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mercoledì 5 ottobre 2016

Taccuino di caffè


Si prospetta un week end molto intenso dal punto di vista libresco e letterario per cui vi voglio dare alcuni appuntamenti speciali, e dire una cosa sulla puntata di oggi di Tazza Grande. Pronti? Via!

1) Il richiamo della foresta Questa mattina in radio ho raccontato, come succede da un mesetto a questa parte, di un libro e di un suo autore. Oggi è stata la volta di Jack London e de Il richiamo della foresta. Una storia che racconta di come un cane - Buck - messo alle strette dalle circostanze difficili (in alcuni casi vere atrocità) della vita perde il suo senso civile, addomesticato e la sua morale per seguire infine, volente e nolente, la propria natura selvatica. La quale comprende sì libertà, ma anche violenza e sopraffazione. Ebbene, amici. Dico la mia: questo libro, acclamato ai tempi in cui uscì (1903 in USA) per le sue valenze assai darwiniane, con il suo milione di copie vendute, potrebbe benissimo tornare a essere il manifesto di una generazione, la nostra, di un'epoca, la nostra, in cui, persa la stabilità, scombinati gli equilibri e i punti di riferimento sociali di base, siamo sì lupi solitari e liberi ma diventiamo anche cattivi. (A nostra parziale consolazione aggiungo che, dopo questo libro stupendo, in cui un cane, a causa della miseria umana, ritrova la propria natura selvaggia e diventa lupo, London ha scritto Zanna Bianca dove accade esattamente il contrario ovvero un lupo diventa cane per amore dell'uomo). Read more...

2) Buon compleanno Circolo dei Lettori Beh questa è una gran notizia per la città di Torino ma anche per tutti quelli che sono passati da queste parti: se lo avete visto anche solo una volta, non potete dimenticarlo, il Circolo dei Lettori. C'è da aggiungere che il Circolo compie dieci anni. Ricordo benissimo quando è nato: si respirava un'aria fresca di cambiamenti e novità. In dieci anni sono successe tante cose e il Circolo ha mantenuto le sue promesse: è proprio tempo di celebrare e raccogliere buoni frutti. Sabato 8 alle 15 ci sarò anche io per l'evento che si chiama Il profumo del caffè e se ne potranno bere e ascoltare di cose buone, tante che spero accorrerete numerosi a festeggiare insieme! Read more...

3)  Buon compleanno Portici di Carta Si dà il caso che anche questo straordinario evento torinese compia gli anni, anche per Portici di Carta ci sono dieci candeline da soffiare. Quell'anno è stato evidentemente molto importante per Torino e le conseguenze (in questo caso belle) danno segni positivi  ancora adesso. Senz'altro farò una passeggiata, perché è veramente imperdibile, e poi potete trovarmi dalle parti della luna nel senso della Luna's Torta... Presto i dettagli!  Read more...

domenica 2 novembre 2014

Lettura totale di 1984 di Orwell.

#rubaradio - Radio Banda Larga

1984 - George Orwell -Halloween.

Le firme di tutti i partecipanti...
Il giorno in cui non sarà più necessario lottare sarà bellissimo, ma per il momento è come se la vita fosse un po' tutta un susseguirsi di simpatiche sfide da affrontare. Non sempre è un male, come questa volta che voglio raccontarvi.  

Radio Banda Larga è una web radio itinerante che è nata qualche anno fa a Torino ma trasmette da diverse parti d'Italia. Condivido i valori di questa radio, ci ho collaborato e ci collaborerò ancora! Una radio che si sposta spesso, non ha uno studio fisso e fa affidamento su poche ma fondamentali attrezzature tecniche.

Il 27 ottobre queste attrezzature sono state rubate e da poco dopo è cominciata una maratona di dirette no-stop. Un progetto di crowdfunding che ha permesso fino a ora di raccogliere più di 1000 euro. Ma sono ancora pochi, considerato che il furto è consistito in un ammontare di più di 3000... Così, le dirette proseguiranno fino al raggiungimento della cifra. 

Per chi volesse donare, questo è il link con tutte le informazioni. 

