove mi trovo arriva infatti solo l'Unione Sarda abbinato al Corriere della Sera.

E insomma qualche giorno fa, essendo nel pieno di un trip sul duo comico (mi piacciono i comici, perché hanno una percezione della vita diversa, inconsueta, svagata, lunare (pensavo ad Andy Kaufman ad esempio) e la classica, dolce, struggente malinconia del comico etc. etc.) Biggio & Mandelli, avevo scritto questo piccolo post qui. 

Poi ieri leggendo l'articolo di Mauro Covacich ho pensato di aggiungere ancora qualche parola, forte dell'autorizzazione spirituale di uno scrittore che ammiro davvero molto. Perché c'erano in effetti ancora alcune cose che volevo dire ma mi ero fermata per non esagerare nell'entusiasmo.

Dunque dunque ecco le cose belle che volevo aggiungere sui Soliti Idioti (oltre a condividere tutte quelle scritte da Covacich ieri):

1) Sono in tre! Il terzo autore si chiama Martino Ferro ed è, tra le altre cose, un autore Einaudi notevole, senz'altro da leggere. Classe 1974, fiorentino, scrive bene, cercatelo qui!!

2) Il cinema. Nel film e negli sketch tv ci sono secondo me un sacco di citazioni cinematografiche. La mia preferita è quella in cui Gianluca si ritrova in una stanza d'albergo con la bellissima attrice vestita un po' come Sofia Loren in Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica. E Biggio lì è Mastroianni. 

3) La musica. Come ci sono anche tanti riferimenti musicali (le musiche tra l'altro le fanno loro, proprio cantano e si spendono come da tempo non si vedeva fare dagli attori, dai comici, da nessuno più in tv). E niente, sono delle vere rockstar, come diceva Andrea Pazienza di se stesso. 

4) Andrea Pazienza. Essendo in pieno trip, mi vado a leggere le interviste e guardo i video su you tube coinvolgendo morbosamente amici e parenti in questo delirio :). In tutto ciò, ho letto una risposta di Fabrizio Biggio in cui gli veniva chiesto con chi avrebbe desiderato parlare tra le persone scomparse. Lui ha detto Andrea Pazienza (Mandelli ha detto: Gesù Cristo n.d.b.). Andrea Pazienza! Ecco un altro vecchio trip che avevo avuto nell'adolescenza credo per darmi un tono ma non capendoci assolutamente niente. Oggi, prendendo spunto da questa risposta, ho riletto (o letto per la prima volta) alcune sue storie, i suoi straordinari fumetti. E finalmente ci ho capito qualcosa. Quindi grazie Biggio!! 

5) Genio! Tra l'altro Biggio è quel genio che aveva disegnato questo. 

6) Isbn. E questa cosa del Nongio (Mandelli)?! :)

7) Donne. Un pensiero, forse un po' scemo, forse inutile. Non sono assolutamente femminista, perché vorrei credere in una vera parità dei sessi, però non sarebbe bello un giorno vedere anche due ragazze, due attrici, due comiche e autrici così? Anziché le sole e ormai noiosissime battute anti-uomo, sulle gioie e i dolori della maternità (che è una cosa meravigliosa, non vorrei essere fraintesa) o su quanto è dura "essere donna oggi". Dico ciò perché questi due ragazzi esprimono qualcosa di veramente nuovo, un modo di far ridere, di raccontare, ma anche di essere che travalica le definizioni, spontaneo e professionale insieme. Invece le donne televisive o sono ancora bellissime dive o sono acidelle, o sono moralmente superiori a tutto, depositarie dei saperi e della bontà e della saggezza mondiale. Chissà se invece qualche donna prima o poi si concederà qualche intuizione innovativa, piena di dubbi ma anche di proposte? Gli uomini le capirebbero? E noi donne le capiremmo? Esiste una comicità femminile non appannaggio di bruttone, forzate della politica, belle ma antipatiche o presuntuose? Boh. Bè, ovviamente ora che ci penso ci sono la Guzzanti, la Cortellesi etc. Ma qualcuna che riuscirà ad andare ancora oltre? Speriamo!

