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giovedì 29 settembre 2016

Terrazzino di caffè


Oggi a Torino è un'altra giornata di sole estivo. Mi sono messa a lavorare nel terrazzino della mia casa nuova considerando questa possibilità come una grande fortuna. Spero di non sembravi retorica nel dire questo, ma è proprio un moto dello spirito ricordare a me stessa e a chi legge (dunque può leggere ed è già una cosa bella) le fortune che abbiamo. Anche io, come molti di voi, ho infatti la tendenza a vedere solo quello che non va. E sento già la mia detestabile vocina interna che vorrebbe aggiungere in nota: ed è tanto quello che non va santo cielo! Ed è pur vero che è appena successo (tralasciando le altre disgrazie) ad esempio che una persona che dovrebbe gestire un Ministero della Repubblica ha chiesto alla gente di lavorare possibilmente gratis: una considerazione a margine: ma se chi dovrebbe proteggerci, occuparsi del nostro sostentamento e magari anche del nostro benessere di cittadini fa questo, ovvero ci tradisce o per lo meno non ci tutela, non ci sostiene, come facciamo a progredire, evolverci, vivere normalmente in questo paese?

So che è una domanda che si pongono in molti e so anche che ahimé questo meccanismo accade in ambiti meno creativi e velleitari rispetto a quello della comunicazione e pubblicità, seppure "progresso", senza nulla togliere ai nostri mestieri dorati e un po' vani. (Ma la mia vocina buona invece mi dice: vani un corno, la scrittura e le immagini sono importanti per una società che funziona!).

Insomma, i motivi per essere giù di corda ci sono, eppure ognuno di noi ha ancora la possibilità di assaporare le proprie gioie, le proprie conquiste. Ricordate la storiella zen di quello che precipitando da un burrone resta incantato da una fragolina di bosco? Più o meno la vita mi sa che è questa cosa qui, burroni e fragoline di bosco.

Ciò detto, ecco gli appunti di questa ultima settimana settembrina che ho segnato sul mio taccuino, sono autoreferenziali, spero vi incuriosiranno comunque:

1) Salto il #SalTo? Salterei volentieri questa notizia, ma non posso. Ne leggo quotidianamente di robe sul Salone del Libro, mi viene da chiedermi perché le cose si siano complicate così tanto, poi mi ricordo che tutto nasce dall'avidità e dalle nevrotiche lotte di potere tra pochi e ritrovo un senso (di malessere ma vabbè). Cercasi urgentemente fragoline di bosco per distrarsi da sto burrone. Contestualmente, in questi giorni gira sul web un video che mostra lapalissianamente come noi donne riceviamo una paga, per qualsiasi lavoro, in media il 30% inferiore rispetto a quella degli uomini, veniamo insomma trattate come bambine sciocche. Altro? Ah sì, l'unico articolo un po' consolante che ho letto in questi giorni risale a ieri, spero sia attendibile, lo pubblica Repubblica. L'articolo dice che quello torinese sarà un "Salone di letture ad alta voce", e si relaziona a lungo su una proposta firmata Pautasso-Culicchia. Faccio il tifo per Culicchia, che ho avuto la possibilità di incontrare e presentare alcune volte e che ha anche presentato a sua volta il mio primo romanzo in una libreria cittadina che ora non c'è più. Il motivo della mia stima non è però per la conoscenza personale, dal momento che una persona famosa la conoscono in molti e non è un fatto pregnante, la mia stima nasce dal fatto che la proposta presentata su Repubblica seppur a grandi linee mi pare semplice e organica in continuità rispetto al passato e sostenibile per il futuro, coi piedi per terra. Nonostante la momentanea sfiducia, voglio dunque ricordarmi che Torino è anche casa mia e di chi verrà ancora a farci un salto per il #SalTo. 

2) Letture ad alta (e bassa) voce E siccome sarà un Salone di letture ad alta voce, vi ricordo, perché ci tengo molto, il mio laboratorio di letture che comincerà ai MagazziniOz di Torino questo 13 ottobre. Sono felice al solo pensiero, per una che da sempre ha la voce troppo bassa in diversi sensi, avere una possibilità del genere è una vittoria sui propri limiti :)! Leggeremo un capolavoro della letteratura mondiale come Il mago di Oz ma leggeremo anche testi piccoli, magari scritti da noi e ci rifletteremo su, e staremo in silenzio e ci parleremo quando sarà necessario nel rispetto della timidezza e pure della stravanganza di tutti. Per tutte le informazioni, qui. 

3) Letture in #TazzaGrande  La mia avventura radiofonica continua, se volete potete ascoltarmi tutti i mercoledì mattina alle 10 su Radio Banda Larga, qui una bella descrizione del programma. Un libro a settimana e un'immersione nel mondo di chi lo ha scritto, con musiche a tema. Questa è un'avventura cui tengo molto, e vi lascio una citazione dell'autrice di cui ho raccontato ieri in diretta (replica venerdì alle 14), ovvero Karen Blixen, per finire in allegria questo taccuino:

Spesso penso che oggi quello di cui abbiamo più bisogno è un grande umorista.

Insomma, passano i secoli, passano i millenni ma continuiamo ad aver bisogno sempre di stare bene, di comicità.


Intanto, il tempo è passato anche per me ed è arrivata l'ora dell'intervallo: vedo i bimbi della scuola sotto casa mia giocare all'aperto su un prato, sento ridere e gridare di allegria. W l'intervallo!

mercoledì 21 settembre 2016

La mia avventura radiofonica e il libro misterioso



Vi raccontavo, la settimana scorsa, di un nuovo programma radiofonico che ho inziato a condurre su Radio Banda Larga.

