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lunedì 19 dicembre 2016

Esplorare la città - incontro con il Parco Colonnetti e con chi lo ha reso più bello

 Qualche giorno fa sono andata a correre, per la prima volta di sera, nel parco del mio quartiere.

A un certo punto, ho avuto paura e mi sono accorta che era troppo tardi per tornare indietro. Ma paura di cosa? Di niente, in verità, perché di fatto non c'era nulla da temere. E, per quanto sia convinta che non sia proprio il massimo della vita mettersi a fare le cose da soli al buio, ho comunque capito che si trattava di un preconcetto da decodificare. E il preconcetto è questo: io, come tante persone, ero sicura, lo sono diventata per lo meno a metà del mio tragitto, che una ragazza che corre da sola in un parco di periferia dopo le diciotto "corra" effettivamente un pericolo. Ma il preconcetto non si ferma lì, ed è sul discorso "di periferia" che si è concentrata la mia attenzione. 

Quando vivevo in centro, correvo anche alle otto di sera, nel parco più famoso di Torino, il Valentino, e non avevo paura. Cos'ha il Colonnetti, il parco di Mirafiori Sud, all'estrema periferia del capoluogo piemontese, che faceva tanta paura? E la risposta è di nuovo: niente. Tanto è vero che sono ancora viva e sono qui a raccontarvelo. 

E tra l'altro è stato bello fendere la nebbia, pestare le foglie e sentirsi congelare il naso.

Flash-back. Ho vissuto nel pieno centro della città per circa tre anni, in una mansardina conficcata in una delle vie più belle, eleganti e chic della città.

Alcune persone, quando raccontavo che mi ero trasferita in centro, hanno commentato: "Hai fatto i soldi, eh?" - persone un po' ottuse, non me ne vogliano, data l'equazione grossolana. Quello che invece ho scoperto e che ora so del centro è che non ci vivono solo i "ricchi", ma tantissime persone che faticano ad arrivare alla fine del mese. 

Personalmente, avevo fatto quella scelta perché, vivendo da sola e non potendomi permettere un'automobile, volevo poter accedere comunque agli eventi della città senza pesare troppo su amici e conoscenti cui toccava riaccompagnarmi a casa. Vivendo lì, potevo sempre dire: "Tranquilli, sono a due passi", qualsiasi fosse l'evento cultural-ricreativo in questione, ed era vero. Pagavo poco quella casetta e ci sarei rimasta anche ma era in condizioni non buone. Tuttavia, sono stati anni belli per me in cui ho capito molte cose della vita. Ok, ora resta l'altro 99% da capire, ma dai, ammettiamo che è stato un buon inizio. 

Insomma, per quanto le cose nel mio portafoglio (e per quanto può fregarvene, beninteso) non siano cambiate, e non mi possa ancora permettere, con il mio lavoro, un'auto, l'anno scorso ho avuto comunque l'imperdibile opportunità di cambiare casa e ho scelto di trasferirmi in periferia. Ho vissuto nel quartiere Mirafiori di Torino (quello della FIAT) per i primi vant'anni della mia vita, per cui conoscevo la zona e per me la parola "Mirafiori" più che evocare macchine, smog ed emarginazione, tirava fuori da cilindro quella parola tanto cara a tutti che è: casa

Così, quando, cercando un alloggio, per puro caso sono capitata in un appartamento di quel quartiere, il mio cuore mi ha detto che ero nel posto giusto. 

Ciao! Di solito però non corro con il cappotto buono :)

Qundi ecco, questa è la storia di una persona che dal centro si trasferisce in periferia e indovinate cosa mi è capitato di sentire? "Hey, allora hai fatto bancarotta?". A riprova che la gente un po' tonta lo è davvero. Neanche a dirlo, la risposta, come alla prima domanda, è sempre no, ma la mia consapevolezza di quanti pregiudizi esistano su dove vivi e perché ci vivi siano tanti, la maggior parte da sfatare, è cresciuta sempre più. 

Trasferendomi in questo quartiere, ho imparato a muovermi di nuovo sulle lunghe percorrenze con i tram e, nonostante io non sia più da sola, sono tragitti che chiunque può percorrere in completa autonomia anche fino a tardi la sera, con qualche accorgimento.

Un'altra coincidenza, in questo cambiamento di casa, è stato l'incontro con Alessandra Aires: eccola qui, so che state ammirando anche voi i suoi capelli!

