Sono un po' giù per una cosa molto internettiana ma anche molto, troppo umana e dunque mi sento di condividere con voi questa riflessione. Slegherei dunque oggi il mio taccuino dalle solite "tre notizie" che mi hanno colpita e mi lascio andare a pensieri in libertà.
Il caso è quello di Bebe Vio, campionessa paralimpica che è stata recentemente bersaglio di critiche feroci o anche solo stolte sul web per aver fatto dei selfie e per aver accettato di partecipare - con un bel vestito addosso donatole da un marchio di moda - a una cena con Obama e Renzi.
[Ci ho pensato un po' se linkarlo, ma eccovi l'orrendo storico di alcune delle cose che sono state dette su di lei pubblicamente in rete, qui.]
Dunque: in questo periodo sto riflettendo sull'enorme e forse già desueto equivoco che c'è sul "popolo della rete". Personalmente, mi sono spesso sentita svalutare per la mia attività in rete (con parole, dichiarazioni ma anche mezze frasi, occhiate etc. insomma tutto l'armanentario di cui siamo capaci per affossare gli altri), per essere una "blogger" che spesso è sinonimo di "ragazzina". Ho pensato più volte che si usi questo termine alla stregua di "velina" e si suppone che una "blogger" senta un senso di giocosa e frivola appartenenza a questo suo essere appunto una scanzonata "ragazzina". Ma se avete un'intelligenza media, come la mia, capite benissimo che la questione è un tantino più complessa.
Ho ricevuto anche io piccoli linciaggi nel passato per il fatto di ricevere libri dalle case editrici, per essermi entusiasmata in alcuni momenti etc. E ne ho sofferto. Quel che ho vissuto io è però poca cosa rispetto alle ingiurie vere scritte su questa ragazza, mi chiedo ad esempio lei come sta (se ha letto ciò che si scrive sulle sue scelte, sulla sua persona) ed ecco perché la faccenda mi tocca particolarmente.
Posto che la moda del selfie possa tradire qualche problemino narcisistico insito in molti di noi (esseri umani) e posto che Bebe abbia peccato di ingenuità nel mostrarsi ultra-felice per le cose belle che le stanno capitando, dovendo per forza di cose imparare che chi si espone si rende disponibile alle critiche; il linciaggio tuttavia ha a che fare con qualcosa di molto più patologico. Temo che il problema sia la violenza, in una delle sue tante declinazioni e infine la totale assenza di tenerezza, rispetto e amore per il prossimo.
Dai, allora, facciamo le due domande vere su questa storia: come si può rosicare per le cose che stanno succedendo a Bebe? Come si può sparare a zero su un'innocente?
Beh si può, si fa, si è sempre fatto ben prima di internet, ditemi, oh giovani, che non lo si rifarà ancora! E ancora: come salvarsi? Il rimedio di Calvino (ricavarsi uno spicchio di vita in ciò che inferno non è) ha ancora un senso?
Alert: la foto è solo rappresentativa della realtà. Nella realtà a Torino, da dove scrivo io, piove da ore, c'è freddo e non mi trovo su un assolato terrazzino bensì in una in una biblioteca civica e ho dimenticato l'ombrello a casa. Ma dico che è bellissimo stare in una biblioteca, c'è una variegata umanità, e lo consiglio a tutti. Per sapere come la vedo sul tema delle biblioteche, potete cercare il tag qui sul blog nella sezione "etichette" oppure leggere qui.
Beh le notizie del giorno nonché della settimana le sapete tutti (intendo quelle letterarie). Questo taccuino dunque potrebbe costituirsi semplicemente di tre nomi: Dario Fo,Bob DylaneNicola Lagioia.
Ma siccome queste cose appunto le conoscete già tutti, mi sono alternativamente impegnata a cercare tre altre notizie, meno conosciute, così da darvi qualche piccola utilità in più, dato che voi mi fate la gentilezza di passare da queste parti ed è giusto ricambiare in qualche modo:
1) It is a Man's Man's Man's world Guardate (perché c'è anche una bella immagine) questo articolo del New Yorker firmato da Rebecca Solnit! Si riferisce (il pezzo) a un libro in uscita il 19 ottobre per la University of California Press e che traccia una cartina geografica in cui i nomi dei luoghi sono quelli di donne significative. Siccome l'altro ieri era il giorno delle bambine, mi sembra un'ottima iniziativa.
2) Just Kids Un artista che apprezzo molto è Valerio Berruti. E a proposito di bambine, forse saprete che questo artista si dedica alla rappresentazione visiva dell'infanzia del nostro tempo, e lo fa bene, almeno secondo me, ma non sono la sola a pensarla così. Da una chiesetta sconsacrata nelle Langhe (dove vive con la sua famiglia) le sue sono arrivate anche al Duomo di Verona dove, fino al 15 novembre, si può visitare la mostra Paradise lost. L'ombra, l'innocenza e il sole nero e dove si può ammirare la monumentale opera scultorea composta da un girotondo di bambini con le braccia alzate. Detto tra parentesi: alla festa del Circolo dei Lettori, di cui raccontavo qualche post fa e dove sono stata ospite insieme a molti altri per celebrare il decennale, a raccontare dei suoi ricordi c'era anche Valerio Berruti e mi ha fatto piacere!
3) Carie Una rivista letteraria per quanto mi riguarda è un patrimonio dell'umanità. Dunque, in alto i calici perché ne è appena nata una che è proprio bella. Per i torinesi (o i forestieri di passaggio in queste terre brumose ma talvolta ospitali) vi dico che sabato sera alla libreria Pantaleon i redattori, autori e illustratori della suddetta rivista si paleseranno per festeggiare insieme la nuova nascita. In bocca al lupo! Read more...
Sul mio taccuino settimanale, oggi, annoto questo. Sono stata alla assemblea che si è tenuta nel pomeriggio al Circolo dei Lettori indetta per e dagli editori indipendenti che, alla luce delle ultime decisioni dell'AIE (Associazione Italiana Editori), hanno scelto di trovarsi tra loro e discutere.
All'ordine del giorno, un numero considerevole di punti stilati per sancire il proprio amichevole sostegno all'agonizzante (o supposto tale) Salone del Libro di Torino.
Fresca di poche ore è infatti la notizia che si terrà, un mese prima della kermesse sabauda, un Salone del Libro di Milano, in aprile, già sarcasticamente ribattezzato "Spa" del libro da taluni giornalisti.
(Tralascio la desolante tristezza nel leggere articoli su carta e stampa nazionale zeppi di refusi e marchiane inesattezze).
Comunque.
Sono stata ad ascoltare purtroppo per troppo poco tempo, un'oretta scarsa a fronte delle tre ore e mezza paventate di riunione. Ho potuto assistere all'introduzione di Gaspare Bona (Instar Libri e Blu Edizioni), all'intervento di una serie di editori indipendenti (Golem, Nutrimenti, Sui Generis tra gli altri) e un pezzetto dell'unica voce "contraria" o per meglio dire scettica - che infatti poi non ha aderito alla nascita dell'associazione Amici del Salone del Libro di Torino) di Giuseppe Laterza.
