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sabato 12 marzo 2016

MLOL Plus: la mia esperienza.


Conoscete  MLOL - MediaLibraryOnline?

Si tratta della prima rete italiana di biblioteche pubbliche per il prestito digitale. 

Della piattaforma MLOL fanno ormai parte 4.500 biblioteche che mettono a disposizone del prestito 860.000 ebook di più di 400 editori italiani, 700.000 ebook in altre lingue e moltissimi altri materiali tra cui musica, film, quotidiani e banche dati.

Ogni utente può abbonarsi e prendere in prestito questi materiali con facilità.

In questi giorni ho avuto la possibilità, grazie a MLOL, di usufruire di un abbonamento speciale a MLOL Plus: un servizio della rete MLOL che consente di abbonarsi e prendere in prestito ebook e gli altri materiali anche a chi vive troppo distante dalle biblioteche che aderiscono al progetto (o dalle librerie Giunti al Punto che sono partner di MLOL) e per chi ha necessità di un numero maggiore di prestiti. 

Mentre MLOL è un servizio gratuito, MLOL Plus prevede una piccola spesa che però serve a finanziare le biblioteche per sostenere il digitale e il servizio gratuito stesso di MLOL

In Italia abbiamo un grave buco nei prestiti bibliotecari, ed è un'emergenza culturale, specialmente nelle fasce d'età più giovani. In sostanza, i ragazzi, in generale, non leggono i libri, che è una cosa davvero triste. Privandosi della lettura, rischiano di non provare in modo pieno l'esperienza della crescita intellettuale, non conoscono il piacere e la fatica dell'avventura più bella e formativa che esista, ovvero quella di attraversare le storie degli altri, dei personaggi dei libri, acquisendo così gli attrezzi del mestiere per diventare adulti e costruirsi la propria, di storia. Lo spettro delle emozioni e delle consocenze ricavate dai libri, a quanto pare, si sta smorzando e spegnendo, o almeno così sembrerebbe dalle statistiche e dagli studi dul tema. Voglio credere che ci sia una soluzione!

Quanto a me, ho fatto tesoro, per il momento, del mio abbonamento prendendo in prestito tre libri (considerate che potete anche regalare questo tipo di CARD ad amici e parenti, è un dono gradito ed è facilissimo da utilizzare seguendo brevi istruzioni sul sito):

 -  La stranezza che ho nella testa, di  Orhan Pamuk, Einaudi.
 -  Riparare i viventi, di Maylis de Kerangal, Feltrinelli
 -  Imparare il francese - Proverbi & Modi di dire di Eveline Turelli, SBF Narcissus

(ehm, sì, sto provando a imparare questa meravigliosa lingua, ma non è semplice come sembra! Aide-toi, le ciel t'aidera!)

In un momento di pesanti tagli alla cultura, e di sotto-finanziamenti alle biblioteche, che si devono arrangiare come possono, MLOL Plus in definitiva vuole essere un modo per tenere vivo il mondo stesso delle biblioteche, che è prezioso e più importante di quel che si possa pensare; e aprirlo sempre di più al prestito digitale. Trovo che sia un valore inestimabile e che sia molto utile per l'apprendimento dei ragazzi e non solo: imparare a prendere in prestito un ebook, un audiolibro, un film o un giornale può rappresentare un rafforzamento notevole nell'autostima e nel senso stesso dell'esistenza per molti tipi di persone. 

Fortunatamente, so e immagino che ci siano molti gli studenti che hanno voglia di mettersi lì e capire come funzionano queste cose e diventare lettori più forti e più evoluti. Non è facile per nessuno, questo è sicuro! Il nostro Paese, che su questo ambito delle biblioteche e non solo, risente di un'arretratezza pericolosa e sostanziale rispetto ad altri europei ha sfornato nei secoli però le migliori intelligenze della storia della cultura. Spero che a crescere, oltre alla crisi, o almeno in contemporanea sia anche la voglia di migliorare, di farcela.

Concludo dicendovi che, una volta presa la mano sul sito di MLOL e MLOL Plus si scoprono diverse e interessanti opzioni, come ad esempio le liste che per i lettori sono oggetti sempre molto avvincenti, e la possibilità di scoprire nuove uscite e pubblicazioni suddivise in diverse categorie facili da consultare.