Quanto a me, ho trascorso la mia nottata di Halloween "in diretta" proprio da Via Baltea 3 (che è un centro multifunzionale qui di Torino) alle prese con una maratona di lettura integrale di 1984 di Orwell. Devo dire che è stata un'esperienza emozionante. Una decina di persone circa (me compresa) si sono susseguite ai microfoni della radio per leggere tutti, proprio tutti i capitoli del romanzo. 

1984 è un libro importante: leggerlo e ascoltarlo in radio, a colpi di caffè e biscotti a forma di zucca e fantasmi, mi ha fatto pensare a una cosa. Anzi due. Una è quella famosa frase di John Lennon che dice: Life is what happens when you are busy making other plans. Cioè tu sei lì che fai e disfi, poi arriva il ladro e ti porta via le cose. Quindi sei di fronte a un bivio. Deprimerti o cominciare una maratona. Inutile dire che il divertimento (o forse il senso) è nel correre.

L'altra cose è che le energie in Italia ci sono, e questo è un esempio. L'occasione è stata casuale, un furto banale. Ma pensavo a quante idee si possono tirare fuori ancora per costruire e non solo riparare. I giovani di valore (l'età media della radio è bassina...) quindi esistono. Sono lì a sbattersi, a cercare fondi per fare e diffondere cultura. Ma per portare avanti anche un modo di stare al mondo. Senza tanti fronzoli, basso tasso di narcisismo, voglia sincera di stare bene in questo mondo.

lunedì 16 settembre 2013

La Trattoria Delle Parole (e Charlot...)!




Tra poche ore, alle 13, siete tutti invitati a pranzo alla Vetreria di Torino, perché comincia un nuovissimo programma radiofonico su Radio Banda Larga.

Siamo in tre: Fabio Mendo Mendolicchio, che è un noto e prestigioso chef, nonché editore di Miraggi, nonché dj, Sparajurij che dismette le vesti di serissimo intellettuale per trasformarsi in serissimo agente matrimoniale letterario (sic.) e ci sono io che racconterò dei fatti miei, ma soprattutto, al momento del caffè, vi dirò del libro che sto leggendo. 

Che al momento è quello qui sotto, un capolavoro.

Sì, perché alla Trattoria Delle Parole si mangia veramente. Cioè noi mangiamo, sentirete le forchette, i bicchieri e i coltelli e il pane che si spezza. 

Una trasmissione nutriente da ogni punto di vista, dunque.

Quindi se passate da quelle parti: occhio che come minimo sarete coinvolti in brindisi, scherzetti, frizzi e lazzi di ogni sorta.

Per tutti gli altri, potete ascoltarci, live, qui!

(E per chi non può alle 13, replica alle 23 di oggi...).

Baci & abbracci con tanto affetto!

E buona settimana.

Ah, oggi avremo già il primo ospite speciale in diretta... stay tuned!

martedì 12 febbraio 2013

Lettera 22, Felicità, radio, libri.




Felicità.

Talmente presto che fuori è quasi ancora buio.
Sto alla finestra con il caffè
E le solite cose della mattina presto
Che passano per pensieri.

A un tratto vedo il ragazzo e il suo amico
Venire su per la strada
Per consegnare il giornale.

Portano il berretto e il maglione
E uno la borsa a tracolla.

Sono così felici
Che non dicono niente, questi ragazzi.
Mi sa che se potessero, si prenderebbero sottobraccio.
Il mattino è appena sorto
E stanno facendo questa cosa insieme.
Avanzano lentamente.
Il mattino si fa più luminoso,
anche se la luna pende ancora pallida sul mare.

Una tale bellezza che per un attimo
La morte e l'ambizione perfino l'amore
Non riescono a intaccarla.
Felicità. Arriva
Inaspettata. E va al di là, davvero,
di qualsiasi chiacchiera mattutina sull'argomento.

Raymond Carver


Ieri sera ero qui, in questa bella radio torinese. Alla trasmissione Lettera 22. La conduttrice si chiama Claretta Caroppo ed è bravissima, oltre che molto giovane. 

Devo dire che è stata un'emozione proprio meravigliosa. 

