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lunedì 9 maggio 2011

Underground, Dente, altre amenità.

Questa notte ho dormito pochissimo e delirando sui rumori del vento che scambiavo per non so cosa, quello stato di dormiveglia stralunante dove non capisci niente ma hai paura di tutto.

Poi mi sono svegliata e il primo libro che ho avuto sotto mano è stato questo Underground, di Murakami Haruki. Sepolto da ere geologiche sotto pile di altri libri, è sbucato perché stiamo cercando di dare un senso alla casa. Ed eccolo lì. Questo libro è una raccolta di testimonianze di sopravvissuti a un terribile attentato alla metropolitana di Tokyo nel marzo del 1995. Ne ho riletta qualche pagina, in apprensione, sperando non mi facesse lo stesso effetto di qualche anno fa, quando l'avevo letto per la prima volta. Invece l'emozione, uguale, si è ripresentata. Non entro nei particolari, ma trovo questo libro una testimonianza agghiacciante di quanto più storto e inumano si possa concepire. Lo strazio e la confusione regnano, incanalate solo dalla cura meticolosa di Murakami Haruki che ha lavorato con immenso rigore a questo volume.

Nel corso della giornata, ho cercato quindi di dimenticare. Mi sono distratta, ho fatto altro. Poi ho sentito l'impellente bisogno di sgranocchiare cosa? Semi di zucca. Che hanno avuto su Dente l'effetto che pensate.

In un fermo immagine di puro terrore, noto staccarsi senza pietà qualcosa di acuminato e trasparente. E una fitta di male nel solito posto. Per chi ha un po' di dimestichezza con panico e ipocondria, saprà il potere di queste minuzie. Ho telefonato subito al dentista, che mi ha rassicurata dicendo che è semplicemente un po' di materiale che si è esfoliato (o una cosa del genere, ma a quel punto nella mia mente squillavano altissime trombe di giubilo nel sapere che non era niente di serio). Così Dente oggi si è esfoliato o something like that.

E io a quel punto sono ritornata al libro, non riuscendo più a concentrarmi su altro. Ho capito che la giornata prendeva quella direzione, di discese underground e brevi risalite. E alla fine ho pensato di scriverlo qui.

Leggendo di Tokyo, e osservando nel piccolissimo anche la mia vita, ho capito di quanto tutti siamo fragili ed esposti. Di quanto una cosa microscopica possa poi di colpo assumere aspetti imprevisti. La conclusione è che ho deciso comunque che era il caso di leggere ancora.

giovedì 5 maggio 2011

Dente Jones e l'ultima crociata.

Ieri era l'ultima seduta per Dente (per chi si fosse perso le puntate prece ----> denti: c'è proprio il tag "denti" a vostra completa disposizione).

Si trattava dunque di far fronte alla "miracolosa ricostruzione". Una cosa a dire il vero un bel po' spirituale.

Per farla breve, era da febbraio che questa storia dei denti mi abbatteva. Fisicamente ma anche e per lo più psicologicamente. Inoltre è successo di tutto. Ad esempio è morto Bin Laden e il mio ennesimo contratto a progetto è scaduto (Mister Obama, aiutami tu). Si sono sposati Will&Kate e io ho corso la Tutta Dritta (10km) facendo un tempo molto simile a un noto candidato sindaco di Torino con un cognome molto simile al mio. Ho capito che la mia vita è piena zeppa di inutili sorprese. Ad esempio mi si è fulminata una lampadina scoppiando in mille pezzi sul pavimento, mi sono addormentata ieri pensando a come procurarmi al più presto del denaro in modo legale e ho sognato invece di essere affetta da carenza di Friarielli conclamata (quando si dice che le soluzioni arrivano in sogno, wow), ma soprattutto ho letto un sacco di libri in questo periodo e questa è una cosa davvero esaltante.

