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lunedì 22 maggio 2017

Piccolo bilancio a caldo del #SalTo30.


Il mio #SalTo30 finisce oggi ed è stato complessivamente molto bello. 

Ma ecco il mio bilancio. Ho girato troppo poco tra gli stand, come facevo da ragazzina, fantasticando. Ma è forse anche giusto così, evolversi. E l'evoluzione di questo Salone in generale è stata notevole. Fare un'analisi a caldo non è facile, ma senz'altro sembrerebbe una delle edizioni più partecipate di sempre. Vorrei solo sperare che non sia stata la bieca "competizione" con Milano a far confluire così tante persone al Lingotto. La speranza è che invece siano davvero tutti più interessati a leggere e che tutto sommato la crisi stia passando. La crisi economica e culturale che ha segnato gli ultimi dieci anni. 



Ieri ho avuto un solo appuntamento, con Matteo B. Bianchi, per chiacchierare informalmente del suo Maria accanto, nuovo romanzo pubblicato con Fandango. Conoscevo Matteo da tanti anni come uno dei più attivi promotori della scrittura sul web e non solo. Lui ha creato, ad esempio, Tina, una rivista letteraria pioniera e bellissima. Avrò senz'altro modo di approfondire questo romanzo, ma posso dirvi che è stata una bella occasione di dialogo vero, meno enfatico e ingessato di quello che si può avere durante una presentazione ufficiale. 



Ogni volta che passavo dalla Sala Romania e vedevo il mio logo, mi coglievano attimi di gioia e soddisfazione. 

Vi ricordo che oggi alle 13.30 in Arena Piemonte si premierà la vincitrice romena del Concorso Lingua Madre, Roxana Lazăr. 


E proprio in questo momento, al Superfestival, si sta svolgendo il superlancio di presentazione di Borgate dal Vivo 2017. Edizione che si prospetta fantastica, accorrete a conoscere i creatori e partecipanti al festival letterario dei borghi più belli d'Italia. 

Ed ecco il mio piccolo bottino. 

domenica 21 maggio 2017

Un #SalTo nel passato, nel presente e nel futuro.


Ieri al #SalTo30 la mia giornata è iniziata con una lunga e intensa presentazione di È giusto obbedire alla notte di Matteo Nucci - Ponte alle grazie. 

Mi rendo conto dei limiti dei social, e anche di blog dallo spirito "agile" come il mio. Ormai mi è chiaro: questi media non possono esprimere tutte le caratteristiche, le implicazioni, le scoperte umane, morali ed estetiche, né l'emozione più autentica di un'opera d'arte. L'arte, forse precedendoci in una qualche scala di valore, vince su di noi e i nostri piccoli mezzi. In ogni caso, vince sulla descrizione o rendicontazione che affannosamente da qualche anno in tanti proviamo a darle sui cosiddetti "social". Non che non vada fatto, per carità. Tocca leggerli, però, questi libri, per capire e sentire cosa intendo. E uscire e andare ad ascoltare (quando possibile) cosa ne dicono gli autori e gli artisti. Quanto a me, posso dire di aver imparato qualcosa da questa esperienza, ma i tempi del web mi impongono di tagliare, ahimè, proprio la fetta più importante. Immaginate la lettura come una torta nuziale, qui posso mostrarvi solo il cake topper, e nemmeno per intero!


Ph. by Luna's Torta - la libreria con cucina migliore di Torino e del mondo. E che fa parte anche del consorzio COLTI dei librai indipendenti. 

E, giusto per rimanere in tema ineffabilità, l'unico ma strepitoso evento al quale sono riuscita ad assistere all'interno di una delle sale del Salone è stato quello di Paolo Nori. Ho tentato altre volte di entrare a una sala. Quella con Annie Ernaux, ad esempio, era impenetrabile dalla folla che c'era. Un'altra volta, ho visto una coda kilometrica e ho chiesto a ben due persone per che cosa stessero facendo la fila e in entrambi i casi è successo questo:
- Mi scusi, per cosa è questa fila?
- Per la Sala Azzurra.
- E cosa c'è nella Sala Azzurra?
- mh... non lo so... ah sì sugli alieni.
- Grazie.

La variante alla risposta è stata: - forse la cosa su se c'è vita nello spazio.

Molto bene. Quando si dice "italieni" :)

No, intendo dire: è fantastica tutta questa affluenza al #SalTo30 ma qualche volta, c'è da ammetterlo, il pubblico è un tantino "televisivo" e, forse, poco consapevole. Ma chi sono io per giudicare? La consapevolezza di cosa si fa e dove si è è un dono e comunque un dono che si raggiunge a gran fatica, secondo me.

Paolo Nori e il racconto dei matti delle città italiane. 

Una partership di questa edizione cui tengo particolarmente è quella con l'Istituto Romeno di Cultura Umanistica di Venezia che, alla Sala Romania, sta proponendo una serie di eventi fantastici. E che ha scelto di apporre anche il mio logo: una delle gioie di questo Salone, per me!


Vi segnalo dunque gli appuntamenti secondo me più significativi promossi proprio da l'Istutito:

- Alle 12 - Diario della felicità. Incontro con Vasile Igna
In occasione della presentazione della ristampa del Diario di Nicolae Steinhardt e del romanzo Andante di Vasile Igna (Rediviva) in collaborazione con il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano
Con Vasile Igna intervengono Antonio Buozzi, Maria Floarea Pop, Violeta Popescu, Gabriel Popescu 

-  Alle 16 - Elegie Nordiche
Incontro con Aura Christi in occasione della pubblicazione del suo nuovo volume di poesie (Aracne). Con l’autrice intervengono Violeta Popescu e Maria Floarea Pop

- Alle 17 - Il progetto Pop Drama
Letture drammatiche da Clătite di Radu Popescu, finalista al concorso di drammaturgia Pop Drama
In collaborazione con il Centro Diego Fabbri
Con l’autore interviene Paolo de Lorenzi.
Letture drammatiche a cura di Giampiero Bartolini. Traduce Oana Boşca-Mălin.
Conduce Bruno Mazzoni

E, dulcis in fundo, domani 22 maggio:

- Alle 13.30 Arena Piemonte - ConcorsoLingua Madre
Premiazione delle vincitrici. Roxana Lazăr che vince il Primo Premio! 