(Il quale, ironia della sorte, sembrava proporre proprio "la terza" via rispetto alle due "fazioni" contrapposte).
Insomma.
Lo dico con sincerità: invidio profondamente chi di voi abbia, sulla faccenda, le idee chiare. Invidio la sicumera dell'AIE, l'apparente romanticismo dei "piccoli" editori (ma siamo sicuri che alcuni non siano squaletti travestiti da pesci azzurri pure loro?) e invidio chi propone una via di mezzo (andare sia a Torino che a Milano poiché la cultura non ha confini etc.).
Beh, io non sono coinvolta in nessuna di queste categorie (vedi alla voce "blogger" o "giovani" autori in erba?) e al momento non lavoro per nessuna casa editrice sicché mi sento tranquilla e libera di non capirci niente o anzi di capire fin troppo bene che qui si naviga in acque burrascose e opache, dove viene il mal di mare) e tuttavia non saprei esprimere un'opinione tanto netta riguardo queste amare vicende.
Oggi pomeriggio, sì, tirava un vento di preoccupata novità: è sempre positivo assistere alla promessa di un cambiamento, ma non abbiamo studiato il Gattopardo a scuola invano. La paura infatti è proprio quella che alla fin fine i giochi siano giocati sempre alla stessa maniera, rischiando il vampirismo, considerato che ci tocca ricordare il vero motivo per il quale siamo a discutere. L'ho già scritto qui nel mio spazio personale la settimana scorsa, lo ribadisco. Il problema non sono solo i faccendieri milanesi, il problema è stata anche la "nostra" serietà o meglio la sua assenza ingiustificata. E i faccendieri di casa nostra.
La questione, nel profondo, cari Amici del Salone, cara AIE, caro tertium (non) datur continua a non essere fatta di temi o contenuti, promozione della lettura o paesi ospiti, varie o eventuali. L'unico vero concetto urgente figurava oggi solo nella parte finale di uno dei molti punti dell'ordine del giorno ovvero: trasparenza gestionale.
Oggi si respirava un'aria un po' carbonara, buffo addirittura che capitasse in un giorno simbolico come l'8 di settembre, e di fatto una questione davvero pratica s'è discussa, e riguardava la presenza dei piccoli editori all'incontro del 12 settembre a Roma, ma credetemi, a un occhio sia interno che esterno come può essere il mio la sensazione è stata di disordine, non meno grande della cinica intraprendenza messa in campo dai temibili "milanesi".
Per me la questione resta immutata: tocca diventare più seri sul serio. La faccio troppo facile vero? O forse fino a ora siamo stati troppo contorti? Continuo a latere a credere che un'immersione (anche solo andata-ritorno per carità) nel cosiddetto mondo reale, a noi dell'editoria, non farebbe male.
Per finire, credo proprio che tocchi maturare e smarcarsi dalle formule fatte, da rituali vuoti, dalle solite facce. Continuare a giocare i giochi di potere - a qualsiasi livello - ci farà a pezzi o peggio: ci farà rimanere tutti interi e uguali a noi stessi.
Scrivere, in queste ore così difficili per il nostro Paese, non è facile. Ieri ho cercato di rispettare un giorno di silenzio e ho preferito leggere le informazioni sul terremoto che ha colpito il centro Italia. Nel piccolissimo della mia vita, ho vissuto anche una settimana particolarmente impegnativa e le parole faticavano a fluire in modo ordinato.
Oggi ho puntato la sveglia un'ora prima, però, e ho deciso di mettermi al lavoro su un tema che mi è molto caro. La testa e il cuore sono a chi sta affrontando le difficoltà più grandi, ma qualche pensiero sul mio taccuino settimanale voglio dedicarlo a un tema leggero, eppure sentito da chi ama i libri e la lettura, come il Salone del Libro. Il #SalTo.
Ecco il frutto delle mie riflessioni.
Ho pensato a lungo al Salone del LIbro in questa estate di scandali e prospettate rivoluzioni per una delle istituzioni più amate non solo dai torinesi ma da molte persone di tutte le età e provenienze geografiche. Continuo a leggere numerosi commenti, altrettante proposte di ulteriori cambiamenti da apportare. Anche io stessa mi sono arrovellata per immaginare come o cosa fare, come contribuire.
Un piccolo flash back sulla mia storia. Il Salone del Libro, qualche anno fa, ha coinvolto e interpellato anche me. Era il periodo della cosiddetta "primavera digitale", un tempo non lontano in cui molte realtà - case editrici comprese - hanno cominciato a guardare al mondo del web e ai fantomatici blogger con un intresse notevole. Nei diversi convegni cui sono stata chiamata a dire la mia, però, ricordo d'aver sempre sottolineato - alla mia maniera che forse poteva risultare un po' naif - che questa dei "blogger", se mal gestita, poteva risultare una "bolla di sapone". Sentivo sulla mia pelle, infatti, aspettattive troppo grandi, irrealistiche.
La situazione è precipitata rapidamente poi in una dinamica da "sedotti e abbandonati" quando le suddette realtà hanno capito che non saremmo stati noi "del web" a sollevare fatturati in crisi, quando non agonizzanti. Così, ahimé in parte devo riconoscerlo, è stato anche per il Salone. E, inutile dirlo, la cosa non ha funzionato. O meglio: sono lieta di notare oggi quante e quanti blogger letterari abbiano - dopo di me - seguito un percorso simile al mio (non è che mi vanti di aver inventato chissà che, però riconoscetemi il primato di sicuro nell'abbinare libri e tazzine di caffè sui social network in un'epoca internettiana vettoriale (poi v'è sfuggita un po' la mano eh!) e riconoscetemi un modus operandi e scrivendi che sono contenta di ritrovare nelle penne più giovani del web), ma non c'è blogger che tenga quando si tratta di economia reale.
Come avete ben visto tutti (addetti ai lavori e non) il problema era alla base.
Quindi ecco il punto delle mie numerose meditazioni in proposito: potremo tutti discutere a lungo - secondo modalità più o meno raffinate o arzigogolate a seconda dei nostri livelli di cultura o narcisismo - ma il nocciolo è da un'altra parte.
Mi spiego meglio: possiamo parlare di contenuti. Possiamo parlare di digitale, di crossmedia, di estero, di vetuste regole o di futiristiche amenità, ma il male, cari dotti e dottori, è a monte.
Il fatturato del Salone può farlo il Papa, gli youtuber, Ligabue, Saviano, Totti, Baricco, i bambini delle scolaresche, le donnicciole o mio nonno: non è questo il nostro problema.
Certo, cogliere l'occasione per rinnovare tutto, dai contenuti ai soggetti coinvolti e addirittura agli spazi fisici, è una bellissima opportunità ed è giusto che molti attori del mondo culturale si scatenino con rinfrescato entusiasmo a riprogettare il Salone. Ma il tema non sono i contenuti. Il tema è la gestione. La dirigenza, l'organizzazione. Banale, direte voi. Eppure, andiamo più a fondo.
Cosa è successo davvero?
