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martedì 10 maggio 2016

RBL & The City - un radio libro per chi adesso ha voce.

Radio Banda Larga, RBL & The City, La voce di chi adesso ha voce, Laboratorio Zanzara

Da tre anni a questa parte, alcune persone o per meglio dire alcuni operatori radiofonici partono da casa loro e si recano in luoghi della città in cui vivono, transitano o si curano persone che convivono con un disagio sociale ed emarginazione di diversa natura. Centri diurni, comunità, drop-in, ospedali, carceri - in collaborazione con il blog Dentro e Fuori - o strade (come nel caso del progetto della ASLTO2 CanGo).

La radio in questione è nata quattro anni fa, quindi si può proprio dire che questi laboratori siano l'anima centrale di Radio Banda Larga. 

E cosa fanno queste persone? Chiedono ai pazienti di scegliere una canzone da far ascoltare alla radio. Proprio come in un juke-box. Se vogliono, possono commentare e dire la loro.

E da qui si scatenano reazioni ed emozioni sempre forti e vere. Beh, aspettatevi ad esempio, quando vanno nelle case di riposo per anziani, tutto un proliferare di Nille Pizzi, Trii Lescani e Claudi Villa, e la cosa fa parecchia tenerezza.
Da questa lunga e capillare esperienza ora è nato un libro. Si chiama RBL & The City ed è stato creato in collaborazione con il Laboratorio Zanzara. 

Il Laboratorio Zanzara forse lo conoscerete per i suoi bellissimi lavori artistici e di design: sono quelli della famosa frase Un'ora al giorno almeno bisogna essere felici e delle collaborazioni con autori importanti come Fabio Geda o con realtà cittadine di valore come il Torino Jazz Festival.

Insomma, se la cavano piuttosto bene. Per quei pochissimi che non li conoscessero, loro sono una cooperativa sociale ONLUS che si basa su un progetto di integrazione per persone con disagio mentale. 

Leggere questo piccolo libro dunque è un vero piacere per gli occhi, perché è curato nei minimi particolari. Ma è un piacere anche per la mente, e il cuore.

Scrive ad esempio Manuela Dorella, Psicologa presso il servizio Drop-In del dipartimento dipendenze ASLTO2:

Non tutti i nostri frequentatori hanno l'energia di aderire alle uscite proposte, la legge della carenza impone ritmi serrati di procacciamento della sostanza, e risolto questo problema la stanchezza può essere tale che diventa una fatica insostenibile perfino andare in mensa o all'anagrafe per rifare i documenti persi in una notte senza dormitorio. A volte diventa davvero difficile riuscire a offrire un angolo di piacere (non chimico).
"Ho fretta" e se ne va.
La radio ci riesce. 
Nei pochi minuti di una canzone avvengono incredibili trasformazioni.

Ecco sì, questo piccolo libro fa un effetto trasformativo. Apre gli occhi sul potere di una canzone, ma non solo. Sul potere della possibilità di comunicare chi sei, o almeno di provarci, o almeno sapere che sei qualcosa, qualcuno nel mondo. A questo propositio, i testi di Lorenzo Ricca e Renato Striglia (le persone di cui sopra) sono significativi. Ci sono anche altri interventi molto belli, tra cui quello di un utente di un gruppo appartamento che racconta il privilegio e l'incanto di essere diventato un presentatore radiofonico.

Leggendo queste pagine, mi sono ritrovata. Da tre anni anche io, grazie a questa radio che dà voce a tutti, sono diventata una presentatrice radiofonica! Una radio che è anche uno spazio/non-spazio, che si sposta in cerca di un territorio per trasmettere informazioni, parole, stati d'animo vari e musica. 

Per me in questi tre anni tutto questo ha rappresentato un'esperienza in effetti di trasformazione, cambiamenti, sperimentazioni e affetti. 

Per realtà come queste, penso valga la pena ragionare, costruire, prospettare un futuro ma anche assaporarsi un presente fatto di quotidianità e di consuetudini, cui tutti hanno libero accesso. Una vera "community", nel senso primigenio e più nobile del termine, un insieme variabile di sensibilità diverse e di intelligenze ed esperienze di vita, le più articolate e le più affini.