Non potete mancare!


E infine, last but not least, vi segnalo un incontro cui tengo molto perché negli ultimi mesi ho collaborato con questo bel festival! L'evento è segnalato sul mio sito, ma voglio ricordarvelo anche qui, con tutti i dettagli:

- Lunedì 22 maggio - alle 10.30, nell'ambito del Superfestival (pad. 2) Dario Benedetto (mitico) conduce l'evento di lancio dell'edizione 2017 di #BdV17. Tra gli ospiti presenti, Alberto Milesi, che dirige e ha creato Borgate dal Vivo e Giuseppe Culicchia che è il presidente onorario.

Qui proprio davvero non mancate perché poi da giugno a settembre più di venticinque borghi alpini si popoleranno di scrittori, musicisti e artisti che porteranno energie e voci e bellezza in luoghi altrettanto belli che non aspettano altro che rinascere.

E ora, non mi resta che augurarvi buon #SalTo30 e buone letture con caffè!

venerdì 19 maggio 2017

#SalTo30 - eventi e appuntamenti.



Eccomi al primo giorno (per me) del #SalTo30. Una bella soddisfazione è vedere il mio logo, realizzato da Gerald Bala di Onde Studio, accanto a loghi importanti e storici. Il motivo è che sono media partner dell' Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Più sotto, trovate qualche notazione al riguardo. 


Al #SalTo30, come a ogni #SalTo, si trova sempre gente che #salta a tempo di musica.  



Questa è stata la prima presentazione della mia mattina. Vorrei dilungarmi di più sul libro in questione, ma per il momento vi lascio il link al sito dell'editore, qui. Si tratta, in breve, di un progetto di scrittura, illustrazione, fotografia e arti diverse tra loro che sono confluite in diciotto mesi di narrazioni sul quartiere di Mirafiori Sud a Torino, con la guida di quattro tutor. Ne è nato un libro bellissimo. Mi sono sentita a casa, nel luogo, ideale e vero, in cui sto cercando di mettere radici reali o di carta. Sono molto grata di essere stata coinvolta. 


La seconda presentazione per me è stata con i primi autori di una casa editrice appena nata ma già con la camicia, Les Mots Libres Edizioni con la storia Il paese di Mister Coltello. Eccomi in azione con gli autori :) Questo #SalTo30 è senz'altro la festa dell'editoria indipendente e lottatrice, quale miglio auspicio?


Ed ecco lo stand dei miei amici dell'Istituto di Cultura Romeno. Che gioia vedere il mio logo sullo sfondo della foto dell'incontro di ieri su Mihai Eminescu e la letteratura italiana con Giuseppe Manitta e Roberto Merlo.



Ci tengo, infine, a segnalarvi alcuni incontri di domani - sabato 20 maggio - proprio in Sala Romania (andateci, davvero, è bellissima...) e in Sala Blu:




 Ore 11 presentazione di: Bucarest – la capitale immaginata (1830-1940)
In occasione della presentazione del volume di Emanuela Costantini (Rubbettino)
Con l’autrice interviene Marco Dogo
Conduce: Antonio d’Alessandri 

- Ore 14 Ritorno a Emil Cioran
Presentazione dei libri di Emil Cioran: I miei paradossi. Intervista con Leonhard Reinisch (La Scuola di Pitagora), Un’altra verità. Lettere a Linde Birk e Dieter Schlesak, 1969-1986 (Mimesis), e di Simone Boué, Una vita con Cioran (La Scuola di Pitagora)
Intervengono: Massimo Carloni, Antonio Di Gennaro, Mattia Luigi Pozzi
Conduce: Giovanni Rotiroti

- Ore 18.30 in Sala Blu: Andrea Bajani dialoga con Mircea Cărtărescu
Autore della trilogia Abbacinante - a cura di Voland e Salone del libro 
in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia
Interviene: Bruno Mazzoni, traduttore di Mircea Cărtărescu

giovedì 18 maggio 2017

Fai un #SalTo, fanne un altro!



Il Salone del libro per me comincia domani, il 19 maggio. 

Per tutti questi trenta lunghi anni, ci sono stata. Dalla prima edizione, in cui ero una bambina, attraversando tutti i cambiamenti interni, interiori, esterni ed esteriori della città. Ci sono stati anni in cui ci ho lavorato dentro, e allora ero lì alle nove del primo giorno, carica di energie ed emozioni. C'è stato l'anno in cui andavo di stand in stand con una tazzina azzurra dell'Ikea, per far conoscere il mio blog, il mio piccolo nuovo progetto che nasceva. Anni, invece, in cui ci passavo poco tempo, come questa volta, perché per mille ragioni avevo degli impegni fuori. Quest'anno, ad esempio, lavoro un po' dentro ma di più fuori e così potrò esserci solo nei momenti in cui dovrò fare qualcosa di specifico. Ci sono stati anni che credevo felici, anni che credevo tristi. Anni interlocutori, anni ricchi di eventi.

Il Salone ha fatto parte della mia formazione umana e professionale come una sorta di scuola o corso intensivo. Ed è stato importante. Ci ho scritto fiumi di inchiostro sopra, ho confluito nel Salone tante aspettative e tanti, tanti, tanti sogni. 

Sono felice di trascorrere anche quest'anno alcune ore di questo #SalTo30 in quel Lingotto spazioso che accoglie tutti e che per tutto questo tempo ha accolto anche me. Sono felicissima, infine, dei risultati di pubblico e di notorietà che questa edizione sta ottenendo, traggo anche io il beneficio di tutte queste nuove idee e prospettive. Non mi piacciono i campanilismi, per cui non saprei dire se è una rivincita "sui milanesi" oppure semplicemente una bella soddisfazione per Torino e tutti quelli che vengono a trovarla in questi giorni.

