Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post

sabato 10 luglio 2010

Trota.

Non il figlio di Bossi, bensì il pesce. Due trote al cartoccio, comprate al mercato, con sedano, carote e patatine che cuociono in un'altra teglia. Niente di complicato, un piatto semplice, buono, da sabato sera in casa, con un bicchiere di vino bianco fresco.
:) Buon week end a tutti.

sabato 24 aprile 2010

Blog e ricette!

Buongiorno! Oggi vorrei segnalare un blog molto carino. Si tratta di enjoy/buonappetito - italian food for a good mood. L'ho scoperto da poco, sempre grazie alla mitica Ilaria, ormai ospite d'onore abituale di Tazzina-di-caffè :)

In questo blog, la giovanissima autrice Noemi (per la serie Noemi alla riscossa), abitante a New York racconta in modo chiaro e lieve le sue ricette preferite. Scrive in inglese ma con molte piccole traduzioni in italiano. Nella presentazione si legge che lei ora si trova a NY per studiare e lavorare in ambito museale, ma che - oltre alla Storia dell'Arte - l'altra sua grande passione da sempre è la cucina. Racconta che questa passione l'ha ereditata dalla famiglia (w i piemontesi!) e che è cresciuta in mezzo alla natura e alle cose belle e sane. E si vede! Noemi è proprio bravissima e spiega le sue ricette con un gusto e un divertimento rari. E poi parla di libri di cucina, quelli che l'hanno colpita e interessata, e tiene anche lezioni dal vivo. La cosa bella è leggere le sue piccole descrizioni delle "recipes" che spiega per step e seguire il discorso in un italoamericano very very nice. Oppure seguire l'evoluzione del suo basilico che cresce nella "Manhattan jungle"... Per non parlare della grafica del blog, sognante ed essenziale! In tutto questo, ho anche provato modestamente a realizzare una recipe - straccetti al marsala - ed è venuta proprio bene. Grazie Noemi!!

E poi l'altra notizia che volevo dare in questo sabato primaverile sempre a proposito di cucina è che ho provato anche a fare un'altra ricetta. Si tratta delle Bavette con crema di fave, feta e aglio orsino di
Il cavoletto di bruxelles! (ehmmm, con robiola anziché feta e aglio normale...) ma sono fierissima di questa cosa. E le bavette erano buonissime! Nella foto, la testimonianza diretta che le mie parole non mentono! Tutto ciò mi ha messo di buonumore. Buon sabato a tutti!

venerdì 16 aprile 2010

Risotto con dedica!

Vorrei ringraziare le ragazze di Le ricette perfette, e in particolare Paola, che hanno preparato un risotto molto speciale dedicato proprio a me! Wow è un grande onore, mi sento importante :)

p.s. guardate la foto del link: sembra davvero buonissimo e molto primaverile!

lunedì 5 aprile 2010

Carciofons di Pasquetta!

Volevo ringraziare al volo Federico, un simpatico lettore (cavoli?!) che ha scovato Tazzina-di-caffè, ma non solo: masochisticamente, ha pensato bene di affaccendarsi nella realizzazione di una pregiatissima ricetta (he he) da me descritta qui! Federico è anche un blogger e nel suo interessante blog, qui, ha reso conto della ricetta in un post dal titolo alquanto suggestivo, citando generosamente la fonte :)

Devo dire che, a giudicare dalle immagini che parlano da sole, la sua torta appare buonissima!

venerdì 2 aprile 2010

Colomba.

