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venerdì 6 gennaio 2017

Il libro dell'Epifania!

James Joyce, Gente di Dublino, Einaudi

Ed ecco il mio consiglio di lettura per questi ultimi giorni di vacanze natalizie. Quest'anno c'è un ponte incredibilmente lungo con questa grazia di due giorni più pieni di ferie che vanno senz'altro onorati con qualche buona pagina.

La grazia è anche proprio il titolo di uno dei quindici racconti raccolti in questo libro che è tanto famoso e su cui a me piace spesso ritornare, su questa mia copia costata Lire millecinquecento e che ho ereditato.

A me ricorda i tempi della scuola superiore e devo dire che tutte le volte in cui penso all'Epifania mi viene in mente proprio questo libro. Avevo una professoressa di inglese meravigliosa al liceo, australiana, che ci insegnò, con lungimiranza, qualcosa di Joyce e non potrò mai scordare la lezione sulle epifanie contenute in queste storie. 

In poche e brevissime (e riduttive, perdonatemi) parole, nella maggioranza di queste storie, scritte tutte nei primi anni del Novecento e pubblicate nel 1914, i personaggi - abitanti, come dice il titolo, tutti della città di Dublino - nell'eterna lotta tra il restare e il partire, tra il grigio della quotidianità, con le sue sicurezze, e le promesse  di un altrove, con le sue paure allegate, vivono una sorta di "paralisi" psicologica e qualche volta anche fisica e di tanto in tanto sperimentano delle epifanie

Letteralmente, l'epifania è l'apparizione del divino ma qui la parola assume una valenza più intima e "modernista", nel senso che si inseriscono, queste epifanie, all'interno del lavorio interiore dei personaggi, incarnato dalla tecnica dello stream of consciousness, ovvero del flusso di pensieri del personaggio stesso.

Un esempio su tutti è quello di Eveline in cui la giovane protagonista è combattuta fino all'ultimo tra il restare a gestire una famiglia disgregata e, si direbbe oggi, molto disfunzionale, tra lutti e maltrattamenti, o partire per Buenos Aires con un soldato. Nel momento della drammatica decisione improvvisa di restare, al porto, mentre lui è sulla nave, si sente un grido ed è l'epifania di Eveline, la consapevolezza intuitiva che qualcosa di profondamente doloroso le era appena successo.

E via così. Da allora, dai tempi dei miei studi lieceali, sono spesso ritornata con la memoria a queste epifania. E all'ultimo e al più noto e amato di questi racconti, I morti, in cui alla fine scende sulla città una memorabile nevicata che esprime tutta la purezza e la speranza del mondo. 

Insomma, una lettura (o, per i dotti all'ascolto, una rilettura) che consiglio di cuore in questa giornata di Epifania, in cui si aspetta la neve e forse anche qualche speranza.

Tanti auguri a tutti e che sia tutto sereno.

martedì 6 gennaio 2015

Libri nella calza della Befana!

Sebastian Barry, A long long way, Instar Libri
 L'Epifania, lo dice il nome, porta ogni anno con sé nuove apparizioni, piccole illuminazioni che arrivano dopo dodici giorni esatti dalle dolcezze natalizie e festanti. Non so per voi, ma per me è sempre un po' il tempo freddo (in senso buono) della raccolta delle idee e delle energie. Qualche anno con più fatica, qualche anno più volentieri, la sostanza non cambia, in effetti. 

Ma bando alle ciance, ecco i due libri che metto per voi nella mia calza della Befana. A long long way è l'espressione che dà il titolo a questo romanzo del dublinese Sebastian Barry, ed è anche il verso di una canzone tradizionale irlandese. Barry è un contemporaneo, classe 1955, che in questo romanzo, eletto dalla città di Dublino "libro dell'anno" nel 2007 e finalista al Booker Price nel 2005, racconta una storia ambientata nella prima guerra mondiale.

Una parentesi. La guerra: mi è capitato qualche giorno fa di vedere al cinema l'ultimo film di Clint Eastwood, America Sniper. E ho ritrovato molte analogie tra il lungometraggio e questo romanzo. Guerre diverse, stili diversissimi, mondi opposti, eppure qualcosa che accomuna i due protagonisti di queste due vicende. Due ragazzi (il protagonista del romanzo, Willie Dunne, ha appena diciassette quando la guerra entra nella sua vita e il Navy Seal Chris Kyle del film è molto giovane e muore a soli 39 anni) che, per diversificate ragioni - famiglia, epoca storica, circostanze casuali - si ritrovano a fare i conti in prima persona con le atrocità dei conflitti e con i limiti fisici e morali della condizione umana.

