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giovedì 6 agosto 2015

Birthday-Book!

Herman Melville, Moby Dick, Garzanti

Ma del resto, di nuovo, cosa ha da dire la balena? Raramente ho conosciuto un essere profondo che avesse qualcosa da dire a questo mondo, a meno che non fosse costretto a balbettare qualcosa per guadagnarsi da vivere. E fortuna che il mondo sa ascoltare così bene!

C'è chi resta indifferente al proprio compleanno e chi invece lo sente particolarmente. Per me è sempre un momento importante. Poi non succede di fatto mai niente di che, anzi ricordo compleanni senza senso, agostani, malinconici etc. Ma sta di fatto che le emozioni legate all'8 di agosto (giorno appunto del mio compleanno) per me sono sempre particolarmente significative...  e quindi anche questa volta è così.
Questa volta anzi ancora di più, dato che a quanto pare i 35 sono gli anni di Dante al momento della Divina Commedia, insomma un'età in cui bisognerebbe essere svegli e intelligenti. E forti. Tanto forti da riemergere da Inferno, Purgatorio e Paradiso senza fare un plissè. 

In effetti, non so voi coetanei, ma questa strana età ci ha già portati a vederne delle belle, di cotte e di crude e chi più ne ha, più ne metta. 

Un'età di mezzo in cui veramente, definitivamente si è adulti e vaccinati al cento per cento. Non ci sono scuse e si scopre che, talvolta, è anche divertente, neutro e rilassante. Ed è sicuramente l'età giusta per concedersi delle scelte, prima tra tutte la leggerezza calviniana e a seguire molte altre. 

Ho pensato un po' a che libro "regalare" su questo blog per il mio compleanno. Un libro che fosse rappresentativo della mia formazione (letteratura angloamericana) e che avesse a che fare con la mia vita: è stata questa per me una lettura di quelle che "ti cambiano". 

Questo romanzo universale, che tutti conoscerete, ha di bello che è una storia magnificente, grande, di caccia alla balena bianca, ma anche una storia minuta, fatta di piccole informazioni, illuminazioni segrete e brevi frasi come miniature. 

L'avventura della vita di ognuno, di questo blog e di molte altre cose assomiglia a tutte le avventure: momenti bellissimi, momenti di crisi, momenti di svolta. Ma alla fine la caccia alla balena bianca non è mai finita e chissà adesso in che mare ci porterà.

A voi: buona lettura e grazie :)
 

venerdì 8 agosto 2014

Del compiere 3* anni.

Foto trovata sulla pagina FB della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. 






Una volta c'era su questo blog una rubrica chiamata Wish Tree. Rifacendomi alla tradizione giapponese dello scrivere un desiderio e poi legarlo con un cordino ai rami di una pianta, riprendevo anche un progetto artistico della simpatica Yoko Ono e scrivevo desideri come se piovesse, confidando nella buona sorte.

Poi è successo che qualcuno se ne sia avverato, e ho smesso di scrivere. Notando inoltre che talvolta è proprio vero che, come diceva Truman Capote, si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte.

Insomma. Comunque. Forse, dopo mesi di riflessione, c'entra anche questo discorso con i cambiamenti che sta vivendo questo blog... chi lo sa. Quando sono arrivate infatti tante cose belle e tante attenzioni, mi pareva un po' troppo per i miei gusti. Salvo rendermi conto che queste cose non erano cose "poi così belle", o che comunque si poteva fare di meglio e che a ben guardare tutto quello poteva essere solo il bellissimo inizio di qualcosa di nuovo.

E allora ecco che ho ricominciato a desiderare, e a scrivere.

E invece oggi è il mio compleanno ed è tradizione di questo blog fare qualche pensiero in proposito. Siccome potrei a pieno titolo rientrare nel "gruppo anziani" dei blogger italici, (esigo tra l'altro un pensionato all'altezza: con tutti i comfort tipo sala tv, wi fi a manetta e tavolate di burraco e scala quaranta), mi permetto di raccontare ai giovani cosa significa compiere 30 e qualcosa anni al giorno d'oggi ed elargire qualche consiglio non richiesto, proprio come fanno gli anziani! 
Dunque, compiere 3hemmm anni significa questo:

1) Punti di domanda. Se avete un diario segreto, esso, vi accorgerete con stupore, sarà costellato di domande. Siete adulti pieni di domande. Chiaramente tutte senza risposta. E sotto il naso avrete più punti interrogativi che candeline da soffiare. Fate un respiro profondo e realizzate che vi serve ancora un po' di giovinezza per capirci qualche cosa.