A volte mi sento come una trapezista. In cima al trabiccolo, in punta di piedi guardando il vuoto. Tra un vuoto d'aria, ma anche di spazio e tempo, e l'altro, la trapezista si appiglia a qualcosa che per lei, in quel momento, diventa importantissimo. Finito il numero, probabilmente gettando ancora uno sguardo verso quelle altalenine su cui si tiene, proverà un forte senso di gratitudine e sicurezza. Così, metaforicamente, io mi sento grata a questa colomba di Pasqua. Parrà assurdo, ma è la verità. E più ancora mi sento grata a Giuliana ed Emanuela, le geniali e più volte citate su questo blog ideatrici delle ormai imprescindibili
Ricette della Fuffa. Grazie a loro infatti ho potuto scegliere e ordinare la colomba che vedete nella sua confezione e che, come potete leggere su questo bel blog (quello della Fuffa), arriva direttamente da L'Aquila, Abruzzo. Le amiche fuffologhe, infatti, hanno aderito al bellissimo progetto chiamato 99 Colombe, in aiuto di una azienda dolciaria che aveva risentito in modo pesante della devastazione seguita al terremoto dell'anno scorso. Cito dal blog 99 Colombe: "A quasi un anno dal terremoto, un gruppo di blogger si interessa di un'azienda storica di L'Aquila, attiva dal 1835, Sorelle Nurzia, in forte difficoltà entro un contesto tutt'ora disastrato. L'intento di 99 Colombe non è di promuovere una vendita una tantum, ma di far conoscere l'azienda e i suoi prodotti, molto apprezzati in una circoscritta area, anche fuori dal suo ambito tradizionale. Nel giro di una settimana ha raccolto una notevolissima, solidale adesione in tutto il mondo del web". Qui trovate il sito di questa azienda. E qui il blog 99 Colombe, nato il 10 marzo. Dove, tra l'altro, in home page, vi apparira anche il richiamo a un interessante gioco-happening culinario (e non) che avverrà tra il 5 e il 6 aprile.

Si può proporre un'idea di ricetta, ma anche un pensiero, una poesia, un racconto che riguardino i prodotti delle Sorelle Nurzia. Questo perché simbolicamente 99 (sono di più) blog nello stesso giorno del terremoto del 2009 si uniscano con un intento comune. Che è quello di far conoscere questi amabili prodotti dolciari a quante più persone possibili. Vorrei proprio partecipare anche io, magari con qualcosa a base di caffè!

Ecco, sì, dicevo, è così che mi sento ora, con questa colomba sul tavolo della mia cucina. Sicura di attraversare la vita quotidiana attuale con un appiglio saldo e dolce. Sono proprio in cerca di queste cose. E chi cerca, come si dice, a volte trova!
Buon inizio di week end pasquale a tutti :)

martedì 30 marzo 2010

Le ricette di Tazzina-di-caffè!

Oh, la giornata scorre lenta. Finalmente rispunta il sole torinese (un ossimoro? No, una realtà). Abbiamo parlato di politica. Ci siamo appesantiti l'anima. Ci siamo riparati dalla pioggia e dal buio pesto delle tre del pomeriggio. Dunque è ora di alleggerirci il cuore e metterci ai fornelli (con buona pace di Ciccio e Nonna Papera). Scusate la foto, non rende. Quella che andrò a descrivervi è molto di più di questo. Parlo della mia proverbiale (?) torta salata ai carciofi*.
Cari lettori di Tazzina-di-caffè: procuratevi 6 o 7 carciofi. 2 spicchi d'aglio. 3 o 4 alici lavate e senza lisca. 1 cipolla. 3 uova, 70 g di parmigiano, 200 ml di latte, un po' di prezzemolo tritato, scamorza.

E poi. Preparatevi al peggio. Alla tortura volontaria. Alla sofferenza fine a se stessa. Alla banalità del male. Ovverosia: mondate i carciofi. Mondate mondate. Infilzatevi con quelle orrorifiche spine che sembrano unghie di gatti assassini riposseduti dal demonio. Trascorrete in tale operazione il vostro tempo prezioso domandandovi cosa avete fatto per meritare una simile punizione. Dopodiché, mettete a mollo in acqua e limone i pezzi di carciofi - mondati eh mi raccomando - e lasciateli lì con estremo vostro sollievo. Ora, più semplicemente, tritate i 2 spicchi di aglio e fateli imbiondire nell'olio. Aggiungetevi i carciofi precedentemente scolati. Occhio ai semini di limone. Aggiungete sale e pepe. Con un mestolo di acqua calda ammorbidite il tutto e lasciate evaporare. Poi in un'altra padella (ebbene sì) fate saltare la cipolla tritata con 2 cucchiaio d'olio extravergine di oliva e le simpatiche alici. Con destrezza! Unite tutto quanto insieme. Ci va una certa manualità e tempra di spirito. Ora sfumate con vino bianco. Salare e aggiungere il prezzemolo tritaro. Nel frattempo, sbattete le uova unendo il latte e parmigiano. Tagliate a tocchetti la scamorza. Ora stendete la sfoglia in una teglia. Mettere i carciofi con annessi e connessi, aggiungete la scamorza e infine le uova & company. In forno per mezz'ora a 180 e via. Della serie: stanchi ma felici!