Mi sto accorgendo che diventare un po' "smart" è possibile per quasi tutti e dà una soddisfazione grande. Soddisfazione consistente, che si può estendere anche ad altri ambiti della vita.

Per una più dettagliata spiegazione di ogni particolare, rimando a questo articolo di Giulio Blasi.




lunedì 14 dicembre 2015

#Blogtour - Feltrinelli Zoom - elogio della poesia!




Ho seguito le vicende di Feltrinelli Zoom fin dai primi momenti, e adesso il marchio digitale di Feltrinelli compie quattro anni!

C'ero al glorioso e natalizio hangout del primo anno, voglio esserci anche adesso come una brava cugina che festeggia amorevolmente l'ampliarsi dei confini di questo ambizioso progetto.

E proprio dai confini possiamo partire:


Confini

Quand'ero piccina
e volevo comprendere qualcosa
mi avvicinavo con lo sguardo
stretto sui dettagli
fino a poggiarci il naso
Ho passato molto mondo
nel mio occhio miscroscopico
Persino i confini
visti da vicino
sono solo un insieme di puntini


Ecco una poesia contenuta nella raccolta che ho il piacere di ospitare per questo #blogtour proposto dagli amici di Feltrinelli Zoom. 

Personalmente, il tema del confine mi è caro. Un po' come i numeri, i confini sono cose complicate, affascinanti e decisive per la qualità della vita. Conoscere i numeri e i confini è già avere in tasca alcuni tra i più importanti segreti, se si vuol stare al mondo. 

Questa raccolta a mio parere è anche importante in quanto rappresentativa del potenziale che oggi sempre di più possiede il mezzo digitale per quanto concerne il campo degli autori emergenti e della forma breve (racconti e poesie) che ormai da molto tempo sostengo essere perfetta per la lettura in ebook, insieme alla saggistica (senza nulla togliere ai romanzi). 
L'autrice è Alessandra Battaglia, classe 1980 che, per campanilismo definirei un'ottima annata. Sono contenta di poter parlare della sua silloge, Oltranima, e della collana stessa che l'editore dedica alla poesia. 

Dicono che la poesia non è la favorita dal mercato editoriale, e considero questo un fatto grave, che ho la sensazione finirà per cambiare, così io mi auguro per lo meno. Compriamo tutti più poesia, regaliamola a Natale.

La poesia è il cigno della letteratura, e oggi attorno a me sto osservando un fiorire molto interessante di voci nuove e intonate. Tutti dovrebbero leggere le poesie. La poesia è cugina della musica, per restare in tema di cuginanza. C'è un comune sangue che scorre nelle vede di queste due forme d'arte.
Alessandra Battaglia, che ho scoperto proprio grazie a questa raccolta, utilizza un linguaggio che si introduce bene in uno stile tradizionale classico e pulito, che a me piace e convince. 

I suoi lavori hanno un respiro emotivo e per questo universale e questo doppio canale si sente bene nel titolo, che io ho interpretato proprio come: andare all'anima e oltre, oppure esplorare un altrove a partire dall'anima, ma chissà se ho indovinato!

In ogni caso, potete trovare il suo libro qui. 

Buona lettura e buon compleanno Feltrinelli Zoom!





sabato 28 novembre 2015

Leggere al buio.


Un reading al buio: è possibile?

Giovedì scorso molto presto la mattina ho preso un treno perché ho ricevuto un invito dalla Fondazione LIA e ci tenevo a onorarlo. La Fondazione LIA si occupa di libri accessibili, ovvero di creare file dei romanzi che tutti noi possiamo trovare in libreria e adattarli alle esigenze delle persone ipovedenti o non vedenti. Le persone non vedenti sono lettori fortissimi. Ma hanno troppo pochi libri a disposizione. Stampare la carta braille ha costi enormi e immaginate che un solo volume di Harry Potter, per fare un esempio, in braille occupa lo spazio di venti tomi. Il che vuol dire che per leggere tre/quattro romanzi un non vedente dovrebbe riempire un garage di carta...

Ecco che gli strumenti digitali in questo caso diventano non un vezzo, ma una rivoluzione. 

Uno dei punti del manifesto della LIA recita: "tutti hanno il diritto di scegliere cosa leggere tra tutto quello che il mercato propone". E ancora: "tutti hanno il diritto di leggere bene, godendo della qualità dei contenuti". E anche: "tutti hanno il diritto di leggere per sapere, per crescere, per evolvere".