 
Alessandra Aires ho avuto il piacere di conoscerla perché è stata ospite mia e della mia collega Erica in un programma radiofonico che si chiama Pillole Concezionali su Radio Banda Larga


Il tema del Congresso mondiale degli architetti paesaggisti era "Tasting the Lanscape" ovvero gusta, assaggia, prova il paesaggio e Alessandra, tra le altre cose, in quanto presidente dell'AIAPP Piemonte - Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, ai nostri microfoni aveva raccontato sia il convegno sia un po' del suo lavoro e del suo percorso. 

A colpirmi particolarmente, era stato il fatto che tra i molti lavori di Alessandra, che è architetto del Paesaggio, c'è l'opera di riqualificazione del parco Colonnetti Nord.


L'opera di riqualificazione di un quartiere come questo è stata impegnativa ma ripagata da alcuni cambiamenti importanti. Il fermento che - nonostante la crisi economica - sta coinvolgendo il quartiere di Mirafiori e in particolare Mirafiori Sud e Borgata Mirafiori è considerevole, qui vi lascio un link per informazioni dettagliate.  

E così ho deciso di contattare ancora una volta Alessandra e di chiederle di accompagnarmi in una passeggiata nel parco per farmi raccontare come è stato lavorare a questo progetto. 

Quello che mi premeva era che questo momento restasse immortalato in qualche modo, per non perderne la memoria e quindi ho chiesto a una fotografa dallo sguardo unico, Marta Pavia, che potete trovare sul web anche come Zuccaviolina e ammirare i suoi scatti, di testimoniare la nostra chiacchierata per mostrarvi come si possa stare bene in quel parco e quanto sia stato emozionante sentirselo raccontare da chi lo ha migliorato negli ultimi quindici anni. 

L'incontro con Alessandra Aires si è trasformato da semplice chiacchierata ad avventura nel bosco, scoperta ed esplorazione di un luogo ricco, anzi ricchissimo di particolari fantastici. 

Mentre lei si inoltrava nel "suo" parco, raccogliendo istintivamente anche una cartaccia (se le cose si capiscono dai dettagli, in quel momento ho realizzato quanto ci tenesse), e Marta scattava fotografie, ho assaporato un momento che mi è parso irripetibile.

Insieme, abbiamo osservato i cavalli di un piccolo Centro Ippico che si trova proprio a ridosso del Colonnetti e che propone lezioni di equitazione ma anche riabilitazione e ippoterapia. Ho scoperto che una volta al Colonnetti c'era un aeroporto e questa cosa molti torinesi non la sanno.  

Ho conosciuto il Dahu, il buffo animale mitologico alpestre con una zampa più corta dell'altra, simbolo delle Universiadi di Torino 2007 che sta a presidiare il campo di atletica che taglia in due il parco - della serie non di soli Glitz e Neve vivono i piemontesi! Abbiamo poi scovato uno strumento poeticissimo e nascosto tra gli alberi che sembra un enorme grammofono e serve per ascoltare i versi degli uccelli. 

Ho ascoltato i nomi di ogni singola pianta che Alessandra conosce a memoria. E ho potuto notare quali stradine nuove sono state create nel parco e leggere tutti i cartelloni informativi che compongono un percorso naturalistico per le scuole e per i curiosi che vogliono conoscere la storia di una parte della città incredibilmente ricca di passato.

Ne avrei tante altre di cose da raccontare, ma tocca a voi scoprirle se andrete a visitare questo quartiere e il suo mondo, all'ombra del Mausoleo della Bela Rosin, tra i palazzi alti, la Fiat, gli orti urbani, la Casa nel Parco, i colori delle foglie e i nuovi abitanti (come me).

Ringrazio ancora una volta Alessandra Aires per aver dedicato del tempo alla mia personale esperienza con la stessa cura che ci mette nel cambiare in meglio gli spazi e le città e Marta Pavia per averci accompagnate in questa camminata e per aver apprezzato la mia pasta e ceci come solo un'amica può fare...