*sul perché fare una torta salata non ho risposte, è un po' come l'ascesa al monte ventoso o giù di lì.

giovedì 25 marzo 2010

Esercizi di sopravvivenza/10.

Fare biscotti. Apparentemente inutile, questo esercizio si rivela invece provvidenziale. Soprattutto in giornate buie, piovose e londinesi. Quelli che vedete sono gli ultimi Biscotti allo Zenzero rimasti dell'infornata. La ricetta è super facile.

Ingredienti:


150 g di burro (io ne ho messo un po' meno perché l'ultima volta pareva di mangiare panetti allo stato puro)

farina q.b.
40 g di zucchero
3 tuorli
zenzero in polvere

Dentro la farina a fontana, mettere tutti questi ingredienti, comprese generose spolverate di zenzero. Impastare con grandissima allegria. Stendere la sfoglia - con il mattarello wow - alta 1 cm. Ritagliarla con le formine (vi ricorderà il Didò dell'asilo). Disporre le forme su una teglia ricoperta con carta da forno. Cuocere nel forno preriscaldato a 160 gradi per 20 minuti.
A fine cottura, aggiungere lo zucchero a velo.

Non vi dico niente, sappiate solo che tutto questo farà molto bene al vostro umore. I biscottini sono ideali per un tè con una cara amica o per una colazione in ufficio alla macchinetta del caffè. A volte la vita vale la pena anche solo per questo. Quando si dice: le piccole cose.

venerdì 19 marzo 2010

Le ricette di Tazzina-di-caffè!

Scusate, non l'ho fotografato perché mai e poi mai e poi mai avrei immaginato che venisse così bene e prima ancora di pensare alla foto, era già finito. Comunque, ho preparato il risotto ai carciofi!

(Ne approfitto per invitare chi legge a utilizzare il più possibile verdura e frutta di stagione nella vostra cucina. Non sempre è possibile, però sarebbe davvero una buona cosa).


Ma torniamo al Carciofon!

Non so nemmeno io come ho fatto: dalle mie stesse mani (un tempo "di pastafrolla" e oggi da "regina dei fornelli") è uscito fuori un risotto ai carciofi "esagerato" come direbbe Renato Pozzetto.
Dunque, provo a descrivere l'ineffabile...

...prima ho pulito 4 carciofi - sfregiandomi un'unghia ma vabè - poi li ho tagliuzzati levando le "barbe" (ahahahah) interne e li ho ammollati in acqua e limone. (!)


Dopodiché ho fatto saltare una cipolla tritata in pentola e ci ho aggiunto i tocchetti scolati di carciofi. Dopo 2/3 minuti, ho aggiunto il riso (circa 4 /5 tazzine per 2 persone) e l'ho "tirato" (ahahahahah) con il brodo vegetale bollente. Ho sfumato una volta col vino bianco (Erbaluce di Caluso). Infine l'ho lasciato riposare per qualche minuto.

Et voilà!


Il carciofo è servito!
E che abbia inizio
il week end :)

mercoledì 17 marzo 2010

Le ricette di Tazzina-di-caffè!

Ieri sera, di ritorno bel bella dalle mie girovagazioni bibliotecarie, ecco che apro il frigo:

- Help.
( con un filo di voce)
- Cosa?
- Help.
(un po' più forte)
- Chi parla? Who's speaking?
(poiché la voce risentiva di un pesante accento british)
- It's me. The Cavolo Cappuccio that you accidentally bought two weeks ago...
(sono io, il Cavolo Capuccio che hai inavvertitamente acquistato due settimane fa N.d.T.)
- Oh my Gosh!
- Please. (implorando) Cook me, cook me: RIGHT NOW.

Era agonizzante - poveretto - e pretendeva di essere cucinato a tutti i costi. Nello sconforto più totale, ho visto la luce ispirandomi alle geniali creatrici di Le ricette della fuffa e alla loro rubrica "scade oggi" (in questo caso: "scadeva molto tempo fa" ma who cares?). Ed è così che è nata questa piccola ricetta che vi propongo:

Fesa di tacchino (comprata al volo al supermarket) con Cavolo Cappuccio al vino bianco.