Il Salone andava bene. Da trent'anni! Come sottolineano "i professori" nel loro appello, recentemente pubblicato (che potete trovare qui). Il guaio, l'impeachment, è nato per altre ragioni, soprattutto per questioni legali.
Per farla breve, una cosa è mancata sul serio. Non i contenuti, non i temi, non le capacità o le idee.
Purtroppo è mancata la serietà. La vecchia cara serietà.
Perdonatemi un flash back ancora più in là negli anni. Mi ricordo che quando scrivevo le mie prime cose, per riviste cartacee o testate on line, mi veniva rimproverato un eccesso di "serietà". (Sì, beh, nel mio caso poteva trattarsi anche di uno sconfinamento nella seriosità: ero una tardo-adolescente che si prendeva troppo sul serio, un topino da biblioteca). "Scrivi qualcosa di più accattivante", mi dicevano. E così, mi sono sbattuta a scrivere qualcosa di più accattivante. Solo adesso, dopo tanti anni, ho capito ahimé che dentro quell'accattivare c'era il concetto di imbonire, ingraziarsi. E soprattutto, era contenuta la cattiveria.
Questo succede quando si rinuncia alla serietà. Quando, per entrare nello specifico del Salone, secondo le notizie che ci sono giunte, si truccano gli appalti per favorire sempre le stesse ditte. Si accattivano le stesse persone. Accattivarsi le persone che contano. Le famose clientele e il familismo che, lo sapete meglio di me, infestano il Salone del Libro ai livelli di comando. Più che topini da biblioteca, lì si trattava di ratti di fogna, se mi passate la metafora.
Non sono le idee il problema, non sono le tematiche o l'approccio culturale (anche quello, ok, ma in maniera non-drastica). Il problema è la serietà.
Immagino di parlare a un bimbo piccolo e dirgli "non si fa".
Truccare le gare -------> non si fa.
Raccomandare ------> non si fa.
Contratti "usa e getta" (e ne ho sentiti parecchi) -------> non si fa.
Il problema è alla base. E pur tuttavia, non sono affatto convinta che, cambiando la dirigenza e lavorando sulla serietà, cambierebbero i contenuti. Resterebbe probabilmente tutto uguale, ma il bilancio forse smetterebbe di languire in modo così impietoso e si navigherebbe più serenamente verso il benedetto futuro di cui tutti parliamo ma di cui nessuno, in defininita, sa niente.
E bon. Ci vorrebbe qualcuno che si prendesse la briga - secondo me - di rieducare i gruppi di lavoro sul tema dell'etica (con buona pace della morale). E credo che ne abbiamo bisogno tutti, nessuno escluso.
Non potrò mai scordarmi cosa mi disse un professore universitario, Marziano Guglielminetti, che ora non c'è più, dopo avermi appioppato un 28 sulla letteratura barocca. Eravamo in tram e mi disse: "resti libera, non si irregimenti".
Insomma, ci tocca piantarla con tutti questi minuetti intellettualistici e guardare la triste realtà: il Salone, insieme alla serietà ha perso la libertà, per favorire questo e quell'altro, ha finito per irregimentarsi male, e infine per decadere.
In definitiva, la corsa al cambiamento è vana, ci lascerà senza ossigeno se prima non ritroviamo il valore - semplice e autentico - della serità lavorativa. Dei conti, della selezione del personale.
Il Salone, rispolverando questa bella canzone di Frankie Hi NRG, dunque potrebbe cominciare a dare qualcosa, anziché chiedere, chiedere. Sono curiosa di osservare gli sviluppi.
L'estate è stata lunga, lo sta ancora essendo. Ma nonostante la pausa estiva rigenerante che ho cercato di prendermi, ho notato comunque che la rete ha sfornato a getto continuo notizie editoriali (e non) di un certo rilievo. Come a ogni puntata a cadenza circa settimanale di questo taccuino che, tra alti e bassi, devo dire ha resistito alla prova del tempo, mi sono segnata le cose che più mi hanno colpita. La mini-rassegna delle news risulta tanto soggettiva quanto parziale, eppure al contempo mi auguro di regalare qualche spunto a chi passa da queste parti.
1) What if? #SalTo edition. Ero in vacanza e intanto sbirciavo il cellulare e leggevo le notizie relative al nostro beneamato Salone del Libro. Che ora dovrebbe in parte essersi traslato, se non erro, a Milano (virando in #SalMì) o per meglio dire a Rho (#SalRho). Il tutto per ragioni legal-ecomico-giudiziarie. Insomma, un pasticciaccio all'italiana (con noiose derive francofone vedi GL events). E a me sono venute delle fantasie. Allora: è successo all'Appendino qui a Torino, potrebbe succedere a Hillary Clinton oltreoceano, perché non a me? Così, in spiaggia, ho immaginato cosa succederebbe - per assurdo - se domani mattina mi svegliassi e il mondo - trasformatosi in un posto migliore - decidesse di affidare la dirigenza del Salone del Libro (di Torino?) a una "giovane" donna come la sottoscritta. Ebbene: cosa farei io? Intanto, mi occuperei seriamente dell'annosa questione del wi-fi, ma questa è un'altra storia. E poi, sì, ecco, farei farei farei meno eventi! Circa la metà. Chiamerei a lavorare un gruppo di persone in prevalenza più giovani di me affidando la comunicazione social ai bookblogger (o youtuber che dir si voglia) emergenti che quotidianamente leggo e che letteralmente amano il Salone e ne curano di fatto già in larga parte l'immagine da tempo e volontariamente. Quanto al resto, terrei tutto ciò che funziona - perché credo sotto sotto che squadra che vince non si cambia - ma abbattendo per quanto umanamente possibile clientele e familismo. Osserverei ben bene le buste paga di tutti, calmierando gli eccessi e aumentando di conseguenza gli stipendi troppo bassi. Dialogherei con le superpotenze internazionali e con le piccole realtà umili e local "trattando allo stesso modo questi due impostori". E infine conquisterei l'Universo con la mia inconfondibile intelligenza, no scherzo, lo farei con maggiori punti ristoro e panchine e macchinette del caffè, the o quello che più riscalda i cuori e fa carburare le menti durante le faticosa attraversate dei corridoi del Lingotto (?). Non largo ma larghissimo spazio ai bambini e alle scuole e, e, e? Cosa? Non era vero niente? Non sarò il direttore del #SalTo18? Peccato, ma lasciatemi sognare, almeno sul mio blog ;)
2) Corso di scrittura di Elena Varvello. Una bellissima scoperta di questi giorni è stato questo corsodi scrittura virtuale che il blog Ho un libro in testa ospita da qualche tempo. Mi piace lo stile di Elena Varvello, di cui mea culpa non ho ancora letto l'ultimo romanzo edito da Einaudi, ma rimedierò. Consigliatissimo agli aspiranti scrittori in ascolto ma anche a tutti gli altri. Read more...
