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mercoledì 13 novembre 2013

I giovani, la lettura, la sacralità, il calcetto, il romanticismo, Eliot, il caffè etc. etc.


Ieri, al Collegio Universitario Renato Einaudi di Torino. 

Per la rassegna Ti presento un autore, a raccontare del Metodo della bomba atomica, e di altre amenità.
Guglielmo Zanchetta è un giovane di belle speranze che ha condotto una delle presentazioni più belle della mia vita. Laureato in Scienze strategiche (eh? Ah, i giovani d'oggi che robe strane), pareva un letterato ormai consumato e raffinatissimo e ha colto del mio romanzo aspetti oscuri a me per prima. Ha inoltre tirato fuori una citazione di Eliot calzante e bellissima sui "tre nomi del gatto". Che riporto a vostro beneficio e che lui ha ravveduto adatta a proposito delle molteplici identità dei miei personaggi, e di me come "autore", poiché la rassegna prevedeva di conoscere non solo i libri, ma anche chi li ha scritti. Eccola: "Quando vedete un gatto in profonda meditazione, la ragione, credetemi è sempre la stessa: ha la mente perduta in rapimento e in contemplazione del pensiero, del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome: del suo ineffabile effabile effineffabile profondo e inscrutabile unico NOME". Grazie Guglielmo! Gli ho chiesto di regalarmi il foglio su cui aveva appuntato questa intervista, per ricordo, perché mi ha colpita molto. W i giovani. (Nel'immagine, una caffettiera del collegio, lasciata lì per caso).

E fu così che fui trasportata, prima dell'incontro, da Guglielmo stesso in veste di Cicerone, in una appassionante e a tratti allucinante visita guidata al Collegio Universitario. (Grazie ancora di cuore a Francesca Cerutti per avermi invitata!). Oh, guardate che romanticoni, i giovani. Disegnano cuori sui muri. Ottimo spunto per la mia nuova casa, pensavo, mentre fotografavo tutto, sperando in questo modo di confondermi tra di loro, in quanto persona profondamente digitale, fotografa e 2.0.

Ciao mamma, sono su una bacheca dell'Università, insieme al cartello VIETATO FUMARE!! Yea.

Dopodiché, ho visitato una vera "stanza di studenti". Buia e oscura come una tana del lupo, piena zeppa di giovani in pantofole. Dopo i primi convenevoli, mi sono intrattenuta a chiacchierare un po' con la pregiata squadra di calcetto "Gli evirati arabi" (nome provvisorio). Ma quando mi hanno offerto goliardicamente una birretta, ho capito che forse era il momento di salutare, e tornare nelle mie vere vesti di autrice seria e professionale.

Per questo gesto di maturità, ho guadagnato un piccolo florilegio di regali. Tra cui una maglietta! 

Il rituale di firmare la locandina mi è piaciuto molto.

Quando ho visto questo assetto, ho pensato: troppo serio per essere vero. Ora mi toccherà davvero "avvicinare i giovani alla lettura". Nessun problema, sentivo in effetti di potercela fare. Il bello è stato poi notare che il pubblico presente, non molto numeroso ma di qualità, era composto per lo più da agguerritissimi anziani, tra cui un vero... ermeneuta (sic.), che ho senz'altro avvicinato alla lettura, tuonandoli di parole! Però quei pochi meravigliosi giovani che c'erano, mi hanno spezzato il cuore per la loro attenzione, competenza, rispettosità e forza d'animo nell'organizzare questo tipo di incontri e nell'ascoltare. Sono veramente la forza del nostro Paese, e lo dico fuori di retorica. Tra loro, poi, c'era un giovane ingegnere che - al temutissimo momento delle "domande dal pubblico" - ha rilevato alcune analogie tra il mio stile di scrittura e quello di John Steinbeck. Sul serio. Questo mi ha commossa ed è stato il miglior modo, se non di avvicinare loro alla lettura, senz'altro di riconciliare me con l'Universo e con il desiderio di continuare a scrivere, di più e meglio.

Mi hanno offerto un buon caffè, su un vassoio vintage (cioè dei miei tempi) del Mulino Bianco in pieno stile-collegio. Momento che ho semplicemente adorato. 

E poi questi due giovanissimi ragazzi hanno letto brani del libro: mi fa sempre un certo effetto, e non finivo di ringraziarli. 



Considerazioni a margine. Il mondo dei libri è il più grande mistero - dopo l'amore e il funzionamento dei termosifoni di casa mia - che io conosca. 

Giusepe Culicchia, nel suo ultimo libro, scrive che il fatturato dell'intera editoria italiana è pari a un singolo prodotto della Ferrero, prevedibilmente la Nutella! Capirete bene quanto sia arduo avvicinare, non solo i giovani, ma chiunque alla lettura, considerando che non si può spalmare su nessun tipo di panino.