Ricetta per 4 persone:

5 fettine di fesa di tacchino
3/4 di Cavolo Cappuccio
vino bianco
sale & pepe
un pizzico di buonumore ;)

Fate sbollentare il (povero) Cavolo Cappuccio per qualche minuto, controllando che rimanga croccante. Nel frattempo tagliate le fettine a tocchetti e infarinateli.
Scolate il Mr C.C. e tagliate anch'esso a listelle. Fate ora saltare i pezzetti di Cavolo in una pentola con poco olio. Aggiungete il tacchino e mescolate sfumando con il vino bianco di tanto in tanto. A metà cottura condite con sale e pepe quanto basta.

Ed ecco servito il vostro piatto di emergenza! Il risultato è davvero buono, nonostante l'ingrata immagine...

lunedì 8 marzo 2010

Ricette e blog!

Seguo due bellissimi blog di cucina. Mi piacciono molto e tutti e due forniscono ottimi spunti!

Uno è Le Ricette Perfette. Un blog molto carino, delicato e fresco. Gestito da tre amiche che sperimentano di volta in volta le ricette svelandone anche piccoli retroscena. Il risultato è sempre testimoniato da fotografie che rendono molto bene l'idea. Le ricette sono piacevolmente accessibili, comprensibili, buone pur non rinunciando mai a un tocco in più, a qualcosa di speciale! Brave ragazze :)

L'altro è Le Ricette della Fuffa. "Due case, due frigoriferi in cui si sente l'eco, due amiche (noi) alle prese con la mission impossible di preparare la cena nonostante tutto". Così presentano il progetto le creatrici del blog. E spiegano anche: "la fuffa è l'aria fritta, la capacità di far scena, ingrediente magico che mettiamo in campo per raggiungere l'obiettivo dello 'chef' con poco tempo e scarsi mezzi". Questo è un blog davvero strepitoso, che affronta con ironia l'annoso tema del "e stasera cosa cucino??". Condito però con vera sapienza, 500 g di humor e allegria quanto basta. Modestia a parte, tra i contributi dei lettori, oggi compare anche il mio: Gocce di rugiada filtrate da raggi di olio crudo e parmigiano (al secolo: la minestrina!).


Comune denominatore di questi due blog è la semplicità. Che insieme alla voglia di non prendersi troppo sul serio, con garbo e ironia, regala davvero momenti di (utile) spensieratezza!

Buon appetito e buona lettura a tutti!

lunedì 1 marzo 2010

Tazzina-di-caffè bynight. Il Tromlin.

Il Tromlin è un piccolo ristorante inerpicato sulla collina torinese, precisamente Cavoretto, in via della Parrocchia 7. Va bene per le occasioni di festa, ma anche per una cenetta informale. L'atmosfera è irripetibile. Calda, accogliente, raccolta. Questo è un locale storico: rimasto piacevolmente uguale a se stesso da molti decenni, coltiva oggi la memoria del vecchio proprietario e chef - Tromlin - tradotto in italiano: Bartolomeo. Qui prevale il rosso dei lampadari a quadretti, del sottotovaglia, delle sedie di legno e delle super tazzine di caffè, preparato rigorosamente con la moka (non ho potuto fare a meno di fotografarne una).

Il menu, con variazioni per lo più stagionali, mantiene da sempre la propria forte identità piemontese, adattata però alle esigenze della contemporaneità. Per capirci: si inizia con una "cugina" della bagna caoda, senza aglio, fredda, tipo pinzimonio. Con ovette di quaglia e verdura mista molto ben lavata (fondamentale).
Si continua con una serie di ottimi antipasti. Salamini, frittata alle erbette, polenta concia con involtino di prosciutto, finocchio e besciamella.
Il primo è un classico: agnolotti al pomodoro. Ottimo il sugo.
Il secondo è il cavallo di battaglia: coniglio al forno con sarset (insalata songino) e una fettina di maiale.
Dulcis in fundo, le loro proverbiali frittelle ricoperte di marmellata.
Il tutto accompagnato dall'interessante Dolcetto (con tanto di etichetta Tromlin - cuoco piemontese).

A completare la cena: grappe e digestivi di tutti i gusti e qualità. Per la cronaca, io ho deciso inspiegatamente di ordinare un bel bicchierino di Fernet Branca. Che non avevo MAI bevuto in tutta la mia vita. Al primo sorso credevo di morire. Mi è parsa una colata di acido muriatico.

