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mercoledì 17 settembre 2014

Novità che piacerebbero a Calvino.




Quando nasce qualcuno o qualcosa di nuovo è bello dare il benvenuto alla creatura che si affaccia sulla terra! Anche quando si tratta di qualcosa di impalpabile e digitale come un tumblr! 

(La piattaforma perfetta per chi ha la "r" arrottata e per chi, come me, ha già alcuni blog, di cui uno di libri, uno di racconti e l'altro lo voleva fare sulle proprie avventure mobili e non trovava la via giusta, considerato che c'è anche Pinterest, ma questa è un'altra cyber-storia).

Comunque ho pensato di cominciare il mio settembre con due cose. Una è questa canzone che amo molto nelle orecchie e l'altra è questo tumblr. Ci pensavo da tempo, ma l'idea è nata in un istante.

Pensavo a tutte le storie che ho letto di Italo Calvino, e la mia convinzione che lui sarebbe stato un blogger sobrio e resistente, e ho capito che il mio tumblr avrebbe riguardato lui e il suo modo di guardare le cose.

Mi piace pensare che tutti i progetti che prendono forma da ogni persona assomiglino a delle galassie, ognuno ha la sua (e sceglie la quantità e la qualità) e se ne prende cura a seconda di come può e riesce.

E tutti gli atomi nuovi che tenevo nascosti li lanciai nello spazio. Dapprima sembrarono disperdersi, poi s'addensarono come in una nuvola leggera, e la nuvola s'ingrandì, s'ingrandì, e al suo interno si formarono delle condensazioni incandescenti, e ruotavano, ruotavano e a un certo punto diventarono una spirale di costellazioni mai viste che si librava aprendosi a zampillo e fuggiva e fuggiva e io la tenevo per la coda correndo. Ma ormai non ero più io che facevo volare la galassia, era la galassia che faceva volare me, appeso alla sua coda; ossia, non c'era più alto né basso ma solo spazio che si dilatava e la galassia in mezzo che si dilatava pure lei, e io appeso lì che facevo smorfie in direzione di Pfwfp distante già miglia di anni luce. (Le Cosmicomiche, Italo Calvino).

E quindi, che bella questa cosa delle galassie che fanno volare. A chi dunque ama il volo, ma anche per tutti gli altri, vi presento questo giovane tumbrl che si chiama ---- tumblrrr di tamburi -----  


(Perché il mondo si divide in due: le cose che non contano e quelle che piacerebbero a Calvino!).

Qui, ma anche lì e su @tazzinadi racconterà da domani allora la mia permanenza a Pordenonelegge: gli incontri e appuntamenti sono tantissimi! Buona lettura!!

questa sono io con le Cosmicomiche!



martedì 25 marzo 2014

Dell'avere un sogno.

Qual è il tuo sogno? Una domanda difficile. Pensavo al mio, che forse a doverne dire proprio uno è quello di raccontare, attraverso le parole scritte, qualche cosa, qualche storia. Ah, e nel mentre guadagnarmi da vivere dignitosamente. Leggevo ad esempio questo post qui poco fa, di Marco Belpoliti, e mi ci ritrovo. Anche avere un blog è fare storytelling. Una maniera rischiosa (narcisismo) forse, ma anche libera e affascinante, diretta e, all'incirca, sincera. W i blog. Dunque. Tanto più se, come nel mio caso, ti consentono di vivere  poi eseperienze come quella che sto per raccontare. E soprattutto di andare qualche volta alla Scuola Holden e incontrarci persone interessanti. Talvolta anche molto interessanti, come nel caso di venerdì sorso.

A dire il vero, c'è chi di sogni ne aveva forse di più ambiziosi del mio, posto che tutti i sogni di tutte le persone meritino rispetto. Qualcuno come ad esempio uhm... fammi pensare... ah sì: Martin Luther King. Per dire. Che ha ispirato questo progetto qui, #wehaveadream, di Telecom Italia, in collaborazione con la Holden, e insomma per farla breve venerdì sono andata ad ascoltare la giornata di premiazione, perché, alla fine di tutto, si trattava di un concorso letterario. Un po' particolare, neh. Ma tant'è. W i concorsi letterari!