Infine, mi raccomando: correte responsabilmente e se possibile, come tutte le cose, fatelo alla luce del sole.



giovedì 29 settembre 2016

Terrazzino di caffè


Oggi a Torino è un'altra giornata di sole estivo. Mi sono messa a lavorare nel terrazzino della mia casa nuova considerando questa possibilità come una grande fortuna. Spero di non sembravi retorica nel dire questo, ma è proprio un moto dello spirito ricordare a me stessa e a chi legge (dunque può leggere ed è già una cosa bella) le fortune che abbiamo. Anche io, come molti di voi, ho infatti la tendenza a vedere solo quello che non va. E sento già la mia detestabile vocina interna che vorrebbe aggiungere in nota: ed è tanto quello che non va santo cielo! Ed è pur vero che è appena successo (tralasciando le altre disgrazie) ad esempio che una persona che dovrebbe gestire un Ministero della Repubblica ha chiesto alla gente di lavorare possibilmente gratis: una considerazione a margine: ma se chi dovrebbe proteggerci, occuparsi del nostro sostentamento e magari anche del nostro benessere di cittadini fa questo, ovvero ci tradisce o per lo meno non ci tutela, non ci sostiene, come facciamo a progredire, evolverci, vivere normalmente in questo paese?

So che è una domanda che si pongono in molti e so anche che ahimé questo meccanismo accade in ambiti meno creativi e velleitari rispetto a quello della comunicazione e pubblicità, seppure "progresso", senza nulla togliere ai nostri mestieri dorati e un po' vani. (Ma la mia vocina buona invece mi dice: vani un corno, la scrittura e le immagini sono importanti per una società che funziona!).

Insomma, i motivi per essere giù di corda ci sono, eppure ognuno di noi ha ancora la possibilità di assaporare le proprie gioie, le proprie conquiste. Ricordate la storiella zen di quello che precipitando da un burrone resta incantato da una fragolina di bosco? Più o meno la vita mi sa che è questa cosa qui, burroni e fragoline di bosco.

Ciò detto, ecco gli appunti di questa ultima settimana settembrina che ho segnato sul mio taccuino, sono autoreferenziali, spero vi incuriosiranno comunque:

1) Salto il #SalTo? Salterei volentieri questa notizia, ma non posso. Ne leggo quotidianamente di robe sul Salone del Libro, mi viene da chiedermi perché le cose si siano complicate così tanto, poi mi ricordo che tutto nasce dall'avidità e dalle nevrotiche lotte di potere tra pochi e ritrovo un senso (di malessere ma vabbè). Cercasi urgentemente fragoline di bosco per distrarsi da sto burrone. Contestualmente, in questi giorni gira sul web un video che mostra lapalissianamente come noi donne riceviamo una paga, per qualsiasi lavoro, in media il 30% inferiore rispetto a quella degli uomini, veniamo insomma trattate come bambine sciocche. Altro? Ah sì, l'unico articolo un po' consolante che ho letto in questi giorni risale a ieri, spero sia attendibile, lo pubblica Repubblica. L'articolo dice che quello torinese sarà un "Salone di letture ad alta voce", e si relaziona a lungo su una proposta firmata Pautasso-Culicchia. Faccio il tifo per Culicchia, che ho avuto la possibilità di incontrare e presentare alcune volte e che ha anche presentato a sua volta il mio primo romanzo in una libreria cittadina che ora non c'è più. Il motivo della mia stima non è però per la conoscenza personale, dal momento che una persona famosa la conoscono in molti e non è un fatto pregnante, la mia stima nasce dal fatto che la proposta presentata su Repubblica seppur a grandi linee mi pare semplice e organica in continuità rispetto al passato e sostenibile per il futuro, coi piedi per terra. Nonostante la momentanea sfiducia, voglio dunque ricordarmi che Torino è anche casa mia e di chi verrà ancora a farci un salto per il #SalTo. 

2) Letture ad alta (e bassa) voce E siccome sarà un Salone di letture ad alta voce, vi ricordo, perché ci tengo molto, il mio laboratorio di letture che comincerà ai MagazziniOz di Torino questo 13 ottobre. Sono felice al solo pensiero, per una che da sempre ha la voce troppo bassa in diversi sensi, avere una possibilità del genere è una vittoria sui propri limiti :)! Leggeremo un capolavoro della letteratura mondiale come Il mago di Oz ma leggeremo anche testi piccoli, magari scritti da noi e ci rifletteremo su, e staremo in silenzio e ci parleremo quando sarà necessario nel rispetto della timidezza e pure della stravanganza di tutti. Per tutte le informazioni, qui. 