Se potete, cercate e leggete dunque questo libro, oh torinesi, ad esempio io l'ho preso alla libreria Luna's Torta.  

P.s. Questo è anche un radio libro, scaricabile a questo indirizzo: www.radiobandalarga.it/radiolibro.mp3

Una nota incoraggiante: il progetto ha ricevuto il sostegno della Compagnia di San Paolo che da quanto ne so io si impegna per davvero tante attività utili e sane come questa. 
  



sabato 19 maggio 2012

Un poeta alla radio!



Foto di Umberto Schirosi.

Buondì! Oggi a Flash Papers su Radio Flash 97.6 dalle 18 alle 19.30 avremo ospite UN POETA. Sorpresa, non vi dico chi è, ma insomma, è un fantastico poeta e siamo tutti contenti. Compreso Mike, il microfono numero 4 della radio che qui sotto ha voluto raccontare proprio di quella volta che in radio è arrivato un poeta...


Mike #6

E quindi eccoci qui. Nella radio dove vivo, da dove vi racconto queste vicende radiofoniche. Dopo l’inventore di fiori per bambini, il fisarmonicista Abramo, e tutti gli altri, pensavo oggi di dirvi di quella volta che di qui è passato un poeta.

Durante la scaletta mi era preso il panico. Gli speaker si esaltavano con questa cosa del poeta. Il problema mio era che, in quanto microfono, mai avevo sentito nominare prima una simile parola. Poeta, mi sembrava il nome di una pianta (tipo petunia) o di un insetto (non so perché, mi faceva pensare al bombo, quell’animaletto verde smeraldo brillante che vola d’estate) o di un edificio instabile, come una palafitta. Mah. Spero che vorrete perdonare le mie fantasie da microfono, come sapete, non sono altro che un dispositivo di trasmissione del suono, in certe cose non ci arrivo proprio.

Comunque la fortuna è dalla mia parte, sempre, in qualsiasi circostanza, l’avrete capito.

E anche quella volta la dea bendata, che voleva chiaramente aiutarmi a scoprire cos’era un poeta, mi aveva fatto capitare sotto il naso (cioè sotto la graticola argentata, questa qui, da cui sento le cose diciamo e da cui passa l’aria) un pc portatile, sulla pagina di Wikipedia alla voce poeta

(A quanto pare non ero il solo a non sapere di chi o che cosa si trattasse).

Disambiguazione - Se stai cercando altri usi della parola Poeta, vedi Poeta.

E ho pensato. Ah, ok. Cominciamo bene, anzi male, malissimo.

In senso stretto un poeta è uno scrittore di poesie. Il sostantivo deriva dal verbo greco ποιεω (traslit. poieo), il cui significato letterale è "fare".

Quindi? Come dire che un “giornalista è uno scrittore di giornali”. Boh. Allora poetare vuol dire fare. Vabè.

Ne sapevo meno di prima, e il poeta, il tizio, il fattore, facente o che dir si voglia, stava per arrivare in radio. Era questione di minuti. Non che alla fin fine mi importasse sul serio eh, però la curiosità, non so, mi stava logorando l’anima. Tanto per farvi capire.

Quindi ho continuato a leggere, con la vista annebbiata dalla tensione:

 I primi poeti declamavano le loro opere oralmente, accompagnandosi con la musica, come già Omero, il poeta più famoso dell'antichità. Nel mondo greco e romano sono comunque molti i poeti degni di nota.

Quindi sto poeta è come gli speaker amici miei che parlano e poi mettono la musica. Infine è come un tale Omero e generalmente opera in Grecia e a Roma. Quindi qui a Torino com’è la situazione-poeti? Niente?

Seguiva, su Wikipedia, una sterminata “lista di poeti della Grecia antica e moderna”.

Niente, la Grecia ritornava un po’ troppo sovente in questa descrizione. Da cui ho capito che il posto dove è nata questa cosa della poesia oggi sta colando a picco, mi domandavo se ci fossero correlazioni ma ho lasciato stare.

