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martedì 16 luglio 2013

Al Circolo dei Lettori - #SummerSide!


Questa sera!

A questo appuntamento tengo molto! Questa sera, alle 18.30, al Cortile della Farmacia - Circolo dei Lettori #SummerSide dialogherò con Luca Ragagnin!

Questa è una cosa molto bella, perché Luca Ragagnin è un autore raffinatissimo e nel conversare con me si rivela anche molto generoso con gli esordienti il che gli fa davvero onore. 


Credo anche che mangeremo del buon pollo. 

Se volete scoprire il perché, vi consiglio (intrepidi sabaudi e non) di passare a trovarci. 


sabato 24 novembre 2012

Mina.


Quando si dice, le possibilità della vita. Le sue sorprese qualche rara volta. Mina che, come si usa dire, "torna sulle scene", con questo disco, American Songbook. E canta questa canzone. In questo periodo, non so se è normale, io vivo un po' a occhi chiusi. 

Consiglio. Chiudete gli occhi ancora una volta, ascoltatela così. Pensate un po' a quello che vi piace. 



giovedì 8 novembre 2012

L'ibrida cena e appuntamento a questa sera con Non credo al Paradiso di Patrizia Varetto.


Istantanea di una preparazione. A Luna' Torta - un bel caffè-libreria a Torino. 

Alessandro Perissinotto.

Semina il vento con tazzina.


Potrei prenderci gusto, letteralmente :) 

Perché dopo questa cena qui, con Giuseppe Culicchia e molto divertimento nonché pietanze pazzesche a cura di Fabio Mendolicchio, ieri sera ho avuto nuovamente il piacere di partecipare a L'ibrida cena, un'idea che considero geniale nella sua gradevolissima semplicità. 

Una cena in libreria, proprio in mezzo ai libri. Con musica. Ieri sera c'era Alessendro Perissinotto che ha raccontato, anzi ci ha davvero aperto le porte alla sua bottega di scrittore a proposito di Semina il vento. 

E dunque, tra una focaccia con farina di castagne fatta in casa e uno sformato di rape con crema di broccoli e feta (Fabio Mendolicchio è uno chef straordinario e sentiremo ancora parlare di lui!!) lo scrittore raccontava come è nata l'idea per questa bellissima e controversa storia d'amore del suo libro. Una storia struggente, a dire il vero, tra un piemontese e una ragazza iraniana, piena di risvolti e di spunti di riflessione. 

Più che una presentazione/lettura tradizionale quella di ieri sera si è trasformata in una bellissima lezione di scrittura e anche un po' di civiltà. Il tutto accompagnato dalle sognanti note del musicista Matteo Negrin.

Conto di tornare a una di queste cene fantastiche. Spero che qualche altro torinese parteciperà insieme a me. 



E poi, un video. Dove vi racconto che farò di bello questa sera...




lunedì 23 gennaio 2012

Maus - Art Spiegelman - video :)

Buongiorno, buon lunedì :) 

Com'è partita la vostra settimana? La mia, non lo so, ci sto ancora pensando hehe. Però volevo, come promesso, rileggere qualche pagina di Maus, il capolavoro di Art Spiegelman (editore Einaudi). 

Mi ha ispirato questo post anche la bellissima cronaca a disegni (e parole) della mia amica Ilaria Urbinati qui, che ha assistito "dal vivo" alla lezione di Spiegelman qui a Torino al Circolo dei Lettori giovedì scorso. 






Una piccola precisazione: il video è lunghiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssimo !! Dalle prossime volte cercherò un modo per tagliare/accorciare il tutto. Mi sono lasciata un po' trasportare dal libro e dalla musica: bravi se riuscite ad arrivare fino alla fine hehe. 

E dulcis in fundo: scusate: dico mille volte "come dire". Sorry.

c\_/

mercoledì 4 maggio 2011

Mark Oliver Everett su Indie Riviera!

"Sono proprio le sorprese come queste che non mi permettono di farmi abbattere dai momenti più bui della mia vita".