Ecco, più che di rivoluzione si può parlare allora di evoluzione. 

Ed è un senso evolutivo pieno di speranza quello che ho percepito quando giovedì, seduta tra i ragazzi di un Istituto tecnico di Milano, ho ascoltato Antonino Cotroneo, insegnante ipovedente e facilitatore LIA spiegare ai ragazzi come utilizza lui alcune tecnologie per questo genere di disabilità. Ci ha spiegato le funzioni di accessibilità dei nostri smartphone, ad esempio. E ha dato una dimostrazione pratica di come lui fosse perfettamente in grado di leggere alla stessa maniera dello scrittore presente in sala, Paolo Colagrande. Si sono letti brani del suo Senti le rane, un romanzo che volevo leggere da un po' di tempo, perché mi interessano le rane (ma questa è un'altra storia) per cui ringrazio di cuore l'editrice Nottetempo per il gradito dono. 

La semioscurità.

La luce; non sempre le gradazioni della luminosità sono accessibili a tutti, e invece è un diritto poter leggere all'intensità che si desidera.

Un segnalibro in braille!

Paolo Colagrande, Senti le rane, Nottetempo

I ragazzi della scuola che come me erano ospiti del percorso didattico di reading al buio al Laboratorio Formentini si occupano di tessile. 

Studiano e lavorano con i vestiti e quindi in sala la metafora è nata spontanea: i libri sono come i vestiti, così come lo sono i diritti. Sono validi per tutti ma si devono adattare alle diverse esigenze. I ragazzi sono dei casinisti, si perdevano in mille chiacchiere, ma quando il discorso si è fatto serio è sceso il silenzio. 



Ascoltavano ed entravano nel buio della storia con una concentrazione che mi ha colpita, mi ha intererita e dato fiducia e senso. Tanto senso.

E alla fine mi è venuta in mente una canzone. Una canzone semplice e d'amore. Se sostituite per un momento al "te" del titolo un amore a vostra scelta, poniamo quello per la lettura e ascoltate e guardate il video sentirete le sensazioni che ho provato io a quell'incontro. Certo, in tema di vestiti, solo una giacca d'oro e dei calzini a pois consentono di dire certe cose, come fa Jovanotti (che, ebbene sì vedrò in concerto ma anche questa è un'altra storia...) in musica senza sembrare matti.

Ringrazio ancora LIA per la possibilità di tornare ragazzina per una mattinata e per lo stupore e la speranza e l'apprendimento che possono fornire le tecnologie. Invito chi può e vuole a sostenere LIA e a diffonderne i contenuti affinché il diritto alla lettura non sia solo un'utopia ma una realtà per i ragazzi delle scuole, gli adulti, i frequentatori di biblioteche e di librerie. E gli innamorati del leggere.

sabato 13 settembre 2014

Umanistica_Digitale.

Umanistica_Digitale


O non scrivo mai oppure scrivo spesso. Evabbe dopo l'avvento della musica dodecafonica, chi sono io per dettare legge in fatto di ritmo? Con buona pace di Arnold (Schönberg)!

Riapro quindi ufficialmente le danze di questo blog (danze che a questo punto vi appariranno stravaganti per lo meno quanto queste... oh yea!), insomma riapro in questo lungo riaprire con un libro speciale, peculiare e singolare (benché scritto a dieci mani e cinque teste...) che ho avuto la fortuna di poter recensire su eBookReader Italia.  

Il portale che dal 2009 si occupa di tutto ciò che ruota intorno agli ebookreader, inteso sia come dispositivi, sia come lettori di ebook. Ma anche di molto altro legato al mondo del digitale. Poter scrivere lì, per me è stata una bellissima opportunità. E poi per raccontare di un libro del genere, che ha un valore sia come lettura gradevole - in quanto io appassionata della materia - sia come manuale pratico per capire tutte le molte prospettive del digitale oggi.

Non dico niente, lascio tutta la sorpresa ai lettori che vorranno cliccare sul link che ho indicato su.

