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giovedì 14 marzo 2013

Sad Books Make Me Happy.

No. Non è la setta dei poeti estinti.

Ma quasi. Forse meglio.

Ieri sera, ero ad ascoltare gli amici di Sad Books Make Me Happy. Gente fantastica ed einaudiana, ovvero Patrimonio dell'Umanità secondo le convenzioni dell'UNESCO.

Ed era mercoledì sera. Dunque, capite bene che ho trascorso un mercoledì sera con quelli dell'Einaudi. Quindi era il mio giorno fortunato ieri.

Al Bourrè, in via Bellezia 33 a Torino. Un luogo molto bello.

C'era un musicista che suonava.

E si poteva bere e mangiare.

Poi ciascuno poteva portare un libro, purché fosse il più triste della sua vita.

Ma davvero. Il più triste.

 
E poi leggere. Alzarsi in piedi e leggere quel pezzo lì, il più triste di tutti.






Ma non pensate che sia stato triste sul serio. Invece è stato felice. Avevo sempre desiderato una serata così. Frammenti di romanzi. Di tutti gli autori possibili, tra cui quelli che hanno costruito la mia mente. David Foster Wallace ad esempio. E quelli che non conoscevo, che voglio scoprire. Che vorrei conoscere. Volti concentrati. Coincidenze. Correre con la bici per arrivare in tempo. Tornare a casa con la bici in silenzio, sola con Torino silenziosa e triste, tristissima, bellissima. E molto altro.

Auguro a tutti una serata così. Una sensazione così. Poi, avevo anche un principio di tisi. Tantissima tosse. Che è molto poetico in certi momenti. E quel sonno dolce. Simile a un sogno. Auguro a tutti un piccolo sogno così.

martedì 16 ottobre 2012

Mai raccontare i sogni.


Rispolvero una vecchia e appassionante rubrica di questo blog - "Mai raccontare i sogni" - per raccontarvi un sogno che ho fatto due notti fa. 

Sogno che, insieme a quello di volare nel cielo sopra i giardinetti con Cristina D'Avena (fatto a otto anni), quello di guidare da sola fino in montagna e vedere diapositive bellissime di montagne (fatto questa estate) e quello di guadagnare in un solo giorno sedicimilaeuro (fatto non ricordo quando) è sicuramente diventato il sogno più bello della mia vita. 

Quindi ci ho pensato un po' e poi mi sono detta: devo raccontarlo, dovete trarne un qualche giovamento anche voi.

Ero a scuola. Ma avevo l'età di oggi. Un classico! Una scuola americana. Il preside mi chiamava e diceva: ho un compito per te. Neanche il tempo di prendermi male, poiché sapevo di non aver studiato niente, che capivo di cosa si trattava: dovevo soltanto stringere la mano e ascoltare la breve storia di ogni singola persona presente in un corridoio infinito e a scacchi (come la Reggia di Venaria, per chi la conosce). Ciascuno parlava nella sua lingua e io capivo e rispondevo in inglese.

In breve tempo mi rendevo conto che queste persone erano rappresentanti ciascuna di una città diversa del mondo. Cina, Africa, Svezia, Finlandia, etc. ogni Stato, ogni Nazione e ogni Continente erano presenti e in fila ad aspettare questo benvenuto. Tipo Olimpiadi (o arca di Noè, per andare nel mistico), ma molti di più. Alla fine di questo compito ero cosi commossa e stanca che mi scendevano le lacrime dagli occhi.

Tornavo dal preside che mi diceva: come ti è sembrato questo compito? 


The beauty of this thing hurts me a little bit. Gli rispondevo. E finiva così il sogno.

Qual è il nostro giovamento, vi chiederete a questo punto? Il giovamento è questo: con i sogni, o l'immaginazione, o la fantasia, in poche ore si può vedere il mondo, stringergli le mani; si possono ascoltare le storie delle persone lontane, commuoversi per questa bellezza, si può ricevere la fiducia da qualcuno che ti affida un compito importante.

Ma è tutto finto, obietterebbe magari qualcuno. E invece era tutto vero, per una notte è accaduto sul serio e questa possibilità è di tutti, libera, senza fine.


Vascello fantasma.

venerdì 31 agosto 2012

A chi sogna anche se non vuole.




