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lunedì 10 giugno 2013

#Anteprime13 - Giorno#3!

Colazione prima di ripartire da Pietrasanta per Torino. Un momento di silenzio per prendere appunti e non pensare a niente. Sentire solo profumi e rumori di sottofondo.

C'è qualcosa di spirituale qui.

Notavo molto gli angolini, di cui sono fan.

Nonché la sfrontata coolness di questi luoghi.

L'altro ieri ho scordato di dire che Francesco Bonami presentava il suo prossimo libro sulle #icone. Sto leggendo il suo ultimo sull'essere un artista.

Il pomeriggio di domenica invece è cominciato con Rossella Calabrò. Il suo prossimo libro riguarderà un ascensore. Capace di ascoltare.

Giovanni Lindo Ferretti.

L'emozione più bella di ieri è stata una piccola cosa ma di grande profondità. Il momento in cui Angela Rastelli ha annunciato il titolo del prossimo libro di Antonio Pascale, Le attenuanti sentimentali. L'attimo preciso in cui ha pronunciato il nome. Il nome di qualcosa che non esiste ancora ma presto nascerà. Era il tramonto e avevano suonato le campane, nel Chiostro c'era profumo di erba e di vento.

Pausa panino. Ringrazio i beni di conforto della sala stampa. Dovrò fare una dieta specifica per tutti i taralli che ho ingerito.

Pausa caffè (sì, c'è un museo nel Cortile del Chiostro)

Diego Abatanuono è un simpaticone, ci credereste?

Eccolo. W il vip watching.

Vorrei esporre al mpondo i miei pensieri su Sveva Casati Modignani. Già l'anno scorso me l'ero gustata tutta la sua oretta piena di discorsi incantatori. Questa signora è deliziosa. Che vi piacciano o meno i suoi libri, ha un talento fuori dal comune. E uno smalto impeccabile. Il suo prossimo libro tratterà temi forti sulle donne e il dolore. Il suo incontro è stato l'unico in cui il pubblico ha fatto domande, non volevano lasciarla andare via.

Ascoltare.

Ozpetek. Qualcuno giustamente si è chiesto se davvero anche lui avesse ben pensato di scrivere un libro. Sì, in effetti a quanto pare è proprio così. Una storia un po' autobiografica sul cinema. ;)

I blogger di Anteprime. Sono persone serissime e concentrate.

Quindi. Tutto inizia e finisce con un caffè. Pensateci. Tutto.

domenica 9 giugno 2013

#Anteprime13 - Giorno#2!

Ieri mattina mi sono svegliata chiedendomi dove fossi, e chi. La risposta al primo questito è Marina di Pietrasanta, dove c'è il mio hotel. Badate che invece il festival Anteprime si svolge nella prospiciente cittadina di Pietrasanta: lo dico per la precisione e per rimediare all'increscioso equivoco dell'anno scorso, in cui ho creduto di trovarmi per giorni interi a Marina di, e invece ero a Pietrasanta (cioè l'hotel era a Forte dei Marmi, ma questa è un'altra storia...), e pare che la cosa non sia rimasta indifferente alle istituzioni locali. Dovete sapere che qui infatti nei ritagli di tempo si fanno discorsi particolarmente seri sull'identità, le istituzioni, la vita umana e ultraterrena, le stelle e la luna, la morte, i soldi e l'amore. Sul che cosa sia l'amore, poi, forse l'ho già scritto, mi sto interrogando molto, coinvolgendo davvero proprio tutti in maratone di parole, invano, senza risultati alcuni, ma va bene così: il senso è nella ricerca giusto? Comunque è chiaro che le uniche vere risposte arrivano dalla natura. Ad esempio, dal mare.

Una mattinata con le amiche blogger. On a solitary beach.

Dove si pratica giardinaggio marino.

E si mangiano i prodotti della terra.

Il mio primo appuntamento è stato con Paul Ginsborg. Ha mostrato diverse immagini di famiglie in un percorso che esplora questo tema nello scorrere del Novecento. Cambiamenti, differenze, analogie. E aneddoti. Quello che più mi ha colpita è la storia di Marinetti. Per anni ha rifiutato la famiglia. Poi ha conosciuto una ragazza, se ne è innamorato, ha avuto una bambina di cui si è occupato con amore. Sentir parlare d'amore da Paul Ginsborg è un segno del destino: vuol dire che esiste questa cosa incredibile, che sposta le montagne e i cuori e determina proprio il destino delle persone. Questo pensiero mi commuove fino alle lacrime e mi fa paura. Comunque il suo libro in preparazione si chiamerà Famiglia Novecento. Non è la prima volta che lui si occupa di questo tema, sono curiosa di vederne però le nuove declinazioni.

