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mercoledì 9 novembre 2016

Taccuino-di-caffè - una novità!


Cari amici, ci ho pensato un po' e visto che va un sacco di moda e - udite udite - soprattutto in vista di alcuni epici ed epocali cambiamenti (scherzo eh) che ci saranno per voi amati lettori di questo blog dall'anno nuovo, ho deciso di introdurre una piccola novità!

Il nostro beneamato taccuino settimanale di notizie libresche, editoriali internettiane (e non) si trasforma e diventa una newsletter! 

Insomma se vi iscrivete - neanche da dirlo, ma naturalmente gratis, cioè non vi arrivano le pentole di Mastrota a casa se cliccate -----> qui, dal prossimo mercoledì potete leggere le mie notiziole, i miei pensieri, monologhi interiori e stream of consciousness vari e soprattutto gli eventi che mi riguardano o che mi colpiscono del mondo della scrittura mondiale direttamente nella vostra casella di posta.

Beh, sono proprio contenta! Che dire? Buone letture

giovedì 27 ottobre 2016

Taccunio di caffè


Il giorno di questo taccuino è di solito il mercoledì ma - mi vorrete scusare - qualche volta, per ragioni logistiche, slitta al giovedì! Però c'è, esso c'è. Questa settimana ho tre notizie che mi sono piaciute, ed eccovele qui.

Prima, benchè consapevole che sia proprio solo una goccia nel mare, vi metto il link qui del sito della Protezione Civile per avere informazioni sul terremoto che sta colpendo l'Italia.

I 7 pazzi Oltre a essere questo il titolo di un romanzo dell'argentino Roberto Arlt, qui per maggiori info, I 7 pazzi è anche il nome di una nuova libreria a Torino in Corso Rosselli, 33. Infatti, sì, proprio in questi tempi di catastrofi annunciate, non solo ambientali ma anche economiche (oggi ho ascoltato a lungo la radio e i due temi principali sono stati: terremoto e crisi economica), succedono anche cose belle. I librai in settimana mi hanno invitata per fare due parole e berci un caffè insieme: dunque li ringrazio pubblicamente e faccio loro il mio grande in bocca al lupo!

Ebook in libreria E a proposito di librai di valore: sono particolarmente legata a una libreria indipendente qui di Torino che per molte, ma molte ragioni è unica e importante. Ora, pensateci un attimo, ci siamo tutti rotti la testa (intendo "noi" stolti che scriviamo o operiamo in rete ma non per questo non conosciamo il significato e le valenze del mondo reale e fisico) per anni sul "problema" degli ebook e sul profumo della carta (che io personalmente amo). L'uovo di colombo oggi è poter segliere senza sentirsi a disagio o snaturati se leggere un ebook o un libro di carta: non è obbligatorio essere partigiani dell'una o dell'altra modalità di lettura, ed è una querelle inutile. Ecco che la libreria Luna's Torta ha creato questa opportunità in modo semplice. Qui c'è il loro catalogo di ebook che si possono acquistare dicendo no ai sensi di colpa!

Viaggio intorno al mondo E infine, una sbirciata a cosa succede nel mondo: conoscete questa rivista? Quelli del Nobel (sì beh gli stessi pazzerelli che hanno il premio a Dylan) hanno definito il World Literature Today una delle migliori pubblicazioni del mondo. Ogni tanto è interessante vedere cosa si pubblica fuori dai nostri confini e pensate che la settimana scorsa il giornale ha compiuto ben novanta anni di attività. Per essere dei vecchietti, hanno pure un bellissimo blog. Read more... (Ing.)

giovedì 20 ottobre 2016

Taccuino di caffè


Sono un po' giù per una cosa molto internettiana ma anche molto, troppo umana e dunque mi sento di condividere con voi questa riflessione. Slegherei dunque oggi il mio taccuino dalle solite "tre notizie" che mi hanno colpita e mi lascio andare a pensieri in libertà.

Il caso è quello di Bebe Vio, campionessa paralimpica che è stata recentemente bersaglio di critiche feroci o anche solo stolte sul web per aver fatto dei selfie e per aver accettato di partecipare - con un bel vestito addosso donatole da un marchio di moda - a una cena con Obama e Renzi.