3) Letture in #TazzaGrande  La mia avventura radiofonica continua, se volete potete ascoltarmi tutti i mercoledì mattina alle 10 su Radio Banda Larga, qui una bella descrizione del programma. Un libro a settimana e un'immersione nel mondo di chi lo ha scritto, con musiche a tema. Questa è un'avventura cui tengo molto, e vi lascio una citazione dell'autrice di cui ho raccontato ieri in diretta (replica venerdì alle 14), ovvero Karen Blixen, per finire in allegria questo taccuino:

Spesso penso che oggi quello di cui abbiamo più bisogno è un grande umorista.

Insomma, passano i secoli, passano i millenni ma continuiamo ad aver bisogno sempre di stare bene, di comicità.


Intanto, il tempo è passato anche per me ed è arrivata l'ora dell'intervallo: vedo i bimbi della scuola sotto casa mia giocare all'aperto su un prato, sento ridere e gridare di allegria. W l'intervallo!

mercoledì 21 settembre 2016

La mia avventura radiofonica e il libro misterioso



Vi raccontavo, la settimana scorsa, di un nuovo programma radiofonico che ho inziato a condurre su Radio Banda Larga.

Sono davvero felice perché Tazza Grande è un programma di libri: uno a settimana a colazione! Da tanti anni mi cimento alla radio - forse anche per via del mio cognome che, mai caso fu più azzeccato, è tutto un programma (radiofonico, appunto) - e mi piace tanto.

Non sono un genio della dizione, credo che sia facile identificare il mio accento piemontese. Ho i miei tempi, a volte parlo troppo a volte invece mi emoziono come fosse la prima puntata. Eppure un programma come questo è proprio un sogno che si avvera. 

Quando mi sono inventata (diffidate dalle imitazioni, mi raccomando ;) l'idea di accostare libri e caffè sul web, desideravo infatti trasformare l'appuntamento più rituale dei lettori italiani in qualcosa di costante e alla fine è successo, prima con questo blog e adesso anche con questa trasmissione. Da mercoledì scorso, quindi, nella bellissima libreria e torteria Luna's Torta di Torino ho cominciato questa nuova avventura radiofonisca e libresca. 

Oggi ho raccontato di un libro misterioso: Billy Budd di Herman Melville.


A proposito di fragilità e punti deboli, Billy è un giovane marinaio bello e buono che si imbarca su una nave da guerra inglese a ridosso della Rivoluzione Francese e che all'apparenza non ha difetti. Eppure Billy, nonostante l'affetto e l'ammirazione che riesce, con la sua buona fede, a conquistarsi a bordo, viene accusato di ammutinamento. L'accusa arriva dopo una serie estenuante di dispetti e intimidazioni per mano del suo unico nemico, l'invidioso e temibile maestro d'armi John Claggart. Billy, che è un'anima pura, in realtà un difetto ce l'ha: un problema di voce che talvolta si abbassa troppo e non riesce a uscire dalla sua bocca. Così, all'ennesima provocazione, perde il controllo e non riuscendo a reagire a parole, colpisce maldestramente Claggart, uccidendolo. Il capitano Vere, anche lui uomo onesto e di principi, si vede costretto a punire Billy con l'impiccagione, ben conoscendo la sua innocenza di fondo. 

Chi può nell'arcobaleno tracciare la linea dove finisce il colore violetto e comincia il color arancione? La differenza fra i due colori è chiara, ma dove l'uno entra esattamente nell'altro? Così è della pazzia e della ragione. Nei casi estremi non c'è dubbio alcuno. Ma nei casi meno definiti, in gradazioni intermedie, la linea che li divide è accessibile a pochi, a meno che non si ricorra a esperti professionisti e pagati. Non c'è nulla al mondo che non si possa intraprendere dietro compenso . In altri termini, ci sono casi nei quali è impossibile dire se un uomo è sano di mente o comincia a sragionare. 

Nella traduzione di Eugenio Montale, questo romanzo breve risulta essere proprio un testamento - pubblicato postumo nel 1924 - di un autore che per tanti anni si era già chiuso in un silenzio austero, considerate le molte difficoltà e gli insuccessi che lo affliggevano. 

Billy Bud è un romanzo imperfetto tanto pieno di errori quanto di simboli, proprio come Moby Dick. Del quale prende il mare e i conflitti inestricabili dell'animo umano. L'innocenza del giusto e la stolida crudeltà del nemico.

In radio, questa mattina, ho raccontato poi anche delle analogie di questo libro con un altro capolavoro letterario come Il ritratto di Dorian Gray che, forse non a caso, è stato scritto negli stessi anni. Un giovane bello e innocente corrotto dal "male" che è insito nella natura umana.