2) Ma dove? Siete dunque maledettamente ancora giovani. Quindi non è il momento, come scriveva Agassi in Open, di comprare un completo bianco e rilassarvi in campagna. Macché. Ma dove? Molto probabilmente, se siete nella media, avete i soldi per comprarvi una sola manica del suddetto completo, oppure niente. Nonostante la stanchezza psicologica che qualcuno potrebbe cominciare ad avvertire, non è ora di guardare il panorama, ma di accelerare di brutto e in apnea.

3) Cose da scrittori. Se per caso avete scritto un libro, è ora di fare il secondo. E magari anche il terzo e il quarto. 

4) Decaloghi a gogo. Non credete veramente agli sciocchi decaloghi sui trentenni. Non ci sono regole, tranne quella di svegliarsi presto la mattina e mettersi a lavorare.

5) Bloggersss. Se avete aperto un blog e credete, come me, nella decrescita, più che nella crescita esponenziale, rilassatevi.

6) La solitudine abitativa. Se vivete da soli, sarete diventati delle specie di monaci tibetani e saprete tutto sul mistero del silenzio. O del cane del dirimpettaio che abbaia dodici ore al giorno, o del gatto abbandonato, o della giovane vicina cinese che scorda le chiavi dentro casa e non sa montare mobili Ikea in autonomia, dunque dipenderà da voi in tutto e per tutto. Ma avete ancora la forza maledetta di parlare tantissimo nonappena incontrate anima viva laffuori. Se non vi siete irregimentati nel lavoro ad esempio (come mi aveva  cosigliato il prof. Guglielminetti prima di morire, ma questa è un'altra storia...) siete comunque dentro un altro tipo di sistema, il vostro personalissimo, che vi parrà inespugnabile, e avrete l'impressione di soffrire di più, e meglio. E qualche volta anche di essere felici come mai prima, e avrete paura di illudervi di più e meglio. Comunque: il mondo comincerà ad accettarvi così come siete. Questa è la vera sorpresa!

7) Love, love, love. Non potete neanche immaginare quante cose ancora vi aspettano. E non parlo di cose piccole, ma grandi. E avrete voglia di conoscerle di nuovo, o per la prima volta, nella loro autenticità. Ad esempio l'umiltà, o l'amore. 

8) Continuate a leggere romanzi. 

E a bere Acqua Naturale! 

Con affetto e grazie per gli auguri!

sabato 31 luglio 2010

Programmi, propositi, progetti &Co.

E ora basta parlare del passato e del presente. Vorrei finire il mese slittando un momento al futuro. Non so voi neo-trentenni, ma io mi sento così irrequieta. Stanotte mi sono addormentata alle cinque. Sveglia come un grillo a pensare a tutte le cose che non ho fatto, sono collassata di colpo con l'immagine viva negli occhi di quelle che devo ancora fare. E mi sono svegliata tardissimo, con il sospetto che avrei saltato la colazione e che forse quelle cose non le avevo desiderate abbastanza.

In conclusione, ho affogato comunque tutte queste belle immagini in una, (due) tazzine di caffè e ho iniziato a dedicarmi al futuro. Allora partiamo con un'altra infornata di propositi.

Lascerei perdere tutti quegli insani progetti alieni tipo: sposarmi, fare uno o più bambini, lavorare a tempo indeterminato, guadagnare un sacco di soldi, comprare un'automobile...

Non esageriamo. Queste poi mi sembrano oggi parole vuote, in tutto simili a: voglio perdere il senno, ritrovarlo sulla luna, costruirmi una casa sugli alberi e non scendere per tutta la vita, allenare il mio organismo a nutrirsi con il plancton, diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti d'America, vestire alla marinara anche in inverno e altre amenità, e altre cose che comunque non farò mai più.

Avevo in mente programmi più credibili, ad esempio: voglio sentire, per tutti i miei trent'anni, quella sensazione che non ho mai capito da quali organi interni esattamente provenga, quella che ti entra dentro quando metti i piedi nel mare dopo un anno di città, quando ti arrivano certi sguardi belli e inequivocabili, quando trovi la parola giusta, la voce giusta per dire quello che devi dire e vedi che l'interlocutore o il lettore ha capito, l'ha sentito anche lui, la parola l'ha trafitto come una freccia di cupido.

Ecco sì, vorrei sentire e far sentire queste sensazioni nette e precise, affilate e a volte anche vaporose, languide, così felici da doversi fermare a ripensarci. Sedersi su una sedia e dire: oddio, però è bello vivere. E tutto questo sappiate che è catturato e mal custodito dentro di me e ha voglia solo di essere sguinzagliato fuori. Queste emozioni sono come carcerati dentro di me che hanno pagato la loro pena e ora sono di nuovo in libertà, vogliono costruirsi qualcosa di proprio, di solido nella loro città.