Insomma, poi lui, egli, è entrato nella stanza. Il poeta. La cosa divertente è che era un tizio normalissimo, vestito più o meno decente, credo, e si è messo qui vicino a me.

Mah. Era uno veramente indecifrabile. La sua faccia attonita non aggiungeva nulla alla definizione di Wikipedia. Chi sei esattamente? Avrei voluto chiedergli. Ma me ne sono stato zitto.

Poi, finalmente, si è messo a dire le sue cose, queste cosiddette poesie.

E vedevo che la gente intorno cominciava a ridere, qualcuno a piangere, altri a corrugare la fronte in un pensiero che prendeva vita sulla pelle, sulle rughe, sulle ciglia.

E fu così che ho capito cos’era un poeta

Un poeta era come una pistola caricata a parole anziché proiettili che suscitava sentimenti nelle facce degli altri e che, anziché uccidere, li teneva tutti in vita.


lunedì 23 aprile 2012

Giornata della Terra, Mike e flower power.




Ieri era la Giornata Mondiale della Terra. Interessante questa cosa delle giornate mondiali, non saprei cosa pensarne, ma tutto sommato mi sembrano buone occasioni per parlare delle cose, buoni spunti per lo meno! 

Così sabato a Flash Papers su Radio Flash 97.6 ho letto questa quarta puntata di Mike dedicata ai fiori, una serie di storie raccontate dal microfono numero 4 della radio omonima. 

Una storia che riguarda i "fiori per bambini". 

Mike #4

Ciao sono Mike. Il microfono numero 4 di questa radio. Riassunto delle puntate precedenti: io non mi sono mai mosso di qui. MA ho tante storie da raccontare. Vi ho detto di Nicole e Abramo, il suonatore di fisarmonica. E di Dung, il ragazzo vietnamita che ha fondato un canile famosissimo in città.

Cosa vi racconto in questo sabato pomeriggio? In questo sabato di primavera in cui noi giovani microfoni sentiamo dai vostri sorrisi, dai vostri sguardi scintillanti che qualcosa nell’aria sta cambiando. Là fuori ci sono gli alberi, quelli che vedo tutti i giorni alla finestra, che si sono ricoperti di fiori rosa, sono nuvole di delicata bellezza. E anche se noi microfoni non cambiamo mai di un millimetro, semmai ci riscaldiamo un po’, ma poco, e comunque niente di paragonabile, comunque ne capiamo di stagioni, di cose belle, di impercettibili misteri e del potere dei fiori nella vita della gente.

E mentre sono qui che vi parlo di fiori, ecco che mi torna alla mente la storia che potrei raccontarvi oggi: quella del fioraio-inventore.

E dicci: cos’hai inventato Marcello?

Quel giorno il microfono 2 è partito diretto con la domanda.

Ho inventato le composizioni floreali e piantine per bambini!

Geniale! Raccontaci come hai fatto!

Una piccola parentesi necessaria: quel fioraio era un signore molto molto molto anziano. Avete presente quello del ragazzo dal kimono d’oro? Mi ha ricordato esattamente lui, anche se era italiano. Un signore curvo e magrolino, di poche parole. Riconosciuto come genio in diversi Paesi del mondo. L’inventore appunto dei fiori per bambini: avete presente cosa dico? Una cosa straordinaria per l’umanità, che ha cambiato il mondo del gioco, e il modo di giocare di almeno due generazioni! Anche un microfono come me rimane impressionato da certe cose.

Comunque ecco la sua storia.

Ero disperato. Seduto in riva al Po. Indeciso se addormentarmi lì per terra o farmi una nuotata con le pantegane, avete capito cosa intendo. La mia ragazza mi aveva lasciato. Ed ero senza lavoro. Il padrone di casa tra l’altro non aveva preso bene la notizia e mi avevano pure rubato la macchina. Oltre ai passanti del parco, non avevo neanche più un amico.

E quindi?