3) A proposito di you tuber. Non so se è il caldo che impone di "faticare" meno nel leggere e più nel guardare e ascoltare, ma ultimamente sto guardando alcuni youtuber letterari con sincero interesse. Una è lei. Non so se ve l'avevo già consigliata, ma giova ripetere quanto l'argomento merita. Ariel Bisset è una giovanissima canadese che racconta le sue letture ma anche un po' della sua vita (in inglese). Interessante la sua recente scoperta della poesia. Read more...
Questo è il mio primo taccuino scritto in un una nuova casa. Nuovi profumi, nuovi sapori e nuove sensazioni stanno prendendo per me forma in un quartiere che amo particolarmente. Mi chiedo cosa cambi nella testa delle persone durante e dopo un trasloco, come cambi la percezione delle cose e della vita con il cambiare degli scenari sensoriali che ci si parano davanti quando si cambia casa.
Questo taccuino non c'entra nulla con tali elucubrazioni, ma volevo condividere con voi le mie riflessioni del momento, sapendo da fonti certe che mi leggete con affettto di post in post, quindi grazie per questa avventura che contina insieme da tanto tempo.
Bando ora ai salamelecchi. Ed ecco le notizione che ritengo interessanti della settimana del web e del fuori.
1) LegGo! Domani (giovedì) alle 12 a Torino si terrà una conferenza stampa presso il polo culturale Lombroso16 cui sono affezionata per diverse presentazioni che ho potuto fare di libri sia per me che di altri! Insomma, chi può, passi ad ascoltare che si dice del progetto LegGo! Grazie al bando Open della Compagnia di San Paolo apriranno nuovi punti di prestito in punti delicati e perticolari della città.
2) La cinquina. Sono stati resi noti oggi i cinque finalisti del Premio Strega 2016. Notizia importante per il mondo della cultura, che lo si voglia o no! A me incuriosisce particolarmente il romanzo di Edoardo Albinati, La scuola cattolica. Per saperne di più, read more...
3) Miaooo!. Venerdì 17 giugno, sempre al Lombroso16, per la rassegna Aperipo-etica, sarà presentato il libro Miaooo! Autobiografia di una ragazza autistica ad alto funzionamento. A me sembra un evento di sicuro interesse. Per saperne di più, read more...
Trovo giusto constatare quanto ricorrano spesso i mercoledì all'interno della settimana, ed è già di nuovo tempo di mostrarvi cosa ho appuntato sul mio taccuino. Scrivo in bilico tra una casa e l'altra, di notte, e mi accorgo quanto la vita sia in continuo divenire. Poche cose ti restituiscono questa sensazione, una di queste è senza dubbio cambiare abitazione. Tuttavia, dicevamo, non ho mancato di segnarmi alcuni eventi editoriali e non, relativi al web ma non solo, da condividere con voi che mi leggete da tanto tempo (ma anche ai nuovi lettori) con attenzione e affetto.
1) Book Swag! Faccio parte di questa Book Bloger List: mi sono iscritta di modo che anche fuori dall'Italia chi vuole può sfogliare virtualmente il mio blog. La cosa è stata utile perché ogni tanto mi scrive qualche lettore: è capitato di recente che mi venisse segnalato con questo sistema un interessante progetto. Si chiama Book Swag. Si tratta di una newsletter che consente di scoprire i libri desiderati da parte dei lettori, mi sembra interessante, scopritela qui.
2) Una marina di libri. Giunto alla sesta edizione, comincia domani uno dei festival letterari più interessanti del nostro paese. Il ricco programma di quest'anno prevede davvero tanti appuntamenti che si susseguiranno presso l'Orto Botanico di Palermo. Palermo è una città bellissima, e spero prima o poi di tornarci, nel mentre parleremo di questo festival venerdì in radio a Pillole Concezionalidurante una puntata dedicata al mare. State collegati and read more...
3) La libreria di Taormina. Riprendo una notizia raccontata da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera e che io ho letto su IlLibraio.it: la storica libreria della città di Taormina rischia di chiudere poiché è scaduto il contratto di affitto e i fondi per rinnovarlo scarseggiano. Capisco benissimo, come immagino molti di voi, la situazione. Chi fosse interessanto a contribuire a questa causa, può consultare la petizione su Change.org.
Il mercoledì sta diventando una giornata di corse. Molto spesso belle, come oggi: questa sera sono stata alla libreria Therese dove ho incontrato David Thomas, un autore francese molto interessante, a Torino per il suo tour italiano, pubblicato da Marcos y Marcos, e ho pototo fare un mio intervento: è stato davvero un momento creativo e molto parigino. Sono grata di questa possibilità.
Invece invece, notizie della settimana dal web o fuori:
1) La grande invasione. Da domani (2 giugno) comincia uno dei Festival letterari italiani che più si sta conquistando attenzione e partecipazione. In una location che mi è cara - ovvero la capitale del canavese: Ivrea - prenderanno vita incontri, conferenze e appuntamenti letterari. Come ogni anno, avremo ospite uno dei fondatori in radio. L'anno scorso abbiamo avuto Marco Cassini, questa volta avremo Gianmario Pilo. Ascoltateci, se volete, suPillole Concezionali venerdì alle 21. Read more...
2) Cinemambiente. Sarà proprio nei locali del Cinema Massimo, sede principale del Festival, che trasmetteremo tutte le trasmissioni di Radio Banda Larga fino al 5 giugno. Questo è un appuntamento molto bello e arrivano a Torino persone da tutto il mondo. Giunto alla sua 19 edizione, Cinemambiente si conferma un punto di riferimento per trattare tematiche ambientaliste con intelligenza e sensibilità. Read more...
3) Essere migliori. Ecco infine una classifica che svela a cosa diamine servono veramente i libri. A essere una persona migliore. Naturalmente, non è una gara. Ossia, i libri non ci rendono migliori di qualcuno, ci rendono migliori e basta. Migliori di noi stessi, di quel che saremmo. E il segreto è tutto lì, godersi quel momento di grazia, farlo nostro. Perché? Non si sa, ma è bello sperimentarlo. Qui la classifica, in inglese.
L'ho già detto che sto traslocando? Beh, tutti dicono che, tra quelle più sopportabili, è comunque una delle cose più faticose della vita, ed è vero. Però cerco di prendere questa cosa dal verso giusto, ovvero pensando che prima o poi finirà, e magari godendomi quello strano senso di vacanza temporanea. Vacanza non dai libri, ed ecco infatti le tre cose che ho annotato questa settimana dal web e non:
1) Elizabeth Strout. In questi giorni è in Italia, ahimé purtroppo me la sono persa questa sera al Circolo dei Lettori di Torino, ma sto leggendo con attenzione il suo Mi chiamo Lucy Burton. Il tema del rapporto madre-figlia mi sta molto a cuore. E il primo racconto che ho pubblicato su una rivista letteraria importante, ovvero Nuovi Argomenti, riguardava proprio questo. Leggerlo raccontato da Elizabeth Strout, che già aveva introdotto un dialogo simile nei Fratelli Burgess, il mondo privato di una mamma e di una figlia adulta diventa il mondo intero, e sì che si impara tantissimo, una vera manna. La sua scrittura è delicata e vulnerabile come uno strumento medico, come una parola che diventa cura, filo sottile che spiega la vita ed è forte come una montagna, come il sangue che scorre. Cercate se potete i suoi prossimi appuntamenti italiani.
