
Quest'anno per la Letteratura vince Mario Vargas Llosa. Un nome che mi ha sempre impressionata.
Di lui avevo letto anni fa solo La casa verde. Iniziato e poi abbandonato. L'ho ritrovato oggi sotto gli strati impolverati della memoria. Lo ricomincio da capo perché non ricordavo quasi più niente. Quello che avevo registrato erano solo le immagini vive e precisissime - ad esempio all'inizio quando il Rubio e il Chiquito "risparmiano" una gallina (sic.) - e il linguaggio. Frammentato, parlato, ritmico come un respiro umano prima ancora che un'opera dell'ingegno. Come quasi ogni anno, resto sempre affascinata dal Premio Nobel. Mi piacciono queste cose: i premi, le vette, le esplosioni di attenzione sugli scrittori e i loro temi.