Sono davvero felice perché Tazza Grande è un programma di libri: uno a settimana a colazione! Da tanti anni mi cimento alla radio - forse anche per via del mio cognome che, mai caso fu più azzeccato, è tutto un programma (radiofonico, appunto) - e mi piace tanto.

Non sono un genio della dizione, credo che sia facile identificare il mio accento piemontese. Ho i miei tempi, a volte parlo troppo a volte invece mi emoziono come fosse la prima puntata. Eppure un programma come questo è proprio un sogno che si avvera. 

Quando mi sono inventata (diffidate dalle imitazioni, mi raccomando ;) l'idea di accostare libri e caffè sul web, desideravo infatti trasformare l'appuntamento più rituale dei lettori italiani in qualcosa di costante e alla fine è successo, prima con questo blog e adesso anche con questa trasmissione. Da mercoledì scorso, quindi, nella bellissima libreria e torteria Luna's Torta di Torino ho cominciato questa nuova avventura radiofonisca e libresca. 

Oggi ho raccontato di un libro misterioso: Billy Budd di Herman Melville.


A proposito di fragilità e punti deboli, Billy è un giovane marinaio bello e buono che si imbarca su una nave da guerra inglese a ridosso della Rivoluzione Francese e che all'apparenza non ha difetti. Eppure Billy, nonostante l'affetto e l'ammirazione che riesce, con la sua buona fede, a conquistarsi a bordo, viene accusato di ammutinamento. L'accusa arriva dopo una serie estenuante di dispetti e intimidazioni per mano del suo unico nemico, l'invidioso e temibile maestro d'armi John Claggart. Billy, che è un'anima pura, in realtà un difetto ce l'ha: un problema di voce che talvolta si abbassa troppo e non riesce a uscire dalla sua bocca. Così, all'ennesima provocazione, perde il controllo e non riuscendo a reagire a parole, colpisce maldestramente Claggart, uccidendolo. Il capitano Vere, anche lui uomo onesto e di principi, si vede costretto a punire Billy con l'impiccagione, ben conoscendo la sua innocenza di fondo. 

Chi può nell'arcobaleno tracciare la linea dove finisce il colore violetto e comincia il color arancione? La differenza fra i due colori è chiara, ma dove l'uno entra esattamente nell'altro? Così è della pazzia e della ragione. Nei casi estremi non c'è dubbio alcuno. Ma nei casi meno definiti, in gradazioni intermedie, la linea che li divide è accessibile a pochi, a meno che non si ricorra a esperti professionisti e pagati. Non c'è nulla al mondo che non si possa intraprendere dietro compenso . In altri termini, ci sono casi nei quali è impossibile dire se un uomo è sano di mente o comincia a sragionare. 

Nella traduzione di Eugenio Montale, questo romanzo breve risulta essere proprio un testamento - pubblicato postumo nel 1924 - di un autore che per tanti anni si era già chiuso in un silenzio austero, considerate le molte difficoltà e gli insuccessi che lo affliggevano. 

Billy Bud è un romanzo imperfetto tanto pieno di errori quanto di simboli, proprio come Moby Dick. Del quale prende il mare e i conflitti inestricabili dell'animo umano. L'innocenza del giusto e la stolida crudeltà del nemico.

In radio, questa mattina, ho raccontato poi anche delle analogie di questo libro con un altro capolavoro letterario come Il ritratto di Dorian Gray che, forse non a caso, è stato scritto negli stessi anni. Un giovane bello e innocente corrotto dal "male" che è insito nella natura umana.

Come cercherò di fare in ogni puntata, ho infine tracciato un percorso di letture consigliate a partire da Billy Budd e una colonna sonora a tema. Ci siamo ascoltati, ad esempio, un estratto dalla riduzione musicale in opera di Benjamin Britten del 1951. Insomma, uno spasso. 

Spero davvero tanto che chi ha ascoltato si sia divertito e appassionato a questo romanzo. 

E spero che mi ascolterete tutti i mercoledì alle 10 in diretta (vi dirò appena possibile le repliche) sempre sulle non-frequenze di Radio Banda Larga!



mercoledì 14 settembre 2016

Taccuino di caffè


Buonasera! Questo taccuino serale è più di appunti presi su cose belle accadute negli ultimi due giorni che non una proposta di eventi ma spero vi piacerà comunque. 

Ieri sono stata a Milano, nella sede della casa editrice NNE. Il motivo è stato l'incontro con lo scrittore americano David James Poissant, di cui avevo letto a giugno la raccolta di racconti Il paradiso degli animali, potete leggere il post qui. L'incontro è stato particolarmente significativo. Poissant ci ha raccontato delle sue abitudini di scrittura, del suo rapporto con gli animali e della sua storia di figlio della working class che è riuscito, grazie alla propria tenacia e all'amore per la scrittura, a studiare, diventare scrittore e insegnante di scrittura creativa (e a mettere su famiglia). E di molto altro ancora. Insomma, un bellissimo esempio di speranza. 

Se non lo avete ancora fatto, provvedete alla lettura di questi racconti spietatamente autentici.




















Un'altra cosa molto bella che è successa di recente (stamattina) lo è a un livello più personale. Ovvero è cominciata per me una nuova avventura radiofonica. Da oggi e per tutti i mercoledì, dalle 10 alle 11 del mattino, condurrò, dai locali della libreria e torteria Luna's Torta, un programma radiofonico cui tengo molto. Si chiama Tazza Grande. 

Il logo è sempre di Gerald Bala, che ringrazio di cuore.

Sarà, nelle intenzioni, un po' la versione radiofonica di questo blog e vorrei parlare di un libro a settimana. Spero mi accompagnerete in questa avventura!