Dico solo questo: il fascino, e l'utilità (che scoprirete immergendovi in scenari di alto valore umanitario, oltre che intellettuale, trattati nel volume) del digitale oggi sono indiscussi. Come tutte le rivoluzioni, anche questa è silenziosa (mica tanto se pensate alla primavera araba, ma concedetemi la licenza poetica) ma pervasiva. Riguarda tutti, potrebbe migliorare la vita di tutti. Da un punto di vista culturale, economico e, aggiungo la mia, anche psicologico. 

Come il digitale sia in grado di riconfigurare i ruoli, le gerarchie e pure le emozioni è uno dei miei interessi principali. Ne sono incantata, qualche volta sopraffatta. Ma se non ci sono le ombre, dietro le luci, la vita non si pone neanche, dunque ben vengano le sfaccettature.

Se tutto questo comunque piace, incanta, appassiona, fa soffrire, fa arrabbiare, fa gioire, fa rimanere svegli, fa crollare dal sonno, aiuta, mette in discussione, spaventa, sbalordisce e fa mangiare, sorridere, sperare, estenuare, ricominciare da capo un po' anche voi: buona lettura. 

Ma anche a tutti gli altri.


venerdì 7 febbraio 2014

Ieri, Widiba, #uniamoleidee.


Proprio ieri raccontavo di essere una "creatura della rete". Ed è vero. Info utile per capire cosa sto per dirvi :)
C'è da dire infatti che ogni tanto però ne esco anche fuori. Dico dalla rete. Ultimamente, sempre più spesso. Qualche volta semplicemente per starmene da sola a leggere, altre volte, altrettanto gustose, per andare in mezzo alla gente, e stare in contatto con i miei simili. Ma con la gioia e la curiosità di rientrarci di tanto in tanto. Dico, nella rete.

E fu così che, ad esempio, ho ricevuto un unvito qualche giorno fa da HAGAKURE (grazie Luca Agnellini e Marco Massarotto).
Bello, ho pensato. Ci sarebbe stato uno show cooking, il che mi pareva buono. Una serata su un progetto di Digital Banking. Eh? Cosa c'entro io? Esattamente? Col digital, ok. Circa. Ma... col... Banking?

Fate conto che una come me. Ovvero, una tizia che conduce una vita. Come definirla? Diciamo, ecco, per così dire, molto BOHEMIEN. Ma davvero. Ma letteralmente. Ma sapeste quanto... Una che scrive un blog con le foto delle tazzine, che legge (e scrive anche - santo cielo!) i romanzi. Non dico le poesie, ma quasi. Asmatica. Solitaria. Che passa il suo tempo a fantasticare studiare e sognare a occhi aperti lottare per ciò in cui crede; ma che diavolo ha a che fare con le banche e, con i soldi? Per quel poco che ne so, la mia banca si ricorda di me (e io di lei) quando parto con la mia sportina ogni cinque del mese, e mi reco, fiduciosa, a pagare, fisicamente, in contanti, l'affitto. Su queste cose sono vintage. E ho questa insana passione nel fare le code di prima mattina accanto alle vecchiette. E confrontarmi con loro sul caro-zucchine.
Ok, forse mi hanno invitata per la parte digital. E hanno fatto bene. Ma poi man mano ho capito che avevo a che fare anche con l'altra, cioè con la parte banking. Perché i soldi, la loro gestione, riguardano tutti noi, anche una romanticona come me... Anzi, a maggior ragione. Così ieri sera, nella cornice dell'Anselmo Vermouth, nuovo e fichissimo locale torinese, ho scoperto WIDIBA. Rigorosamente dopo averci offerto un vero bicchierino di Vermouth, ussignur che buono, hanno collocato una serie di blogger e giornalisti e studenti ed esperti, per lo più donne a ben vedere, in fila di fronte a uno schermo da cinema, e ci hanno presentato il progetto. Ma cos'è? Cos'è?   
 Si tratta di una piattaforma online in cui le persone, ovvero gli utenti di una banca, possono partecipare attivamente, contribuire a costruire "il mondo" della banca stessa. C'è un blog, anche ad esempio. E l'utente "normale", come me, può chiedere e ricevere risposta in tempo utile, può proporre idee, può contribuire a costruire progetti nuovi, alcuni molto virtuosi. Insomma, l'avrete capito, un progetto a bagno nel suo tempo, una community "dal basso", nel senso più virtuoso del termine, che prevede una reale apertura comunicativa tra quel gelido mostro che è la banca e la persona normale come me. Mi ha convinta. Soprattutto quando ho visto che ci sono prospettive di valore, che lascio a scoprire a voi, consultando il loro sito, se no vi dico tutto io e non ha senso.