C'è da dire un fatto. Che era presente ELASTI. Nonsolomamma. Mi ha detto delle cose belle. Su qualcuna ci sto riflettendo molto. Altre ne ha dette in pubblico, durante il suo breve (ma intenso come si suol dire) intervento. Che ci faceva lì? Oltre a regalare a me personalmente momenti indimenticabili? :) Elesti in verità, che Dio la benedica, era tra gli autori che avevano partecipato all'iniziativa con un tweet.

Ma partiamo dall'inizio: ecco i valenti vincitori del suddetto concorso letterario. Loro praticamente hanno sviluppato un racconto a partire dal tweet di avvio, come un vero "la" musicale, lanciato dagli autori coinvolti (oltre a ELASTI c'era tipo Gad Lerner. C'era anche postmodernamente il giovane Guglielmo Scilla, per dire una). I tweet degli autori erano a loro volta basati su parole-chiave corrispondenti, per così dire, a un "valore". Mi spiego: la parola di Elasti era #Rettitudine. Le ho chiesto se avesse notato la buffa coincidenza. Il suo tweet era questo: #Rettitudine è come un angolo in cui stai seduto comodo e non ti viene mai, proprio mai, il mal di schiena. La cosa buffa secondo me era che a una persona che è "elastica" per (auto) definizione - e direi che se sei una mamma come lei di tre figli maschi O.o, e lavoratrice, e blogger non puoi che essere moooooooooooooolto elasticizzata - sia stata affidata una parola così apparentemente "rigida". Quando gliel'ho fatto notare ha riso divertita. Ma durante il suo intervento ho capito che l'eleasticità ha un senso solo all'interno di regole ben precise. Ha detto infatti cose verissime e profonde sulla scrittura. Sul fatto di aver capito a sue spese, a furia di inciampi, quanto scrivere (libri, blog etc.) sia un gesto di grande responsabilità. Mai sottovalutarlo. Scrivere è un atto di responsabilità verso se stessi e il mondo, e verso le persone più giovani, che di questo mondo sanno di meno. Ma, e questo lo vorrei aggiungere io, anche verso le più grandi, che possono ancora imparare qualcosa. Insomma, verso tutti! L'altra cosa che le ho chiesto, e qui, se non lo aveva già fatto, mi ha conquistata in via definitiva: quale altra parola avrebbe scelto, se avesse potuto, per dare quel "la" ai partecipanti al concorso? La parola è #Leggerezza. Che Calvino sia con noi. L'ho sempre pensato (e scritto pure da qualche parte qui sul blog arghhh che Calvino sarebbe stato un blogger eccezionale...!).

Quindi ci hanno proiettato un video del progetto.

Baricco-guardiano-del-faro che scruta attonito il mondo del web.

Ma come se non bastasse, a seguire c'è stata una bellissima, ma lo dico davvero, bellissima lezione di Marina Petrillo aka @alaskaRP. Tema della lezione: twitter. Per me è stato non dico utile, ma visto che siamo in tema di superlativi, utilissimo! Sia da un punto di vista tecnico, che emotivo. Per un resoconto fedele vi rimando all'hashtag #wehaveadream. Ma, per una considerazione mia personale, posso dire che tra le moltissime riflessioni, un concetto mi ha colpita su tutti, che poi è un riassunto: "i più grandi tweep del mondo sono quelli per cui è una questione di vita o di morte". Niente di più niente di meno. Cioè: sono scrittori veri. Semplicemente usano uno strumento nuovo. Alcune cose mi hanno anche commossa. L'elenco adesempio di tutte le cose che un tweet è: non solo un annuncio, ma anche un verso, ad esempio. A me piace fare gli haiku, e ho pensato al senso di tutto questo. Al fatto che, come spiegava Alaska, lavorare sui SN è un fatto pubblico. Con tutto ciò che questo comporta. La responsabilità, di cui diceva Elasti, la generosità anche, la riservatezza, la pertinenza, il rispetto.  E alcuni pensieri profondi sulla reputazione, e sulla privacy. Se penso al significato che twitter ha e ha avuto per la mia vita, considero l'opportunità di ascoltare una lezione @alaskaRP un bel sogno. Ah già, il sogno. #wehaveadream. Raccontare storie, o ascoltarle. Forse ascoltarle è ancora più difficile, ma divertente, ma vitale.

venerdì 20 maggio 2011

Salone del Libro e Twitter: that's amore.

