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sabato 30 giugno 2012

2012 cose da fare.





Si inizia a leggere come un gioco simpatico. Nato semplicemente su twitter dalla geniale mente di @mafedebaggis (Mafe de Baggis).

Una raccolta di tweet, di piccole frasi, sul tema: 2012 cose da fare prima della fine del mondo. Che avverrà, come tutti sanno, il 12 dicembre 2012 venturo.

Qualche tempo fa si poteva scrivere dunque su twitter le proprie cose da fare prima della profezia Maya seguendo l'hashtag #2012cosedafare. E adesso molte di quelle frasi, quei post-it virtuali, sono confluite in un piccolo libro, che sta in una tasca ma è fitto, fittissimo.

Si inizia a leggere per scherzo, io l'ho fatto per cercare i miei tweet (perché né è capitato anche qualcuno dei miei, tipo: "correre" haha a rileggerli mi fanno un po' ridere. Oppure: "leggere i libri sul comodino". Ma si può? Insomma, sul momento non mi è venuto nient'altro di meglio o di più nobile. Col senno di poi mi impegnerei in propositi un po' più generosi, tipo "salvare il mondo", ad esempio ;).

Poi man mano che si va avanti nella lettura, intanto si capisce che ci sono delle aree tematiche: tutti i tweet sul leggere, tutti quelli sul ringraziare, tutti quelli sul visitare etc. E non so come inizia a smuoversi qualcosa, un sentimento, una minuta emozione, grande giusto quanto un tweet, una biglia, una lacrima appena.

Finito di leggere, si ha di fronte un coro di voci, di cinguettii certo, ma anche di desideri, di sogni veri, di speranze. Ci si accorge di far parte di qualcosa, del mondo, di tutti quelli che dentro o fuori da twitter, tutto sommato, sono vivi e hanno un'idea, un pensiero, un arzigogolato progetto, un sarcastico obiettivo, un'ironica visione del domani.

E dunque se davvero finisse il mondo tra poco, resterebbe questa asciutta, sobria, tenera testimonianza di cosa stringeva nel cuore e tra le dita un gruppetto di persone - utenti twitter - esseri umani, mutanti, tastiere, o che dir si voglia. 

Ed è bello perché è una fantasmagoria di sensibilità e percezioni diverse. Dalla poesia pura, alla surrealtà sfrenata, al nonsense generale. 

Una fotografia di oggi: niente di più ma niente di meno. 


sabato 5 maggio 2012

Wish Tree!!

Mi sono accorta oggi che una delle chiavi di ricerca più frequenti di chi arriva per caso su questo blog è: "wish tree tazzina". Ogni volta che leggo quelle parole non so perché penso, tra parentesi, a Disco Bambina (urge studio sul problematico cervello dei nati negli anni Ottanta).

Qualche tempo fa però in effetti tenevo un rubrica di desideri, che si chiamava proprio wish tree e prendeva spunto, in particolare, da un progetto artistico di Yoko Ono e più in generale dal concetto di wish tree nel mondo ovvero albero dei desideri. Un albero porta fortuna cui si possono legare con un cordino i propri sogni e sperare che si avverino. Molto poetico :)

Sono andata quindi a rileggere qualche post relativo a quella rubrica e mi sono resa conto di avere avuto, nel recente passato, desideri quanto meno curiosi, come ad esempio essere una lappone, la serenità mentale, che tutti i miei scrittori preferiti pubblicassero un libro in contemporanea o altre improbabili amenità (come ad esempio "essere me" u.o).

Così oggi voglio incontrare nuovamente l'atmosfera di quella rubrica (che più o meno cadeva di sabato) ed esprimere altri tre desideri. Se, come succedeva un tempo, qualcuno volesse scrivermi i suoi, ne sarei contenta!

1) Desidero essere una lappone. No scherzo ;) Desidero almeno una volta nella vita riprovare le sensazioni di quando ho letto Moby Dick. In Lapponia. (non è vero).

2) Desidero trovare il libro-perfetto. Non esiste, ma è bello pensarlo.

3) Desidero trovare le parole per raccontare una storia che ho in mente da anni, inventata ma vera.