2) Kent Haruf. Tra i giornali, i siti e i blog più autorevoli del momento, questo nome si fa sentire spesso. Così qualche giorno fa ho comprato Benedizione. La consistenza della nuova linfa che soltanto i vecchi autori sanno regalare qui sembrerebbe raggiungere vette degne di nota. Read more...
3) Giornata letteraria alla Cavallerizza Reale. Ve ne ho parlato nel post precedente, aggiungo che giovedì, cioè domani, alla Cavallerizza si susseguiranno appuntamenti letterari interessanti: Lettura ad alta voce, Visioni di parole, i Piccoli Maestri e un bel Poetry Slam. Read more...
Il Salone del Libro è volato come un soffio. Il momento più atteso dell'anno per librofili, scrittori, lettori, professionisti dell'editoria e tuttologi (a giudicare dal marasma di stand assurdi e buffi che m'è capitato di vedere!) di tutta Italia. Quanto a me, mi dico sempre: calma e morigeratezza, poi invece mi emoziono e compro libri. Qust'anno sono riuscita a comprarne uno solo, però! Un piccolo libro di valore scritto da Andrea Malabaila per Intermezzi Editore: Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago! Quanto al non emozionarsi troppo, non mi è riuscito nemmeno questa volta. Penso che alla fine mai mi abituerò.
In questo clima allora da sabato del villaggio (anzi mercoledì dell'Internet) torna al volo il mio taccuino. Sto facendo delle corse da trasloco abbastanza serrate, driblando i pollini che mi lasciano ben poca tregua da un'asma già di per sé fastidiosa, quindi perdonate la brevità (e la immancabile lamentela)! Ecco comunque le tre notizie che vi segnalo, dal web e non, come una moderna cyrano de bergerac in gonnella.
1) 7 minuti dopo mezzanotte. Se potessi avere indietro il dono dell'adolescenza, mi iscriverei istantaneamente. Si tratta di un camp di narrazione e linguaggi diversi, tutti raccontati, spiegati, vissuti assieme a tutor eccellenti (e alcuni, lo dico, pure amici miei!) come Sara Lanfranco, Fabio Geda, Serenella Sciortino, Andrea Vico. I ragazzi si potranno sperimentare in diverse attività di scrittura e ne usciranno frullati ben bene, poiché c'è bisogno di nuova linfa nella narrativa. Per tutte le info, qui.
2) Concorso Fuori Sede. Lo scrittore, dico la mia, è sempre un fuori sede. La sua casa è ovunque, o per meglio dire da nessuna parte. Anche i più radicati, o che raccontano di cellule molto piccole del mondo, non hanno sede fissa perché l'unica sede è la loro biro o tastiera. Se vi riconoscete, mandate i vostri racconti a un concorso letterario che ha un pregio non da poco, ovvero, tra gli altri, conferisce un simbolico ma concreto premio in denaro. Non voglio sembrare monotematica, ma anche gli scrittori mangiano, e a quanto ne so la visibilità non è digeribile dagli esseri umani e badate, talvolta puà essere letale o quanto meno crea reazioni allergiche peggio dei pollini. Per tutte le info su questo bel concorso, leggete qui.
3) 5x1000 a Banda Larga Associazione Onlus. Di Radio Banda Larga vi ho parlato spesso, ci sono affezionata per mille motivi, anzi 5x1000. Uno di questi è che ci collaboro da tre anni e ci tengo particolarmente. Siccome a me viene da piangere in questi giorni perché tocca fare la dichiarazione dei redditi e la situazione è rocambolesca per molti di noi, voglio vederci il lato positivo. Potete se volete dunque fare una cosa bella e destinare il vostro 5x1000 a questo gruppo di persone che si dedicano a far crescere un progetto di valore culturale e umano. Basta aggiungere il codice fiscale 10877850015 nel riquadro dedicato alle associazioni.
Domani comincia l'edizione 2016 del Salone del Libro. Vi invito a cercare tutto ciò che in questi anni ho raccontato e vissuto dentro al Lingotto.
E ne vedrete delle belle!
Pensavo che i primi articoli sul Salone li avevo scritti sul giornalino della scuola, ma vi confesso che frequento la fiera libraria più attesa d'Italia fin dal suo primo anno, il 1988. Ero una bambina delle elementari e ricordo solo che all'uscita (o all'entrata?) mi avevavo regalato una
marionetta. Se siete frequentatori del Salone e/o avete voglia di leggere i miei post al riguardo, vi accorgerete che il tema del personaggio di pezza o di gomma, dal cosplay a cip e ciop, da Geronimo Stilton ad altri amorfi soggetti è, come in ogni fiera che si rispetti, qui una costante. E se sbirciate più sotto noterete che anche questa volta cominciamo sotto i migliori auspici. La prima cosa che vediamo infatti, la mia amica Sara Bauducco e io durante il nostro rituale giro pre-Salone oggi, è un gigantesco rettile bianco semi addormentato.
Molto bene!
Ciò specificato, oggi è anche giorno del mio taccuino. Segnalo i miei appuntamenti piemontesi e quelli di altri di (spero) vostro interesse.
1) Domani alle 18 all'Ikea di Collegno presento Paola Mastrocola e il suo libro edito da GuandaL'anno che non caddero le foglie. Sono molto contenta di potervi parlare di una fogliolina di nome Lina che, per amore, prende una decisione alquanto importante ma sarà sempre l'amore, insieme alla legge della Necessità, a cambiare le carte in tavola. Se potete, passate a trovarci che, tra una Billy, un Kippan e piatti di polpette svedesi ascolterete una storia delicata e universale.
2) Sabato alle 21 alla libreria Comunardi presentiamo, insieme agli altri autori, Il marciapiede per Torino, una raccolta di racconti tutti ambientati nella nostra bella e magica città, edita dalla casa editrice Ensemble. Se volete scoprire chi sono gli scrittori coinvolti, leggete qui
3) Domenica
- alle 9.30 farò colazione con Dorit Rabinyan in occasione dell'uscita del suo Borderlife. Gli amici di Longanesi hanno invitato infatti alcuni blogger a incontrare questa autrice discussa e piena di talento, io ve la racconterò in un post dedicato, credo che questo sarà proprio il mio "libro del mese".
- alle 11 nell'area #BookToTheFuture prenderò parte a una bella tavola rotonda (bella e saporita, lo scoprirete di persona spero...) promossa da Perfect Booke #ReadYourLife che è un blog di valore con il quale ho la fortuna di collaborare da ormai un po' di tempo in compagnia di colleghi che stimo e amo leggere. La tavola rotonda si intitola Vita, emozioni e libri. Un solo luogo.
- alle 16 difronte al Diwan Caffè in Via Baretti per il Salone Off con l'associazione Viva Baretti, insieme agli amici del Laboratorio Rabadan e a operatori, affidatari e a tutte le persone che afferiscono alle varie aree del Servizio Sociale leggerò ad alta voce un brano che mi piace tanto di Ian McEwan. Il nostro gruppo di lettura si chiama Voci del verbo essere e, guidati dal maestro Walter Cassani, vi faremo ascoltare una selezione di testi dal titolo SOGNI E SOGNATORI. Spero che passerete a trovarci e potremo parlare un po'!