Comunque. Dente. Anzi DENTE. Si era frantumato sotto i colpi fiochi di un cereale di mais, dopo avermi fatto molto male, ha sparato fiotti di sangue come l'Uomo Ragno le sue tele, ha vaticinato pessime profezie, ha esalato gas nervino, ha indotto gravi attacchi di panico in me e nel dentista, ha strabiliato l'assistente del dentista stesso che ha esclamato sgranando gli occhi: ma è enorme! ha richiesto il doppio delle sedute normali per una devitalizzazione, ha suscitato pietose ipocondrie, ha fatto la magia di far fermare l'aspiratore di saliva, ha lottato fino all'ultimo come una belva, ed era il mio unico dente storto, come direbbe qualcuno, il mio tallone da killer.

Dente Killer Qu'est-ce que c'est/fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better/Run run run run run run run run away.

Ma, dente killer ingenuo aveva fatto i conti senza l'oste. E con eye of the tiger di sottofondo, vistosamente sotto effetto di calmanti, privata di caffeina e qualsiasi altro pensiero sulla vita, ho assistito in effetti, sdraiata e imbavagliata, al grande miracolo.

In pochissimo tempo, dalle taumaturgiche mani del dentista, è nato Dente Bianco. Il dente del futuro.

L'assistente questa volta ha sibilato: "si-può-fareeeeeeee". E io, che nel mentre vagheggiavo le solite cose belle nell'incrollabile fiducia dei visionari o dei fools on the hill, ho visto proprio la fine del tunnel coi miei occhi quando in bagno mi sono specchiata, ho aperto la bocca e una luce candida mi ha avvolta teneramente.

Ora Dente Bianco è qui con me. Sento che è portatore di buone notizie e di meraviglie.

White Dente redivivo, che risorge dalle sue stesse ceneri, metafora sublime. Metafora delle metafore.





venerdì 22 aprile 2011

Dente.

Avevo scritto un post lunghissimo su Dente. Ma poi si è cancellato. E non so proprio come sia successo.

Il che significa solo due cose:

1) proprio come il post, anche Dente, per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, non esiste più (infatti al suo posto ora c'è uno spazietto bianco).

2) a Dente si associano fenomeni paranormali che fanno paura.


Voglio ascoltare questi segni del destino. E lasciare una piccola nuvola di silenzio sulla mia seduta odierna dal dentista. Vi dico solo che è andata bene.

Con mille accorgimenti (esercizi di respirazione, Lexotan, fantasticherie, ripetizioni inveterate di frasi come: no, su di me non grava alcuna profezia, le cose andranno bene anche per me, potrò mangiare. Mangiare sushi. Uscirò da qui e sarò contenta, lavorerò, guadagnerò dei soldi, scriverò, nessuno si arrabbierà, nessuno mi farà del male o si offenderà, magari si avvererà quel mio desiderio, sarò viva, sarò felice, andrà tutto meglio di così, accadrà anche a me e molte altre parole simili) è andata realmente e sufficientemente bene.

Non chiedetemi poi come ho fatto, come faccio e come farò ad affrontare cose più difficili di una semplice devitalizzazione perché non lo so nemmeno io e non me lo ricordo più. Comunque Dente si è arreso. Si è arreso a me e al dentista che credo ormai di amare come il fratello non ho mai avuto.

Dente questa volta non ha vaticinato tramite fiotti di sangue vivo e soprattutto niente panico. Sono stata normale. Che per gli impanicati è tanto, è tutto.

Addio Dente. Benvenuto Spazietto Bianco.

E alla prossima puntata: "la miracolosa ricostruzione".

:)

mercoledì 6 aprile 2011

Dente/3.

Riassunto delle puntate precedenti. *Per appassionati di questioni odontotecniche*. Il 18 febbraio sono rimasta vittima di un potente attacco dall'interno: un dente, che chiameremo Dente1, si è rotto nel corso di una masticazione blanda di cereale a colazione. Dente1, c'è da dire, era otturato con strati di amalgame all'amianto ed è stato definito da esperti "semplicemente enorme". In quella circostanza, ho inghiottito contestualmente parti delle suddette amalgame all'uranio, con soddisfazione reciproca.

A una prima visita, Dente1 non poté essere considerato, per mancanza di tempo. A una seconda visita, si presentò un'urgenza e sopraggiunse Dente2, nel lato uguale ed opposto, un gemello tonto ma efferato, che mi impedì di masticare per settimane, ma risanato tuttavia in tempi brevi e con successo.