Alcuni dei tanti desideri espressi su quella rubrica si sono avverati. Ad esempio quello di essere una lappone. Altri non ancora. La fortuna vera però è poterli sempre esprimere, tra il serio e il faceto, nel limbo della fantasia, all'alba della realtà. Dove tutto è possibile e immaginario. Dove tutto è serio ed è un gioco.

Buon sabato!! c\_/ 

E, se volete, tra poche ore mi trovate qui!

sabato 9 luglio 2011

Wish Tree.

Oggi è sabato. Giorno dedicato ai desideri. Se volete, desideriamo allegramente tutti insieme.

Quanto a me: desidero un piatto di pasta con le verdure, fusilli con peperoni, melanzane e zucchine con tanto parmigiano. E dopo una coppetta di mirtilli senza zucchero. Desidero un paio di infradito morbide, comode, da spiaggia e girare così per la città.

Desidero ripararmi in libreria dopo aver preso in testa il temporale, scordarmi dei piedi che nuotano in scarpe-barchette, e stare lì in pace per un tempo che si dilata fino all'ora di cena, e cenare con sushi.

Desidero la pelle delle braccia liscia al mattino quando mi sveglio. Desidero il profumo dello shampoo. Desidero gli scricchiolii della bici che mi comunicano che stiamo andando veloci verso la destinazione, desidero il freno che mi ascolta quando stringo le mani. E il campanello che trilla per farmi sentire quando è il caso.

Desidero altri libri, sempre di più e metterli da qualche parte come le formiche che si portano sulla testa la briciola di pane. Desidero pane appena sfornato.

Desidero guardare dalla mia finestra le foglie che si muovono, desidero il fumo del caffè, il suo profumo nella cucina, forever.

Desidero il fiume di notte che non so come fa ma ascolta tutti in silenzio, e attira, attrae, richiama, la sua bellezza non ha parole, ma suoni, dolci suoni, e luci scure, dense, lente, profonde, lì sotto c'è la nostra storia, ci sono le cose che non vanno e quelle che invece andranno.

E adesso che ci penso desidero anche il mare, desidero tutto quello che succede quando gli esseri umani entrano in contatto con l'acqua, ovvero desidero più o meno quello che desiderano tutti, e ne sono contenta.


sabato 2 luglio 2011

Wish Tree.

Come ogni sabato, avrei tanti desideri. A volte alti come intere catene montuose alpine innevate rocciose etc. e la conseguente paura di non riuscire a valicarle con le mie sole gambe. Altre volte, piccoli come granelli di sabbia sottile, e la conseguente paura di non riuscire a contarli tutti, a esaudirli tutti, uno per uno.

Ma c'è da dire una semplice cosa.

Questa mattina, risvegliata all'alba da una telefonata di fastweb che mi chiedeva se era tutto a posto - tutto bene, grazie! - ho però avvertito, sentito, percepito che: i 55 gradi all'ombra di ieri sono scesi, sono decresciuti, sono svaniti. Oggi si sta bene, si riesce a distinguere tra se stessi e lo spazio circostante e si respira a pieni polmoni. La certezza definitiva arriva ora, inequivocabile, davanti a una tazzina fumante.


E così sto provando al momento sul serio una delle mie sensazioni preferite: un caffè caldo la mattina di una giornata fresca.

In effetti è così piacevole che non oso chiedere altro. Mi sembra un tale regalo della natura che temo di muovere anche solo una palpebra e intaccare questa atmosfera così clemente.

Quindi tengo tutti i desideri più elaborati per la prossima settimana. Oggi va bene così.


Buon week end. c\_/

sabato 25 giugno 2011

Wish Tree.


Desidero gli occhi di Giada - sei mesi, la sua prima visione di fuochi d'artificio. Incapace di staccare lo sguardo dal cielo, incapace di nemmeno sbattere le ciglia per umidificare la cornea. Piccolo naso, piccola fronte, grande numero di anni di fronte a sé.

Desidero sogni rivelatori come quello di stanotte in cui ho capito dove ho sbagliato: fa male, ma sempre meglio che non sapere.

Desidero la calma e la pazienza da bere a colazione come il caffelatte.
Desidero un viaggio in nave e nonostante tutto l'avrò.