Tutto quello che mi viene da dire è buon #SalTo in alto e in lungo quei corridoi che tutti, a migliaia, amiamo così tanto. 

Per chi volesse passarmi a trovare, ecco i miei appuntamenti qui.  




giovedì 29 settembre 2016

Terrazzino di caffè


Oggi a Torino è un'altra giornata di sole estivo. Mi sono messa a lavorare nel terrazzino della mia casa nuova considerando questa possibilità come una grande fortuna. Spero di non sembravi retorica nel dire questo, ma è proprio un moto dello spirito ricordare a me stessa e a chi legge (dunque può leggere ed è già una cosa bella) le fortune che abbiamo. Anche io, come molti di voi, ho infatti la tendenza a vedere solo quello che non va. E sento già la mia detestabile vocina interna che vorrebbe aggiungere in nota: ed è tanto quello che non va santo cielo! Ed è pur vero che è appena successo (tralasciando le altre disgrazie) ad esempio che una persona che dovrebbe gestire un Ministero della Repubblica ha chiesto alla gente di lavorare possibilmente gratis: una considerazione a margine: ma se chi dovrebbe proteggerci, occuparsi del nostro sostentamento e magari anche del nostro benessere di cittadini fa questo, ovvero ci tradisce o per lo meno non ci tutela, non ci sostiene, come facciamo a progredire, evolverci, vivere normalmente in questo paese?

So che è una domanda che si pongono in molti e so anche che ahimé questo meccanismo accade in ambiti meno creativi e velleitari rispetto a quello della comunicazione e pubblicità, seppure "progresso", senza nulla togliere ai nostri mestieri dorati e un po' vani. (Ma la mia vocina buona invece mi dice: vani un corno, la scrittura e le immagini sono importanti per una società che funziona!).

Insomma, i motivi per essere giù di corda ci sono, eppure ognuno di noi ha ancora la possibilità di assaporare le proprie gioie, le proprie conquiste. Ricordate la storiella zen di quello che precipitando da un burrone resta incantato da una fragolina di bosco? Più o meno la vita mi sa che è questa cosa qui, burroni e fragoline di bosco.

Ciò detto, ecco gli appunti di questa ultima settimana settembrina che ho segnato sul mio taccuino, sono autoreferenziali, spero vi incuriosiranno comunque:

1) Salto il #SalTo? Salterei volentieri questa notizia, ma non posso. Ne leggo quotidianamente di robe sul Salone del Libro, mi viene da chiedermi perché le cose si siano complicate così tanto, poi mi ricordo che tutto nasce dall'avidità e dalle nevrotiche lotte di potere tra pochi e ritrovo un senso (di malessere ma vabbè). Cercasi urgentemente fragoline di bosco per distrarsi da sto burrone. Contestualmente, in questi giorni gira sul web un video che mostra lapalissianamente come noi donne riceviamo una paga, per qualsiasi lavoro, in media il 30% inferiore rispetto a quella degli uomini, veniamo insomma trattate come bambine sciocche. Altro? Ah sì, l'unico articolo un po' consolante che ho letto in questi giorni risale a ieri, spero sia attendibile, lo pubblica Repubblica. L'articolo dice che quello torinese sarà un "Salone di letture ad alta voce", e si relaziona a lungo su una proposta firmata Pautasso-Culicchia. Faccio il tifo per Culicchia, che ho avuto la possibilità di incontrare e presentare alcune volte e che ha anche presentato a sua volta il mio primo romanzo in una libreria cittadina che ora non c'è più. Il motivo della mia stima non è però per la conoscenza personale, dal momento che una persona famosa la conoscono in molti e non è un fatto pregnante, la mia stima nasce dal fatto che la proposta presentata su Repubblica seppur a grandi linee mi pare semplice e organica in continuità rispetto al passato e sostenibile per il futuro, coi piedi per terra. Nonostante la momentanea sfiducia, voglio dunque ricordarmi che Torino è anche casa mia e di chi verrà ancora a farci un salto per il #SalTo. 

2) Letture ad alta (e bassa) voce E siccome sarà un Salone di letture ad alta voce, vi ricordo, perché ci tengo molto, il mio laboratorio di letture che comincerà ai MagazziniOz di Torino questo 13 ottobre. Sono felice al solo pensiero, per una che da sempre ha la voce troppo bassa in diversi sensi, avere una possibilità del genere è una vittoria sui propri limiti :)! Leggeremo un capolavoro della letteratura mondiale come Il mago di Oz ma leggeremo anche testi piccoli, magari scritti da noi e ci rifletteremo su, e staremo in silenzio e ci parleremo quando sarà necessario nel rispetto della timidezza e pure della stravanganza di tutti. Per tutte le informazioni, qui. 

3) Letture in #TazzaGrande  La mia avventura radiofonica continua, se volete potete ascoltarmi tutti i mercoledì mattina alle 10 su Radio Banda Larga, qui una bella descrizione del programma. Un libro a settimana e un'immersione nel mondo di chi lo ha scritto, con musiche a tema. Questa è un'avventura cui tengo molto, e vi lascio una citazione dell'autrice di cui ho raccontato ieri in diretta (replica venerdì alle 14), ovvero Karen Blixen, per finire in allegria questo taccuino:

Spesso penso che oggi quello di cui abbiamo più bisogno è un grande umorista.

Insomma, passano i secoli, passano i millenni ma continuiamo ad aver bisogno sempre di stare bene, di comicità.