4) Lunedì alle 14 ci sarà la premiazione delConcorso Lingua Madree poco dopo incontrerò le autrici partecipanti. Sono tutte scrittrici straniere che hanno scelto di scrivere in italiano e ognuna ha una storia da raccontare. Dal canto mio, racconterò l'esperienza nei prossimi giorni qui sul blog.
Segnalo infine tre appuntamenti non miei ma che vi consiglio di seguire:
- Giovedì 12 alle 19 si presenta una casa editrice nuova e interessante: Sui Generis. Tra gli autori che racconteranno le loro opere c'è Francesco Deiana con la sua Storia della filosofia a sonetti. Dico che merita l'ascolto! Qui luoghi e orari.
- Sabato 14 alle 13 seguite se potete un bellissimo laboratorio di cinese attraverso le immagini stupende di un grande illustratore, con la sua traduttrice Silvia Torchio, dal titolo Nihao Jimmy Liao.
- Lunedì 16 alle 10.30 si parlerà in Sala Professionali di ebook in biblioteca. Il focus sarà su MLOL, MLOL PLUS e OPEN MLOL: sono temi che mi stanno a cuore, spero vi interesserà.
Che altro aggiungere?
Solo un augurio, che è un auspicio. Per chi, come me vive, l'esperienza-SalTo come un evento professionale, il rischio è che si trasformi in un frullatore (nella migliore delle ipotesi) oppure in una disperante ricerca (spesso vana) di ganci, contatti e lavoro che sembrerebbe non esserci mai per nessuno. Il mio consiglio (a me stessa prima di tutto) è di ritagliarsi almeno un istante, magari rifugiandosi a respirare nell'intercapedine tra il bancomat e la scala mobile che ascende all'affollato self-service, per ricordarci il senso di questa altrimenti assurda, estenuante situazione, di tutto quello che facciamo - che faccio dall'88, dall'infanzia - da anni o per la prima volta: ovvero amare la letteratura, le storie, le parole, i viaggi che i libri consentono di fare, le intuizioni senza scotto, senza ricatto, le sensazioni di libertà che ci danno, le rivelazioni sulla vita, sulle relazioni, su tutto.
Dedico questo taccuino agli appuntamenti del Salone del Libro (miei, poiché vi trovate sul mio blog, ma anche altri spero interessanti per chi legge). Siccome so già che le cose belle da ascoltare e vedere in quelle giornate saranno parecchie, è possibile che di taccuini #SalTo16 edition ce ne saranno diversi. Cominciamo, come cominciano tutte le cose, dal numero uno.
1) Il Libraio.it. Sono onorata di partecipare anche io agli eventi che quest'anno il Libraio.it porta al Salone. Le novità sono parecchie, innanzitutto perché, oltre a quasi 90 ospiti, ci sarà uno stand tutto dedicato sue attività e iniziative. Inoltre, segnalo alcuni appuntamenti degni di nota: sabato 14 maggio alle13.30 e domenica 15 alle 11: "Come nascono i miei romanzi?" - alcuni autori metteranno a disposizione dei lettori la propria "cucina" letteraria spiegando come lavorano. Venerdì 13 alle 17.45: "Ma come nascono i gruppi di lettura?" (questo è un tema che mi è caro, vi darò presto notizie del perché...). Domenica 15 alle 17: "Come leggeremo tra dieci anni?". Altro tema piuttosto curioso. Per saperne di più: read more...
2) L'anno che non caddero le foglie. Avrò il piacere di presentare questo piccolo libro sapiente e divertente per ragazzi, che mi sta appassionando. Dialogherò con l'autrice in una location particolare: da Ikea! Sarà che sto mettendo su casa e sono alle prese con queste cose, mi sembra un segno del destino. Ci troviamo alle 18 di giovedì 12 maggio a Collegno. Successivamente - domenica alle 18 - al posto mio a presentare Paola Mastrocola ci sarà... pensate un po': Massimo Gramellini. In Sala Gialla al Lingotto Fiere. Insomma, che dire? Una bella responsabilità. Read more...
3) Centenario Natalia Ginzburg. Sono una affezionata lettrice di Natalia Ginzburg fin dai banchi di scuola. Non so se ho fatto mie le grandi virtù di cui era portatrice, sicuramente non ho mai smesso di leggerla e consigliarla. Quest'anno ricorre il centenario dalla sua nascita (avrò modo di scrivere ancora di questo argomento su questo blog!). Così vi segnalo un appuntamento: domenica 15 maggio alle 18.30 Nanni Moretti e Margherita Buy leggeranno alcune pagine della scrittrice in Sala 500. Read more...
Alla prossima settimana con la puntata #2 del taccuino saloniero, salonifero, salonico o che dir si voglia!
Volano le giornate ed è sempre mercoledì, tempo di taccuini e di caffè! Questo sarà un taccuino breve, ma intenso. Ovvero, sono di corsa e riesco a stare poco al PC ma quel poco, eccolo qui:
1) Mr Taccuino. Leggete se potete questo simpatico resocondo dell'antico rapporto tra taccuini e letteratura, su Finzioni!
2) #SalTo16. Ma lo sapete che tra gli inventori dell'hashtag #SalTo ci sono anche io? Finito l'autoincensamento, ecco che è uscito il programma del Salone di questo 2016, a breve vi scriverò tutti i miei appuntamenti. Tema #Visioni. Read more...
3) #Twitincipit. Ricevo e volentieri diffondo un'iniziativa speciale per chi ama scrivere: si possono twittare in 140 caratteri i propri incipit ed essere selezionati per completare il romanzo che si sogna di scrivere insieme a un autore consolidato come Lorenzo Marone. C'è tempo fino al 29 aprile e la premiazione avverrà al #SalTo16 il 14 maggio. L'iniziativa appartiene al concorso IoScrittore. Read more...
Tra allergie, allegrie e la primavera che esplode con i suoi cieli carta da zucchero, i suoi soli giallo limone e i suoi verdi bellissimi che ti fanno pensare: uau, sono viva! Ecco che tutto sommato torna il mio taccuino settimanale sugli eventi letterari e non, torinesi e non! Buona lettura!
1) Giornata mondiale del libro. Il 23 aprile sarà la giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. In un'epoca in cui scarseggiano i libri, ancor più i diritti, per non parlare delle giornate (tempus fugit), direi che è una buona notizia in sé. Per sabaudi, urge ricordare che gli eventi in città legati al libro sono e saranno molti e imperdibili. Read more...
2) The Nest. Ieri ho letto un articolo di Nadia Terranova su Cynthia D'Aprix Sweeney: un'autrice americana che è già caso editoriale per due motivi: ha cinquantacinque anni ed è un'esordiente e le è stato offerto un anticipo da un milione di dollari. A me ha colpito per un terzo motivo, tutto personale: per quel che vi può interessare, da qualche tempo sto lavorando a una storia che si inditola proprio Il Nido. Orbene: se voglio anche io un milione di dollari prima o poi, mi toccherà cambiare il mio titolo ;) Scherzi a parte, read more...