Infine, ci hanno regalato un barattolo fantastico di multicereali per creare barrette di Muesli. Potevo chiedere di meglio?


venerdì 3 maggio 2013

Digital Festival, domani!

Ciau! Per sabaudi ma anche per benintenzionati di tutto lo stivale, avverto che domani, cioè sabato 4 maggio, alle 17.30, allo Spazio Mostre Regione Piemonte parteciperò al Digital Experience Festival con un intervento su editoria e social network. 

Nell'ambito di un'area che si chiama Jobstorytelling, wow, mi piace moltissimo.

Se passate da quelle parti, sono molto contenta di vedervi!


 Tutte le info sono qui :)

lunedì 17 dicembre 2012

Zoom su oggi pomeriggio.





Buongiorno, buongiorno! 

Un anno esatto fa, qui, vi raccontavo della nascita di Zoom, una nuova e speciale collana di Feltrinelli

Una collana tutta di ebook. 

Dunque, una cosa ambiziosa e temeraria. Diciamo, una sfida, all'insegna della sperimentazione e dello spirito del tempo.

Infatti a quanto pare sta andando bene, come immaginavo. 

Dunque, succede di bello che 365 giorni dopo, questo pomeriggio, parteciperò anche io e volentieri all'Hangout che l'editore ha organizzato per festeggiare il primo compleanno!

Cos'è un Hangout? Giustamente. 

Gli Hangout sono delle fantastiche ed esaltanti video chat (piuttosto diffuse all'estero, l'editore mi ha segnalato ad esempio questa per farvi un'idea...) in cui, con un moderatore, le persone possono chiacchierare e scambiarsi opinioni. 

Alle 16 dunque ci sarà questa tavola rotonda, che poi è una specie di festa virtuale, in cui si parlerà di editoria, scrittura e digitale. Ci saranno scrittori, blogger e lettori. 

E andrà tutto bene, nel migliore dei mondi possibili.

(confido di non ricadere sotto il mio consueto Effetto Pauli quanto alle nuove tecnologie!).

Vi rimando comunque alla notizia, qui, dove ci sono anche le facili istruzioni per seguire tutto quanto in diretta!

Spero che sarà piacevole per voi e che si potrà dialogare e diffondere nell'iperspazio il sacro postulato secondo cui gli ebook sono cose belle e vere e fanno bene all'anima.

(a tal proposito, non posso non pensare sinceramente anche a queste altre meraviglie!)

Quindi, se avete curiosità, interessi, desideri e suggestioni da dire e da ascoltare, questo è il posto giusto. Sono sicura che sarà divertente. 



mercoledì 24 ottobre 2012

Cronistoria = narrazione di avvenimenti secondo l'ordine cronologico.


Ieri. Martedì 23 ottobre 2012. Al risveglio si capiva già qualcosa. Che sarebbe stato bello. 

Milano. Proprio con quella luce lì.
La mostra di Picasso a Palazzo Reale con gli amici. Ho visto per la prima volta dal vivo le opere di Picasso. Fulminanti, conturbanti, inquietanti, immense, difficili, colori vivi sulla tela, come dipinti ieri, forme grandi, forme sottili, lineamenti grossolani, lineamenti delicati, occhi, tantissimi occhi, alcuni sbarrati sull'abisso, senza iridi, senza prospettive, altri malinconici, altri di una bellezza sovrannaturale, puntati lontano. Tratti che ti portano semplicemente a dire: è lui, ed è così.

I Soliti Idioti alla Fnac. Avevo dieci minuti esatti per poterli ascoltare. Mentre li aspettavo ho preso un caffè e li ho visti parlare con i fan. Ho pensato di dire qualcosa anche io. Ma alla fine ho preferito di no. Che cosa potevo dire? avrei avuto mille domande da fare. Ma anche nessuna. Loro parlano un sacco. Continuamente. In effetti non stanno un attimo zitti! Poi, in un unico, perfetto, rapidissimo istante di silenzio: ho scattato la foto. Che belli.