Poi è stato il momento di Alessandro Perissinotto. Il suo prossimo romanzo uscirà per Piemme, ne sono contenta. E ho respirato aria di casa. Il torinese autore è stato di un sobrio e di un elegante fuori dal comune. Ha raccontato la sua metodologia di lavoro, svelando alcuni elementi della sua cucina di scrittore. L'avevo conosciuto qui in terra sabauda a una cena in libreria: riconfermo la mia opinione, da leggere.

Da leggere... Qui ci sono tante cose da leggere. Da pensare. Avrei bisogno di un momento di sospensione nel vuoto. In un angolino così. In un luogo lontano, e vicino insieme. Sola, ma sicura della compagnia delle persone. E la risposta alla domanda sull'amore. E una storia da raccontare, più una da ascoltare. Ah, e un po' di polvere di stelle, un pony alato, una casetta sul lago, due etti di prosciutto e una stanza tutta per me, grazie!

Laggiù in compenso c'è Niccolò Ammaniti!

E lì sotto Mauro Corona.

Tutto il festival è interessante, c'è sempre qualche cosa bella da fare e un bagno di folla e tante persone con cui conversare e ottimo vino locale e tanti libri da scoprire a dimostrazione del fatto che il passato è fondamentale, il presente è carino ma il futuro, eh, il futuro è sempre il migliore, è sempre un po' di speranza, sempre, per tutti. Infatti devo dire che la parte davvero più importante per me, il culmine di tutto, è stato ieri sera. Alla presentazione del prossimo romanzo di Orhan Pamuk (riguarderà il figlio di un venditore di yogurt negli anni Sessanta: consideratelo già mio!). Credo sia uno dei pochi autori di cui infatti ho letto tutto (tranne l'ultimo purtroppo, ma rimedierò). Ero interessata ad ascoltarlo soprattutto a proposito dei temi di attualità, per ciò che sta accadendo oggi in Turchia. I suoi racconti, toccanti e preziosi, il suo parlare diretto e lucido, ma anche gentile come chi è in contatto con le cose prime e delicate della vita, mi ha riconciliata con il mondo, mi ha regalato fiducia, mi ha ricordato che sono viva.

sabato 8 giugno 2013

#Anteprime13 - Giorno #1.




Mi trovo in quello che si suole definire comunemente "un angolo di Paradiso".

Al festival mondadoriano Anteprime - ti racconto il mio prossimo libro. In queste location fantastiche a PIETRASANTA in Toscana gli autori raccontano al pubblico il loro prossimo lavoro, in uscita in autunno o a Natale. Se cercate il tag qui sul mio blog trovate le cronache della scorsa edizione. Questa è la quarta. Ribadisco un concetto: questo festival è simpatico, suggestivo, e geniale. Perché ti permette di buttare l'occhio nel futuro per fartene un'idea: quindi è un gesto è generoso, di grande fantasia, perché questo privilegio nella vita non lo abbiamo. Conoscere il futuro, intendo.

Ah, sono qui in qualità di fashion book blogger.

Questa mattina facevo colazione ripensando alla giornata di ieri. Virginia Woolf, che ultimamente rileggo volentieri, diceva che a un scrittrice, o una donna in generale, servirebbero una rendita e una stanza tutta per sé... Qesto argomento oggi mi tocca da vicino, come sempre, come tutti. Non vi dico niente di nuovo senz'altro. Però dunque. Sono qui da sola, in questa stanza molto bella. In questo posto rassicurante, gradevole, pieno di beni di conforto. Ne ho bisogno, come tutti. Che mi sia concesso questo, per tre giorni, per poter scrivere, per raccontare quello che accade, è una cosa che piacerebbe a Virginia. L'arte (intendo i lavori di questi autori che ascoltiamo parlare) andrebbe sempre protetta in questo modo. Valorizzata. L'arte e non solo, la vita umana. Mi toccano questi tre giorni di grazia e di fortuna. Lo dico seriamente: lo auguro a tutti. Aver aperto questo blog ha avuto senso, per avere una stanza tutta per me.