Desidero un mondo in cui sia concesso sbagliare e rimediare senza fretta perché non si sa mai le persone di cosa sono capaci, di quali miglioramenti inaspettati.

Desidero un mojito fresco sotto un cielo di stelle e dopo qualche ora avere freddo e sentire il fiume vicino, nel sangue.

Desidero quella magnifica enorme soddisfazione di quando finisci un libro, e anche di quando lo cominci.

Desidero la scaltrezza di un cervello pronto a capire tutto e a trasformarsi. Desidero la dolcezza dei movimenti, la mitezza di certi cani, l'intuito di certi gatti, la quiete assoluta delle città di notte e i loro segreti spaventosi.

Desidero la tenerezza di un viaggio in bici nei soliti luoghi, l'onda di privilegio del conoscere le cose continuamente, l'incredibile spazio che apre la fantasia e la sua grammatica, anche nella vita amara degli adulti.

Ah e poi desidero quell'ereader che ho scelto, e desidero continuare a desiderare, semplicemente ancora di più, senza soluzione di continuità.

sabato 18 giugno 2011

Wish Tree.

In questo momento desidero una sola cosa. Prendere spunto da una piccola ragazza che ho conosciuto oggi.

Sedici anni, una sorella di dodici, studia per diventare stilista, velo nero, solo da due anni in Italia, guance che diventano amaranto alla vista di un ragazzo, cresciuta in Marocco.

Parlava italiano bene, anche se non smetteva di ripetere che si vergognava. In realtà doveva essere fiera di se stessa. Le cose non sono per niente semplici per lei. Eppure i suoi modi ultra gentili, la sua voglia di assomigliarmi nella conversazione, perché mi sapeva più grande di età e torinese e chissà che cos'altro, i suoi slanci curiosi di sapere tutto, i suoi occhi castani e luccicanti mi guardavano come per dire: ricordati che tu sei ancora così, come me.


domenica 5 giugno 2011

Wish Tree (of Life).


Il film. The Tree of Life, di Terrence Malick, Palma d'Oro a Cannes. Un film straziante, che costringe a tornare spietatamente indietro, all'infanzia, ai simboli, agli archetipi e all'infinito, a Dio, alla Creazione, alla Madre, al Padre, al Fratello, alle Bestie, alla Vita e alla Morte, al Paradiso.

C'è Kubrick (Malick-Kubrick, che precisa consonanza) dall'inizio alla fine, c'è uno stupendo Brad Pitt. Un film quasi muto, dove predomina un linguaggio biblico, spirituale, scolpito nel silenzio. Voci che si alternano ponendo gli interrogativi universali, filtrando squarci di luce nell'oscurità.

La Grazia, la Natura, l'Amore, il Crollo delle Certezze, la Violenza, l'Esperienza, il Dovere, la Famiglia, la Consolazione, il Perdono, la Crescita, la Frustrazione, la Tenerezza, le Maschere, le Bugie, l'Acqua, la Fine dell'Innocenza, un film Maiuscolo.

Quello che a me ha disturbato un po' è il Terrore: avrei infatti intitolato il film: Cose che Fanno Molta Paura. L'ho guardato con la mano pronta a coprirmi gli occhi. E avrei tralasciato volentieri proprio le parti più kubrickiane, più spaziose e le scene d'insieme, quasi da pubblicità, ho preferito le minuzie, i dettagli, ho sentito uno stridore perché un po' da quelle macro cose io mi voglio anche difendere oggi. Infatti l'ho trovato troppo. Anzi, Troppo.

Immenso, Totalizzante, Primitivo, Spaventoso, Allegorico.

Quello che quindi desidererei, per il mio wish tree settimanale, è perciò un concetto del mondo e della vita meno straziante, almeno per un po'.


lunedì 30 maggio 2011

Wish Tree.

Desidero essere una lappone, vivere in una capanna, mangiare la neve e girare in slitta quando mi va di fare una passeggiata.

Terrei nella borsa di finta pelle di renna un quaderno e una biro lapponi, scrivendo quello che mi pare, e pubblicherei poi quegli scritti stralunati e bianchi con una piccola casa editrice lappone, che avrebbe sede in un igloo!