Ora, con l'unica papilla gustativa che mi è rimasta, vi auguro però Buon Appetito! E buon inizio settimana.


giovedì 25 febbraio 2010

Le ricette di Tazzina-di-caffè! (Il Tiramisù. The Pull me up)










Uno dei miei dessert preferiti è il Tiramisù. Dolcissimo e denso, ricco di caffè! Ecco una ricetta pronta all'uso e sperimentata ieri sera.
Prendete 4 uova, 2 confezioni di mascarpone (5oo g), zucchero, cacao, pavesini o savoiardi.










































1)
Preparate molto caffè e mettetelo in una ciotolina.
2) Dividete i tuorli dagli albumi delle uova.
3) Frullate gli albumi, cui avrete aggiunto un pizzico di sale, per 3 minuti e metteli nel frigo.
4) Frullate anche i tuorli con l'aggiunta di 1 cucchiaio di zucchero.
5) Aggiungete a quest'ultima il mascarpone. Delicatamente frullate e frullate all'infinito (lo stridore dell'elettrodomestico sparato alla massima potenza sveglierà i vicini e vi farà saltare tutte le rotelle che vi rimangono in testa).
6)Aggiungere gli albumi un poco per volta e continuare a girare finché non fa male il braccio, o anche oltre, sopportando stoicamente il dolore fisico e a questo punto anche mentale.
7) Intingete i pavesini (o savoiardi) nel caffè solo per un istante e create uno strato.
8) Sopra i pavesini spargere un manto di crema.
9) Sopra lo strato di crema, spargere il cacao con uno spargicacao (...)
10) Assaggiare la crema avanzata con un cucchiaino!

Che buono!

giovedì 28 gennaio 2010

Le ricette di Eccomimi. Il pollo alla Rossella©

L'ho cucinato: il pollo alla Rossella©. Questo non è un normale pollo, è un viaggio nella contea fatata delle spezie. Ed è un viaggio in Sicilia, perché per questa ricetta occorrono arance e limoni di qualità. Bisogna applicarsi però, non è una ricetta qualsiasi. E richiede molto amore e altrettanta devozione.

Il suo profumo si diffonde nella casa come un risveglio dei sensi e ti costringe a porti domande filosofiche sulla tua identità: ma che senso ha la mia vita al cospetto di questo pollo?
Dovete infatti aspettarvi il meglio. Mentre tritate, affettate, spezzettate, marinate, aspettate, mescolate, sappiate che entro breve l'esistenza per come l'avete conosciuta fino a oggi cambierà. Siatene consepevoli. E infine assaggiate...

Durante la ricetta ho scoperto poi anche una delle mie "azioni" preferite: cioè "tagliuzzare le prugne secche su un tagliere". Provate e mi direte.
Unica mia variante, Rossella, è stata sostituire l'uva sultanina con lo zenzero. Per il resto ho eseguito fedelmente.

(il copyright è del sig. papà di Rossella, creatore e padre spirituale dell'omonimo pollo)

Evviva la vita e buon appetito!


domenica 24 gennaio 2010

Eccomimi. Le ricette di casa Cuffia.

Come promesso: le mie recensioni delle ricette di casa Cuffia. Ecco la prima. Però è meglio spiegare. Cos'è casa Cuffia? E' la casa dei miei genitori. Lì ci vive, in particolare, un uomo denominato "mio papà" che possiede una dote: sa cucinare. E fidatevi di me. Ha la mano, ha l'occhio, ha i tempi giusti. E soprattutto ha la passione. Ci pensa tre/quattro giorni prima e il sabato mattina parte con la sua lista della spesa e non lo ferma più nessuno.

Bè, dovete sapere che ieri era il compleanno di mia mamma. Loro si vogliono ancora abbastanza bene. Stanno insieme da una vita. Se io ho 29 anni: fate il calcolo. Aggiungete che mia mamma è letteralmente viva per miracolo. Due anni e mezzo fa stava proprio per morire. Davanti a una porta di ospedale, ci siamo sentiti dire: "la signora la perdiamo. E' questione di tre minuti o al massimo di tre giorni. Volete entrare a salutarla per l'ultima volta?" Ma questa è un'altra storia e non ci voglio tornare su. Era solo per specificare che ieri era una serata importante, meritevole di essere festeggiata.