Intanto, il tempo è passato anche per me ed è arrivata l'ora dell'intervallo: vedo i bimbi della scuola sotto casa mia giocare all'aperto su un prato, sento ridere e gridare di allegria. W l'intervallo!

giovedì 22 settembre 2016

Taccuino di caffè


Nel mio taccuino settimanale potrei appuntare tantissime cose, se ad esempio avete seguito un po' i miei post sul Salone del Libro, sapete quanto la vicenda mi appassioni eppure devo ammettere che le ultime notizie, susseguitesì al ritmo di una mitraglietta, mi sono un po' sfuggite. Gli attori in gioco si sono moltiplicati, le fazioni inasprite nelle loro posizioni e tutto si sta sfarinando. Alla fine, sembra quasi impossibile scrivere e ancor prima elaborare un qualche commento sensato: non resta che aspettare e vedere cosa succederà. Così, come si fa talvolta con le questioni troppo arzigogolate, nel momento in cui vengono a nausea, sospendo il giudizio e penso ad altro (sono sicura di essere in buona compagnia, in quanto a interdetta sospensione). Ecco dunque le mie tre notizie della settimana:

1) Laboratorio di lettura ad alta (e bassa) voce ai MagazziniOz. Ve ne parlerò di sicuro ancora ma comincio a dirvi che dal 13 ottobre ai MagazziniOz di Torino avrò la fortuna di condurre un laboratorio di lettura. La passione per i libri per me è iniziata così, negli anni Ottanta, in un laboratorio di lettura per bambini in una biblioteca della mia città. Ai miei occhi, quella era la cosa più bella del mondo e da allora non è cambiato molto. Leggeremo quindi insieme ad alta voce e ci confronteremo sui temi di un romanzo importante come Il mago di Oz, parleremo, ci sambieremo opinioni ed emozioni e vinceremo, se è il caso, almeno qualcuna delle nostre fragilità e timidezze, ricontattando la nostra unicità e quella degli altri. Leggeremo però anche a bassa voce, "a mente" come si diceva una volta perché c'è l'esigenza anche di concentrarsi e raccogliersi ogni tanto, ne sono convinta. Qualche volta scriveremo anche e ascolteremo l'esperienza di alcuni ospiti autorevoli. In una parola: farò del mio meglio per rendere questo ciclo di incontri utile e interessante. Per tutte le informazioni, qui.

2) Save Bag. Ancora ai MagazziniOz, vi segnalo un evento interessante: in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, domani alle 12 (venerdì) verrà presentata Save Bag, la vaschetta antispreco ideata da Cuki nell'ambito del progetto Cuki Save the Food. Non so se sapete che ogni anno nel mondo si buttano 1,3 milioni di tonnellate di cibo ancora buono... e che il 2 agosto 2016 è stata approvata la "legge Gadda" contro gli sprechi alimentari. Dunque abbiamo un grande problema, ma anche qualche tentativo di soluzione. 
3) Bookonomy. Da un comunicato stampa di qualche giorno fa, ho scoperto questa piattaforma di vendita e promozione libraria. L'about del sito è molto filosofico e lo spirito è all'insegna del consumo critico, mi ha incuriosita. Il comunicato proveniva dalla casa editrice di albi illustrati per bambini Orecchio Acerbo (qui, un'intervista al riguardo) che è molto bella e vi consiglio di scoprirla, se non la conoscesta già. Read more...

venerdì 9 settembre 2016

Taccuino di caffè - Salone del libro edition #2


Sul mio taccuino settimanale, oggi, annoto questo. Sono stata alla assemblea che si è tenuta nel pomeriggio al Circolo dei Lettori indetta per e dagli editori indipendenti che, alla luce delle ultime decisioni dell'AIE (Associazione Italiana Editori), hanno scelto di trovarsi tra loro e discutere.

All'ordine del giorno, un numero considerevole di punti stilati per sancire il proprio amichevole sostegno all'agonizzante (o supposto tale) Salone del Libro di Torino

Fresca di poche ore è infatti la notizia che si terrà, un mese prima della kermesse sabauda, un Salone del Libro di Milano, in aprile, già sarcasticamente ribattezzato "Spa" del libro da taluni giornalisti. 

(Tralascio la desolante tristezza nel leggere articoli su carta e stampa nazionale zeppi di refusi e marchiane inesattezze). 

Comunque. 

Sono stata ad ascoltare purtroppo per troppo poco tempo, un'oretta scarsa a fronte delle tre ore e mezza paventate di riunione. Ho potuto assistere all'introduzione di Gaspare Bona (Instar Libri e Blu Edizioni), all'intervento di una serie di editori indipendenti (Golem, Nutrimenti, Sui Generis tra gli altri) e un pezzetto dell'unica voce "contraria" o per meglio dire scettica - che infatti poi non ha aderito alla nascita dell'associazione Amici del Salone del Libro di Torino) di Giuseppe Laterza. 

(Il quale, ironia della sorte, sembrava proporre proprio "la terza" via rispetto alle due "fazioni" contrapposte).

Insomma. 

Lo dico con sincerità: invidio profondamente chi di voi abbia, sulla faccenda, le idee chiare. Invidio la sicumera dell'AIE, l'apparente romanticismo dei "piccoli" editori (ma siamo sicuri che alcuni non siano squaletti travestiti da pesci azzurri pure loro?) e invidio chi propone una via di mezzo (andare sia a Torino che a Milano poiché la cultura non ha confini etc.).

Beh, io non sono coinvolta in nessuna di queste categorie (vedi alla voce "blogger" o "giovani" autori in erba?) e al momento non lavoro per nessuna casa editrice sicché mi sento tranquilla e libera di non capirci niente o anzi di capire fin troppo bene che qui si naviga in acque burrascose e opache, dove viene il mal di mare) e tuttavia non saprei esprimere un'opinione tanto netta riguardo queste amare vicende. 

Oggi pomeriggio, sì, tirava un vento di preoccupata novità: è sempre positivo assistere alla promessa di un cambiamento, ma non abbiamo studiato il Gattopardo a scuola invano. La paura infatti è proprio quella che alla fin fine i giochi siano giocati sempre alla stessa maniera, rischiando il vampirismo, considerato che ci tocca ricordare il vero motivo per il quale siamo a discutere. L'ho già scritto qui nel mio spazio personale la settimana scorsa, lo ribadisco. Il problema non sono solo i faccendieri milanesi, il problema è stata anche la "nostra" serietà o meglio la sua assenza ingiustificata. E i faccendieri di casa nostra.