A me capita spesso di restare con i piedi per terra, come si suol dire. A chi non capita? Perché è così che si comportano gli adulti, no? 

Però poi la dolcezza dei sogni a occhi aperti cui rinuncio, volontariamente, secondo l'etichetta,   come fanno tutti gli adulti del mondo, da sveglia, ecco che torna senza scomporsi a bussare alla mia porta da addormentata! Perché è così che si comportano i sognatori, no?

Dunque, questa notte ho sognato un pezzetto di questo video, la sua bella atmosfera. 

Mi piacerebbe che tutte le persone cui almeno una volta si sono scheggiati gli occhiali come alla ragazza del video lo guardassero e riuscissero a rimetterseli sul naso così bene.

Buon venerdì!

c\_/

mercoledì 10 novembre 2010

Mai raccontare i sogni/20.

No, scusate. E comunque il titolo stesso di questa rubrica vi fa capire che non è sempre il caso di raccontare i sogni, per me ad esempio è complicato, perché questi sogni sono sempre così confusi e intraducibili in lingua-da-svegli. Però il sogno di questa notte aveva un nonsoche di narrativo/horror che non posso tenerlo solo per me, sento la necessità di coinvolgervi.

Dunque era composto di due parti: vi racconto, per quanto possibile, la seconda. Allora arrivo in un hotel e qualcuno mi spiega che il letto in cui dormiremo noi è il letto di Matrix. Ok, va bene.

Così mentre il mio fidanzato si addormenta tranquillo e beato, ecco che invece per me inizia un traumatico sogno nel sogno. E vabè. Quindi mi alzo e scopro che tutti gli altri clienti dell'albergo sono in realtà i miei vecchi compagni di scuola (un classico) e che questo albergo è molto tecnologico. Infatti mi accorgo che a ogni bottone, tasto, pulsante, corrisponde qualcosa di fantasmagorico e tutti ovviamente sanno fare tutto tranne me (!?)

Schiaccio qualcosa che non dovrei e va via la luce. Qualcuno si arrabbia nell'oscurità (O_O). Dopodiché arriva un bambino al massimo seienne cui chiedo improvvisi consigli sull'iPad (che non ho) e lui sa tutto, ma quando mi avvicino a questo enorme iPad, l'oggetto scivola via e il bambino ci rimane male e mi rimprovera (sic.) Così penso che è meglio fare uno spuntino.

Il frigo è un mondo parallelo dove trovo pasterelle della domenica. Mi avvicino e scopro che sotto la gelatina di questi solo all'apparenza gustosi pasticcini, anziché le solite fragole-kiwi-mirtilli-lamponi, ci sono le verdure. Zucchine, carote etc. Penso che questi qui dell'albergo sono molto avanti, ma lascio perdere lo spuntino. E vengo di colpo sorpresa da un tizio preoccupante, che è l'incrocio facciale di tutti i miei suddetti vecchi compagni di scuola (!), e che mi dice che volendo tutti quei gadget potrebbe recapitarmeli a casa, ma in cambio di cifre esorbitanti a mille zeri. In conclusione gli rispondo balbettando: hemmm, no grazie, non li voglio, non che non mi piacciano eh, ma qui, Matrix, non so se è tutto vero, eccetera eccetera, comunque gentilissimo, ma no, no, grazie eh, alla prossima.

Allora sogni d'oro a tutti eh. Alla prossima, eh!

:P

venerdì 17 settembre 2010

Mai raccontare i sogni/18.

Ieri notte ho sognato - tra le altre cose (tipo che cadevo da un monopattino elettrico e variegate amenità) - di trovare per terra una chiavetta (pen drive) d'oro. A metà tra David Lynch e Indiana Jones, l'atmosfera proseguiva con un'ansia tremenda, e poi nascondevo questa chiavetta in un enorme zaino da montagna. Lo zaino era proprio enorme. Sapevo che era un furto. Ma al tempo stesso ormai la chiave era mia, la proteggevo con estrema cura.

Ecco, più o meno il fatto è che starei proprio cercando la chiave(tta) per capire la mia stessa vita. Per aprire la porta della mia stessa vita. Più o meno.

