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giovedì 7 luglio 2011

I libri, le finestre, il caffè.

"Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all'aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell'aeroporto e l'insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga".


E ora pensavo: qui è Torino, io sono una trentenne, è luglio e sto seduta, bè non su un Boeing 747: su una sedia da ufficio a un tavolino Ikea nel mio salotto. Le bandiere issate agli anonimi edifici accanto al mio sono quelle italiane del 150° e iniziano a ingrigire, ma reggono ancora, dai. L'insegna pubblicitaria che vedo da qui è quella del Centro Gioco Educativo (conoscete? la catena di giocattoli?), ma il tetro paesaggio da scuola fiamminga in effetti un po' c'è.

E dunque con quel libro e una finestra e una tazzina di caffè io posso fare quello che voglio.

(Ha citofonato quello della raccolta carta - metto Norwegian Wood nello stereo).

Diventare qualcun altro, di mooolto diverso da me, ad esempio un giapponese, e posso essere anche da un'altra parte, contemporaneamente, come mi pare. Forse non vi dico niente di nuovo: lettori. Ma. Quando ci penso. Se ci penso. Capisco che è magia sconfinata, è incantesimo, è fortuna.

Murakami Haruki, Norwegian Wood, Einaudi.

mercoledì 1 giugno 2011

Walden più tazzina di caffè.

Walden è un lago che si trova nel Massachusetts, ed è anche il titolo di un libro di Henry David Thoreau che io ho in questa edizione Donzelli con una felice introduzione di Wu Ming 2 (motivo per il quale, lo confesso, avevo acquistato tempo fa il volume, non conoscendo null'altro, a scatola chiusa).

E "walden" è anche il mio umore e il mio spirito oggi.

Pensavo, e forse qualcuno concorderà, che l'unico, proprio l'unico vantaggio di un certo tipo di precariato - quello per così dire bohemien che contraddistingue molte nostre vite in bilico attualmente - è quello che se vuoi di colpo prendi la bici o i tuoi piedi e te ne vai in un parco semideserto cittadino e stai lì a guardare intorno.

Walden racconta due anni di vita del suo autore nel mezzo della campagna, vivendo in una casa costruita da sé e del prodotto delle proprie mani. Walden è una scelta (mentre per noi non lo è o sembra non esserlo, per lo meno).

"Non avevo paura dei rapaci rubagalline, perché non tenevo galline, piuttosto avevo paura dei rapaci umani".

Bè sì più o meno le conclusioni sembrano quelle. Ma anche altre, naturalmente, ben più rasserenanti e molteplici, e molte riflessioni sull'economia, sull'agricoltura, sul pericolo, sulla comunità, sul viaggiare, sulla malattia, sulla natura. Anche perché poi l'autore dai boschi torna alla civiltà.

Tuttavia.

"Ho imparato questo, almeno, dal mio esperimento; che se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la vita che ha immaginato, incontrerà un successo inatteso nei momenti comuni. Si porrà qualcosa alle spalle, supererà un confine invisibile; leggi nuove, universali e più liberali cominceranno ad affermarsi intorno e dentro di lui (...). Nella misura in cui semplificherà la sua vita, le leggi dell'universo appariranno meno complesse, e la solitudine non sarà solitudine, né la povertà povertà o la debolezza debolezza".










martedì 3 maggio 2011

Libertà di Jonathan Franzen, su Librisulibri.

Poco più della metà del libro e arriva la domanda: Come vivere? (pagina 350).

Ah. Grazie, Mr. Franzen!

Per chi ha la risposta, ma soprattutto per chi non ce l'ha e la vorrebbe tanto, consiglio la lettura di questo romanzo. Se poi volete, ho scritto qui, su Librisulibri.it alcuni pensieri al riguardo.

E ho infine scoperto da fonti certe (un bot, e si sa che i bot non sbagliano mai) che la parola libertà ricorre 45 volte. Mentre la parola piacere: 76. Ah. Quindi sta decisamente a noi trarre le somme e rispondere alla famosa domanda.

Nel frattempo: buona lettura a voi, proprio oggi che è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa.






FREEDOM