Ero in piscina poco fa. A nuotare e a ritrovare qualcosa tipo un senso alla vita o similari. A un certo punto, mi sono sentita debole. Ma non proprio sconfitta o completamente schiappa. Solo debole, da ogni punto di vista. In quel preciso momento, non sapendo come risolvere la situazione, in un angolino, mi sono messa a osservare la tizia che era con me nella vasca. Una ragazza che avrà avuto la mia età o giù di lì. Lei nuotava come un pesce. Non sto scherzando, non sto usando un'abusata metafora che si usa coi bambini per compiacerli nei loro progressi al corso di nuoto. Lei era davvero un pesce. Una specie di delfina, col costume grigio-azzurro. Si vedeva a malapena la faccia, perché non si fermava quasi mai. Tagliava le sue vasche come la lama fredda di un coltello d'argento, serena, corretta, imperturbabile. A quel punto mi sono risvegliata dal mio sonno. E ho cominciato a starle dietro. Poi si è liberata una vasca, e mi ci sono messa. Così avevamo ognuna il suo spazio. Ed è stato lì che ho capito che ce la potevo fare anche io a portare a termine le mie vasche, nel numero esatto che mi ero prefissata. E così è stato. Quindi grazie Delfina, perché è anche con il silenzioso esempio che ci aiutiamo tra esseri umani e qualche volta anche tra pesci.
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martedì 16 novembre 2010
lunedì 17 maggio 2010
Per tutti i bambini all'ascolto (ma anche i grandi).
Giacomo & Scaglia. E la paura della piscina...Oggi è l'ultimo giorno di Salone del Libro di Torino: amici, se riuscite cercatelo già adesso allo stand della casa editrice Adnav Edizioni (oppure in libreria da domani!). Regalatelo ai vostri bimbi o ai bimbi di vostri amici e parenti. Questo è proprio un bel libro illustrato dalla bravissima Ilaria Urbinati, qui il suo blog nuovo di zecca. La storia, dell'autrice Daniela Barbato, racconta del piccolo Giacomo (il suo sguardo è vivo e vi cattura da subito, le sue espressioni del volto sono davvero spiazzanti, è un bambino vero lui!) e della paura della piscina, nonostante i suoi genitori siano entrambi grandi nuotatori. Sarà il suo inseparabile amico Scaglia a suggerirgli semplicemente un modo nuovo per tuffarsi. Al fondo del libro si trovano anche alcuni consigli per i genitori e testimonianze diverse sul valore dello sport e del nuoto in particolare. Molto incisiva la quarta di copertina del campione di Stile Libero, Federico Cappellazzo. Lo consiglio perché mi è piaciuto molto, ma anche qualcosa di più. Questo libro ha scovato tra i miei ricordi e le mie sensazioni di bambina e ha stanato certe antiche paure, non solo di nuotare. E poi mi ha teso una mano e mi ha aiutata a trovare il coraggio e la fiducia che mi mancavano o che forse avevo dimenticato. E poi ho pensato: se è successo questo a me, che ho quasi trent'anni, chissà quanto può essere utile a un bambino piccolo, che quelle paure le vive sul momento, in presa diretta...
venerdì 12 marzo 2010
Nuotare. To swim.
E io continuo a nuotare. A pensare molto. A vivere. Continuo a progettare qualcosa e a programmare qualcosa. E continuo a riflettere su qualcosa. Continuo a rendermi conto di qualcosa. Continuo a resistere. Continuo continuo. E poche cose mi potrebbero fermare. Anzi a occhio e croce: nessuna cosa. Ci provo, ci credo, lo faccio. Mi tuffo.
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