Ecco, sì, vorrei che questo anno che viene sia una costruzione totale, di cui io stessa possiedo le autorizzazioni necessarie. Vorrei anche sentirmi stanca, aumentare gli impegni, prendermi il diritto al divertimento, andare fino in fondo e alternare lavoro e festa, serietà e idiozia, concentrazione e nuoto in dolcissime acque chiare e fresche. E poi vorrei sentirmi al sicuro con le persone della mia vita. Vorrei potermi fidare e rendermi affidabile. Vorrei scambiare fiducia e affetto con queste persone. Vorrei che le cose che per me contano non cadessero più nel vuoto, vorrei stringere mani, creare consuetudini, fare passi avanti.

Mi sento come il personaggetto di un video game degli anni Ottanta che scalpita per passare al livello successivo.

E poi volevo dire un piccolo grazie ai 30 lettori fissi di questo blog :) uno per ogni anno della mia vita. Come si dice pochi ma veramente buoni. E grazie anche a quelli occasionali e gli una tantum che arrivano da queste parti cercando cose come "rovesciare il caffè" o "tazzine quadrate".

Credeteci o no, siete tutti molto, molto, molto importanti per me!

E buon week end, per un agosto migliore!

venerdì 30 luglio 2010

Compleanno.

Lunedì parto per la Sicilia ventinovenne e tornerò poi a Torino trentenne. Sono molto felice per le vacanze, ma fino a qualche minuto fa ero un po' preoccupata per il compleanno.

Nelle ultime settimane si è abbattuto sulla mia vita quotidiana uno strano silenzio. Uno strano senso di sospensione e di attesa che si dirama su tanti fronti della mia esistenza, su quasi tutti. In questo vuoto, in questa inconsistenza, in questa incertezza cosmica, ho comprato l'ultimo numero di Vanity Fair con la discussa intervista a Roberto Saviano. Leggendo, ho anche pensato che lui ha un anno più di me, è un ragazzo come me. Malgrado lui stesso, malgrado la sua stessa volontà, molti lo definiscono un eroe. E tra questi ci sono pure io. Fin da subito, quando è uscito Gomorra, ho pensato questo. Ho riconosciuto il suo coraggio di dire la verità come qualcosa di assolutamente fuori dall'ordinario. Mi ha sbalordita la sua grande assenza di paura, in un mondo costellato di micro paure. Paure di prendersi stupidi rischi, minime responsabilità, paure di sbilanciarsi di un millimetro, di tradirsi, di fare un passo falso, figuriamoci di perdere la vita per aver detto le cose come stanno.

Così come fin da subito ho capito che la mia posizione del mondo si trovava all'esatto opposto della sua. Mi sono sentita come un imbianchino che dipinge le pareti con l'acqua anziché con il colore. Invisibile. Innocua. Trasparente. Ma anche tutto sommato al sicuro, nell'indifferenza generale, e soprattutto libera. A conferma di questo, leggo una sua frase che, ad ascoltarla bene, rivela molto sulla sua vita di prima (forse non poi così felice) e di dopo Gomorra: "Io per anni non ho festeggiato i miei compleanni. Ma da quando sono blindato rimpiango tutti i compleanni mai festeggiati".

Mi sembra una frase piuttosto generosa e compassionevole. Indulgente e amorevole verso chi non è Saviano, verso noi che non abbiamo il suo coraggio, ma siamo in possesso dell'unica cosa che a lui oggi manca, cioè la libertà. Nell'intervista dice anche che gli mancano le passeggiate mano nella mano, le fritture di pesce a Pozzuoli, vedere suo fratello alla luce del sole. A lui mancano queste piccole cose, a me qualche minuto fa mancava il richiamo a un significato netto della vita, consistente e profondo, costante soprattutto. Adesso mi si è chiarita almeno una cosa: se non un significato, io avrò di certo un compleanno. Una piccola festa, vedere un'amica che è come una sorella, passeggiare sotto il sole mano nella mano con il mio fidanzato, mangiare pesce in bella mostra, senza nascondermi.

Allora l'8 agosto, il giorno del mio trentesimo compleanno, proverò a fare tutte queste cose contemporaneamente, cercando di sentirle ancora di più, di apprezzarle doppiamente, di valorizzarle anche per lui, per questo straordinario, rarissimo eroe dei trentenni e delle generazioni future.