Ah. Buon lunedì :)











sabato 21 maggio 2011

Wish Tree.

Desidero così tante cose che nel frullatore del Salone avevo scordato per un attimo e oggi eccole qui. Ho desideri che sono come ciliegie, come vento, come raggi di bici che girano veloci e si confondono gli uni con gli altri.

Desidero concentrarmi profondamente ma restare leggera.

Desidero lavorare e vivere bene, nel totale, pieno, soddisfacente diritto di farlo. Desidero cose che non avevo mai desiderato.

Desidero finire un racconto che ho iniziato. Desidero vedere chiaro, ma essere trasparente. Desidero il dono dell'ubiquità, ma anche abitare il mio spazio normale. Desidero costruire libri e amicizie e imparare ad averne cura, a perfezionare le cose, a proteggerle. Desidero andare avanti con questa fame feroce, con questa fermezza che non conoscevo. Desidero la potenza di una leonessa e l'ingegno di un essere umano.

Desidero un rifugio ma anche spazi infiniti aperti azzurri dove correre. Desidero minimi particolari. Desidero tutto quello che potrebbe farmi felice. Desidero vedere qualcuno felice. Desidero quello che ho sempre desiderato, semplicemente ancora di più.

E per celebrare questi desideri: vi offro un caffè e una tazzina (quella di ieri sera e grazie alle amiche Ilaria, Marta e Sara (ho linkato i loro blog: sono brave!) per un "blogandthecity" "al Vitello" (robe in codice per torinesi, non fateci caso) sorprendente dove sono in effetti avvenute cose dell'altro mondo: premiazioni scintillanti di vincitrici di giveaway, brindisi con Barbera e "un calice di bianco... fruttato", acciughe al verde e tomini, tavole rotonde sul tema sempre attuale del calzino spaiato, interventi dotti sulle più sbalorditive e inconfessabili abitudini maschili, episodi allucinanti con protagonisti piccoli o piccolissimi animali, questioni di scarpe, tacchi e armadi, hemmm sì anche qualche progettino futuro, ma che bello).

Grazie grazie e buon we a tutti.


sabato 7 maggio 2011

Wish Tree.

Desidero camminare su un pavimento bianco di un materiale liscio dove si possa quasi pattinare. Desidero un traguardo.

Desidero cambiare completamente. E desidero pioggia e vento. Desidero arretrare di fronte all'abisso del solito terrore e mangiare frutta. Desidero scrivere molto meglio di come sono capace. E desidero ancora più di quello che desidero. Un desiderio a sorpresa, a caso, come un tiro di dadi riuscito, come un 12 ai dadi, mentre ero impegnata a desiderare qualcosa di diverso.

Desidero lampadine trasparenti che si accendono, desidero sguardi che si illuminano, desidero desideri che si avverano.


sabato 30 aprile 2011

Wish Tree.

Grazie a Marta Traverso, del blog Prove tecniche di sogni per questo gradito premio (bisognerebbe girarlo a 15 blog ma sono tantisssssssssimi, e poi dire sette cose su di sé: spero che dire i desideri valga lo stesso :)

Il blog di Marta per me è una scoperta recentissima ma avvincente! Da leggere e consultare.


E poi: Wish Tree.

Desidero una porzione di vita morbida, sana, dolce e appena sfornata come una fetta di Plum Cake.

Desidero il libro L'arte di correre di Murakami Haruki.

Desidero, desidero, fortissimamente desidero.

Per quanto assurdo, continuo a desiderare tutte quelle cose che più all'apparenza si allontanano più io sento vicine.

La sensazione è un po' come quella dei bambini che tengono in mano il filo di un palloncino riempito a Elio o un aquilone: capiscono che quelle cose sono lontane, fragili, infinitamente leggere, eppure sanno che c'è il filo sottile che li collega e quel filo è appunto nelle loro mani.

Rinunciare a certe cose è un po' come lasciar andare il filo, e non ha senso, e comunque non lo voglio fare.



sabato 23 aprile 2011

Wish Tree e Giornata Mondiale del Libro!