8) La sorpresa. Nel frattempo, consiglio se potete di gustarvi la continua sorpresa dei Soliti Idioti che, come diceva proprio l'articolo di Covacich, tornano al cinema a dicembre. La sorpresa di qualcosa che spunta dal nulla e cambia le cose, pur affondando le radici profondissime in una fitta tradizione e nel duro lavoro che si vede. In una parola: ancora bravi!!

venerdì 20 luglio 2012

Buongiorno, idioti!



"In uno dei vagoni di terza classe fin dall'alba s'erano trovati l'uno di fronte all'altro, accanto allo stesso finestrino, due passeggeri, ambedue giovani, ambedue con poco bagaglio, vestiti senza ricercatezza, con delle fisionomie abbastanza degne di nota, ambedue desiderosi di attaccare discorso". [L'idiota - Dostoevskij]


Non so, la parola idiota io la amo. Uno dei libri che ho letto con più amore e stupore nell'adolescenza primissima è stato proprio L'idiota che forse, insieme a Moby Dick, è il mio "romanzo preferito" (insomma, è meglio sempre avere uno o due romanzi preferiti da portarsi dietro in quell'isola deserta che certe volte è la vita). Quindi già quando sento questa parola - idiota - ho sempre pensieri di empatia e di simpatia. Per me, vuol sempre dire altro, non è mai un'offesa.

E così oggi volevo parlare un po' dei Soliti Idioti, ovvero Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. 

Questo non è un blog di cinema né di tv ma ci tengo davvero a questa cosa e quindi procedo senza indugio!

Per chi, come me, è cresciuto letteralmente con Elio e le Storie Tese, e non immaginava dunque che l'umanità avrebbe potuto produrre niente di simile o di meglio, ecco che è arrivata la smentita. Perché "guardate come diventano elastici i nostri pregiudizi più rigidi appena l'amore viene a piegarli".[Moby Dick, appunto].

Su questi due amabili idioti in effetti si sono scritti fiumi di inchiostro, elogi ma anche critiche, accuse di vuoto culturale e volgarità. Etc. etc.

Ecco, quel che penso io, ma senza assolutamente farne una questione politica che anzi qui secondo la mia modesta opinione non c'entra nulla, è comunque tutto il contrario: la volgarità dei Soliti Idioti è davvero sopravvalutata e il presunto vuoto colmato sempre o almeno nella gran parte delle gag sia della serie televisiva su MTV sia del film. 

Secondo me, sono dei narratori nati. Degli acuti osservatori. Nello stato d'animo migliore.

Perché la gente a volte è proprio strana. E questo è un fatto.

La cura, i tempi comici, l'arguzia, la ferocia a volte, la tenerezza altre sono solo alcune delle caratteristiche che si possono inoltre notare in questi loro numerosissimi sketch. Mentre manca del tutto qualsiasi moralismo, manca il freno a mano, manca lo snobismo. 

Sì poi c'è una dose di idiozia vera e non indifferente, e non premeditata credo.

L'effetto che fanno però è quello di un atto di coraggio. 
Non so se vi è mai capitato: vorresti fare o dire una cosa, hai paura, non sai se è il caso, ci pensi mille volte, e poi la fai. Ed era la cosa giusta o comunque aveva un senso. La sensazione è un po' quella. Hanno un senso. L'altra realtà più semplice da constatare è poi che i due alla fine si limitano tutto sommato a raccontare la vecchia Italia con occhi nuovi, e comunque già detta così per me non è niente male come idea.

E poi mettono allegria! E anche questa in fondo non è una cosa da poco.

giovedì 12 maggio 2011

Salone del Libro/1.








Entro sempre in punta di piedi, un passo indietro, prudente. Distante e prudente. Ad esempio non ho caricato del tutto il cellulare. O la fotocamera. Tanto cosa deve succedere? Al Salone del Libro di Torino-la-mia-città? Niente di che, mi dico tutti gli anni. Faccio un giro, vedo qualche titolo che mi interessa, due chiacchiere, una conferenza, un caffè e stop.