Dice Mark Oliver Everett, il cantante degli Eels, a pagina 81, quando le cose sembrano funzionare per lui. E questo libro (Rock, Amore, Morte, Follia e un paio d'altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere, editore Elliot) è una di quelle sorprese.

The Independent, come da quarta di copertina, paragona Mister E. a Mister F(ranzen), "con quel suo candore spudorato". Sarà un caso, ma io li ho letti insieme e sono d'accordo. (ha scritto una canzone che si chiama I Like Birds e Franzen è un noto birdwatcher, ma le assonanze non finiscono certo qui).

Se volete saperne di più sulla storia della vita di questo incredibile musicista caffeinomane cui capitano le cose più improbabili e tristi della terra, ma che resiste e alla fine ce la fa, c'è qualche mia parola al riguardo su Indie Riviera. Dove è sempre comunque bello fare un giretto.

E se volete poi scoprire come è nata la sua musica, il suo significato, da dove arriva - "lavoravo e scrivevo e registravo i miei pezzi come un disperato. Non m'importava dei rifiuti, né di quanti ne ricevessi: continuavo a scrivere perché provavo il bisogno atroce di farlo" - quel bisogno atroce, e dove l'ha portato, leggete questo libro.

"life is hard, so am I"

Enjoy.





sabato 25 settembre 2010

Max Gazzè -----> concerto.


Rischiando il Diluvio Universale (che invece non si è verificato, thanks God), eccoci in allegra compagnia al concerto GRATIS di Max Gazzè. Sottolineo gratis perché abbiamo notato che i concerti free sono i migliori. Non solo ovviamente per il fatto che non si paga - anche perché poi non vi sganciano una birra per meno di cinque euro O_O - ma è provato che in queste meravigliose occasioni estive o inizio-autunnali gli artisti e i cantanti si rilassano e fanno pezzi vecchi e giocano con il pubblico e si lasciano un po' andare e sono generosissimi. E questo è stato il caso di Max Gazzè ieri sera.

Il posto era a Moncalieri in un luogo altamente suggestivo chiamato ex foro Boario. In Piazza del Mercato, un'area coperta, cementata, dove si teneva un tempo il mercato del bestiame. Interessante. Nella mia posizione, alzavo gli occhi e vedevo un sottopassaggio e sopra i binari del treno. Che è sfrecciato poi come una grossa stella (de)cadente, scuro fuori ma illuminato e vuoto dentro, durante La favola di Adamo ed Eva, che il grande Max ha incastrato con Ain't no sunshine facendoci sprofondare in un dolce e postmoderno romanticismo che, travolto da quell'immagine del treno, la pioggia, il primo freddo di settembre: mi ha catturata per sempre e definitivamente. Fantastico Max. E poi lui è sempre lui. Lo cantavamo al liceo e oggi è uguale. Mi ha fatto un certo effetto quando in Cara Valentina dice: "per esempio dai miei trent'anni ti aspettavi un uomo col senso del dovere".

E sempre in quegli anni pensavo ai trenta come a qualcosa di apocalittico. E invece oggi, con lui quarantenne che canta quelle stesse parole, e noi lì sotto con quei famosi 30 stampati in faccia, il precario senso del dovere che cercavo cantando e saltellando, nelle tasche della giacchetta, e ci ho trovato solo un lecca lecca che distribuivano dei ragazzi (a questo punto penso liceali) per sponsorizzare un sito di annunci. Ma cresceremo Max, te lo prometto. Il fatto è che il tempo decisamente non fa il suo dovere. Ma, cambiando il testo, aggiungo che a volte migliora le cose, perché Max Gazzè è sempre più bravo.




sabato 26 giugno 2010

Radio-Tazzina.


Buongiorno amici di Radio-Tazzina :)
Vi dedico questo video di Neil Young, che a me lascia letteralmente senza parole. Buon week end a tutti.

venerdì 21 maggio 2010

Animal Instinct.

Nel post "Credenze" qui sotto vi raccontavo che ieri facevo così e cosà e che oggi invece faccio così e cosà...