"(...) questa passione, vizio e meraviglia che è lo scrivere, creare una vita parallela ove rifugiarsi dalle avversità, che fa diventare normale ciò che è straordinario e straordinario ciò che è normale, che dissipa il caos, imbellisce ciò che è brutto, conferisce l'eternità a un istante e trasforma la morte in uno spettacolo passeggero".

(Mario Vargas Llosa, Elogio della lettura e della finzione, Einaudi)


Giornata Mondiale del Libro e Wish Tree in un unico piccolo paragrafo.

Che ho trascritto ieri sera sulla mia agendina, mentre ero in una libreria notturna, e faceva freddo, e avevo mangiato sushi nonostante Dente, e poi siamo tornati a casa in bici, era la Giornata della Terra e a me sembrava di scivolarci sopra piano con le ruote leggere e quasi di non essere io a guidare, e la gente popolava la città, profumati di doccia, ho pensato che Torino è definitivamente bella ed è nuova: non so come ha fatto a diventare così e a farsi amare così. Comunque Buonsabato!



sabato 16 aprile 2011

Wish Tree.

Se fossimo in mare aperto desidererei veleggiare insieme alle altre barche. Non sprofondare, non affogare, non cappottarmi o sentirmi in un abisso.

Così anche sulla terra ferma, desidero stare bene in mezzo agli altri, a voi che leggete, alle persone in generale. Stare normale. Stare calma. Non come ieri dal dentista, ad esempio. Stupido panico. Stupidi attacchi di panico.

Desidero lavorare in pace. E desidero progettare le cose senza paura. Desidero che qualcuna di queste cose prenda una bella, felice direzione. E che sia tutto vero.

Desidero smettere vecchi panni che non mi vanno più. Panni troppo larghi.

E desidero come tutti i giorni una buona notizia.

Ciao :)

sabato 9 aprile 2011

Wish Tree.

To Wish: 1) desiderare, volere. 2) augurare. 3) augurarsi, sperare. 4) se almeno...; magari.

Desidero qualcosa di simile alla giornata di ieri. Un progetto anzi due per cui incrociare le dita, anzi tre. No: quattro. No cinque, anche quelli degli amici. Pranzare di sicuro. Internet. Scrivere e ricevere mail, cioè parole, cioè pensieri, cioè attenzione, cioè realtà, cioè esistere. Romanzi da leggere. Girare in bici. Un bicchiere di vino con il mio fidanzato. La presentazione di un bel libro in una bella libreria (domani vi dico). Torino al tramonto, con i locali che tintinnanno incastonati nei loro angoli solidi e luccicanti, che respirano di tovaglie pulite e candele, e gente con facce rassicuranti.

Such a perfect day. Però non sempre le cose vanno così. E soprattutto mi pare sempre di non sentirne il diritto, dentro di me, come se da un momento all'altro potesse arrivare qualcuno, un grillo parlante rimasto lì a osservare, a sussurrarmi che non va per niente bene divertirsi così tanto. Invece io so e ho le prove che si può addirittura star meglio di così. Infinitamente meglio.

Ok, quindi pensiamo all'Infinito, vediamo cosa si può desiderare, e il naufragar m'è dolce in questo mare.

:)

Buon we.

sabato 2 aprile 2011

Wish Tree.

Desidero questa strana libertà. Questa cosa forte come un vento di agosto che arrotola senza criterio le onde del mare. E desidero non sapere niente del mio destino, desidero il futuro e le idiozie del passato. Desidero essere me.

E un cielo illimitato azzurro e una tazzina trasparente. E poi desidero prendere sul serio i complimenti, non pensare subito che siano bugie o peggio, raggiri. E poi desidero interrompere il corso stupido degli eventi e determinarne uno nuovo. Come l'uomo ha inventato le dighe, una ragazza può inventare i suoi trentanni!



Ah, il mio pranzo! Buon sabato!

sabato 26 marzo 2011

Wish Tree.

Buongiorno. Oggi mi sono svegliata pensando di essere in vacanza al mare. Pensando di alzarmi dal letto mentre il mio fidanzato ancora dorme e preparare il caffè già in costume e sentire il rumore delle onde e del vento fresco di fine agosto e usare i primi raggi di sole del mattino per pettinarmi i capelli.