Invece poi, puntualmente:

1) Dopo alcuni attimi di dispercezioni e sensi alterati: mi dimentico nome e cognome. E non ho mai il biglietto da visita (a che serve?) dove poter leggere chi, di preciso, appunto, io sono.

2) Lo stand mio preferito - Einaudi (anche l'anno scorso) - è sempre stupendo, eh, sì, lo dico, è un'emozione forte, bianca e scrosciante come onde di acqua marina.

3) Chiamparino (il sindaco) mi saluta cordialmente: salve neh.

4) Bevo del vino in lieta compagnia di Samuel dei Subsonica. Cioè, esattamente lui, seduto alla sediolina di uno stand a smanettare al computer. Fino a che qualche astuta passante se ne accorge e in tre o quattro gli chiedono di fare le foto: a quel punto, fuggo.

5) Trovo non si sa come* il coraggio di attaccare bottone pressoché con tutti. Intendo proprio TUTTI.

6) Passano uomini in calzoncini travestiti da vichinghi.

7) Passano due tizie con l'ombrello aperto (e il Salone, vi assicuro, è al chiuso).

8) Finisco in televisione.

Cooosa? Esatto, avete letto giusto: sono andata in televisione. ahah. E non una televisione a caso. Su Rai5. Voi direte che ciò è un mistero, una cosa molto strana, una magia.

In effetti la scena è stata questa:

Sono beatamente su twitter a twittare, dove ormai ho la residenza :P, e a fare la cronaca minuto per minuto del Salone, un po' per conto mio e un po' in collaborazione con @librisulibri (se non lo fate già: seguiteli!!). Proprio da @librisulibri arriva una segnalazione: @raicinque chiama a raccolta twitters e bloggers allo stand alle 15, chi vuole partecipare?

Si tratta di un gioco, un esperimento anzi. Per verificare quanto sia "social" questo Salone.

Dunque io arrivo lì. A caso. Non so niente. Non so cosa accadrà.

E accade che c'è Carlo Massarini, del programma (che ho visto parecchie volte) CoolTour! Quindi tutto bene. Penso di essere lì per ascoltare, per fare il pubblico. Che cosa carina.
Ma invece no. Proprio no. Vedo a un certo punto la telecamera imponente (come Carlo Massarini che è altisssssssimo) che si accende, il microfono, le luci, devo dire: 1,2,3, prova. Il mio cuore non ci mette niente a partire a ottocentomila battiti al minuto. Ma che succede? Succede che sarò io in persona a parlare con Carlo Massarini e David Ghirardello (che mi ha poi spiegato tutto e lavora per rai 5) e semplicemente non ho la benché minima idea di cosa dovrò dire.

Infine capisco. Sarà una chiacchierata di un minuto, per raccontare questo Salone visto con gli occhi e i polpastrelli di una blogger che sta molto tempo su twitter e racconta un po' tutto ciò che vede e soprattutto che sente...

Chiaramente non ricordo nulla di ciò che ho detto in quel minuto. So solo che è stato piuttosto divertente!

Nel frattempo, buona serata, a domani, ancora al Salone, ancora su twitter, ancora in televisiooooooone!

Ahah no no scherzo! :)


* in realtà si sa: l'aperitivo offerto allo stand del Martini prima di pranzo ha aiutato molto: consigliatissimo a timidi, impanicati, paranoici, balbuzienti e affini.












P.s. ecco la testimonianza della mia storica apparizione tv!

giovedì 2 settembre 2010

X Factor -> Elio.

Elio giudice di X Factor 4. Ascolto Elio e le Storie Tese da quando ho memoria storica. E per anni sono stata una vera groupie, nella mistica venerazione in particolare di Rocco Tanica.

Ad esempio, ho ancora qui davanti a me una palla da baseball Orion Playball - Official League autografata da Elio in persona nel 1996. Ed è solo uno dei miei cimeli e preziosi parafernalia databili col Carbonio 14.