Dunque oggi era il giorno. Il D-Day. In giorno di Dente1. Io sapevo, presagivo, sentivo qualcosa di maledetto. E così è stato. Dente1 era e devo dire è ancora un mostro cruento. Un violento assassino di gengive, un affilato serial killer di polpa dentale. Egli stava progettando la mia fine, tessendo come una tarantola vieta e velenosa la trama della distruzione definitiva. Aveva creato come una specie di consistente tappo micidiale che ostruiva quei canali dove stanno i nervetti da togliere, generando l'infiammazione del secolo se non forse del millennio. E io non mi accorgevo di nulla. E io gli davo asilo. E io gli ero amica. Al punto che mi sono anche fatta alcune domande sulla mia stessa soglia del dolore, quanto riesco a sopportare prima di sentire qualcosa di male.

Ma comunque. Già i primi rintocchi del giorno mi facevano capire che c'erano macumbe e malocchi relativi ai miei denti. Sogni tormentati, visioni dell'apocalisse.

A metà intervento, il rumoroso ma ipnoinducente aspiratore per la saliva smette di funzionare. Apro un occhio e vedo quello dell'assistente che mi fissa con terrore. Apprezzo però il savoir faire generale. Nonostante l'anestesia facciale, linguale, guanciale, labbrale e mentale, nonché almeno quattro ferri tra le mascelle, un gancetto al bordo della bocca e circa tre mani guantate nelle fauci, riesco a sibilare, con un inedito accento torinese: "si è impallato?".
E la risposta è sì.

Poi l'aspiratore riparte. E si spegne la luce. Mentre io ho di nuovo gli occhi beatamente chiusi e spero nell'impossibile, cioè dormire del sonno dei giusti. Spenta la luce, penso davvero al peggio. Anche lì, invece, tutti quasi-calmi. Tornerà. E infatti torna, ma loro adesso hanno l'aspetto di chi non aveva mai visto niente di simile in una sola seduta o forse nella vita.

Dentis in fundo, Dente1 si stufa e prende a gettare come un pazzo fiotti di sangue dove può. Fiumi. Tanto che bisogna interrompere e medicarlo a sprangate. E infine tornare la prossima volta e riaprire la faccenda. Dente1 hai i giorni contati.

Nel frattempo cercasi fattucchiere.

venerdì 25 marzo 2011

Dente/2.

Per chi fosse appassionato di questioni dentistiche (chiamatemi la Martin Amis* del Piemonte occidentale :P), torno adesso dalla seconda seduta dal dentista per curare il cosiddetto Dente2, ovvero la causa di un lunghissimo periodo da me trascorso senza masticare (tutto è iniziato però con Dente1, che si è rotto dalla parte uguale ed opposta al 2, e per la cronaca esso è ancora lì ad aspettare il suo turno dal momento che il 2 alla fine è risultato più urgente).
Comunque Dente2 era messo malissimo.

Benché più volte otturato con amalgame al carbonchio nel corso degli anni, stava provando lo stesso a farmi fuori dall'interno, giorno dopo giorno, corrodendo le gengive come il mare con le scogliere. Poco dopo Natale aveva iniziato a produrre un dolore d'altri tempi, pulsante, acuminato e persistente. Ma io lo ignorai. E per questo credo che finirò in un qualche girone dantesco - probabilmente quello dei trascuratori di carie. Dal dolore micidiale ma pur sempre benevolo in quanto primo rilevatore di guai, si è passati di colpo al silenzio.

Dente2 preparava la sua vendetta nel segreto. Peccato che però poi alla fine Dente1, gemello tonto, l'ha tradito frantumandosi durante una banale colluttazione con un cereale. E il resto è storia.

E vabè, comunque ora è iniziata la rimonta verso la masticazione. Ma perché vi racconto questo? Perché è come se da meno uno fossi passata a zero. Cioè da non masticare a masticare solo da una parte. Questo significa una sola cosa: che va tutto bene, nel migliore dei mondi possibili.

:)

Ah, e buon venerdì.




* ottimo scrittore inglese (su cui ho scritto la mia tesi di laurea) trasferitosi negli USA che qualche anno fa ha utilizzato parte dell'anticipo ricevuto per la scrittura di un romanzo per ricostruirsi tutti i denti.