Perché leggere è difficile. Bello, magnifico, ma faticoso. Come amare. Fa sanguinare i polsi, diceva qualcuno. Fa morire di stanchezza. Ti uccide un po'. Leggere, come scrivere. Come amare. 

Ci sono scelte - come amare, o restare da soli, o leggere, o scrivere - che non sono scelte, sono cose sacre. 

E le cosa sacre e sublimi è complicato spiegarle. Accadono semplicemente. Ti attraggono, ti chiamano. Si avvicinano i giovani a questo nelle maniere più impensate. Forse con l'esempio. Si diventa responsabili. Non so onestamente se ci sono riuscita ieri. Se ci riesco con questo blog, o nel mio proselitismo quotidiano, nei bar, sui treni, negli uffici che frequento. Boh. Ai posteri l'ardua sentenza. Ma devo ammettere che non mi importa molto. Mi importa piuttosto di aver dato un senso a quelle ore lì, ieri sera. Di aver portato a compimento qualcosa. Di aver scelto di amare, di stare sola, di leggere e di scrivere. Di non aver scelto, anzi, ma di aver notato la sacralità di tutto questo, e di raccontarla a chi ha voglia di ascoltare. 

Buona lettura allora e a presto con altre fantastiche avventure!!

sabato 1 giugno 2013

Art In Time!


Giovedì al Laboratorio multimediale Quazza di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà umanistiche, a Torino.

Prima del prossimo libro, vorrei raccontare di una piccola e interessante esperienza. Mi è accaduta giovedì, e riguarda una rivista che ha appena compiuto un anno di vita (tanti auguri!). 

La rivista si chiama Art In Time. Ed è dedicata all'arte in tutte le sue forme.  

Un progetto, come si suol dire, ambizioso ed essenziale. 

In questo periodo mi sto dedicando anche io  alla ricerca delle cose autenticamente belle e semplici, non semplici anzi, direi convincenti, ed eleganti, e gentili e sobrie e curiose. Una ricerca che non passa mai di moda e che è molto importante, nel lavoro ma anche e soprattutto nella vita. Non dico che sia indolore. Perché tante volte è più facile lasciar perdere e rattristarsi o impigrirsi di fronte alle fatiche e alla noia mortale, e alla tristezza delle cose che accadono senza senso alcuno. 

Però non c'è altro modo, forse, dicono, di raggiungere la felicità. 

E la felicità per me oggi è anche scoprire progetti nuovi.

Non sarò io a dirvi quanto più che mai il problema delle donne sia attuale. Di noi donne.

Di quanto sia ancora difficile vivere, in questo mondo solo all'apparenza evoluto, nel 2013. Il fatto quindi che questo sia un progetto fondato, costruito e curato solo da ragazze è un valore aggiunto  secondo me (anche se credo saranno ben contente di ospitare simpatici ragazzi di talento!).

Non sarò, d'altro canto, nemmeno io a dirvi quanto sia complesso essere anche giovani oggi, in Italia specialmente. 

E queste ragazze sono nate tutte dopo il 1985, nessuna sia avvicina nemmeno lontanamente ai 30. E sono fresche ancora di studi e di entusiasmo, e lavorano. 

Quindi donne e giovani e brave e serie e lavoratrici e studiose e umili e sognatrici e colte.

Mi ha colpita, durante la presentazione, proprio la spinta verso la professionalità, la voglia di sapere il più possibile e di non prendere in giro nessuno. Nemmeno se stesse.

Ho avuto modo di conoscerle perché Francesca Cerutti, che scrive anche su questo suo delizioso blog e ha parlato de Il metodo della bomba atomica con tanta grazia da commuovermi, (e gira con una collanina con un ciondolo a forma di tazzina ma non c'entro io, però il caso non è peregrino eh!), me ne ha parlato con un candore e una energia rari al Salone del Libro. E così sono andata alla presentazione, presentandomi all'appuntamento. 

Dunque dunque. Questa è una rivista mensile, "bella da vedere e ricca di contenuti" e poi "giovane, esordiente e liquida" secondo la definizione di Alessandra Chiappori, che è anche lei una delle fondatrici e si occupa di libri. 

(Francesca e Alessandra le potete vedere anche qui, direi imperdibili ;).

Si parla di cinema, arte, naturalmente, libri, serie tv, teatro, Londra, Giappone e molto altro. Ci sono i temi del momento, le cose più attuali e fresche che ci riserva la cultura e la società. Ci sono progetti social ancora da inventare, e ci sono cuori e promesse che non vedono l'ora di spiccare il volo. Proprio così. Non per citare Jovanotti, ma è vero che la vita poi si arrabbia molto chi "ha le ali e non vola". Meglio volare, sempre, provarci, col rischio di sbucciarsi le ginocchia, ed è preferibile che restare troppo mesti, cinici, sfiduciati e con i piedi a strisciare troppo per terra. 

In bocca al lupo, ragazze!