E così sono corsa alla libreria Mondadori Duomo. Per un evento molto importante che riguardava Kobo. Di cui vi raccontavo già qui. Ero molto curiosa. E contenta di partecipare.

Cose belle e buone.

Ho preso un po' di appunti, con attenzione. Cercando di capire tutto e di farmi un'idea ulteriore su questo device. In fondo si tratta di leggere libri, in modi nuovi. Ho scritto qualcosa in diretta su twitter, con quel computerino.
C'erano molte persone, alcuni amici, tutti esperti di libri, editoria, tecnologia e simpatia, perché è stato divertente dopo chiacchierare e scambiare pareri. Immaginate la cosa più bella del mondo per voi?! ecco, quella.

Sul mio taccuino ho scritto: "un momento importante per l'editoria!". Ho questa sensazione: non ho idea di cosa accadrà, ma mi pare di assistere a un momento di cambiamenti interessanti. 
Dopo tutti questi eventi, emozioni e sensazioni adesso comunque ho questa faccia qui. Picasso forse ne sarebbe entusiasta. Senza esagerare, però per giornate come questa dico che vale la pena stare al mondo. 

lunedì 8 ottobre 2012

Kobo - la mia esperienza fino a qui.

 
Come promesso, vi racconto la mia esperienza con Kobo fino a qui. Premessa: ho sempre utilizzato un Bookeen Cybook. Altra premessa: non ho mai utilizzato un Kindle, per cui non so dirvi le differenze tra Kobo e quest'ultimo. Terza e ultima premessa: ho volutamente evitato, per il momento, di leggere altre opinioni per poter dire la mia senza farmi condizionare. Quelle che seguono sono solo le mie impressioni, pertanto discutibilissime.

Ho installato Kobo sul mio pc e scaricato tre ebook gratuiti: Steve Jobs, La dieta Dukan (!) e Il cacciatore di occhi. Li trovate tutti al momento dell'acquisto tra i libri a disposizione in omaggio per la prima "navigazione". Ho acquistato con postepay Una suora siciliana di Dacia Maraini di cui vi avevo postato l'anteprima qui e volevo vedere come andava a finire.
La copertina è nitida, gradevole alla vista. La tecnologia E Ink Pearl per me è eccezionale. Anche sul mio vecchio e-reader avevo E Ink e mi sono sempre trovata bene, senza aver mai male agli occhi. 
Kobo crea proprio un mondo. C'è un certo coinvolgimento emotivo, anche se piuttosto garbato. L'esperienza di lettura diventa, se lo si desidera, anche un gioco. Una cosa carina sono i "premi". Alla mia prima sottolineatura con evidenziatore, ho vinto il "premio virgolette". Mi ha strappato un sorriso. Trovo che sia una sperimentazione simpatica. Volendo, si possono condividere le proprie azioni su Facebook. Per ora io ho preferito evitarlo. Astenersi comunque seriosi, tromboni e membri di generazione TQ (scherzo eh!). 


Premi e statistiche di lettura fanno parte di questa area che si chiama "Reading life": uno spirito di gamification che a me personalmente non dispiace. Se ho bisogno di leggere con un altro spirito è sufficiente ignorare la sezione e usufruire delle normali funzioni del dispositivo. 

Sul testo si possono fare tantissime cose che con il mio vecchio e-reader, per quanto ci sia affezionata, non riuscivo . Dizionari, ricerche, evidenziature, annotazioni etc. etc. Non posso dirvi le differenze, come anticipavo, dal Kindle o altri tablet. 

Mi sono connessa con rete wireless da casa mia ed è filato tutto liscio. Ho potuto consultare infinite categorie di ebook, alcuni dei quali consigliati da Kobo a seconda delle mie scelte e gusti. Il bello di questa piattaforma è che si può utilizzare anche con altri dispositivi, viceversa dallo stesso dispositivo si possono scaricare ebook da altri negozi in formato EPUB. Kobo consente anche l'accesso al prestito da biblioteche pubbliche (non ho ancora provato ma mi pare un'ottima cosa). La mia versione è quella Touch, ed è comodo e veloce al tatto. Insomma, per ora queste sono le mie impressioni, come prevedevo, tutte positive. Dovessero esserci problemi o disguidi vi farò sapere!

p.s. Il week end è stato molto piacevole e significativo per me. Due giorni senza internet, poi, non mi capitavano da secoli. 

giovedì 22 dicembre 2011

From Bologna :)








Un tardo pomeriggio in biblioteca. A Bologna. All'Urban Center della Sala Borsa: una biblioteca grande, anzi spaziosa, elegante, ben organizzata, piena di progetti e di particolari degni di nota. Una biblioteca colorata e silenziosa - come è normale - ma che all'occorrenza si trasforma in qualcosa d'altro.