C'era un'attrice fantastica, Alba Porto, che ha letto un racconto di Carver, Sogni, stupendo e la sua poesia che trovate qua su. E poi: un mio raccontino sul caffè! E abbiamo riso quando Claretta ha detto: abbiamo letto testi di Carver e di Noemi Cuffia. 

Questo lo farò sentire ai miei nipotini in loop quando la vita sembrerà loro troppo triste o faticosa. Ricordate che poi nel mezzo accadono anche cose belle.


Sì è parlato di caffè, in tutte le sue forme, come ad esempio il caffè sospeso. 

E di maggio, di LiberAria, di romanzi e di scrittura.

Claretta ha scelto una playlist molto bella, sognante e con molta caffeina. E abbiamo parlato di questo blog. Mi ha fatto notare che è pieno di foto di albe, fin dall'inizio. Non ci avevo fatto caso, mi piace molto questa cosa. Mi sono commossa perché esistono persone come Claretta. Davvero, ci tengo a dirlo, giovani e pieni di energia e competenze. Tutte le volte che parlo con persone un po' più giovani di me, la prima cosa che mi viene da dire è: non ascoltare quelli che ti smontano.

Ieri sera ho visto questa radio bellissima. I ragazzi erano tutti ultra esperti, e sereni. Studiano, lavorano, hanno idee. Questa gioventù è liquida, ce la fa, come mi ha fatto notare il gentile accompagnatore trentenne che era lì con me. 

Mi piacciono un sacco.

Vabè, non che io sia già una vegliarda eh. Però ieri mi sono accorta che questo blog esiste da un bel po' di anni, e c'è sempre qualcuno nuovo che lo legge con un tale affetto da colpirmi completamente dritto al cuore. 

Quindi questo post è per ringraziare Claretta, per farle in bocca al lupo, sperando di rivederci ancora presto.




mercoledì 16 gennaio 2013

A questa sera!





Allora questa sera alle 19 mi trovate davvero al Circolo dei lettori per Parola di blogger#1! Ci sarà un aperitivo al Barney's bar (10 euro) e converserò amabilmente con la giornalista Elena Masuelli che ringrazio. 

E questi sono i fatti!

(Ringrazio anche le radio con cui ho chiacchierato tra ieri e oggi: Prima Radio Piemonte, Radio Gold e naturalmente Radio Flash! E poi la giornalista dal nome più significativo per me che si possa immaginare, Noemi Penna, che ha scritto oggi queste righe bellissime sulla Stampa).

Dunque, e questi, dicevamo, sono i fatti.

Poi se dovessi dirvi come mi sento realmente non finiremmo mai più. 

Per riassumere. Ho paura e sono contenta, insieme, contemporaneamente. Non so se merito queste cose belle, né so come andrà questa sera. Però vi aspetto e abbraccio virtualmente chi legge queste parole. 

(Andrò a dire di scrittura ma adesso, di parole, non me ne resta neanche una. Un silenzioso grazie).

Con tanto affetto.


Ciao.


sabato 12 gennaio 2013

Ieri sera, Circolo dei lettori, Murakami, altre amenità.


Ieri sera, al Circolo dei lettori, quella sono davvero io, con Luca Gallo, per presentare il suo Prossima fermata Trambusto.


Che emozione ieri sera. Non la so spiegare con precisione. A novembre vi raccontavo, qui, della presentazione del romanzo di Daria Bignardi con Massimo Gramellini, e del forte impatto che ha avuto il Circolo dei lettori sulla mia suggestionabile mente, ed eccomi lì seduta ieri sera, al posto di Gramellini: infatti è la prima cosa che ho detto: l'ultima volta che sono stata qui, su questa sedia c'era G r a m e l l i n i!

Che impressione. Speriamo che porti fortuna! 

Ringrazio Luca Gallo per questa bella opportunità di riparlare per la novecentoventesima volta del suo libro (hehe, l'ho presentato, contavamo ieri, almeno cinque/sei volte in diverse occasioni: sì, lo so a memoria!). 

E vi ricordo che, se invece avete piacere di chiacchierare con me, proprio sull'esperienza di Tazzina-di-caffè e il bookblogging, mercoledì 16 si inaugura Parola di blogger sempre al Circolo, come vi raccontavo due post fa, e potremo prenderci un aperitivo insieme. W gli #apeblog.