[Ci ho pensato un po' se linkarlo, ma eccovi l'orrendo storico di alcune delle cose che sono state dette su di lei pubblicamente in rete, qui.]

Dunque: in questo periodo sto riflettendo sull'enorme e forse già desueto equivoco che c'è sul "popolo della rete". Personalmente, mi sono spesso sentita svalutare per la mia attività in rete (con parole, dichiarazioni ma anche mezze frasi, occhiate etc. insomma tutto l'armanentario di cui siamo capaci per affossare gli altri), per essere una "blogger" che spesso è sinonimo di "ragazzina". Ho pensato più volte che si usi questo termine alla stregua di "velina" e si suppone che una "blogger" senta un senso di giocosa e frivola appartenenza a questo suo essere appunto una scanzonata "ragazzina". Ma se avete un'intelligenza media, come la mia, capite benissimo che la questione è un tantino più complessa.

Ho ricevuto anche io piccoli linciaggi nel passato per il fatto di ricevere libri dalle case editrici, per essermi entusiasmata in alcuni momenti etc. E ne ho sofferto. Quel che ho vissuto io è però poca cosa rispetto alle ingiurie vere scritte su questa ragazza, mi chiedo ad esempio lei come sta (se ha letto ciò che si scrive sulle sue scelte, sulla sua persona) ed ecco perché la faccenda mi tocca particolarmente. 

Posto che la moda del selfie possa tradire qualche problemino narcisistico insito in molti di noi (esseri umani) e posto che Bebe abbia peccato di ingenuità nel mostrarsi ultra-felice per le cose belle che le stanno capitando, dovendo per forza di cose imparare che chi si espone si rende disponibile alle critiche; il linciaggio tuttavia ha a che fare con qualcosa di molto più patologico. Temo che il problema sia la violenza, in una delle sue tante declinazioni e infine la totale assenza di tenerezza, rispetto e amore per il prossimo. 

Dai, allora, facciamo le due domande vere su questa storia: come si può rosicare per le cose che stanno succedendo a Bebe? Come si può sparare a zero su un'innocente? 

Beh si può, si fa, si è sempre fatto ben prima di internet, ditemi, oh giovani, che non lo si rifarà ancora! E ancora: come salvarsi? Il rimedio di Calvino (ricavarsi uno spicchio di vita in ciò che inferno non è) ha ancora un senso?
 

giovedì 29 settembre 2016

Terrazzino di caffè


Oggi a Torino è un'altra giornata di sole estivo. Mi sono messa a lavorare nel terrazzino della mia casa nuova considerando questa possibilità come una grande fortuna. Spero di non sembravi retorica nel dire questo, ma è proprio un moto dello spirito ricordare a me stessa e a chi legge (dunque può leggere ed è già una cosa bella) le fortune che abbiamo. Anche io, come molti di voi, ho infatti la tendenza a vedere solo quello che non va. E sento già la mia detestabile vocina interna che vorrebbe aggiungere in nota: ed è tanto quello che non va santo cielo! Ed è pur vero che è appena successo (tralasciando le altre disgrazie) ad esempio che una persona che dovrebbe gestire un Ministero della Repubblica ha chiesto alla gente di lavorare possibilmente gratis: una considerazione a margine: ma se chi dovrebbe proteggerci, occuparsi del nostro sostentamento e magari anche del nostro benessere di cittadini fa questo, ovvero ci tradisce o per lo meno non ci tutela, non ci sostiene, come facciamo a progredire, evolverci, vivere normalmente in questo paese?

So che è una domanda che si pongono in molti e so anche che ahimé questo meccanismo accade in ambiti meno creativi e velleitari rispetto a quello della comunicazione e pubblicità, seppure "progresso", senza nulla togliere ai nostri mestieri dorati e un po' vani. (Ma la mia vocina buona invece mi dice: vani un corno, la scrittura e le immagini sono importanti per una società che funziona!).