E questo mi pare un primo desiderio in effetti.

Altri meno rarefatti pensieri invece tornano a una discussione importante cui ho partecipato ieri su twitter, proposta da Il Saggiatore, la casa editrice, che ha un suo account molto attivo (@ilSaggiatoreED). Il tema era il precariato. Se ne parla solo un po' meno, ma il problema rimane ancora per molti, me compresa che sono sempre un po' più sensibile a questa cosa a ogni scadenza di contratto di lavoro.

"Guardavo le tue caviglie e i tuoi piedi che anche loro erano imbarazzati. Io lo so che non è facile andare a chiedere un lavoro, anche il portinaio ti sembra che ti stia giudicando e hai voglia a deglutire e respirare per far finta di niente. Si vede lo stesso che c'è la disperazione e la vergogna, quelle non le lavi con la brocca d'acqua al mattino, restano lì anche se sfreghi e tutti sanno che cosa ti passa per la testa in quei momenti in cui nella vita ci si trova a chiedere. Avevi le scarpette lucide, col laccio nero".

Stamattina sfogliavo qualche racconto di Ilaria Bernardini, una scrittrice molto brava che ho scoperto - e pure conosciuto ehsssì - alla festa Isbn, dalla raccolta La fine dell'amore. E a un certo punto leggo quelle righe.

Quindi tra quelle poche parole, ci sono tutti gli altri miei desideri. E so che ci sono quelli di altre persone simili a me.

Pensavo che la vita non è affatto uno scherzo, non ti accoglie a braccia aperte e molto più spesso se può ti mangia, come il leone mangia la sua preda. Se tu sei una preda. Se continui a essere una preda.

Io comunque credo che le soluzioni esistano. Per conservare o ritrovare la dignità e anche qualche diritto. Mi è chiaro però che i metodi desueti e consueti non servono. Servono soluzioni nuove. Mai provate prima. E quelle soluzioni nuove ogni mattina mi alzo e le cerco e le troverò e se scopro come si fa prometto che ve lo scrivo qui immediatamente, non me le tengo per me di sicuro.

Nel frattempo buon week end a tutti :)

sabato 19 marzo 2011

Wish Tree.

Ciao. Oggi sarebbe giorno di desideri...

C'è un po' quest'atmosfera da Sabato del villaggio. Vi dico che sono una di quelle persone che vorrebbe stare sempre in vacanza ma al tempo stesso non può fare a meno di faticare. Bello!

Ecco, dicevamo che sarebbe giorno di desideri, perché c'è questa rubrica qui su Tazzinadicaffè che si chiama Wish Tree etc. etc.

La verità, perché voglio essere sincera, è che oggi io non desidero niente. Non che non abbia qualcosa da desiderare in effetti sulla carta. Ma quello che dovrebbe essere non sempre corrisponde a quello che in effetti è. Mi mancano oggettivamente così tante cose per essere felice: se ne accorgerebbe chiunque con un colpo d'occhio. E le desidero anche e con tutta me stessa, quelle importantissime cose. Alcune non le perdo mai di vista. Però oggi. Non so. Non mi va.

Ieri, uscendo dal dentista, camminavo nel centro di Torino col mio bell'effetto dell'anestesia sulla guancia e sul palato. C'era tantissima gente che aspettava Napolitano; auto blu, camionette della polizia. A un certo punto, uno squarcio nel silenzio sabaudo e composto: "Lapo, Lapo". Mi giro anch'io per vedere Lapo. E invece era il fratello, John Elkann, con la bellissima moglie Lavinia e Marchionne.

La gente confonde Lapo con John. Niente così, ve lo volevo dire. Poi loro camminavano e quella stessa gente scattava fotografie, sembrava lo zoo. Una che fotografava, quando il gruppetto di personaggi e guardie del corpo si è allontanato, ha esclamato:"quanto se la tirano!". E io ho pensato che mi sembravano più che altro delle zebre e che non c'era niente di divertente. E poi che se li fotografi in quel modo bramoso e li guardi così è normale che un po' se la tirino.

La gente è ottusa. E confusa. E io non mi sento parte di tutto quello né di quell'altro, né di nulla. Me ne sono tornata a casa a piedi, io e il mio dente, sotto la pioggerella di raggi di sole delicati come primule gialle.