(Preannuncio che ci saranno presto anche altre occasioni per raccontarvi di blogwriting e libri e caffè in giro per l'Italia, ad esempio ad aprile sarò a Monza a un bel convegno dove avrò ben 30 minuti per parlarvi a ruota libera di tutto ciò, ma vi riaggiorno con le info in tempo utile, specie se siete di quelle parti!).

E insomma insomma. Che dire?

Ad esempio che oggi è un giorno importante per i fan di Murakami Haruki, e immagino anche per lui stesso e i suoi cari: perché è il suo sessantaquattresimo compleanno! Per un beatlesiano come lui poi è una data significativa - metto qui giù il video per chiarirne il motivo. 

Allora succederà che parleremo un po' di lui oggi dalle 17.30 alle 19.30 (e di tante altre cose) a Flash Papers su Radio Flash 97.6. 

In particolare, 1Q84 è stato il primo libro di cui ho raccontato in trasmissione, ormai un anno fa: ero tesa come non so che cosa, mi batteva il cuore a velocità preoccupanti, giuro che temevo che i battiti si sentissero al microfono - ma ormai forse un po' mi conoscete, sono completamente folle su certe cose. 

Comunque spero che sarà una bella cosa ritrovarsi dopo un anno e fargli gli auguri via radio. 

Chissà se ci ascolta. 

Ovviamente non ci ascolta; ma se fossimo in uno dei suoi romanzi, ci ascolterebbe.  

Ci ausculterebbe, forse. In un certo misterioso senso. Percepirebbe magari i nostri pensieri e i nostri respiri. Sarebbe una specie di giapponesissima magia. 

E naturalmente, io credo a questo tipo di incantesimi. 

Quindi, se volete, ci sentiamo più tardi nel pomeriggio.

Intanto grazie! Buon we. A presto.

domenica 4 novembre 2012

Il pranzo di Babette di Karen Blixen.


Karen Blixen, Capricci del destino, Feltrinelli. 

Ieri a Flash Papers su Radio Flash 97.6 il libro della puntata era questo. Un libro che mi sta molto a cuore. Un libro che contiene un racconto che amo tanto. Un racconto che il cuore lo schiude, lo rapisce, lo rigenera, lo istruisce, lo alleggerisce, lo solletica.

Norvegia. Fine Ottocento. Un fiordo, un braccio di mare e un villaggio sperduto, ma ben organizzato con le sue regole, le sue abitudini, le sue intransigenze. Nella cittadina di Berlevaag. 

La neve e la luce bianca scandiscono le giornate della casina gialla dove vivono le splendide, generose signorine Martina e Filippa - così chiamate in onore di Martin Lutero e del suo amico Filippo Melantone. 

"Il loro padre era stato decano e profeta, fondatore di una setta o di un pio partito ecclesiastico noto e riverito in tutta la nazione norvegese".

Le due ragazze sono bellissime, chiare, luminose e delicate come la neve. Devote e spirituali come il ghiaccio e la rinuncia. E di rinuncia si tratta quando si parla di due uomini, gli unici a transitare invano dalle loro vite solitarie, e di quella strana cosa impronunciabile e illusoria (e inutile, per carità!) chiamata amore. Uno è lo strepitoso Achille Papin - personaggio che vale da solo la lettura (e non vi ho ancora detto di Babette). Il grande cantante di Parigi che si era esibito per una settimana al Teatro Reale dell'Opera di Stoccolma, "trascinando come ovunque il pubblico all'entusiasmo". Per tornare in Francia aveva deciso di passare dalla Norvegia e lì l'incontro struggente e fatale con Filippa. Dopo averla sentita cantare in chiesa, vuole essere il suo maestro. "Ecco una primadonna dell'Opera che stenderebbe Parigi!". Il suo prudente pensiero al riguardo. 

Ed effettivamente nel mezzo di una lezione sul Don Giovanni di Mozart, proprio durante il duetto della seduzione, Achille è estasiato, e bacia Filippa. La quale ne resta colpita. Molto più che colpita. Così molto più che colpita da rinunciare, come si conviene, così su due piedi a quelle pericolose lezioni. Scelta che il padre accoglie con abnegazione: "E le vie del Signore solcano fiumi, figliola mia".