Buongiorno. Una piccola premessa. Questo è un post a "blog unificati". Ci sono Librisulibri.it (@librisulibri) e Destinazione Cuore Stomaco e Cervello (ovvero @ArtNite, autore anche del romanzo Zagreb di cui vi raccontavo). Ed è un post che è nato dall'esperienza unica di questo Salone del Libro 2011 - relativa alla presenza di twitter e su twitter in quelle cinque molto divertenti giornate.

Perché? Bè, lo scoprirete leggendo. Ma vi dico che questa vuole essere una proposta, non una protesta urlata (semmai twittata e unconventional :P), ai nostri amici del Salone, perché qualcuno l'ho iniziato a conoscere e lo ringrazio molto del supporto, in particolare quelli di Invasioni Mediatiche, per loro natura sempre pronti a sperimentare.

Dopo averci riflettuto: siamo convinti che dalla collaborazione e dai dati di realtà possano nascere le cose migliori. Detto questo, ecco la nostra analisi-proposta-manifesto.

Prima però ringrazio l'autrice bravissima dell'immagine di questo post, Ilaria Urbinati, che è un'illustratrice eccezionale ed è @polid0ri su twitter e se non lo fate già consiglio di seguirla e di osservare il suo blog.

E dunque: che ne pensate?

Quest’anno il Salone del Libro è stato speciale. È stato il Salone del Libro di Twitter. Molti lo hanno notato, ma quali sono i numeri?

Un’analisi accurata è difficile, ma proviamo a fare una stima semi-quantitativa. Abbiamo utilizzato TweetReach per valutare gli ultimi 1500 tweets con hashtag “salonelibro“, analisi effettuata martedì 17 maggio.

I numeri sono decisamente interessanti.

Secondo TweetReach, i tweets con hashtag “salonelibro” hanno raggiunto più di 150.000 users, per un totale di 1,307,994 “impressions“. Alle “impressions” hanno contribuito 408 twitter-users. Nei primi dieci, figurano Einaudieditore, Artnite (che si piazza anche tra I primi cinque twitter-users in Italia il 15 maggio 2011), pandemia, Librimondadori, BolBookStore, tazzinadi, librisulibri, VodafoneIT, IlSaggiatoreED, Stefigno.

Cioè 3 case editrici, un negozio online, un’azienda di telefonia nazionale e ben 5 bloggers e/o twitter-users.

L’organizzazione del Salone del Libro con l’account twitter “lingottofiere” (creato circa un mese prima dell’evento) lo si ritrova più in basso, comunque tra i primi venti.

Un successo?

Per alcuni versi sì: questo Salone del Libro 2011 passerà alla storia come il primo salone con una presenza massiccia su twitter, su questo non c’è dubbio (#Salonelibro è stato trending topic italiano!).

Ma si poteva fare di meglio.

Si pensi, ad esempio, che al Salone del Libro non era disponibile una rete Wi-Fi libera. Si pensi al flop dei tweet-up, i tweet-raduni, eventi spesso lasciati “incustoditi”.

Noi crediamo che il Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli eventi culturali più importanti di Italia, non possa affidarsi al caso. Noi chiediamo che il Salone del Libro 2012 utilizzi a pieno la potenza dei “nuovi mezzi di comunicazione” e che prenda in considerazione la possibilità di collaborare con i blogger e i twitter-users che hanno maturato la loro esperienza sul campo, riconoscendone l’importanza mediatica.

Noi siamo: @ArtNite, @tazzinadi, @librisulibri, @polid0ri.

Negli ultimi giorni siamo stati contattati dall'organizzazione del Salone e da Invasioni Mediatiche, la sezione dedicata alla cultura contemporanea. Speriamo quindi che per il prossimo anno si riesca davvero a collaborare per un Salone 2012 (il 25°) davvero multimediale.