Allora andiamo avanti. Ieri, in momenti delicati della mia vita - ad esempio la scadenza di un contratto di lavoro, un errore commesso, un torto subito, una malattia, una lunga attesa o robe simili, robe che possono capitare a tutti - ieri questi momenti non li sapevo affrontare. La mia reazione era, come si suol dire, chiudermi in casa, piangere. Mentre scrivere, leggere o cucinare diventava letteralmente IMPOSSIBILE. Ma anche solo lavarmi il viso con il sapone poteva trasformarsi in un'impresa faticosissima. Tanto che dovevo poi riposarmi dopo ogni piccola azione quotidiana, come ad esempio alzarmi dal letto. Cioè mi riposavo dopo aver dormito. Non so se si capisce l'intensità e la potenza di questa brutta condizione. Così tutto crollava dentro e fuori di me. Così moriva ogni volta qualcosa, come le vite di un gatto. E solo una buona notizia poteva risollevarmi. E sono stata fortunata perché qualche cosa poi alla fine è sempre successa e mi ha ricacciata inevitabilmente fuori da quello stato depressivo. Ma quali sarebbero stati gli esiti di un tale comportamento se mai nulla di buono fosse accaduto? Credo nefasti.

Ora, rieccomi oggi in uno di quei momenti a rischio che vi ho elencato (hemm il primo della lista...). Purtroppo mi scade un contratto di lavoro tra una settimana. E non so nulla, cioè non so se verrà riconfermato oppure no. Poverina! Direte voi. E invece no! E non sto per niente delirando: certo ho fatto tutto quello che si deve fare in questi casi: impegnarmi, chiedere delucidazioni sul mio immediato futuro, mandare il cv, predispormi ad altri colloqui, fare e cercare altri lavori che mi piacessero ecc ecc. Quindi ora non mi resta che aspettare e soprattutto ritrovarmi faccia a faccia con il mio umore. Fare i conti cioè con quella cascata di eventi di cui vi dicevo (immobilità, pianto, paura). Ma niente di tutto questo avverrà oggi. Non mi affiderò proprio a nessuna buona notizia. Non mi chiuderò affatto in casa, né verserò una lacrima, né smetterò di leggere, scrivere o tantomeno cucinare. Anzi. Ho deciso di mandare all'aria tutti i miei "piani di autodistruzione individuale". Di affilare piuttosto nuove armi. Di mettermi in guerra contro di me. E di vincere ovviamente. Perché ho scoperto a un certo punto di avere dei diritti e tra questi, il diritto a stare bene e a costruirmi in qualche modo la mia vita. Come tutti. Proprio come tutti :) Rido perché per me non era così scontato, l'ho dovuto apprendere, come si apprendono le tabelline a scuola. Quindi cosa ho fatto ultimamente? Tante cose, ma in particolare a un certo punto mi sono preparata un caffè bollente e poi sono uscita per andare a visitare la mostra d'arte forse più importante della mia vita. Credetemi. Ben presto ve ne renderò ampiamente conto qui su Tazzina. Solo il tempo di organizzare le idee. Perché mi è proprio piaciuta. Ma "piaciuta" è riduttivo.

E per quanto riguarda il resto, che altro posso aggiungere? Ah sì: se avete voglia incrociate genericamente le dita per me (anche quelle dei piedi, grazie) e io le incrocio per voi. Sono certa che andrà bene anche questa volta. E che non c'è davvero limite al meglio. E non sto scherzando eh!

Colonna sonora fine anni Novanta di tutto ciò: Animal Instinct dei Cranberries.
Perché quello che sento adesso è proprio un vero spietato aggressivo istinto animale di sopravvivenza.

So please stay tuned :)

lunedì 26 aprile 2010

Piazza.

Ieri sera sono stata al concerto dei Baustelle in Piazza Castello a Torino. Concerto gratuito per il 25 aprile. Con un cielo nero misto di nuvole che velavano la luna direttamente sulla nostra testa. I Baustelle, che a me piacciono tanto, non sono stati generosissimi ma gli si perdona tutto quando suonano la storia di "Carlo" che si dedica a uno "sport specifico" (Charlie fa surf). Per il resto, che dire, Torino quando vuole può trasformarsi anche in un accampamento improvvisato e umido di facce con gli occhi illuminati.

mercoledì 17 febbraio 2010

Povia.