La questione, nel profondo, cari Amici del Salone, cara AIE, caro tertium (non) datur continua a non essere fatta di temi o contenuti, promozione della lettura o paesi ospiti, varie o eventuali. L'unico vero concetto urgente figurava oggi solo nella parte finale di uno dei molti punti dell'ordine del giorno ovvero: trasparenza gestionale

Oggi si respirava un'aria un po' carbonara, buffo addirittura che capitasse in un giorno simbolico come l'8 di settembre, e di fatto una questione davvero pratica s'è discussa, e riguardava la presenza dei piccoli editori all'incontro del 12 settembre a Roma, ma credetemi, a un occhio sia interno che esterno come può essere il mio la sensazione è stata di disordine, non meno grande della cinica intraprendenza messa in campo dai temibili "milanesi". 

Per me la questione resta immutata: tocca diventare più seri sul serio. La faccio troppo facile vero? O forse fino a ora siamo stati troppo contorti? Continuo a latere a credere che un'immersione (anche solo andata-ritorno per carità) nel cosiddetto mondo reale, a noi dell'editoria, non farebbe male. 

Per finire, credo proprio che tocchi maturare e smarcarsi dalle formule fatte, da rituali vuoti, dalle solite facce. Continuare a giocare i giochi di potere - a qualsiasi livello - ci farà a pezzi o peggio: ci farà rimanere tutti interi e uguali a noi stessi.




giovedì 25 agosto 2016

Taccuino di caffè - focus Salone del Libro


Scrivere, in queste ore così difficili per il nostro Paese, non è facile. Ieri ho cercato di rispettare un giorno di silenzio e ho preferito leggere le informazioni sul terremoto che ha colpito il centro Italia. Nel piccolissimo della mia vita, ho vissuto anche una settimana particolarmente impegnativa e le parole faticavano a fluire in modo ordinato. 

Oggi ho puntato la sveglia un'ora prima, però, e ho deciso di mettermi al lavoro su un tema che mi è molto caro. La testa e il cuore sono a chi sta affrontando le difficoltà più grandi, ma qualche pensiero sul mio taccuino settimanale voglio dedicarlo a un tema leggero, eppure sentito da chi ama i libri e la lettura, come il Salone del Libro. Il #SalTo.

Ecco il frutto delle mie riflessioni.

Ho pensato a lungo al Salone del LIbro in questa estate di scandali e prospettate rivoluzioni per una delle istituzioni più amate non solo dai torinesi ma da molte persone di tutte le età e provenienze geografiche. Continuo a leggere numerosi commenti, altrettante proposte di ulteriori cambiamenti da apportare. Anche io stessa mi sono arrovellata per immaginare come o cosa fare, come contribuire.

Un piccolo flash back sulla mia storia. Il Salone del Libro, qualche anno fa, ha coinvolto e interpellato anche me. Era il periodo della cosiddetta "primavera digitale", un tempo non lontano in cui molte realtà - case editrici comprese - hanno cominciato a guardare al mondo del web e ai fantomatici blogger con un intresse notevole. Nei diversi convegni cui sono stata chiamata a dire la mia, però, ricordo d'aver sempre sottolineato - alla mia maniera che forse poteva risultare un po' naif - che questa dei "blogger", se mal gestita, poteva risultare una "bolla di sapone". Sentivo sulla mia pelle, infatti, aspettattive troppo grandi, irrealistiche. 

La situazione è precipitata rapidamente poi in una dinamica da "sedotti e abbandonati" quando le suddette realtà hanno capito che non saremmo stati noi "del web" a sollevare fatturati in crisi, quando non agonizzanti. Così, ahimé in parte devo riconoscerlo, è stato anche per il Salone. E, inutile dirlo, la cosa non ha funzionato. O meglio: sono lieta di notare oggi quante e quanti blogger letterari abbiano - dopo di me - seguito un percorso simile al mio (non è che mi vanti di aver inventato chissà che, però riconoscetemi il primato di sicuro nell'abbinare libri e tazzine di caffè sui social network in un'epoca internettiana vettoriale (poi v'è sfuggita un po' la mano eh!) e riconoscetemi un modus operandi e scrivendi che sono contenta di ritrovare nelle penne  più giovani del web), ma non c'è blogger che tenga quando si tratta di economia reale.

Come avete ben visto tutti (addetti ai lavori e non) il problema era alla base. 

Quindi ecco il punto delle mie numerose meditazioni in proposito: potremo tutti discutere a lungo - secondo modalità più o meno raffinate o arzigogolate a seconda dei nostri livelli di cultura o narcisismo - ma il nocciolo è da un'altra parte. 

Mi spiego meglio: possiamo parlare di contenuti. Possiamo parlare di digitale, di crossmedia, di estero, di vetuste regole o di futiristiche amenità, ma il male, cari dotti e dottori, è a monte. 

Il fatturato del Salone può farlo il Papa, gli youtuber, Ligabue, Saviano, Totti, Baricco, i bambini delle scolaresche, le donnicciole o mio nonno: non è questo il nostro problema.  

Certo, cogliere l'occasione per rinnovare tutto, dai contenuti ai soggetti coinvolti e addirittura agli spazi fisici, è una bellissima opportunità ed è giusto che molti attori del mondo culturale si scatenino con rinfrescato entusiasmo a riprogettare il Salone. Ma il tema non sono i contenuti. Il tema è la gestione. La dirigenza, l'organizzazione. Banale, direte voi. Eppure, andiamo più a fondo.

Cosa è successo davvero?

Il Salone andava bene. Da trent'anni! Come sottolineano "i professori" nel loro appello, recentemente pubblicato (che potete trovare qui). Il guaio, l'impeachment, è nato per altre ragioni, soprattutto per questioni legali.

Per farla breve, una cosa è mancata sul serio. Non i contenuti, non i temi, non le capacità o le idee. 

Purtroppo è mancata la serietà. La vecchia cara serietà. 