Dunque, mio papà ha pensato di prepararle una cena di compleanno degna di questo nome.
Antipasti: una caponata mistica e stordente. Ho fatto il tris. Involtini di bresaola e robiola d.o.c., tartine di salmone e caviale ucraino (ebbene sì).
Primo: agnolotti burro e salvia di due qualità differenti. Un tipo: ricotta e limone, grandi. L'altro tipo, ripieni di carne piccoli.
Secondi: gamberoni al sale. Una ricetta assurda, mai vista prima. Bisogna cercare il gamberone con la forchetta sotto una lastra di sale. Immaginate di spaccare il ghiaccio con la picozza, l'effetto è lo stesso. Buonissimi. Anche qui il tris inevitabile.
E poi, il trionfo definitivo. Calamari ripieni. E vabè, detta così. Ma il sapore, denso, consistente, salato il giusto del sale del calamaro, con l'oliva del ripieno che spezzava il gusto del pesce con una punta di amaro. Perfetti. Ne ho presi quattro.
Finale con torta, comprata da me. E auguri mamma. Il suo terzo compleanno dopo l'ospedale. E' stata una rinascita e questi tre anni: un gran bel regalo della vita.

Alla prossima con le ricette di casa Cuffia.


martedì 12 gennaio 2010

Eccomimi by night. Mamma Licia.

Questa storica trattoria, in via Mazzini 50, riscalda ogni tipo di cuore nel gelo della buia sera torinese. Piccola, comoda, luccicante e discreta, la sua saletta colorata accoglie gli avventori con caldi tavoli in legno apparecchiati tutti in modo diverso, con certe allegre tovagliette e i bicchieroni e le piccole bottiglie verdi per i fiori. Il mitico bancone fa un vero effetto rassicurante. Ah, qui le cose non possono andare male!
E infatti: il mio tortino alle rape e fonduta di toma e il mio risotto carciofi nocciole e menta hanno confermato le aspettative. E il calice di Nebbiolo ha suggellato la cenetta a dovere.
La "nuova" (tra vrgolette perché è già da un po' che Mamma Licia in persona non c'è più) gestione è super professionale, sobria e insieme simpatica: impossibile lamentarsi, fila proprio tutto liscio. Dal "benvenuto" della casa - due crostini caldi con patè di fegato e un filo d'olio - alla "sorpresa" finale sotto il conto, che invece non sorprende perché adeguato, - due provvidenziali sucai alla menta - al "congedo" sotto forma di mini meringhe sul bancone da portare a casa a volontà, ogni dettaglio è pronto a ricordarti che la serata è proprio lieta. Compreso l'orologio a pendolo che scandisce le ore e le mezze ore. Consiglio Mamma Licia a chi vuole sgranocchiarsi un pezzetto felice di Torino in compagnia.

martedì 28 luglio 2009

Esercizi di sopravvivenza.

Esercizio, credo, numero 5: cucinare. Semplice, scontato ma di sicuro effetto. Vi trascrivo la mia ricetta per realizzare le ricette e quindi sopravvivere.

Sfogliate una rivista di cucina qualsiasi - se è Sale & Pepe però vi sentirete più importanti - oppure un ricettario nascosto nei più oscuri anfratti della vostra biblioteca, se ne avete una. Altrimenti cercate su internet o chiedete consiglio a un parente. Procuratevi, per farla breve, una ricetta. Facile ma un po' ambiziosa. Che contenga almeno un elemento nuovo rispetto ai vostri abituali cavalli di battaglia.
Recatevi dunque al più vicino supermercato. Acquistate il necessario con oculatezza. Non spendete un euro più del dovuto, non comprate nient'altro che gli ingredienti scritti in precedenza di vostro pugno su un foglietto bianco. Tornate dunque a casa camminando piano e assaporate il piacere di portare un sacchetto insolitamente leggero. Arrivate a casa tranquilli, senza affanno. Riponete i materiali nel frigo o nella credenza, se ne avete una.

Poi, benché non affaticati, riposate. Distraetevi con altre faccende di lavoro o domestiche.

Dopo qualche ora, in tempo per la cena, incominciate. Lavate bene le mani guardandovi negli occhi allo specchio e vincendo la vostra naturale ritrosia. Siete chef nell'anima, stasera. Non dimenticatelo.

Sgombrate la mente e la tavola dalle cianfrusaglie. Accendete pure la televisione. Indossate un grembiulino, se ne avete uno. E immergetevi in questa avventura dei cinque sensi. Senza dimenticare il sesto.

E buon appetito!