Se poi fosse anche veramente d'oro, tanto di guadagnato ---> Accettansi consigli e suggerimenti di fabbri e/o scassinatori, nonché esperti di informatica.

:)

martedì 13 aprile 2010

mercoledì 24 marzo 2010

Mai raccontare i sogni/18.

L'altro giorno sono entrata in una specie di centro-fitness-piscina-palestra-beautyfarm-eccecc. Non so nemmeno io perché, così per curiosare. C'era profumo di cloro e bagnoschiuma. Mi sono guardata intorno e sono uscita. Un episodio di un secondo. Un'inezia vera e propria. Di quelle cose che dimentichi subito. Che non hanno alcun senso. E invece questa notte ho sognato di ritrovarmi proprio lì. Succedevano un sacco di cose. Non me ne ricordo mezza. Ma il posto era quello. Senza ombra di dubbio.

Mi sorprende sempre il divario tra ciò che vogliamo ricordare e ciò che ricordiamo anche se non vogliamo.

martedì 23 febbraio 2010

Mai raccontare i sogni/17.

Gara di pizza. Questo potrebbe essere il titolo del mio sogno. Dunque, ascoltate questo interessantissimo resoconto onirico. Partecipavo a una gara di pizza. Vinceva una tizia con dei vestiti bianchi e blu meravigliosi e una gonna che sembrava la coda di un pavone. La pizza era molto grande e bella. E l'esaminatore diceva: "questa pizza vincitrice è così bella che assomiglia a una decorazione di Natale!"

In effetti era vero. Questo esaminatore poi se ne andava dalla sala. E io pensavo tra me e me: la mia non l'ha vista! Così lui si avvicinava. Questa mia pizza era un po' così così a dire il vero. E alla fine diceva: "la sua pizza ha perso in partenza!"

Povera pizza! E la morale del sogno è: mi iscriverò a un corso di cucina.

lunedì 8 febbraio 2010

Mai raccontare i sogni/16.

L'ho fatto. Lo devo scrivere. Qualcuno deve sapere che l'ho fatto anch'io. Che non è leggenda. Che può succedere a tutti. Ed è successo finalmente anche me. Ne ho sempre sentito parlare, ma non mi era mai capitato. Il sogno classico del "tornare sui banchi di scuola". Dunque ero a scuola! Entro in classe, vedo sul banco il mio tema. La professoressa (mix esplosivo di tutte le professoresse della mia vita) lo guarda con irritazione e sdegno. Il foglio è tutto corretto in rosso. Completamente corretto. In rosso fuoco. Giro la pagina e vedo il voto: 6 - - (sei meno meno).

Come sei meno meno? Penso. Mi ero tanto impegnata. Ma forse non poi così tanto. Dannazione: se solo avessi guardato meno Beverly Hills 90210!

martedì 20 ottobre 2009

Mai raccontare i sogni/15.

Ho sognato che tornavamo a casa ma la porta era già aperta. Entravamo con circospezione ma non c'era nessuno di visibile. Eppure si avvertiva una presenza. Un essere cattivo che ci precedeva nelle stanze e scompariva al nostro arrivo. Era notte. Era buio. Era freddo. Dario Argento: salvaci tu!

sabato 10 ottobre 2009

Mai raccontare i sogni/14.

Ho sognato di ritrovarmi in una specie di tenda da circo a consultare una di quelle maghe che leggono la mano (...). Questa donna storceva un po' il naso poi diceva: certe cose non posso dirtele ma sarai felice nei prossimi mesi. E poi scarabocchiava su un biglettino, lo ripiegava e me lo sporgeva insieme a un lustrino nero. Sul biglietto c'era scritto: segretezza spirituale.

giovedì 13 agosto 2009

Mai raccontare i sogni/13.

Ho sognato una coda interminabile per un concerto di un cantante che non conoscevo, in piedi su una struttura bianca e fatiscente che si affacciava sul mare mosso. Mi passavano tutti davanti.

Buona giornata :(

martedì 28 luglio 2009

Mai raccontare i sogni.

Questa notte ho sognato di essere a Roma. Città che nella realtà purtroppo non ho mai ancora visitato. In questa Roma immaginaria saltavo a grandi balzi tra monumenti enormi, bianchi, sconvolgenti. Dietro di me, una coppia con un bambino nella culla. Il papà del bambino diceva:

- Non sa parlare.