Perdonatemi un flash back ancora più in là negli anni. Mi ricordo che quando scrivevo le mie prime cose, per riviste cartacee o testate on line, mi veniva rimproverato un eccesso di "serietà". (Sì, beh, nel mio caso poteva trattarsi anche di uno sconfinamento nella seriosità: ero una tardo-adolescente che si prendeva troppo sul serio, un topino da biblioteca). "Scrivi qualcosa di più accattivante", mi dicevano. E così, mi sono sbattuta a scrivere qualcosa di più accattivante. Solo adesso, dopo tanti anni, ho capito ahimé che dentro quell'accattivare c'era il concetto di imbonire, ingraziarsi. E soprattutto, era contenuta la cattiveria. 

Questo succede quando si rinuncia alla serietà. Quando, per entrare nello specifico del Salone, secondo le notizie che ci sono giunte, si truccano gli appalti per favorire sempre le stesse ditte. Si accattivano le stesse persone. Accattivarsi le persone che contano. Le famose clientele e il familismo che, lo sapete meglio di me, infestano il Salone del Libro ai livelli di comando. Più che topini da biblioteca, lì si trattava di ratti di fogna, se mi passate la metafora.

Non sono le idee il problema, non sono le tematiche o l'approccio culturale (anche quello, ok, ma in maniera non-drastica). Il problema è la serietà.

Immagino di parlare a un bimbo piccolo e dirgli "non si fa". 

Truccare le gare -------> non si fa.
Raccomandare ------> non si fa.
Contratti "usa e getta" (e ne ho sentiti parecchi) -------> non si fa.

Il problema è alla base. E pur tuttavia, non sono affatto convinta che, cambiando la dirigenza e lavorando sulla serietà, cambierebbero i contenuti. Resterebbe probabilmente tutto uguale, ma il bilancio forse smetterebbe di languire in modo così impietoso e si navigherebbe più serenamente verso il benedetto futuro di cui tutti parliamo ma di cui nessuno, in defininita, sa niente. 

E bon. Ci vorrebbe qualcuno che si prendesse la briga - secondo me - di rieducare i gruppi di lavoro sul tema dell'etica (con buona pace della morale). E credo che ne abbiamo bisogno tutti, nessuno escluso.

Non potrò mai scordarmi cosa mi disse un professore universitario, Marziano Guglielminetti, che ora non c'è più, dopo avermi appioppato un 28 sulla letteratura barocca. Eravamo in tram e mi disse: "resti libera, non si irregimenti".

Insomma, ci tocca piantarla con tutti questi minuetti intellettualistici e guardare la triste realtà: il Salone, insieme alla serietà ha perso la libertà, per favorire questo e quell'altro, ha finito per irregimentarsi male, e infine per decadere. 

In definitiva, la corsa al cambiamento è vana, ci lascerà senza ossigeno se prima non ritroviamo il valore - semplice e autentico - della serità lavorativa. Dei conti, della selezione del personale.

Il Salone, rispolverando questa bella canzone di Frankie Hi NRG, dunque potrebbe cominciare a dare qualcosa, anziché chiedere, chiedere. Sono curiosa di osservare gli sviluppi. 



giovedì 21 luglio 2016

Taccuino di caffè (terrazzino edition).


Sono state giornate difficili, il mondo in pochi giorni sembra averne sopportate troppe di cose brutte, ma la vera notizia è che c'è sempre un filo di speranza, di possibilità. Senza generalizzare, anche nel minimo  della mia quotidianità, di piccole-grandi fatiche ne ho avute un po', ultimamente, ma è bello poter tornare di tanto in tanto a raccogliere le energie e scrivere su questo taccuino virtuale. 

Dunque dunque, mi guardo attorno e vi dico che:

1) Salone del Libro di Torino. Beh, se vi interessate un po' di libri, editoria e cultura italiana, saprete già che al Salone del Libro (o Fiera, come si è chiamato per alcuni anni) sono successe diverse rivoluzioni. Si sono scoperti illeciti e alcune persone sono state interrogate e arrestate, mentre altre si sono dimesse. Insomma, un terremoto ha travolto una delle più importanti kermesse letterarie del Pianeta, e a me è presa una bella malinconia. Il prossimo anno, secondo quanto leggo su Il Post.it, tutto resterà a Torino, per la trentesima edizione, ma si parla addirittura per il futuro di un trasferimento a Milano (come spesso è accaduto in passato). Dal #SalTo dunque si passerà ai #SalMi? Da co-fondatrice di quell'hashtag, memore di decenni di lavoro e di quella "primavera digitale" che ha smosso le acque qualche anno fa, spero che i torinesi ritroveranno linfa, etica, energie e buona voltontà e che questa realtà così grande e strutturata resti qui in questa città contraddittoria ma ricca di talenti. 

2) The Hong Kong Bookfair. E per quanto concerne le Fiere libresche, fino al 26 luglio chi capitasse per caso in Cina può visitare questa fiera, che si dice ospiti più di un milione di visitatori. Sul sito trovate gli highlits, gli eventi, le foto e le notizie politiche legate alla situazione cinese. E per saperne di più, un focus molto interessante del giorn alista Phila Siu, qui. 

3) Chi vinse lo Strega? Alla fine lo Strega lo vinse Edoardo Albinati con La scuola cattolica. Lo so, non è una notizia fresca, ma lo è per me è che ho cominciato a leggere il romanzo, un "mattone" di più di 1.200 pagine. Mi ha colpita il titolo, da ex allieva di una scuola cattolica. E l'ambizione di lavorare su un tema delicato e scabroso come il dellitto del Circeo, dal momento che l'autore era stato compagno di scuola di alcuni responsabili del crimine. Una storia letteraria e di vita complessa e ardua che si è trasformata in un romanzo di valore e a grande diffusione nella prospettiva di superamento di un trauma tanto devastante e di un miglioramento della specie umana attraverso la lettura: cosa in cui credo fortemente. Read more...

mercoledì 11 maggio 2016

Taccuino di caffè - #SalTo16 edition.

 Domani comincia l'edizione 2016 del Salone del Libro. Vi invito a cercare tutto ciò che in questi anni ho raccontato e vissuto dentro al Lingotto.

E ne vedrete delle belle!