Willie è un personaggio molto ben caratterizzato. Ha un "difetto" fisico: è piccolo di statura e questo fatto lo condiziona di per sé nelle scelte, ma al tempo stesso lo connota, lo rende unico e gli dà valore. La guerra infine travolge tutto, amore, senso di se stessi, la terra su cui si vive, e da essa (questo diventa chiaro anche nel film) non si torna mai indietro. 

Di guerra sarà capitato a molti di voi di leggere e vedere opere artistiche in grandi quantità, ma non è mai abbastanza. Questo è un tema su cui è sempre bene tenere gli occhi aperti. E cominciare l'anno con una storia forte, di formazione, struggente e diversa da molte altre per stile di scrittura, ambientazione e sentire profondo del protagonista può essere corroborante, e senz'altro formativo.

Davide Longo, Le nozze di Cana, Effatà Editrice
Questo piccolo libro (solo per dimensioni e formato) fa parte invece di una speciale collana che ho cominciato da qualche tempo a conoscere, Scrittori di scrittura, di Effatà Editrice. Si tratta di rivisitazioni di brani biblici da parte di autori contemporanei. Trovo che sia un'operazione interessante e una scoperta utile. Il formato così agile aiuta a non scoraggiarsi, perché spesso le opere corpose, in tempi di fast-reading legato alla rete, possono spaventare. Qui invece il lettore che (crede) di non avere tempo per approfondire può trovarsi completamente a suo agio e rimanere però in un certo senso "fregato" (sempre in senso buono): sì, perché da queste poche pagine scaturiscono mondi profondi e ricchi di valore. 

Davide Longo ha scelto un taglio giocoso, rendendo questo noto episodio biblico una lettura per ragazzi. Avevo visto la presentazione tempo fa al Circolo dei Lettori e devo dire che i bambini presenti in sala si divertivano parecchio, almeno quanto gli adulti. 

A precedere il testo c'è comunque la nota di un biblista, Giancarlo Gola s.j., quindi anche le parti più tecniche vengono coperte da questa spiegazione. Ma non finiscono qui le spiegazioni. Questo testo è costellato di "note anacolute". Cosa sono? Sono quelle note che riescono a spiegare le cose "due volte no e una sì"! 

Ecco, io lo trovo molto rassicurante, di non poter capire proprio tutto-tutto della vita, no?

Dunque dunque, queste sono le mie due proposte epifaniche del 2015. Che siano di buon auspicio per un anno di profonde riflessioni, ma anche di nuovi sguardi sulle cose e, sì sempre lei, spensierata leggerezza.

Buone letture a tutti.


(Entrambi i libri mi sono stati donati dagli editori che ringrazio).

lunedì 6 gennaio 2014

Romanzi nella calza (leggerezza, gatti, laghi e belle speranze).


 Eccoci all'Epifania!

I riti e le ricorrenze, come si conviene, tengono ancorati alla realtà, alla collettività e danno un senso alle cose. 


Qualsiasi siano le circostanze esterne, è importante per me rispettare queste scadenze che sono religiose e sociali. 

E i blog, piccoli pesci dentro la rete, fanno parte del tutto, sono cose umane, cose vive, respiranti, e rilasciano l'eco del rumore del mondo. Dunque: w l'Epifania.

L'Epifania è una festa sacra. Di doni e adorazione. E di innocenza. 

"Perché esiste ancora qualcosa come l'innocenza", diceva qualcuno. (Heinrich Böll). 

Poi c'è quell'altra modalità - più "scherzosa" e mondana, della Befana. Delle donne che sono delle befane etc. E c'è tutto un allegro compiacimento nell'essere befane e del (non) farsi gli auguri in quanto befane che fa molto ridere e tiene unite le donne, almeno per un istante. Quindi ecco il mio elenco di libri della Befana per Befane scritti (non me ne vogliano) da splendide befane e per lettori anche maschi (befani?).