Tutto questo per dire che, da innamorata e fan e ammiratrice e protagonista anche di grotteschi e imbarazzanti episodi che è meglio forse lasciare in un cantuccio della memoria, avevo comunque qualche perplessità sulla presenza di Elio a X Factor in qualità di giudice. Un po' perché tutta la storia di Morgan mi aveva lasciato una grande amarezza, che in ogni caso permane. Un po' per il noto algido distacco di Elio stesso, per la sua inafferrabilità e le sue risposte non sense in qualunque occasione.

E invece ieri, di fronte alle selezioni trasmesse su rai 2, sono rimasta colpita. Elio è apparso "normale" e obiettivo. E promette bene. E X Factor è tra i miei piccoli Esercizi di Sopravvivenza in questi giorni, e meno male che è ricominciato.


giovedì 11 marzo 2010

"Mentana condicio".

Vorrei dedicare un chicco di caffè (altrimenti detto: mini-post) oggi a Enrico "Chicco" Mentana. Personalmente, non ho mai avuto un'opinione precisa su di lui. Lo vedevo tutto rigido alla conduzione di vari programmi e Tg e non pensavo a nulla in particolare. Poi invece l'ho ascoltato ieri sera - a Parla con me - e ho apprezzato molto la sua idea di proporre i "faccia a faccia" politici, attualmente oscurati in televisione, via web sul sito del Corriere della sera. Mentana condicio - Vietati in tv, liberi sul web, questo il nome del talk show on line che partirà oggi alle 15.30, in previsione della sfida elettorale del 28 marzo. Sul Corriere cartaceo, Mentana stesso presenta il progetto e conclude il suo articolo dicendo: "Chissà se dal male di un provvedimento poco lungimirante non nasca qualcosa di utile per tutti coloro che hanno a cuore il nostro mestiere e il valore dell'informazione...".

A me sembra un'ottima idea, e credo che Mentana sia una persona coraggiosa che ha saputo trovare i canali giusti per andare avanti con il proprio lavoro.

Così mi è venuta in mente un'intervista* che ho letto di recente a Gianni Amelio a proposito di Camus: "Ed è alla Storia che l'uomo deve dire no. Deve opporsi alla presunta ineluttabilità degli eventi. Questo è il messaggio di Camus, il suo umanesimo: la necessità di non rassegnarsi, rimanere se stessi sotto il peso schiacciante della Storia. Ecco, io provo a seguire la strada tracciata da un grande scrittore che è anche una grandissima persona".


Il link a Corriere.tv:
qui.


*sull'ultimo Venerdì di Repubblica.

venerdì 5 marzo 2010

Mamma ha preso l'aereo.

Ieri sera su La7 è andata in onda la seconda puntata del programma televisivo Mamma ha preso l'aereo. Docu-fiction o reality (controversa la definizione, a giudicare dal dibattito in corso su alcuni siti e blog ad esempio qui) che si propone di seguire le tappe di una vera adozione.
Dalla telefonata in cui l'Ente preposto annuncia ai futuri genitori l'effettivo abbinamento con il bimbo, al viaggio nel paese d'origine, all'incontro, fino al rientro in Italia. La prima puntata mi aveva colpita tantissimo. La storia della mamma Annalisa e della sua famiglia ha davvero smosso qualcosa dentro di me. Al punto che la notte successiva avevo proprio sognato di rivivere quelle stesse situazioni. La seconda storia, quella di ieri sera, mi ha invece un po' turbata. L'abbinamento genitori-bambina presentava, secondo me, alcune criticità.

Tuttavia, non saprei entrare nel merito sul fatto che sia più o meno giusto "filmare" le persone, soprattutto i bambini, in un momento così delicato della propria vita. Devo però riconoscere il valore emozionale e informativo del programma. Pur saltanto numerose procedure burocratiche (un'adozione in genere richiede anni di attesa), le telecamere hanno mostrato un evento di vita di cui si parla poco ancora in TV, in rete o sui giornali. Forse portato drammaticamente in risalto dopo la strage di Haiti, il tema dell'adozione è secondo me invece importantissimo. Trovo che sia un grande gesto di amore che una coppia decide di regalare a un bambino e viceversa, diventando insieme una famiglia, con tutte le difficoltà e le sorprese del caso.

martedì 15 settembre 2009

Questa sera.