Come cercherò di fare in ogni puntata, ho infine tracciato un percorso di letture consigliate a partire da Billy Budd e una colonna sonora a tema. Ci siamo ascoltati, ad esempio, un estratto dalla riduzione musicale in opera di Benjamin Britten del 1951. Insomma, uno spasso. 

Spero davvero tanto che chi ha ascoltato si sia divertito e appassionato a questo romanzo. 

E spero che mi ascolterete tutti i mercoledì alle 10 in diretta (vi dirò appena possibile le repliche) sempre sulle non-frequenze di Radio Banda Larga!



mercoledì 14 settembre 2016

Taccuino di caffè


Buonasera! Questo taccuino serale è più di appunti presi su cose belle accadute negli ultimi due giorni che non una proposta di eventi ma spero vi piacerà comunque. 

Ieri sono stata a Milano, nella sede della casa editrice NNE. Il motivo è stato l'incontro con lo scrittore americano David James Poissant, di cui avevo letto a giugno la raccolta di racconti Il paradiso degli animali, potete leggere il post qui. L'incontro è stato particolarmente significativo. Poissant ci ha raccontato delle sue abitudini di scrittura, del suo rapporto con gli animali e della sua storia di figlio della working class che è riuscito, grazie alla propria tenacia e all'amore per la scrittura, a studiare, diventare scrittore e insegnante di scrittura creativa (e a mettere su famiglia). E di molto altro ancora. Insomma, un bellissimo esempio di speranza. 

Se non lo avete ancora fatto, provvedete alla lettura di questi racconti spietatamente autentici.




















Un'altra cosa molto bella che è successa di recente (stamattina) lo è a un livello più personale. Ovvero è cominciata per me una nuova avventura radiofonica. Da oggi e per tutti i mercoledì, dalle 10 alle 11 del mattino, condurrò, dai locali della libreria e torteria Luna's Torta, un programma radiofonico cui tengo molto. Si chiama Tazza Grande. 

Il logo è sempre di Gerald Bala, che ringrazio di cuore.

Sarà, nelle intenzioni, un po' la versione radiofonica di questo blog e vorrei parlare di un libro a settimana. Spero mi accompagnerete in questa avventura!

mercoledì 22 giugno 2016

Terrazzino di cafffè!


Mercoledì, tempo di taccuino. Purtroppo anche questa settimana sono riuscita a connettermi poco, ho letto poco e scritto poco. In compenso, ho montato parecchi mobili e mobiletti Ikea.

Ma questa sera riesco a stare un po' nel mio terrazzino, e a preparare una cena estiva. 

E quindi riesco anche a condividere con voi le tre consuete notizie settimanali che appunto solitamente su questo taccuino virtuale.  

1) Moresco. Escluso dalla cinquina dei finalisti al Premio Strega, Antonio Moresco ha scritto un articolo su La Repubblica (che poi ha implementato su Il primo amore) del 17 giugno che, lì per lì, a me come a molti, per farla assai breve è parso uno sfogo assimilabile al "rosicare". Un illuminante commento della scrittrice Rosella Postorino, sulla propria bacheca Facebook, a me ha concesso però di vedere il fenomeno sotto nuova luce, pur nella complessità del caso Read more...

2) Poesia & C.! Domani sera (giovedì) alla libreria Therese di Torino si festeggia, e molto. Intanto, la vetrina sarà inondata di bianco, il colore della collana di poesia storica dell'Einaudi, e poi si celebrerà il nono compleanno della libreria, nonché il cinquantasettesimo di Marco Zapparoli, editore di Marcos Y Marcos. Ci saranno sorpese e molte parole belle da ascoltare. Purtroppo io non ci sarò, perché domani c'è l'ultima puntata della stagione della mia trasmissione radio (insieme a Erica Tramontini), Pillole Concezionali su Radio Banda Larga - a proposito, ascoltateci se potete qui, che vi racconteremo le nostre cose preferite. Per chi vuol partecipare invece alla festa, le info qui! Accorrete numerosi!
3) Animal Instinct. Un po' di animali qui e là. A proposito di Pillole Concezionali, mi aggancio perché per tutta la stagione Erica ha tenuto una rubrica dedicata agli animali; quanto a me, scrivo da un po' piccoli racconti di animali e vita cittadina che si chiama Acqua Naturale, spero lo leggerete... Uno dei più intreressanti romanzi candidati al Premio Strega ha come protagonista un animale, un cinghiale. Il tema di Torino Spiritualità sarà "D'istinti animali", e ne sono molto curiosa. Gli animali insomma ci interessano (dico, a noi umani). Ogni tanto mi chiedo se anche noi interessiamo altrettanto a loro. Nella mia nuova casa, dalla quale vedo da vicinissimo l'antenna della tv del condominio, noto che sopra ci vivono due piccioni bianchi. Non riesco a capire se mi "percepiscono", ma forse sì. E me lo chiedo anche di tutte le coccinelle, ragni, zanzare e moscerini che popolano il mio appartamento di città in un quartiere che è quasi campagna. Insomma, un tema antico come l'uomo, che vorrei approfondire. Per i curiosi, un articolo su Bambi (in francese) qui