E a dire il vero questi fiumi trovano poi il modo di sfociare in qualcosa di senso compiuto, tanto che molti anni dopo, proprio un rassegnato e malinconico Papin sarà l'emissario di una lettera di accompagnamento per presentare e chiedere dimora alle sorelle per conto della povera, disperata, fuggiasca (dalla Comune di Parigi) Madame Babette Hersant. Uno dei personaggi credo più belli che la narrativa abbia tirato fuori dal cilindro. Che da quel momento prenderà sevizio con onore nella casina gialla, specializzandosi in insipide zuppe di birra e pane. 

L'altro innamorato, il pretendente di Martina è invece un giovanotto bello e silenzioso. Il cui amore dovrà essere soffocato, con un certo dolore, dal forzato diniego della ragazza. Un ufficiale che, una volta divenuto generale (il generale Loewenhielm), avrà un ruolo decisivo durante il famoso pranzo che dà il nome al racconto. Sarà l'unico a poter capire il pregio delle pietanze importate da Parigi, Champagne, brodo di tartaruga. E a poter pronunciare a parole qualcosa che tutti gli altri si costringono, per dovere morale, a tacere. 

Il pranzo di Babette: è il punto di svolta della storia. Una sontuosa preparazione che, in modo del tutto inaspettato, la ubbidiente cameriera (ma il cui passato rivela talenti e competenze straordinari) decide di allestire utilizzando una vincita strabiliante alla lotteria. Diecimila franchi, una somma mai neanche sentita nominare dalle due modeste sorelle.

Con questa somma Babette sceglie, anziché tornarsene a casa dove tanto nessuno più l'aspetta, di preparare un pranzo commemorativo per il centenario del defunto decano. E di invitare tutto il villaggio (compreso il generale L.).

Il pranzo non ve lo descrivo. Perché è da leggere. Nessuna parola in più o in meno gli renderebbe giustizia.

Ma in questo pranzo, dopo anni, c'è una resa dei conti. C'è un disvelamento segreto. E c'è finalmente quel mare aperto, felice, grande, accogliente in cui sfociano tutti i fiumi così abilmente spennellati e delineati da questa geniale scrittrice di nome Karen Blixen.

Leggete Karen Blixen!! Chi già non ne fosse innamorato. Questa scrittrice, famosa per La mia Africa (storia autobiografica in cui racconta come abbia tentato, insieme al cugino marito e nobiluomo Bror von Blixen-Finecke, di dedicarsi a varie piantagioni di caffè vicino a Nairobi nei primi del Novecento. Già solo per questa valente eccentricità, come non amarla?) sorprende molto per un suo carattere inconfondibile.

Ma poi la sua scrittura: spensierata, ma decisa. Lucidissima, brillante, ironica e saggia. Capace di scrutare nelle emozioni con gusto, capace di distillare gli snodi umani più profondi con la leggerezza dell'ironia a viso aperto e di un divertimento che si sente bene mentre si legge e al quale non si può rinunciare. Lei, nelle sue controversie di vita, si vede che si sarà molto divertita a scrivere queste storie, era la sua vita, come è divertente e vitale oggi leggerla, con gratitudine, con passione, con curiosità. 

Ah. E proprio in questo racconto che si trova il dialogo secondo me tra i più avvincenti della storia della letteratura mondiale. Quello che ricordo come il più lontano nella mia memoria. 

A parlare sono l'ufficiale e Martina, dopo il pranzo di Babette. 

"Ho trascorso con voi ogni giorno della mia vita. Sapete, non è vero, che è stato così?"
"Sì," disse Martina, "so che è stato così."
"E," proseguì, "starò con voi ogni giorno che m'è lasciato di vivere. Ogni sera mi siederò, se non nella carne, che non significa nulla, nello spirito, che è tutto, per pranzare con voi, come stasera. Perché stasera, cara sorella, ho imparato che in questo mondo qualsiasi cosa è possibile."

Con queste parole si lasciarono.