3) African publishers. La scrittriceSarah Ladipo Manyika sul book blog del Guardian spiega in un post perché ha scelto di pubblicare con un editore africano. Nel post è ben spiegato come gli autori africani siano oggi sempre più numerosi e rispettati, considerati da premi e dal mercato, a fronte però di un'editoria ancora debole. Read more... (eng)
Visto che si parlava di nidi, ecco la mia canzone per oggi. Qui.
Notizie dal web che escono nel mondo, e notizie dal mondo che entrano nel web. Taccuino alla mano, questa settimana le notizie sono tante, così tante che ho ben pensato di selezionare quelle che sento più vicine, perciò, sarà un taccuino Turin version, non solo editoriale, mi perdoneranno i miei 5 lettori extra sabaudi, che gli altri 20 so che sono a km 0. Siete pronti? Via neh.
1) #vistadaqui. Se non vi era chiaro, e non lo era neanche a me, i blogger conquisterranno l'Universo in quanto ambiscono a vette assai alte. In allegra compagnia di vlogger e - soprattutto - di instancabili instagramer (una o due m? Lo trovo scritto in tutti i modi...). Ieri sera l'ho capito in modo definitivo quando un manipolo di persone molto curiose e cellular/tablet/macchine fotografiche alla mani ha letteralmente invaso la Mole Antonelliana (non sabaudi, perdonate l'autoreferenzialità). Il motivo era un progetto molto interessante promosso dallaCompagnia di Sanpaolo e che prevede anche un concorso fotografico e una buona dose di interattività. Il vincitore avrà a disposizione 10.000 euro da destinare a un'associazione no profit del territorio a sua scelta. Read more...
2) AR - RABA - TTIAMOCI. Mi sto affezionando di settimana in settimana sempre di più al Laboratorio Rabadan. Faccio parte di un gruppo di lettura (che darà il meglio di sé in un evento speciale per il Salone Off del Salone del Libro, vi aggiornerò) ma le possibilità che il laboratorio offre sono molteplici: dall'arte pittorica al cucino a molto, molto altro. Se volete osservare con i vostri occhi alcune delle opere realizzate dai partecipanti al laboratorio, potete andare (oh, torinesi!) nei locali del bel polo culturale Lombroso 16 in quel di San Salvario. Il progetto di arredo urbano rientra nell'ambito di #IFLA2016 - congresso internazionale di architettura del paesaggio. Read more...
3) Cucina di Comunità. Oggi è uscito un gran bell'articolo di Alessandra Chiappori, una giornalista - che ha scritto anche una tesi di laurea su alcuni aspetti di Italo Calvino (c'è altro da aggiungere?) - sulla rivista Mentelocale.it.Lascio alle parole di Alessandra la descrizione di un progetto legato alla cucina e all'aggregazione di diverse persone, e sarà anche un libro. Buona lettura! Pero oggi, niente musica, vi lascioun video tratto da City Lights di Charlie Chaplin!
I taccuini sono importanti. Come immagino molti di voi, anche io ne ho tanti. Su cui annoto qualsiasi cosa. Spesso non sto a rileggerli, è il gesto estemporaneo ad avere valore. Altrettanto spesso però poi mi servono, quegli appunti, per cose pratiche, per idee o progetti.
Questo taccuino virtuale è nato qualche anno fa quando già la rete pullulava di cose e informazioni, ma non come adesso. Adesso è il Mar dei Sargassi. Davvero, qualche volta ho una vertigine, c'è troppo di tutto. Altrettante volte penso che ora più che mai serva invece concentrazione - per ciascuno di noi - su poche ma importanti cose. Qui vi metto le cose importanti per me, sicura che tutti abbiamo le nostre e che possa essere interessante curiosare nelle "cose importanti" degli altri.
Dunque:
1) Esercizi Preparatori. Domani incontrerò il giornalista Maurizio Crosetti nella sede della casa editrice Baldini & Castoldi. Il suo libro, Esercizi preparatori alla melodia del mondo, mi ha colpita perché è una storia di arte pura, che nasce dall'amore. L'amore più semplice e reale, quello tra bambini, che si trasforma in musica, ricerca di sé, melodia. Sono sempre più convinta che la scrittura e la lettura, come diceva anche Pennac (che ho riscoperto oggi in un gruppo di lettura ad alta voce di cui faccio parte), siano atti d'amore. Spero mi seguirete anche su @tazzinadi per qualche tweet in diretta. Read more...
2) Elena Ferrante sono io.Ho letto questa bella intervista di Nicola Lagioia a Elena Ferrante. Ciò che mi ha colpita è la definizione di scrittura come atto di superbia. Come una sorta di diritto autoarrogato di raccontare sé, il mondo, gli altri: ma a che titolo?
3) Elogio della distanza. Un'altra intervista mi ha colpita particolarmente, ed è quella di Federica Buongiorno al filosofo coreano Byung-Chul Han sul blog Doppiozero. Si tratta di un'analisi, una riflessione lucida sulla nostra società della prestazione dove la libertà è illusoria, e lo sfruttamento delle energie viene da dentro, rendendoci di fatto "schiavi" di smartphone e sciami digitali, e ci fa perdere il senso sacro della distanza dagli altri in maniera talvolta pericolosa e degradante. Da approfondire. Read more...
Le settimane volano veloci e poche cose, come tenere un taccuino, te lo ricordano. La rapidità con cui cambia il mondo, con cui cambia il web e con cui cambiano le cose letterarie (per non cambiare mai, direbbe qualcuno?) farebbe impressione anche a Italo Calvino (che ne scrisse nelle sue Lezioni Americane). Todo cambia, è proprio vero. Cosa non cambiano sono le notizie: succede sempre qualcosa, si crea sempre qualcosa da qualche parte degno di essere segnalato ai temerari lettori di questo blog e bevitori di caffè. Ed ecco ciò che ho appuntato questa settimana:
1) Leggermente. Consiglio per giovani appassionati di lettura: potreste, se vi piace dare consigli letterari, partecipare a un curioso concorso nell'ambito della rassegna Leggermente, per - appunto - consiglio letterario. Le biblioteche torinesi, insieme a Cascina Roccafranca, promuovono questo inusuale e divertente concorso torinese. Il miglior consiglio letterario vince un buono in libri alla Libreria Gulliver. Aspiranti consigliatori di libri torinesi: fatevi avanti e cercate tutte le informazioni qui!
2) Radio Banda Larga. Qui sono di parte, perché ci collaboro da ormai tre anni: dovete però assolutamente saperne di più, se già non ne siete a conoscenza, dei progetti che coinvolgono una delle più solide e note web radio torinesi. La "nostra" non è solo una radio, è molto di più. L'associazione che ne è all'origine si occupa di parecchi progetti di diffusione culturale e di sostegno sociale per la città "invisibile", quella che non ha voce e alla quale la radio vuole dare un microfono per comunicare o semplicemente provare l'emozione indescrivibile di essere ascoltati, e magari essere anche presi sul serio. Qui, tutte le informazioni sui laboratori in collaborazione con ospedali, comunità, carceri, dormitori etc. Read more...