mercoledì 18 maggio 2016

Taccuino di caffè.


Il Salone del Libro è volato come un soffio. Il momento più atteso dell'anno per librofili, scrittori, lettori, professionisti dell'editoria e tuttologi (a giudicare dal marasma di stand assurdi e buffi che m'è capitato di vedere!) di tutta Italia. Quanto a me, mi dico sempre: calma e morigeratezza, poi invece mi emoziono e compro libri. Qust'anno sono riuscita a comprarne uno solo, però! Un piccolo libro di valore scritto da Andrea Malabaila per Intermezzi Editore: Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago! Quanto al non emozionarsi troppo, non mi è riuscito nemmeno questa volta. Penso che alla fine mai mi abituerò.

In questo clima allora da sabato del villaggio (anzi mercoledì dell'Internet) torna al volo il mio taccuino. Sto facendo delle corse da trasloco abbastanza serrate, driblando i pollini che mi lasciano ben poca tregua da un'asma già di per sé fastidiosa, quindi perdonate la brevità (e la immancabile lamentela)! Ecco comunque le tre notizie che vi segnalo, dal web e non, come una moderna cyrano de bergerac in gonnella.

1) 7 minuti dopo mezzanotte. Se potessi avere indietro il dono dell'adolescenza, mi iscriverei istantaneamente. Si tratta di un camp di narrazione e linguaggi diversi, tutti raccontati, spiegati, vissuti assieme a tutor eccellenti (e alcuni, lo dico, pure amici miei!) come Sara Lanfranco, Fabio Geda, Serenella Sciortino, Andrea Vico. I ragazzi si potranno sperimentare in diverse attività di scrittura e ne usciranno frullati ben bene, poiché c'è bisogno di nuova linfa nella narrativa. Per tutte le info, qui

2) Concorso Fuori Sede. Lo scrittore, dico la mia, è sempre un fuori sede. La sua casa è ovunque, o per meglio dire da nessuna parte. Anche i più radicati, o che raccontano di cellule molto piccole del mondo, non hanno sede fissa perché l'unica sede è la loro biro o tastiera. Se vi riconoscete, mandate i vostri racconti a un concorso letterario che ha un pregio non da poco, ovvero, tra gli altri, conferisce un simbolico ma concreto premio in denaro. Non voglio sembrare monotematica, ma anche gli scrittori mangiano, e a quanto ne so la visibilità non è digeribile dagli esseri umani e badate, talvolta puà essere letale o quanto meno crea reazioni allergiche peggio dei pollini. Per tutte le info su questo bel concorso, leggete qui.  

3) 5x1000 a Banda Larga Associazione Onlus. Di Radio Banda Larga vi ho parlato spesso, ci sono affezionata per mille motivi, anzi 5x1000. Uno di questi è che ci collaboro da tre anni e ci tengo particolarmente. Siccome a me viene da piangere in questi giorni perché tocca fare la dichiarazione dei redditi e la situazione è rocambolesca per molti di noi, voglio vederci il lato positivo. Potete se volete dunque fare una cosa bella e destinare il vostro 5x1000 a questo gruppo di persone che si dedicano a far crescere un progetto di valore culturale e umano. Basta aggiungere il codice fiscale 10877850015 nel riquadro dedicato alle associazioni.


martedì 10 maggio 2016

RBL & The City - un radio libro per chi adesso ha voce.