Rifugio forse inconsapevole di persone che non hanno un tetto sotto cui ripararsi e specialmente d'inverno fanno fatica e lì (ho saputo) si scaldano un po' l'anima per quel che è possibile.

Spazio aperto per bambini, ragazzi e addirittura bebè (c'è un'area bebè!). E apertissimo agli anziani che, a quell'ora di martedì 20, si enumeravano in grandi quantità seduti disciplinatamente a leggere il giornale (di carta) seduti ai tavoli insieme agli studenti imbacuccati col cappello di lana (gli studenti).

E spazio aperto a un gruppetto di persone provenienti da tutta Italia (e Berlino) lì riunite con un'aria un po' sperduta, incredula ma vispa, vivace, indescrivibile.

Eh, bè, sì ci giro un po' intorno, ma il fatto è che mi trovavo nella biblioteca presentare un libro insieme agli altri autori-bookblogger. Forse ne avete già sentito parlare (da me! hehe): si tratta di La lettura digitale e il web

Di questa prima presentazione ufficiale (wow) ne hanno raccontato già i bravissimi @ArtNite qui e poi qui e @martatraverso qui. Per il momento. Perché eravamo in tanti e c'erano anche @abcdeeFFe (un po' febbricitante ma al solito lucido e geniale), @SilviaSurano (super bella e brava etc.), @mgiacomello (che per il merito di avermi ospitata a dormire ha ricevuto in cambio una bella bottiglia di birra "spumantizzata"), @SimonelliSav (che ci ha onorati del suo lavoro, con la telecamera e la sua gentilezza) e @QwertyValentine e @MatteoBianx che ci hanno fatto immensamente contenti con la loro presenza (graaaazie). E chiuso il paragrafo per il mondo di twitter. 

Quel che mi viene in mente così di colpo mentre ci penso è che non ci credo. Credetemi, non ci credo proprio. Non ci credo di aver preso parte a un progetto così imperscrutabile e divertente. Non ci credo che quegli stessi vecchietti che alla mia domanda tremante e lieve (lievissimo) accento torinese: "conoscete gli ebook?" mi hanno risposto "NO" tuonando e tornando alle loro ben più importanti occupazioni ---> sono poi saliti su piano piano pochi minuti dopo alla presentazione per ascoltarci e alla fine ci hanno riempiti di domande e curiosità e uno si è fregato pure il mio cioccolatino.

E non ci credo di aver parlato, insieme agli altri, di come stanno cambiando le abitudini di lettura degli scrittori (ma pure le mie), così, con una specie di (finta) tranquillità, come se quello fosse davvero il mio posto. Per me è una gran cosa. Senza contare che Bologna è struggente, malinconica, soffice, in trasformazione, piena di luci e di oscurità. Che sotto Natale poi è graziosissima e fa sognare. 

Infatti poi in stato già un po' ebbro ma ancora umano ci siamo spostati tutti alla Vineria Zammù. Lì per l'occasione mi sono trasformata in un Bot. Per la precisione il bot dell'account di @Librinnovando su twitter, dal quale ho cercato di raccontare - uhm tra un chupito e un... argh non ricordo più - cosa stava succedendo in quel locale. 

E succedeva che i bookblogger si sono messi in questo mini-palco bohemien (non) fumoso e stracolmo di gente bolognese (e non) a fare un reading. Un reading da un kindle. Un reading da un kindle di eFFe. Un reading emozionante. Qualcuno ha letto 1984, ed è stata una strana vertigine. Altri hanno letto altri romanzi bellissimi e più contemporanei. Si alternavano, utilizzando però tutti lo stesso supporto digitale. Una cosa davvero curiosa. Quanto a me, non ho letto nulla perché non capivo più niente il mio ruolo di Bot dovevo onorarlo fino alla fine, e così ho solo raccontato poi al volo qualcosa sulla poesia, sulla mitica Francesca Genti e il suo lavoro con la casa editrice Quintadicopertina. Uddio: comunque, lo ribadisco, non ci credo ancora. Questo è un sogno per me.