3) 100 anni di Dahl. Tra pochi giorni, il 4 aprile, comincia la fiera internazionale dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi a Bologna. La Bologna Children's Book Fair. Quest'anno si celebrano i cento anni di Roald Dahl e saranno tante le occasioni per ricordarlo, in particolare una interessante tavola rotonda che si terrà martedì prossimo. Per saperne di più, qui. Per un caso, poi, proprio oggi ho scoperto un libro di Dahl che non conoscevo, si chiama The Twits, e sembra molto divertente. Read more...
Mi sento un po' come Cyrano de Bergerac che ogni sabato andava a trovare la sua amata Rossana in convento (se non l'avete ancora letto, vi consiglio di correre ai ripari!) e le raccontava i fatti della settimana.
Ho navigato poco in rete in questi ultimi giorni, ma quel poco mi è bastato per appuntarmi sul mio taccuino virtuale tre cose che spero saranno interessanti anche per chi legge:
1) Corso Regina 68 Al di là del fatto che, personalmente, sono affezionata a questo corso torinese, ho recentemente scoperto che Corso Regina 68 è anche il titolo di un romanzo, o addirittura qualcosa di più: un vero esperimento letterario. Ho conosciuto l'autrice, Camilla Bonetti, durante un corso di scrittura tenuto da Marco Magnone durante il quale sono stata chiamata a raccontare la mia esperienza. Ho bellissimi ricordi di quell'incontro, e mi fa piacere scoprire che dal corso sono nati autori interessanti. Il romanzo ha una peculiarità: è nato grazie a un percorso di crowdfundig sulla piattaforma Bookabook. Read more...
2)I libri meglio tradottiTradurre è senza dubbio uno dei mestieri (editoriali) più difficili. Vi dico di me (essendo sul mio blog): ho tradotto dall'inglese alcuni articoli e un romanzo, nella mia vita. Quando mi sono accorta che potevo e dovevo migliorare, allora ho partecipato qualche anno fa anche a un seminario di traduzione all'università di Urbino. Mi piacerebbe tornare a tradurre (dall'inglese) e faccio un appello agli eventuali editori all'ascolto :)! Detto ciò, i traduttori secondo me sono come le ballerine: categorie umane tra le più rigorose e precise che io abbia mai conosciuto. Non ho mai conosciuto chirurghi, ma immagino siano della stessa pasta. Naturalmente quelli bravi nel loro lavoro. Peccato che, almeno in Italia, c'è la polemica sul fatto che i traduttori sono trascurati e sotto pagati, non sono i soli ma tant'è, è proprio vero, e tradurre, come vivere, bene a pancia vuota è molto, molto difficile. Oggi però ho scoperto che esiste un premio proprio dedicato ai romanzi meglio tradotti. Molto interessante, dà fiducia, guardate qui (in inglese).
3) Poem of the week Sul Guardian, per restare in area anglofona, c'è una rubrica settimanale in cui appare una poesia. Siccome questa è la settimana della Giornata Mondiale della Poesia, nonché quella in cui inizia la primavera e che precede la Pasqua che quest'anno è molto presto (per questioni lunari), ecco che vi consiglio, sempre in inglese, di leggere questa poesia qui, che parla di resurrezione.
Canzone del taccuino di oggi, visto che si parlava del "cadetto di Guascogna", che non si rassegna a essere cattivo!
Oggi è mercoledì e da tempi ancestrali, fatta l'eccezione di pur lunghi periodi, torna il mio taccuino. Che oggi è un po' speciale, perché i taccuini sono ben due!
Eccovi dunque le mie tre notiziole dal web ma non solo, non necessariamente in questo ordine. E speriamo che le cose ci vadano bene. Così, come buon auspicio.
1) Milanesi imprenditori di qualità! Due benemerite ragazze milanesi hanno recentemente dato vita a quello che si avvicina al sogno della mia vita, oltre che della loro, immagino. Ovvero una biblioteca-caffetteria. Si chiama Carta da Zucchero, che è anche un colore bellissimo. Il locale sorge in una zona di periferia, e si propone di essere un punto di aggregazione per il quartiere. Le giovani imprenditrici sono riuscite a costruire questo progetto grazie a un bando del Comune. In bocca al lupo! Read more...
2) Stile Libero. La collana "giovane" di Einaudi compie vent'anni. Quella con la costa gialla e le prime copertine di Tullio Pericoli. Personalmente, avevo sedici anni e mi ricordo molto bene, con grande emozione, di quel momento. Le promesse di vita e speranza e cultura che portava con sé la collana sono tra i primi ricordi letterari adulti di cui ho memoria. Lunga vita! Read more...
3) Laboratorio Zanzara. Ed ecco il secondo taccuino di cui parlavo all'inizio. Da tempo mi riprometto di passare a visitare il Laboratorio Zanzara qui a Torino, soprattutto da quando ne è nato anche un libro con un testo di Fabio Geda per add editore. Invece, è successo che è stato il Laboratorio a visitare me! E per un caso fortunato proprio al tavolino di un caffè... una storia di piccole-grandi coincidenze mi ha portata infatti a incontrare una delle ragazze che fanno parte della cooperativa che nasce da una volontà di integrazione delle persone con disagio mentale. Le realizzazioni di cartoleria e non solo di questo Laboratorio torinese sono meravigliose, ormai veri e propri oggetti di culto. Quanto a me, ho comprato una spilla, un taccuino e due matite con le frasi di Antonino. #PiùDiCosìNonCiSono Read more...
Di solito associo una musica a questa rubrica, ed ecco, data la neve che avvolge la mia città, quella di oggi.
Questa settimana è stata un fulmine e voler ripristinare la periodicità del mio taccuino di caffè è un'utopia, ma tocca essere un po' sognatori, ed eccomi qua.
Cose che mi hanno colpita del web e oltre a proposito di libri ma anche altro:
1) I gruppi di lettura. L'articolo che mi ha fatto riflettere è apparso su IlLIbraio.it. C'è un riassunto sui vantaggi e le cose belle del partecipare a un gruppo di lettura. In varie forme e per diversi motivi, mi è capitato di prendere parte a qualche gruppo di lettura e devo dire che sono esperienze molto importanti, fanno scorrere la vita meglio, scoprendo i mondi interiori degli altri. Provare per credere.
2) Fallire! Questo tema è molto trattato anche in Italia da qualche anno a questa parte. Eccolo qui, sul Chicago Tribune. A me piace questa tematica, mi appassiona. Perché "fallire" ci rende umani, a più dimensioni e per molti di noi è inevitabile, tanto vale prenderla bene e riderci un po' su.
3) Windham Campbell Prizes. Ho scoperto questo premio letterario in area anglofona che non conoscevo, mi ha colpita e sono andata a leggermi la storia e la "mission" del premio. Molto interessante e utile a scoprire nuovi autori.