Radio Banda Larga, RBL & The City, La voce di chi adesso ha voce, Laboratorio Zanzara

Da tre anni a questa parte, alcune persone o per meglio dire alcuni operatori radiofonici partono da casa loro e si recano in luoghi della città in cui vivono, transitano o si curano persone che convivono con un disagio sociale ed emarginazione di diversa natura. Centri diurni, comunità, drop-in, ospedali, carceri - in collaborazione con il blog Dentro e Fuori - o strade (come nel caso del progetto della ASLTO2 CanGo).

La radio in questione è nata quattro anni fa, quindi si può proprio dire che questi laboratori siano l'anima centrale di Radio Banda Larga. 

E cosa fanno queste persone? Chiedono ai pazienti di scegliere una canzone da far ascoltare alla radio. Proprio come in un juke-box. Se vogliono, possono commentare e dire la loro.

E da qui si scatenano reazioni ed emozioni sempre forti e vere. Beh, aspettatevi ad esempio, quando vanno nelle case di riposo per anziani, tutto un proliferare di Nille Pizzi, Trii Lescani e Claudi Villa, e la cosa fa parecchia tenerezza.
Da questa lunga e capillare esperienza ora è nato un libro. Si chiama RBL & The City ed è stato creato in collaborazione con il Laboratorio Zanzara. 

Il Laboratorio Zanzara forse lo conoscerete per i suoi bellissimi lavori artistici e di design: sono quelli della famosa frase Un'ora al giorno almeno bisogna essere felici e delle collaborazioni con autori importanti come Fabio Geda o con realtà cittadine di valore come il Torino Jazz Festival.

Insomma, se la cavano piuttosto bene. Per quei pochissimi che non li conoscessero, loro sono una cooperativa sociale ONLUS che si basa su un progetto di integrazione per persone con disagio mentale. 

Leggere questo piccolo libro dunque è un vero piacere per gli occhi, perché è curato nei minimi particolari. Ma è un piacere anche per la mente, e il cuore.

Scrive ad esempio Manuela Dorella, Psicologa presso il servizio Drop-In del dipartimento dipendenze ASLTO2:

Non tutti i nostri frequentatori hanno l'energia di aderire alle uscite proposte, la legge della carenza impone ritmi serrati di procacciamento della sostanza, e risolto questo problema la stanchezza può essere tale che diventa una fatica insostenibile perfino andare in mensa o all'anagrafe per rifare i documenti persi in una notte senza dormitorio. A volte diventa davvero difficile riuscire a offrire un angolo di piacere (non chimico).
"Ho fretta" e se ne va.
La radio ci riesce. 
Nei pochi minuti di una canzone avvengono incredibili trasformazioni.

Ecco sì, questo piccolo libro fa un effetto trasformativo. Apre gli occhi sul potere di una canzone, ma non solo. Sul potere della possibilità di comunicare chi sei, o almeno di provarci, o almeno sapere che sei qualcosa, qualcuno nel mondo. A questo propositio, i testi di Lorenzo Ricca e Renato Striglia (le persone di cui sopra) sono significativi. Ci sono anche altri interventi molto belli, tra cui quello di un utente di un gruppo appartamento che racconta il privilegio e l'incanto di essere diventato un presentatore radiofonico.

Leggendo queste pagine, mi sono ritrovata. Da tre anni anche io, grazie a questa radio che dà voce a tutti, sono diventata una presentatrice radiofonica! Una radio che è anche uno spazio/non-spazio, che si sposta in cerca di un territorio per trasmettere informazioni, parole, stati d'animo vari e musica. 

Per me in questi tre anni tutto questo ha rappresentato un'esperienza in effetti di trasformazione, cambiamenti, sperimentazioni e affetti. 

Per realtà come queste, penso valga la pena ragionare, costruire, prospettare un futuro ma anche assaporarsi un presente fatto di quotidianità e di consuetudini, cui tutti hanno libero accesso. Una vera "community", nel senso primigenio e più nobile del termine, un insieme variabile di sensibilità diverse e di intelligenze ed esperienze di vita, le più articolate e le più affini.

Se potete, cercate e leggete dunque questo libro, oh torinesi, ad esempio io l'ho preso alla libreria Luna's Torta.  

P.s. Questo è anche un radio libro, scaricabile a questo indirizzo: www.radiobandalarga.it/radiolibro.mp3

Una nota incoraggiante: il progetto ha ricevuto il sostegno della Compagnia di San Paolo che da quanto ne so io si impegna per davvero tante attività utili e sane come questa.