E quindi mi sono messo a fissare il vuoto. E in questo vuoto c’erano dei bambini che giocavano con dei fiori sull’erba. Era primavera. Così ho pensato che a loro piaceva molto quell’attività, ma erano lasciati soli, a se stessi, senza un metodo, una guida. Avevano bisogno di maestri. Di qualcuno che insegnasse loro come si compongono i fiori, ecco, qualcosa del genere. Vi ricordo che ero disperato, e poteva anche essere solo un mio delirio, eh. Però ecco. Sentivo che avrei potuto non so come aiutarli. Non so come, davvero. Però da quel momento mi sono alzato. Sono andato da tutti, e dico tutti sul serio, i fiorai della città a implorare un lavoro.

E il resto è storia… Dice il microfono 2. 
E il resto è flower-power. Dice il microfono 3 e mette la musica. 

giovedì 19 aprile 2012

Un tranquillo lungo week end di appuntamenti.


Buongiorno. c\_/ Con il primo caffè del mattino (vedi foto: quella lì è la mia serissima agenda!), mi accorgo di un po' di appuntamenti da raccontarvi! Spero vi incuriosiscano alcuni di questi argomenti ma soprattutto che vi interessi sapere di tutte le mie mirabolanti e appassionanti imprese torinesi! ;D

Questa sera c'è il quinto e per ora ultimo appuntamento - più cena di classe hehe - con #libroincorso alla libreria Linea451 - si parlerà delle varie e nuove forme di lettura: ebook, social network libreschi, lettura in libreria, meticciato culturale e tante altre belle cose. Qui. 



Sabato! Alla libreria Lupo Rosso, una bella presentazione del libro La lettura digitale e il web con  special guest Marta Traverso insieme a me a rappresentare Ledita. Incrociando Ledita per incastri di treni e orari :) Qui!

      
 Proseguono, sempre sabato, dalle 18 alle 19.30 le magiche avventure di Flash Papers: chiacchiere semiserie intorno a una tazzina di caffè. Su Radio Flash 97.6. Stay tuned!


E infine domenica sarò qui! 10 km di corsa e passa la paura. Decima edizione della Tutta Dritta: a Torino, da Piazza San Carlo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. L'anno scorso ero un po' più allenata, ed è andata così. Spero di farcela... O.O




Se sopravvivo viva (sic.) a tutto questo, è una gran bella cosa. Anche perché mi piacerebbe poi raccontarvi tutto in lunghi e contemplativi e meditativi post hehe. Se capiterete da una di quelle parti, mi fa piacere. In ogni caso, grazie e buon week end in anticipo!!



domenica 1 aprile 2012

Mike #2



Buondì :)  Aprile è il mese più crudele* e oggi è anche il 1°. Ma questo non è uno scherzo, bensì un post normalissimo :) in cui trovate la seconda puntata di Mike: la voce del microfono numero 4 di Radio Flash 97.6

Un racconto che ho letto ieri a Flash Papers. Una piccola premessa: questo è un prodotto della mia immaginazione. Dato l'argomento, vorrei precisare che non ci sono da parte mia intenzioni di tipo sociopolitico o altro. Si tratta solo di una fantasticheria, un'idea di un attimo, senza altre finalità. 

c\_/


Ciao sono Mike. Il Microfono numero 4 di questa radio. Quello che non si è mai mosso da qui, tranne l’unico viaggio dalla tensostruttura dove forse è nato fino al posto dove vive ora, passando da un furgoncino. Quello che stringe più mani di Obama e ricambia più sorrisi di una diva del cinema, per intenderci.

Come potete ben immaginare, ero qui ad aspettarvi. È passata una settimana, ho contato i giorni e ora siamo di nuovo insieme. Sapete quello che si dice degli oggetti, delle cose? Sì, che si animano quando uscite di casa. Fanno una festicciola, si mettono d’accordo, si sentono un po’ di musica e poi quando rientrate: di nuovo silenzio. Come se nulla fosse successo. Perché? Questo non lo so. Ma posso garantirvi, in quanto rappresentante della categoria, che è tutto vero.

Ci siamo lasciati dunque la scorsa settimana, dopo le dovute presentazioni, con il fatto che volevo raccontarvi una storia. Dopo averne io ascoltate tante, viste e annusate parecchie nell’aria, dato che ne ho l’opportunità, ci tenevo a dirvene qualcuna pure io. Essendo un radiomicrofono, ho un circuito trasmettitore molto sensibile: quindi vi avverto, certe storie mi hanno lasciato senza parole.