E io:

- Non vi preoccupate, è ancora così piccolo.

venerdì 5 giugno 2009

Mai raccontare i sogni/12.

Questa notte ho sognato una coccinella. Ma non una coccinella qualsiasi. Una coccinella gigante. Camminava trulla trulla in un prato e aveva una forma un po' allungata, un incrocio tra una campanula gigante e una tartaruga gigante.

Poco dopo compariva di corsa un simpatico leoncino.

martedì 31 marzo 2009

Mai raccontare i sogni/10.

Ho sognato che i confini di un mare molto azzurro erano in realtà una città alta dal perimetro rotondo. L'orizzonte così era uno skyline argentato e scintillante di piccole finestre a quadri. Poi di fronte a questo paesaggio enorme apparivano quattro-cinque blocchi di colore denso, come pezzi di lego grandi e lisci come grattacieli. Uno rosso e uno blu, uno giallo e uno verde. E io guardavo queste cose, indossavo una specie di cappotto di plastica, spostavo i sassolini della spiaggia con la punta dei piedi e dicevo: "non sono poi così saggia come sembro".

mercoledì 25 marzo 2009

Mai raccontare i sogni/9.

Più che un sogno è stata una devastante sensazione che se ci penso mi batte il cuore ancora adesso che sono sveglia. Mi ero appena addormentata ieri notte quando ho sentito dei passi netti e decisi aggirarsi per la casa. Sentivo il rumore e vedevo nella mente le gambe di una persona sconosciuta e aggressiva che cercava nelle stanze. Indossava degli stivali neri di gomma, poteva essere un soldato nazista a giudicare dalla camminata. Nel sogno, che è durato poco più di un secondo, forse due, non avevo scampo perché questi passi entravano poi inequivocabilmente anche nella camera dove c'ero io. Mi sono svegliata di scatto poco prima che si avvicinasse al letto. Ammazza che paura.

sabato 21 febbraio 2009

Mai raccontare i sogni/8.

Questa notte ho sognato che mia mamma era cieca. E tutti mi capivano. Invece, nella realtà, mia mamma è afasica, ed è molto più difficile spiegare cos'è. Le persone afasiche vedono benissimo ma non riescono più a parlare e a capire le parole come prima. Ma non sono sorde e non sono mute. Tanto è complicata da capire l'afasia, tanto è diffusa.

http://it.wikipedia.org/wiki/Afasia

martedì 2 dicembre 2008

Mai raccontare i sogni/6.

Soffrendo di aracnofobia, sogno spesso ragni di ogni tipo. La maggior parte delle volte sono grandi. Questa notte ne vedevo prima uno a raggio, avrà avuto più di venti zampe. Poi due più simili tra loro e vicini, neri con circa quattro cinque zampe. Grossi come conigli, appesi a una parete di una casa di campagna. Mi coprivo la faccia con le mani e mi veniva da piangere e fuggire.

mercoledì 19 novembre 2008

Mai raccontare i sogni/5.

Ho sognato un bambino piccolo con gli occhi celesti che mi guardava negli occhi sorridendo come se sapesse qualcosa che io invece non so. Inutile dire che al risveglio ero dispiaciuta di non potergli chiedere spiegazioni o aspettare che crescesse per saperne di più sulle verità ultime di questa umile vita.

domenica 16 novembre 2008

Mai raccontare i sogni/4.

Sono preoccupata. Molto spesso la notte da tanti anni sogno qualcosa di luminoso e profumato che non so spiegare al risveglio. Nel sogno mi avvicino fino a vedere questa cosa che non so cos'è. Ma so che è una cosa molto interessante. Ci arrivo a un centimetro, ma qualcuno ogni volta mi chiama già nel sonno o succede sempre qualche imprevisto che mi allontana da questa scoperta, questa incredibile rivelazione. Nel sogno capisco che quella cosa è straordinariamente importante e bella e decisiva per la mia vita. Ma non la vedo mai, proprio mai. Ma che cavolo sarà? So solo che quando sogno in quel modo poi ci metto sempre un po' a capire dove mi trovo, che giorno è, che ore sono. Così rimango accartocciata nel letto immobile ad aspettare il ritorno della lucidità.