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mercoledì 30 settembre 2009

Charlie Chaplin.



A volte bisogna avere coraggio e dire i segreti. Svelare verità nascoste. Aprire il proprio cuore. Mettere da parte la suprestizione. A volte si tace per paura. A volte si tiene per sé un amore che invece oggi sento di voler spartire con gli altri. Il mio amore per Charlie Chaplin. Giacchetta stretta, pantaloni larghi. I suoi sospiri, i suoi sorrisi bianchi, i suoi capitomboli. Se si potesse spiegare chi si è veramente, io direi, per sintetizzare, che sono Charles Chaplin. Anzi Charlot. Vorrei essere come lui. Mi inchino di fronte al suo genio.

giovedì 3 settembre 2009

Chaplin.

"Fossi stato meno bambino e più sensibile all'ansia di mia madre, forse avrei avvertito la minaccia che incombeva su di noi. Forse mi sarei accorto che per parecchi giorni mia madre era rimasta seduta svogliatamente alla finestra, aveva trascurato di rassettare la stanza, si era fatta insolitamente silenziosa. Forse mi sarei preoccupato quando i camiciai cominciarono a trovare dei difetti nel suo lavoro e smisero di assegnargliene, quando le portarono via la macchina da cucire per non aver pagato le rate settimanali e quando i cinque scellini che guadagnavo dando lezioni di ballo cessarono all'improvviso; avrei potuto accorgermi che in tutte queste circostanze mia madre non uscì dalla sua apatia".
Charles Chaplin