Dunque, la serata di ieri ha avuto inizio. Questa è la porta di ingresso di PIETRASANTA!

La vita qualche volta è gentile.

Waiting for.

Tra blogger e tutti quanti, qui siamo già stanchi alle 17, dopo lunghi e svariati spostamenti. Ma non ci si può sedere mai, ceneremo alle 23 suonate se va bene: a meno che non sia su un vaso di fiori.

La vita a volte ti dà una mano.

E anche un piede.

Si vocifera che dentro quel grazioso furgoncino ci sia DAN BROWN...

Infatti eccolo, scattante come una gazzella in primavera. Del suo intervento ho twittato tutto. Farà un libro sulla trasposizione cinemarografica dei suoi libri. "Scrivere un libro è straordinario, ma fare un film è miracoloso". Ha detto. Poi ha raccontato la sua infanzia. Santo cielo. Si capisce tutto, TUTTO, dall'infanzia della gente. E ha detto svariate altre cose che mi hanno colpita molto. "Il tempo del romanziere è glacialmente lento. Il romanziere non guarda mai l'orologio". Infatti ha parlato un sacco, a una folla immensa e adorante. Non sono fan di Dan Brown. A dirla tutta non ho mai letto un suo libro. Ma è stata un'esperienza incredibile ascoltarlo. Inferno, il suo ultimo, però lo leggerò a questo punto. Mai avere preconcetti su niente e su nessuno. Ecco cosa si impara in anteprima.
Da quel punto in poi su di me si abbattuta la vendetta di Montezuma, e non mi è funzinato più niente, il wi fi né la chiavetta. Quindi tutti gli amici che mi stavano leggendo su twitter (all'account @tazzinadi) sono rimasti senza mie notizie. Eppure, come vedete nell'immagine qui sopra (by Rocco Rossitto @roccorossitto), mi sono data un sacco da fare. Dopo Dan Brown ho ascoltato Francesco Piccolo. Il suo prossimo libro sarà strepitoso, ne ha letti alcuni brani che facevano molto ridere. Però ci saranno alcune cose diverse dal solito, se ho ben capito. Il personaggio della moglie, ad esempio, mi ha commossa.Come anche alcuni discorsi sul tema della purezza e dell'integrità.   
L'appuntamento successivo era con Sergio Luzzatto. Lui ha scritto un libro controverso, si intitola Partigia, che è il modo in cui i piemontesi usavano chiamare i partigiani. Questa è stata un'eccezione alla regola, perché il libro è già uscito. Ha ottenuto un'accoglienza severa dalla critica, e non poche polemiche. L'incontro è stato denso e serrato, difficile riassumerlo in poche righe. In sostanza, il saggio riguarda un frangente specifico della vita di Primo Levi, cui l'autore è devoto. Una memoria, forse residuale, come è stata definita, ma pure consistente dell'autore, un dettaglio della sua vita e un segreto "brutto" che afferisce al dolore più puro. Non è per fare suspance su questo tipo di temi, tutt'altro, è per pudore che mi fermo perché la questione è molto delicata, rimando a voi la lettura del libro, senza aggiungere altro.

 
Poi con i miei (im)potenti mezzi ho fotografato i Wu Ming! (Il 2 e il 4). Che fatalmente non si vedono in queste immagini di repertorio. Loro hanno presentato un libro fantastico. Sulla Rivoluzione Francese, ma aspettatevi una storia complessissima e affascinante alla loro maniera. Vi dico solo che si parlerà di "mesmerismo", di magnetismo animale e altre meravigliose amenità. Questo lo leggo di sicuro!

Abbiamo cenato alla fine in un posto dove piovevano Ferrari.

Mi sento sospesa nell'aria. Come la sedia di fiori, non mi pare di avere punti di riferimento. Ah, no, sì, li ho eccome.

Memorie shabby chic.

E oggi si ricomincia. Vi anticipo che andrò ad ascoltare tra gli altri Orhan Pamuk! Mi raccomando, fate del mesmerismo in mio favore affinché mi funzioni la chiavetta per twittare! A domani!