Premettendo che non possiedo alcuna competenza politica né acume tali da giustificare un'opinione davvero autorevole, vorrei solo esprimere la mia impressione sui fatti del giorno che riguardano la sostituzione di una puntata di Ballarò con una di Porta a Porta in cui si renderà visibile la consegna dei prefabbricati della Croce Rossa e della Provincia di Trento ai terremotati di Onna.
Credo allora che il problema stia a monte, ovvero che tale consegna non dovrebbero proprio trasmetterla in TV, salvo per brevi inevitabili accenni al telegiornale, secondo il dovere di cronaca. Lo dico perché mi metto nei panni dei terremotati. Immagino che sia già una tale mortificazione aver perso tutto, aver perso anche la serenità di sonni tranquilli e di giornate operose e sicure che non è il caso di perdere pure la dignità e venir ripresi in questo momento così delicato. Il concetto di Reality Show non dovrebbe poter penetrare in tutti i luoghi del mondo con tale facilità. Tanto meno in quelli della sofferenza e della pena.

lunedì 14 settembre 2009

X Factor.

Ma parliamo di cose serie. Mi rivolgo ai telespettatori di X Factor: noto Talent Show di Rai Due condotto dal simpatico Francesco Facchinetti. E in particolare agli affezionatissimi del Processo a X Factor del sabato pomeriggio. La mia domanda è: ma perché i nuovi PM Antonella Elia e Carlo Pastore (che amerei anche soprannominare affettuosamente Parlo Castore)? Erano così bravi quelli vecchi, con quel retrogusto di anonimato competente. E invece questi due qua. Noiosi, invasati, petulanti. Alzano il livello Benedetta Mazzini e il vecchio Pier. Sempre secondo me.

venerdì 4 settembre 2009

Televisione.

Volevo solo precisare che quando ho scritto che la televisione mi "ha salvato la vita" non intendevo la TV becera ma la TV in generale, come concetto. Come compagnia quando ci si sente soli, come appiglio e àncora di salvezza quando ci si trova in difficoltà.

sabato 28 febbraio 2009

Teledipendenza.

Capita anche a voi? Se so che inizia Un Posto al Sole, sono contenta. Il lunedì che c'è X Factor, mi preparo in anticipo. Poi c'è Piroso su la 7, poi Mai dire Grande Fratello e via così...

Proprio adesso che si preannuncia la fine della TV per come l'abbiamo conosciuta noi, la fine del "chiaro", riscopro il più antico e infantile degli amori. Quante ore passate in suo compagnia, quando stavamo male da bambini. Che bello vedere i Puffi che correvano di qua e di là nel villaggio a braccia tese. E Bim Bum Bam, e i Robinson? I più lontani ricordi che riaffiorano. Non rinnego tutto quel magico tempo davanti alla TV. Anzi.

martedì 29 luglio 2008

Palinsesto criminale.

C'è un programma televisivo del palinsesto di Rai 3 che andrebbe secondo me soppresso. Ne va dell'igiene mentale di tutti noi che lo guardiamo e che non riusciamo a staccarci dallo schermo finché non è finito e, credetemi, non finisce mai. E' un programma-mostro, che va avanti in eterno e si soddisfa solo pascendosi delle carni martoriate di telespettatori che per un motivo o per un altro si sentono già a disagio ancor prima di accendere la TV, proprio come me. Che come me cercano la sofferenza, la flagellazione, la punizione. E lì la trovano sempre, servita su un piatto d'argento.

Si tratta di Amore Criminale. Un crimine contro la serenità della gente. Un programma che riporta morbosamente alla luce i peggiori casi di cronaca in cui le vittime sono donne e i carnefici i loro mariti o amanti. Spesso finiscono nel sangue, altre volte solo nella violenza. Il tutto per farci capire, se non fosse sufficientemente chiaro, quanto l'amore possa virare nei toni drammatici della tragedia se non facciamo attenzione a chi ci mettiamo in casa. Un programma perfettamente congegnato, che sa dove colpire. E che aggiunge male al male della vita. Consigliato a chi sente di non avere più niente da perdere.