Insomma, i motivi per essere giù di corda ci sono, eppure ognuno di noi ha ancora la possibilità di assaporare le proprie gioie, le proprie conquiste. Ricordate la storiella zen di quello che precipitando da un burrone resta incantato da una fragolina di bosco? Più o meno la vita mi sa che è questa cosa qui, burroni e fragoline di bosco.

Ciò detto, ecco gli appunti di questa ultima settimana settembrina che ho segnato sul mio taccuino, sono autoreferenziali, spero vi incuriosiranno comunque:

1) Salto il #SalTo? Salterei volentieri questa notizia, ma non posso. Ne leggo quotidianamente di robe sul Salone del Libro, mi viene da chiedermi perché le cose si siano complicate così tanto, poi mi ricordo che tutto nasce dall'avidità e dalle nevrotiche lotte di potere tra pochi e ritrovo un senso (di malessere ma vabbè). Cercasi urgentemente fragoline di bosco per distrarsi da sto burrone. Contestualmente, in questi giorni gira sul web un video che mostra lapalissianamente come noi donne riceviamo una paga, per qualsiasi lavoro, in media il 30% inferiore rispetto a quella degli uomini, veniamo insomma trattate come bambine sciocche. Altro? Ah sì, l'unico articolo un po' consolante che ho letto in questi giorni risale a ieri, spero sia attendibile, lo pubblica Repubblica. L'articolo dice che quello torinese sarà un "Salone di letture ad alta voce", e si relaziona a lungo su una proposta firmata Pautasso-Culicchia. Faccio il tifo per Culicchia, che ho avuto la possibilità di incontrare e presentare alcune volte e che ha anche presentato a sua volta il mio primo romanzo in una libreria cittadina che ora non c'è più. Il motivo della mia stima non è però per la conoscenza personale, dal momento che una persona famosa la conoscono in molti e non è un fatto pregnante, la mia stima nasce dal fatto che la proposta presentata su Repubblica seppur a grandi linee mi pare semplice e organica in continuità rispetto al passato e sostenibile per il futuro, coi piedi per terra. Nonostante la momentanea sfiducia, voglio dunque ricordarmi che Torino è anche casa mia e di chi verrà ancora a farci un salto per il #SalTo. 

2) Letture ad alta (e bassa) voce E siccome sarà un Salone di letture ad alta voce, vi ricordo, perché ci tengo molto, il mio laboratorio di letture che comincerà ai MagazziniOz di Torino questo 13 ottobre. Sono felice al solo pensiero, per una che da sempre ha la voce troppo bassa in diversi sensi, avere una possibilità del genere è una vittoria sui propri limiti :)! Leggeremo un capolavoro della letteratura mondiale come Il mago di Oz ma leggeremo anche testi piccoli, magari scritti da noi e ci rifletteremo su, e staremo in silenzio e ci parleremo quando sarà necessario nel rispetto della timidezza e pure della stravanganza di tutti. Per tutte le informazioni, qui. 

3) Letture in #TazzaGrande  La mia avventura radiofonica continua, se volete potete ascoltarmi tutti i mercoledì mattina alle 10 su Radio Banda Larga, qui una bella descrizione del programma. Un libro a settimana e un'immersione nel mondo di chi lo ha scritto, con musiche a tema. Questa è un'avventura cui tengo molto, e vi lascio una citazione dell'autrice di cui ho raccontato ieri in diretta (replica venerdì alle 14), ovvero Karen Blixen, per finire in allegria questo taccuino:

Spesso penso che oggi quello di cui abbiamo più bisogno è un grande umorista.

Insomma, passano i secoli, passano i millenni ma continuiamo ad aver bisogno sempre di stare bene, di comicità.


Intanto, il tempo è passato anche per me ed è arrivata l'ora dell'intervallo: vedo i bimbi della scuola sotto casa mia giocare all'aperto su un prato, sento ridere e gridare di allegria. W l'intervallo!

mercoledì 14 settembre 2016

Taccuino di caffè


Buonasera! Questo taccuino serale è più di appunti presi su cose belle accadute negli ultimi due giorni che non una proposta di eventi ma spero vi piacerà comunque. 