Comunque vi dico anche che sono nati, intorno a questi temi, alcuni nuovi-nuovissimi appuntamenti, nuove idee, nuove possibilità per saperne di più. Vi aggiornerò su tutto. Ma siccome manca qualche giorno a Natale, tra poco vado alla Libreria Coop qui di Torino a fare pacchetti di libri per Casa Oz. Conoscete le loro attività? 

Allora grazie per aver letto! 

Special thanks to @lesmotslibres :)

E un super caffè colorato e prenatalizio.


:)






venerdì 16 dicembre 2011

Ieri, oggi, domani :)


E così ieri sera a quest'ora andava tutto più o meno bene e iniziava la festa natalizia di Bookrepublic. Avevo preso molto sul serio il mio compito di blogger-intervistatrice e, con tremebondo zelo da primo giorno di scuola, mi ero anche portata le domande e gli appunti scritti a penna di mio pugno su un pregiato blocco notes di Muji, e una mela da regalare alla maestra.

Poi invece la festa è cominciata subito senza esitazioni, il pandoro (ma per mia grande disdetta neanche mezzo ferrero rocher!) e altre leccornie hanno preso il sopravvento su tutto e il format domanda-risposta con quadernino  e microfono è apparso all'istante come qualcosa di desueto. Il tutto è finito  dunque a tarallucci e vino (sic.): ma in realtà, tra il serio e il faceto, qualche cosa di solo serio è successo. 

Le occasioni di scambiare due, anche tre o quattro parole sul mondo degli ebook, dell'editoria e della scrittura non sono infatti mancate. Da tutto questo è nato un video bellissimo per molti aspetti ma molto imbarazzante per altri (spero con tutta l'anima in un sapiente montaggio poiché a un certo punto le riprese, a livelli di Dogma di Lars Von Trier, hanno indugiato per fin troppo tempo all'interno della mia borsa, scrutando in profondità tra il caricacellulare e l'Amuchina da viaggio: riuscite a immaginare qualcosa di più esaltante?).

In ogni caso, ne saprete presto di tutto questo patrimonio dell'umanità e la verità è che ho imparato, in poche ore, un sacco di cose ascoltato autorevoli opinioni e sgranocchiando avventurosamente pistacchi e mandarini.

In tutto ciò, ne approfitto anche per segnalarvi una notizia fresca di oggi a proposito di futuro e che con il mondo digitale ha molto a che fare e che poi è di sicuro interesse per chi è appassionato di libri: da oggi  16 dicembre Feltrinelli ci propone una nuovissima collana tutta digitale, in cui però si sperimentano modalità nuove e divertenti. Si chiama Zoom e, se vi incuriosisce, cercatela qui: vi sorprenderà parecchio per la qualità delle proposte, i prezzi e le idee.

C'è anche un romanzo a puntate, che unisce semplicemente un'antica tradizione da feuilleton alla tecnologia contemporanea.  




E insomma poi però tutto è bene quel che finisce bene  c'era lo sciopero dei treni ieri (e oggi fino alle 21) e io non lo sapevo e così mi sono ritrovata nel cuore della notte nebbiosa milanese a vagare con un tassista cui avevano appena estratto un dente "sono molto nervoso signorina" che si è offerto di riportarmi a casa in taxi, ovvero a Torino in taxi da Milano e io sulle prime ho anche accettato (mi faceva un prezzo di favore, ma ai primi banchi di nebbia spessi come pandori ho cambiato idea) e alla fine ho trovato un piccolo e dignitoso albergo dove ho dormito vestita con Real Time in sottofondo e Alessandro Borghese che cucinava dei fantastici cup cakes. Stamane, conciata un po' così, fresca come una rosa, ho trovato l'unico treno disponibile, tra Metro ferme, code di ore per un taxi e litigi per un nonnulla, un costosissimo Frecciarossa che però mi ha riportata qui a casa di fronte a voi e al mio caffè.

Per nuove e appassionanti avventure allora ci sentiamo presto.

Buon week end a tutti.

c\_/




 
L'hotel in cui ho dormito vestita ieri notte.