Oggi sono un po' inquetata da Povia, e chi ha seguito Sanremo ieri sera forse capirà. La sua canzone trattava il tema di Eluana Englaro. Sento che in tutto questo c'è qualcosa che non va. Qualcosa di storto. Una persona psicologicamente sana eviterebbe non dico l'argomento, ma perlomeno tutta quella enfasi, quella strana vischiosa partecipazione, quei gesti morbosamente teatrali. Secondo me una persona piuttosto a disagio con se stessa - mi riferisco a Povia - e con gli altri è stata lasciata a piede libero sul palco dell'Ariston: qualcuno faccia qualcosa!

E non sto scherzando. Sono serissima.

domenica 7 febbraio 2010

Morgan.

Quante parole sul caso-Morgan! Capisco profondamente Morgan, non certo perché fumo crack (non fumo nemmeno sigarette da un bel po' di tempo), ma perché capisco lo spirito con il quale ha parlato con il giornalista di Max. Capisco intimamente Morgan, da sempre, da quando lo ascoltavo sui banchi del liceo. Morgan ha accompagnato molti della mia generazione dall'adolescenza all'età adulta. Credo sia un bravissimo artista. Una persona anche un po' vittima di se stessa e della propria storia personale. Mi sembra molto confuso, triste, provato. Con la sua partecipazione a X Factor, se per molti si è "compromesso"; per me ha scombinato le bieche regole televisive una volta tanto. Ha fatto conoscere un tipo di musica che probabilmente su Rai Due non aveva mai messo piede. Morgan in generale "trasmette" (come si dice spesso in TV) molte cose, soprattutto un'atmosfera nuova e divertente, una chiave ironica per ascoltare il mondo. Poi certo, secondo me ha sbagliato a drogarsi, a dirlo, a dire che ha pensato di farlo per curarsi dalla depressione ecc ecc.
Però anche: quanta ipocrisia in questi giorni nelle varie trasmissioni. Molti del mondo dello spettacolo, si sa, usano abitualmente droghe di ogni tipo. Lui, per la sua ingenuità e goffaggine (io non credo alla teoria complottista del: "vuole farsi pubblicità"), sta facendo la fine del capro espiatorio. E questo perché è sprovveduto rispetto a certi meccanismi. Mi sembra che non abbia gli strumenti per destreggiarsi come altri invece sanno fare bene. Quanti pubblicamente (in tv, ma anche sui giornali, in radio, in rete) appaiono come persone per bene, inappuntabili, piene di valori buoni. Quanti stanno sempre dalla parte giusta, sviolinano i potenti, appaiono sempre "puliti" e impeccabili sotto ogni aspetto. E poi, quando non li vede o sente nessuno, magari di fronte solo a presenze inoffensive, che non potrebbero mai metterle in difficoltà (non giornalisti ad esempio), queste persone all'apparenza per bene finalmente svelano la propria vera natura viscida, senza scrupoli, magari violenta o anche solo scorretta?!
Morgan ha fatto esattamente il contrario. Ha sparato le sue assurde dichiarazioni ai quattro venti ma a me dà tutta l'aria di essere una persona onesta, che al momento non sta bene, che però ha davvero talento e prova a stare al mondo come può.

sabato 21 novembre 2009

you're so vain.

You walked into the party like you were walking onto a yacht
Your hat strategically dipped below one eye
Your scarf it was apricot
You had one eye in the mirror as you watched yourself gavotte
And all the girls dreamed that they'd be your partner
They'd be your partner, and...

You're so vain, you probably think this song is about you
You're so vain, I'll bet you think this song is about you
Don't you? Don't You?

You had me several years ago when I was still quite naive
Well you said that we made such a pretty pair
And that you would never leave
But you gave away the things you loved and one of them was me
I had some dreams, they were clouds in my coffee
Clouds in my coffee, and...