Ma non sono triste. Né rassegnata. Semplicemente oggi sto bene così. Non ci avevo mai fatto caso. A tutti quei momenti in cui la mia vita mi va bene così com'è. C'è sempre questo tarlo, questo tizzone ardente che ci punge le chiappe a fare fare, migliorare. Certo, è ovvio. E per me che sono la persona che più si allontana dalla perfezione che potete immaginare è ancora più sicuro che dovrei sentirmi a disagio per come sono ora, così precaria in tutto, e in eterno difetto.

Perché tante cose non le so ancora ottenere, non le ho ancora ottenute. Tuttavia. Sembrerà così strano. Ma oggi, forse perché è sabato, mi sento come quegli animali della savana che si vedono nei documentari, mentre se ne stanno lì, e si vede la loro pancia tesa e liscia che si solleva ritmicamente al tempo del respiro. Guardano il paesaggio. Sanno che qualcosa non va. E non sanno cosa accadrà domani. Eppure se ne stanno quieti a cercare l'ombra, con lo sguardo mite e feroce insieme. Qualcuno potrebbe dire che noi siamo uomini e non animali.
Ma infatti era solo una metafora :)

Quindi niente, oggi la Bottega dei Desideri resta chiusa per ferie!
Buona serata!

c\_/



sabato 12 marzo 2011

Wish Tree.

Come vi avevo raccontato qui, l'idea del Wish Tree l'ho avuta pensando ai progetti artistici di Yoko Ono. Il tree che immagino io di sabato è proprio un piccolo bonsai che tutti potrebbero tenere in casa sul davanzale e legargli delicatamente i biglietti con i desideri ai rami.

Oggi ogni pensiero porta al Giappone, dove le scosse, l'esplosione nella centrale nucleare di Fukushima, le moltissime vittime e i dispersi stanno configurando una delle peggiori tragedie degli ultimi anni.

Il mio desiderio è solo per loro, per i giapponesi coinvolti, che abbiano un sollievo da tutto questo.

sabato 5 marzo 2011

Wish Tree.

Questa notte ho sognato di dover fabbricare un cappello/visiera/corona con dei cartoncini colorati, come fanno i bambini dell'asilo ad esempio quando c'è una festa o è il compleanno di qualcuno (almeno nel mio asilo, anzi nei miei asili, ma questa è un'altra storia, funzionava così). Il guaio era che questo cartone azzurro, nel sogno, non bastava mai ed era troppo stretto. Oppure, di colpo, appariva troppo largo e mi cascava giù sulla fronte.

Ricordo però piacevolmente la sensazione di ritagliare con le forbici. Era una cosa facile e rasserenante. Così il mio desiderio di oggi è quello di riuscire a fabbricare il mio copricapo perfetto, quello adatto a me. E per uscire dalla sottile metafora: desidero sapermi ritagliare la realtà che mi piace, quella in cui mi sento bene e al sicuro, la miglior vita possibile.

Ora scrivo quest'unico desiderio e lo appendo, come ogni sabato, ai rami del wish tree.

E poi vi saluto allegramente, sperando in un buon we for all.

sabato 26 febbraio 2011

Wish Tree.

Ciao.

"i wish i was a neutron bomb... for once i could go off,... i wish i was a sacrifice,... that somehow still lived on,... i wish i was a sentimental ornament you hung on,... the christmas tree, i wish i was as fortunate,... as fortunate as me. i wish i was a messenger and all the news was good,... i wish i was the full moon shining off your camaros hood... i wish i was an alien,... @ home behind the sun... i wish i was the souvenir you kept your house key on,... i wish i was the pedal brake that you depended on, i wish i was the verb to trust and never let you down...i wish....................... i guess it never stops,... stop".

Ho tanti desideri oggi. E ho questo albero dei desideri. Con i cartoncini, i fili di lana e le matite con cui scrivere i desideri. Dicono che far sentire la musica agli alberi sia una buona cosa. Ho pensato di far ascoltare al mio Wish Tree questa canzone. Desidero essere felice. E voi?

Buon we.


c\_/