 Pensavo che i primi articoli sul Salone li avevo scritti sul giornalino della scuola, ma vi confesso che frequento la fiera libraria più attesa d'Italia fin dal suo primo anno, il 1988. Ero una bambina delle elementari e ricordo solo che all'uscita (o all'entrata?) mi avevavo regalato una 


marionetta. Se siete frequentatori del Salone e/o avete voglia di leggere i miei post al riguardo, vi accorgerete che il tema del personaggio di pezza o di gomma, dal cosplay a cip e ciop, da Geronimo Stilton ad altri amorfi soggetti è, come in ogni fiera che si rispetti, qui una costante. E se sbirciate più sotto noterete che anche questa volta cominciamo sotto i migliori auspici. La prima cosa che vediamo infatti, la mia amica Sara Bauducco e io durante il nostro rituale giro pre-Salone oggi, è un gigantesco rettile bianco semi addormentato. 

Molto bene!

Ciò specificato, oggi è anche giorno del mio taccuino. Segnalo i miei appuntamenti piemontesi e quelli di altri di (spero) vostro interesse. 

1)  Domani alle 18 all'Ikea di Collegno presento Paola Mastrocola e il suo libro edito da Guanda L'anno che non caddero le foglie. Sono molto contenta di potervi parlare di una fogliolina di nome Lina che, per amore, prende una decisione alquanto importante ma sarà sempre l'amore, insieme alla legge della Necessità, a cambiare le carte in tavola. Se potete, passate a trovarci che, tra una Billy, un Kippan e piatti di polpette svedesi ascolterete una storia delicata e universale. 

2) Sabato alle 21 alla libreria Comunardi presentiamo, insieme agli altri autori, Il marciapiede per Torino, una raccolta di racconti tutti ambientati nella nostra bella e magica città, edita dalla casa editrice Ensemble. Se volete scoprire chi sono gli scrittori coinvolti, leggete qui

3) Domenica
-  alle 9.30 farò colazione con Dorit Rabinyan in occasione dell'uscita del suo Borderlife. Gli amici di Longanesi hanno invitato infatti alcuni blogger a incontrare questa autrice discussa e piena di talento, io ve la racconterò in un post dedicato, credo che questo sarà proprio il mio "libro del mese". 

-  alle 11 nell'area #BookToTheFuture prenderò parte a una bella tavola rotonda (bella e saporita, lo scoprirete di persona spero...) promossa da Perfect Book e #ReadYourLife che è un blog di valore con il quale ho la fortuna di collaborare da ormai un po' di tempo in compagnia di colleghi che stimo e amo leggere. La tavola rotonda si intitola Vita, emozioni e libri. Un solo luogo. 

- alle 16 difronte al Diwan Caffè in Via Baretti per il Salone Off con l'associazione Viva Baretti, insieme agli amici del Laboratorio Rabadan e a operatori, affidatari e a tutte le persone che afferiscono alle varie aree del Servizio Sociale leggerò ad alta voce un brano che mi piace tanto di Ian McEwan. Il nostro gruppo di lettura si chiama Voci del verbo essere e, guidati dal maestro Walter Cassani, vi faremo ascoltare una selezione di testi dal titolo SOGNI E SOGNATORI. Spero che passerete a trovarci e potremo parlare un po'!

4) Lunedì alle 14 ci sarà la premiazione del Concorso Lingua Madre e poco dopo incontrerò le autrici partecipanti. Sono tutte scrittrici straniere che hanno scelto di scrivere in italiano e ognuna ha una storia da raccontare. Dal canto mio, racconterò l'esperienza nei prossimi giorni qui sul blog.

Segnalo infine tre appuntamenti non miei ma che vi consiglio di seguire:

 - Giovedì 12 alle 19 si presenta una casa editrice nuova e interessante: Sui Generis. Tra gli autori che racconteranno le loro opere c'è Francesco Deiana con la sua Storia della filosofia a sonetti. Dico che merita l'ascolto! Qui luoghi e orari. 

 - Sabato 14 alle 13 seguite se potete un bellissimo laboratorio di cinese attraverso le immagini stupende di un grande illustratore, con la sua traduttrice Silvia Torchio, dal titolo Nihao Jimmy Liao.

- Lunedì 16 alle 10.30 si parlerà in Sala Professionali di ebook in biblioteca. Il focus sarà su MLOL, MLOL PLUS e OPEN MLOL: sono temi che mi stanno a cuore, spero vi interesserà. 

Che altro aggiungere? 

Solo un augurio, che è un auspicio. Per chi, come me vive, l'esperienza-SalTo come un evento professionale, il rischio è che si trasformi in un frullatore (nella migliore delle ipotesi) oppure in una disperante ricerca (spesso vana) di ganci, contatti e lavoro che sembrerebbe non esserci mai per nessuno. Il mio consiglio (a me stessa prima di tutto) è di ritagliarsi almeno un istante, magari rifugiandosi a respirare nell'intercapedine tra il bancomat e la scala mobile che ascende all'affollato self-service, per ricordarci il senso di questa altrimenti assurda, estenuante situazione, di tutto quello che facciamo - che faccio dall'88, dall'infanzia - da anni o per la prima volta: ovvero amare la letteratura, le storie, le parole, i viaggi che i libri consentono di fare, le intuizioni senza scotto, senza ricatto, le sensazioni di libertà che ci danno, le rivelazioni sulla vita, sulle relazioni, su tutto.



mercoledì 4 maggio 2016

Taccuino di caffè - Salone del Libro edition #1



Dedico questo taccuino agli appuntamenti del Salone del Libro (miei, poiché vi trovate sul mio blog, ma anche altri spero interessanti per chi legge). Siccome so già che le cose belle da ascoltare e vedere in quelle giornate saranno parecchie, è possibile che di taccuini #SalTo16 edition ce ne saranno diversi. Cominciamo, come cominciano tutte le cose, dal numero uno.