You're so vain, you probably think this song is about you
You're so vain, I'll bet you think this song is about you
Don't you? Don't You? Don't You?

I had some dreams they were clouds in my coffee
Clouds in my coffee, and...

You're so vain, you probably think this song is about you
You're so vain, I'll bet you think this song is about you
Don't you? Don't You?

Well I hear you went up to Saratoga and your horse naturally won
Then you flew your lear jet up to Nova Scotia
To see the total eclipse of the sun
Well you're where you should be all the time
And when you're not you're with
Some underworld spy or the wife of a close friend
Wife of a close friend, and...

You're so vain, you probably think this song is about you
You're so vain, I'll bet you think this song is about you
Don't you? Don't You? Don't you?

You're so vain, you probably think this song is about you
You're so vain, you probably think this song is about you

martedì 17 novembre 2009

will you be there.

Hold Me
Like The River Jordan
And I Will Then Say To Thee
You Are My Friend

Carry Me
Like You Are My Brother
Love Me Like A Mother
Would You Be There?

Mary
Tell Me Will You Hold Me
When Wrong, Will You Scold Me
When Lost Will You Find Me?

But They Told Me
A Man Should Be Faithful
And Walk When Not Able
And Fight Till The End
But I'm Only Human

Everyone's Taking Control Of Me
Seems That The World's
Got A Role For Me
I'm So Confused
Will You Show To Me
You'll Be There For Me
And Care Enough To Bear Me

(Hold Me) show me
(Lay Your Head Lowly)
told me
(Softly Then Boldly)
yeah
(Carry Me There)
I'm Only Human

(Lead Me)
hold me
(Love Me And Feed Me)
yea yeah
(Kiss Me And Free Me)
yeah
(I Will Feel Blessed)
I'm Only Human

(Carry)
Carry
(Carry Me Boldly)
Carry yeah
(Lift Me Up Slowly)
yeah
(Carry Me There)
I'm Only Human

(Save Me)
save me
(Heal Me And Bathe Me)
lift me up, lift me up
(Softly You Say To Me)
(I Will Be There)
I Will Be There

(Lift Me)
i'm gonna care
(Lift Me Up Slowly)
(Carry Me Boldly)
yeah
(Show Me You Care)
Show Me You Care

(Hold Me)
whoooo
(Lay Your Head Lowly)
i get lonely some times
(Softly Then Boldly)
i get lonely
(Carry Me There)
yeah yeah carry me there
yeah yeah yeah

[Spoken]
In Our Darkest Hour
In My Deepest Despair
Will You Still Care?
Will You Be There?
In My Trials
And My Tripulations
Through Our Doubts
And Frustrations
In My Violence
In My Turbulence
Through My Fear
And My Confessions
In My Anguish And My Pain
Through My Joy And My Sorrow
In The Promise Of Another Tomorrow
I'll Never Let You Part
For You're Always In My Heart.

Cantare oh oh oh oh.

Nel grigio dipinto di grigio delle nove del mattino in Corso Peschiera un uomo stamane cantava a squarciagola: Batti in aria le mani/e poi falle giraaar/se fai come Simone...
E intervallava le strofe con un lungo tiro di sigaretta. Bravo. Ho pensato. Canta che ti passa!

domenica 4 ottobre 2009

Across the Universe.

Avevo 15 o 16 anni, ero innocente e non sapevo niente del mondo. Quando, confinata nella mia cameretta, dovevo fare i compiti spesso e volentieri invece scrivevo diari e poesie (sigh!), guardavo la televisione o ascoltavo la musica. Questa musica oscillava quasi esclusivamente tra Elio e le Storie Tese e i Beatles, non molto altro. Quando ascoltavo i Beatles, mettevo poi questa canzone cantata da John Lennon. Mi sedevo per terra e chiudevo gli occhi. Mi lasciavo avvolgere dalle parole e dalla melodia. Pensavo: allora questa è la vita? Questo offre la vita? Allora questo è possibile? Ed ero così felice che mi scoppiava il cuore. Ero così felice che il futuro mi appariva facile e infinito di fronte a me.