Ad esempio quella volta in cui è venuta qui una donna. Si chiamava, e si chiama ancora, Nicole. Perché sei qui, Nicole? Arriva la domanda puntuale, rituale, che mi aspetto sempre dal microfono numero 2 e che non si smentisce mai. Cos’hai fatto di straordinario, tu, Nicole?

La storia di Nicole in soli 4 massimo 6 minuti. Lei e il CD che aveva tra le mani. Ve l’ho detto: sono solo un radiomicrofono qualunque io, ma vi assicuro che la storia di Nicole ha dell’incredibile.

“Ero sul tram”. Ha incominciato a dire. “Andavo non so dove, le solite commissioni, forse in banca o all’Agenzia delle Entrate. A un certo punto è salito il solito bambino che suona la solita fisarmonica. Un bambino bellissimo, come tutti i bambini. Moro, con la pelle molto scura e due occhi verdi grandi e luminosi. Sul viso, la solita espressione triste, rassegnata, per quanto può esserlo un bambino di otto massimo nove anni solo su un tram a suonare chiedendo monete in cambio in un bicchiere di plastica. Suonava come un adulto, tutto il suo repertorio. La fisarmonica era aggiustata con pezzetti di scotch ormai da buttare. I suoi vestiti sporchi li potete immaginare”.

Hm Hm - Hm Hm  Commentavano, attenti, gli speaker.

“E allora non so cosa mi è preso. Era anche un momento particolare per me, mi sentivo vuota, inutile, non so spiegarvelo: capita ogni tanto nella vita, no? Comunque mi sentivo strana. E gli ho detto: ‘alla prossima fermata, scendi con me?’. Non sapevo cosa aspettarmi, era solo un bambino, e come tutti i bambini era ingenuo e completamente malleabile. La vittima perfetta di qualsiasi malintenzionato. In più lui appariva ancora più mansueto della norma, la sua mitezza mi faceva quasi paura. Per farla breve, ha accettato ed è sceso davvero con me. Appuntamento saltato, giornata completamente diversa. Non avevo la minima idea di cosa fare. Poi. Vi risparmio l’estenuante iter burocratico…”.

E arriviamo a oggi… Dice lo speaker.

“Oggi Abramo ha inciso il suo secondo disco”. Certo: il famosissimo… dice lo speaker. “Sì quello”, ride Nicole. Abramo adesso è in tour promozionale. Partono le note della sua ultima canzone.


* April is the cruellest month breeding Lilacs out of the dead land. T.S.Eliot. 



sabato 31 marzo 2012

Annunci :)

Buondì e buon sabato !! :)

Due piccoli annunci: uno è una sorpresa e si trova sulla Stampa: se potete, acquistate il giornale cartaceo e andate a pagina 3... (hehe non ci posso credere: mi direte!)

Il secondo è che oggi su Radio Flash 97.6 prosegue Flash Papers - chiacchiere semiserie intorno a una tazzina di caffè. Continuano le magiche avventure di Mike - The Microphone, libri, musica bella e altre amenità.

Hei: GRAZIE di leggere questo blog e felice week end!

c\_/

domenica 25 marzo 2012

Mike #1





Buondì :)

Nella puntata di ieri di Flash Papers su Radio Flash 97.6 ho letto questo raccontino. Sarebbe il numero uno di una serie in cui "Mike" ci terrà compagnia per molte puntate!

Eccolo anche qui sul blog, Mike. E buona domenica !! c\_/



Mi chiamo Mike. Vivo qui dentro. Di notte, guardo fuori dalle persiane spioventi e vedo quattro alberi che in primavera sono completamente in fiore. Con il buio brillano di un rosa antico, dolce, mi sento vivo. Di giorno, invece, è il mondo che arriva qui da me. Per lavoro, incontro quotidianamente parecchie persone. Ci sono quelli fissi, puntuali, che conosco da una vita. E poi ci sono quelli di passaggio, come nuvole, come farfalle di un unico volo. Altrettanto curioso come anche solo per un istante si crei tra loro e me una scintilla di qualcosa che negli anni non ho ancora imparato a decifrare.