1) Il Libraio.it. Sono onorata di partecipare anche io agli eventi che quest'anno il Libraio.it porta al Salone. Le novità sono parecchie, innanzitutto perché, oltre a quasi 90 ospiti, ci sarà uno stand tutto dedicato sue attività e iniziative. Inoltre, segnalo alcuni appuntamenti degni di nota: sabato 14 maggio alle13.30 e domenica 15 alle 11: "Come nascono i miei romanzi?" - alcuni autori metteranno a disposizione dei lettori la propria "cucina" letteraria spiegando come lavorano. Venerdì 13 alle 17.45: "Ma come nascono i gruppi di lettura?" (questo è un tema che mi è caro, vi darò presto notizie del perché...). Domenica 15 alle 17: "Come leggeremo tra dieci anni?". Altro tema piuttosto curioso. Per saperne di più: read more...

2) L'anno che non caddero le foglie. Avrò il piacere di presentare questo piccolo libro sapiente e divertente per ragazzi, che mi sta appassionando. Dialogherò con l'autrice in una location particolare: da Ikea! Sarà che sto mettendo su casa e sono alle prese con queste cose, mi sembra un segno del destino. Ci troviamo alle 18 di giovedì 12 maggio a Collegno. Successivamente - domenica alle 18 - al posto mio a presentare Paola Mastrocola ci sarà... pensate un po': Massimo Gramellini. In Sala Gialla al Lingotto Fiere. Insomma, che dire? Una bella responsabilità. Read more...

3) Centenario Natalia Ginzburg. Sono una affezionata lettrice di Natalia Ginzburg fin dai banchi di scuola. Non so se ho fatto mie le grandi virtù di cui era portatrice, sicuramente non ho mai smesso di leggerla e consigliarla. Quest'anno ricorre il centenario dalla sua nascita (avrò modo di scrivere ancora di questo argomento su questo blog!). Così vi segnalo un appuntamento: domenica 15 maggio alle 18.30 Nanni Moretti e Margherita Buy leggeranno alcune pagine della scrittrice in Sala 500. Read more... 

Alla prossima settimana con la puntata #2 del taccuino saloniero, salonifero, salonico o che dir si voglia! 

mercoledì 27 aprile 2016

Taccuino di caffè!



Volano le giornate ed è sempre mercoledì, tempo di taccuini e di caffè! Questo sarà un taccuino breve, ma intenso. Ovvero, sono di corsa e riesco a stare poco al PC ma quel poco, eccolo qui:

1) Mr Taccuino. Leggete se potete questo simpatico resocondo dell'antico rapporto tra taccuini e letteratura, su Finzioni!

2) #SalTo16. Ma lo sapete che tra gli inventori dell'hashtag #SalTo ci sono anche io? Finito l'autoincensamento, ecco che è uscito il programma del Salone di questo 2016, a breve vi scriverò tutti i miei appuntamenti. Tema #Visioni. Read more... 

3) #Twitincipit. Ricevo e volentieri diffondo un'iniziativa speciale per chi ama scrivere: si possono twittare in 140 caratteri i propri incipit ed essere selezionati per completare il romanzo che si sogna di scrivere insieme a un autore consolidato come Lorenzo Marone. C'è tempo fino al 29 aprile e la premiazione avverrà al #SalTo16 il 14 maggio. L'iniziativa appartiene al concorso IoScrittore. Read more...

lunedì 18 maggio 2015

Il mio Salone del Libro - #SalTo15



Ogni anno su questo blog spunta un post (o più di uno, se volete cercate il tag corrispondente!) sul Salone del Libro (o Fiera, per qualche anno si è chiamato così se non erro). Ora tutti o tanti lo raccontano sui loro blog o sui social; ma per i neofiti volevo dire, per vantarmi un po', di essere stata tra gli inventori dell'hashtag ufficiale #SalTo (che di anno in anno cambia numero) e tra le primissime persone a farne la cronaca su twitter. Che adesso è diventata una prassi e un lavoro per molti.

Bon l'ho scritto così resta per la posterità, hehe.

E dunque. Eccoci alla millesima edizione cui partecipo. Ogni anno è diverso e non ci si immerge mai due volte allo stesso modo nello stesso #SalTo.

Proprio ieri scherzando tra me e me mi chiedevo: ma prima del 1988, anno della fondazione del Salone (cui ho partecipato, ovviamente, avevo 8 anni e mi regalarono una marionetta che mi procurò una grande gioia, forse è per rincorrere quello stesso istante di felicità fugace che ritorno ogni anno con la stessa similare speranza); insomma prima di quell'anno dove andavano tutti, dove andavamo noi addetti ai lavori, scrittori e gente varia a esercitare la nostra curiosità, la nostra spocchia, a riconfigurare i sotterranei rapporti, a esibirsi, a compiacersi invece di starsene in disparte, insomma tutte quelle robe lì che non in tutti casi fanno bene al cuore e alla letteratura ma tant'è? 

Chi lo sa!?

Questa volta come sempre per me ci sono state molte cose belle. Ho parlato con moltissime persone e alcuni incontri hanno avuto un significato particolare e di grande valore. 

Tra i tanti incontri, è stato bello inrociarsi con i due editori che hanno pubblicato i miei due libri, ovvero LiberAria e Zandegù. Alcune parole con loro mi hanno davvero fatto pensare che la cultura, e l'amore per i libri vivono eccome.

Vorrei ringraziare anche la Libreria Therese per le idee e le iniziative super, i mitici Zoom Feltrinelli e gli amici di Utet, in particolare.

Ci sarebbero da elencare molte altre persone con cui ho trascorso il mio tempo al Salone. Ogni anno poi come a Natale mi chiedo come sarà l'anno successivo, cosa farò io, cosa faranno gli altri. 

Il bello della vita è anche questa attesa del meglio, no? 

Questa volta sono stata anche più calma, per quanto possibile. Meno foto, meno tweet, meno facebook e più esperienza diretta come una volta. Niente di definitivo, è stata solo una prova. Giusto per vedere l'effetto che faceva. Non ho trovato una risposta, solo esperimenti da fare e rifare. 

E la voglia, come sempre, di leggere e scrivere.

Ecco il mio bottino. Grazie a Utet, Effatà, Feltrinelli, LiberAria, minimumfax. E uno yo-yo che spero prima o poi avrà un significato.