Words are flying out like
endless rain into a paper cup
They slither while they pass
They slip away across the universe
Pools of sorrow waves of joy
are drifting thorough my open mind
Possessing and caressing me

Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world

Images of broken light which
dance before me like a million eyes
That call me on and on across the universe
Thoughts meander like a
restless wind inside a letter box
they tumble blindly as
they make their way across the universe

Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world

Sounds of laughter shades of life
are ringing through my open ears
exciting and inviting me
Limitless undying love which
shines around me like a million suns
It calls me on and on across the universe

Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Nothing's gonna change my world
Jai guru deva
Jai guru deva

venerdì 18 settembre 2009

Morrissey, you have killed me.

Pasolini is me
'Accattone' you'll be
I entered nothing and nothing entered me
'Til you came with the key
And you did your best but

As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me

Piazza Cavour, what's my life for?

Visconti is me
Magnani you'll never be
I entered nothing and nothing entered me
'Til you came with the key
And you did your best but

As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes, I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me

Who am I that I come to be here...?

As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me

And there is no point saying this again
there is no point saying this again
But I forgive you, I forgive you
Always I do forgive you.

martedì 14 aprile 2009

Faber.



Consiglio a chi può di visitare la mostra dedicata a Fabrizio De Andrè allestita a Palazzo Ducale a Genova fino al 3 maggio.
Forse un po' troppi i feticci superflui, ad esempio un'impietosa pagella dove si vede che a scuola non andava bene anzi era scarso, con buona pace dei professori e sospiri di sollievo degli adolescenti accorsi in massa il giorno di Pasquetta. Bella invece la sala con la sua biografia scritta sulle pareti. Dove ho scoperto, nella mia immane ignoranza non lo sapevo o forse lo avevo dimenticato, che il grande Faber era di origini piemontesi, papà torinese e mamma non ricordo più ma anche lei di qui. Ho scoperto che era cresciuto nell'astigiano e che i primi tempi a Genova si sentiva parecchio il suo pesante accento sabaudo. Avevo passato le ore prima della visita a rimproverare mestamente e mentalmente la mia nobile terra di non aver saputo produrre un grande artista come lui, e invece...

Comunque: una mostra molto istruttiva su un periodo storico vicino ma dimenticato, su un panorama musicale ricchissimo e fondamentale per tutti noi che siamo nati troppo tardi, negli anni ottanta, e che al momento della sua morte ci affacciavamo appena appena alla vera vita adulta. Per tutti noi che eravamo lì a Genova nell'oscurità, nel brusio infinito, nelle canzoni che ormai ci stanno dentro come fossero sacchetti supplementari di sangue, come organi interni, come muscoli inutilizzati che tuttavia si riattivano quando ne abbiamo bisogno e nella trama fitta delle sue amare corde vocali che risuonavano da ogni punto cardinale del museo, per noi che lì seduti per terra a naso in sù a sentirlo parlare della guerra e degli ultimi ci siamo sentiti per un secondo delle povere piccole privilegiate anime salve.

sabato 26 luglio 2008

domenica 20 luglio 2008

Baustelle.

Al concerto dei Baustelle si sta comodi e tranquilli. La gente è quieta e silenziosa salvo qualche esagitato che grida dichiarazioni d'amore alla bella cantante Rachele. Francesco Bianconi è elegante e timido, gli piace fare il gesto "peace and love". Un personaggio immortale d'altri tempi. Si può solo citare uno dei suoi molti versi che parlano più di mille parole: "Datti al giardinaggio dei Fiori del Male". Un altro dei suoi meriti è di aver creato una splendida canzone contro il panico. "Baustelle" significa cantiere, lavori in corso. Evviva questi simpatici architetti della contemporaneità!

martedì 24 giugno 2008

Bugo.

http://www.bugo-net.it/web/

Ai concerti torinesi di Bugo c'è gente di ogni tipo. Quindicenni in libera uscita, nerd che sanno a memoria le sue canzoni, famiglie con bambini, studenti universitari e bruttoni spaventosi.