 (Ringrazio tutti gli editori che me ne hanno fatto dono), il primo ha addirittura una scopa in copertima, mi pare ottimamente adeguato alle circostanze.



Leslie Daniels, Nella vita tutto può cambiare, Giunti




 Questa apparentemente è una storia normale, spensierata, "americana", leggera e al femminile etc. Peccato che poi procedi e leggi: "Sulla mensola dedicata alla N trovai Parla, ricordo di Vladimir Nabokov. Era la sua autobiografia. La portai con me e mi sdraiai sul letto incassato nel muro, l'unico mobile della grande camera. Probabilmente era lì che avevano dormito i coniugi Nabokov. Sfogliai le pagine. C'era una foto della moglie, Vera, scattata per il passaporto. Era bella. Il libro era dedicato a lei. Le pagine erano stampate fitte, ma la parola 'amore' mi saltò agli occhi in molti punti. Chiusi il libro e mi addormentai". Perché Nabokov? Lo scoprite andando avanti ovviamente. Quanto a me, sono rimastra impressionata dal momento che su Speak, memory ci ho scritto addirittura un pezzo di tesi di laurea, mi è tornato in mente quel senso dell'amore che raramente in altri libri ho trovato, un'emozione davvero bella. Consiglio naturalmente anche l'autobiografia di Nabokov a chi fosse curioso di conoscerlo da un inedito punto di vista.

Lena Divani, Sette vite e un grande amore. Memorie di un gatto, Edizioni e/o
La pietra miliare definitiva e imperitura delle storie in stile "la vita vista da un animale" secondo me è inequivocabilmente Flush di Virginia Woolf. L'ho riletto in parti qualche giorno fa e ho gioito tra me e me per la sua perfezione minuziosa e dolente. Sapevo, dalle note del Meridiano su cui l'ho letto, che era costato, infatti, all'autrice una grande fatica e devastanti mal di testa. Ma se è questo il prezzo per il divino... Devo dire che questo libricino, che si inscrive in questa tradizione di "bestiari", non è affatto male! Addolcitevi l'anima con le avventure di Zucchero, un gatto bianco e dalla sferzante intelligenza, mezzo randagio e mezzo d'Angora, che in Grecia è stato un grande successo editoriale, io dico che è meritato! W l'ἐπιφάνεια!

Bianca Rita Cataldi, Waiting Room, Butterfly Edizioni  

 Per Bianca ho scritto in particolare "belle speranze" nel titolo di questo post, perché la sua giovane età mi ha sorpresa, soprattutto in relazione alla sua maturità, come scrittrice ma anche come persona. Ho avuto il piacere di partecipare con lei a una doppia presentazione in una bella biblioteca qui di Torino. Era una delle sue primissime trasferte per il libro fuori città, lei vive a Bari, e mi ha colpita la professionalità e la profonda serietà del suo atteggiamento verso questo misterioso mestiere. E il romanzo? Una ricostruzione storica e un amore impossibile raccontati con una scrittura ricercata e piena di promesse. 

Valentina D'Urbano, Acquanera, Longanesi    


Questa autrice è anche molto giovane, e già piuttosto consolidata nel mondo delle sacre lettere. L'ho conosciuta, non personalmente, ma durante la premiazione di IoScrittore, il Torneo Letterario del Gruppo Gems che le ha regalato un ottimo trampolino di lancio con il suo primo romanzo. Questo è il secondo. Ed è una storia bella corposa, lenta, scritta con misura stilistica e sapienza. Cupa e dolorosa. Un paesino di montagna a picco su un lago e un ritrovamento. Ciò a me piace, sono fan dei laghi incastonati nelle montagne.


Bene. Ho scelto, come avrete capito, tutte donne giovani, e ricche di futuro. Tutte scrittrici vivaci, serie, ironiche. Poi volevo aggiungere invece questo consiglio finale. Non ho letto moldo di Isabel Allende, ma ho gradito particolarmente questo dono dell'editore. Questa decisione di un'autrice invece molto adulta e famosa di raccogliere le sue pagine migliori dedicate al tema dell'amore. Ho trovato molto toccante, in particolare, la sua lunga nota introduttiva, dove si dimostra che l'Amore è... 

Buona lettura.

Isabel Allende, Amore, Feltrinelli