Ieri sono stata a Milano, nella sede della casa editrice NNE. Il motivo è stato l'incontro con lo scrittore americano David James Poissant, di cui avevo letto a giugno la raccolta di racconti Il paradiso degli animali, potete leggere il post qui. L'incontro è stato particolarmente significativo. Poissant ci ha raccontato delle sue abitudini di scrittura, del suo rapporto con gli animali e della sua storia di figlio della working class che è riuscito, grazie alla propria tenacia e all'amore per la scrittura, a studiare, diventare scrittore e insegnante di scrittura creativa (e a mettere su famiglia). E di molto altro ancora. Insomma, un bellissimo esempio di speranza. 

Se non lo avete ancora fatto, provvedete alla lettura di questi racconti spietatamente autentici.




















Un'altra cosa molto bella che è successa di recente (stamattina) lo è a un livello più personale. Ovvero è cominciata per me una nuova avventura radiofonica. Da oggi e per tutti i mercoledì, dalle 10 alle 11 del mattino, condurrò, dai locali della libreria e torteria Luna's Torta, un programma radiofonico cui tengo molto. Si chiama Tazza Grande. 

Il logo è sempre di Gerald Bala, che ringrazio di cuore.

Sarà, nelle intenzioni, un po' la versione radiofonica di questo blog e vorrei parlare di un libro a settimana. Spero mi accompagnerete in questa avventura!

giovedì 21 luglio 2016

Taccuino di caffè (terrazzino edition).


Sono state giornate difficili, il mondo in pochi giorni sembra averne sopportate troppe di cose brutte, ma la vera notizia è che c'è sempre un filo di speranza, di possibilità. Senza generalizzare, anche nel minimo  della mia quotidianità, di piccole-grandi fatiche ne ho avute un po', ultimamente, ma è bello poter tornare di tanto in tanto a raccogliere le energie e scrivere su questo taccuino virtuale. 

Dunque dunque, mi guardo attorno e vi dico che:

1) Salone del Libro di Torino. Beh, se vi interessate un po' di libri, editoria e cultura italiana, saprete già che al Salone del Libro (o Fiera, come si è chiamato per alcuni anni) sono successe diverse rivoluzioni. Si sono scoperti illeciti e alcune persone sono state interrogate e arrestate, mentre altre si sono dimesse. Insomma, un terremoto ha travolto una delle più importanti kermesse letterarie del Pianeta, e a me è presa una bella malinconia. Il prossimo anno, secondo quanto leggo su Il Post.it, tutto resterà a Torino, per la trentesima edizione, ma si parla addirittura per il futuro di un trasferimento a Milano (come spesso è accaduto in passato). Dal #SalTo dunque si passerà ai #SalMi? Da co-fondatrice di quell'hashtag, memore di decenni di lavoro e di quella "primavera digitale" che ha smosso le acque qualche anno fa, spero che i torinesi ritroveranno linfa, etica, energie e buona voltontà e che questa realtà così grande e strutturata resti qui in questa città contraddittoria ma ricca di talenti. 

2) The Hong Kong Bookfair. E per quanto concerne le Fiere libresche, fino al 26 luglio chi capitasse per caso in Cina può visitare questa fiera, che si dice ospiti più di un milione di visitatori. Sul sito trovate gli highlits, gli eventi, le foto e le notizie politiche legate alla situazione cinese. E per saperne di più, un focus molto interessante del giorn alista Phila Siu, qui. 

3) Chi vinse lo Strega? Alla fine lo Strega lo vinse Edoardo Albinati con La scuola cattolica. Lo so, non è una notizia fresca, ma lo è per me è che ho cominciato a leggere il romanzo, un "mattone" di più di 1.200 pagine. Mi ha colpita il titolo, da ex allieva di una scuola cattolica. E l'ambizione di lavorare su un tema delicato e scabroso come il dellitto del Circeo, dal momento che l'autore era stato compagno di scuola di alcuni responsabili del crimine. Una storia letteraria e di vita complessa e ardua che si è trasformata in un romanzo di valore e a grande diffusione nella prospettiva di superamento di un trauma tanto devastante e di un miglioramento della specie umana attraverso la lettura: cosa in cui credo fortemente. Read more...