Ho fatto un solo viaggio nella mia via. Uno solo. Sono nato in una tensostruttura, credo, o qualcosa del genere: ma sulle mie origini non ho le idee molto chiare, non me ne parla mai nessuno. Di me non parla mai nessuno, ecco. Però mi amano tutti. Stringo più mani io, vedo più sorrisi io nel mio mestiere che il Presidente degli Stati Uniti, garantito.

In quel viaggio ero blindato e ne ho perso ormai quasi la memoria. Stavo su un furgoncino credo. E da qui poi non mi sono mai mosso. Qualche incidente mi è capitato però. Pur restando immobile, come un guardiano del faro, imperturbabile, mi sono una volta massacrato in un volo piuttosto catastrofico. Questa benda rossa che vedi arriva da lì, da quella volta.

Comunque. La gente mi piace. Di qualcuno mi sono anche infatuato. Ma a volte mi sento oppresso anche io, sono uno sensibile, amplifico tutto, le cose io le vivo all’ennesima potenza. Non mi fermo mai. Catturo sensazioni, nella mia professione. Tradisco paure, intercetto battiti cardiaci, colgo al volo le sfumature di tutto. Faccio sognare, faccio divertire, suscito amore. E non perdono.

Però chi mi conosce bene, davvero bene, mi rispetta, si fida di me e impara il mio segreto.

Quante storie avrei da raccontare. Quante. Magari ve ne racconto una per una. Come quella volta in cui…

Ops, scusate, non posso continuare. Il lavoro mi chiama. Alla prossima volta.



Firmato Mike – The Microphone.




venerdì 23 marzo 2012

Racconti-Flash e altre novità :)


Ciaooo! Qualche piccola novità radiofonica :)

Domani dalle 18 in poi la trasmissione Una tazzina per tre avrà il suo brand new nuovo nome: Flash Papers - chiacchiere semiserie intorno a una tazzina di caffè. 

Qui c'è il palinsesto di Radio Flash 97.6 dove stiamo costruendo questo spazio appunto semiserio in cui parlare di libri, musica e altre variabili amenità. Ora siamo in 4: Umberto, Andrea 1, Andrea 2 e io. Eh, poi, avremo presto altre novità e stiamo prendendo una forma semi-vera!

La prima novità è che avremo delle allegre rubriche. 

Una di queste consisterà nella lettura di racconti-Flash: ovvero breviiiiisssssimi ma speriamo appassionanti.

Domani ne leggeremo alcuni di Kafka e Carver - maestri assoluti e mondiali del racconto.

E poi la cosa buffa è che ci infilerò non so come dentro qualche raccontino anche mio ahahahah, giuro! U.u

Dopo Kafka e Carver? 
Eh certo: se deve essere una cosa semi-seria, qualcuno dovrà pur provvedere alla parte "semi" o no? 
Detto ciò: eccone uno all'occorrenza. Riguarda un nido volante !!

A domani, se volete, ore 18, Radio Flash, 97.6.

E buon we.  


C'era quel vento disordinato che scaraventa via le insegne e tutte le altre sensazioni. Una giornata trascorsa ad aprire e chiudere finestre. Più il vento le apriva, più Paolo si doveva alzare a chiudere. Apri, chiudi. E la concentrazione soffiata via con un profumo di erba tagliata e il sugo della signora di sopra che cucinava per la cena. Niente di nuovo, per essere primavera. 

I piccoli germogli verdi avevano ricoperto già tutti i rami, che Paolo sbirciava dal balcone. Gli stessi rami che presto sarebbero scoppiati di foglie verdi e foltissime come criniere di leoni.

Quando a un certo punto, sotto le nuvole che correvano veloci, il frullare delle tende e sacchetti di plastica e lettere di carta mai spedite che volavano a metà tra il cielo e la terra, ecco che atterra un colpo sordo sul balcone. Un tonfo, di rami secchi e compatti che tutti insieme planavano in un unico suono sul piccolo pavimento. Una meteorite? No: un nido.

Un nido ha preso il volo, per empatia forse con i suoi abitanti, ed è arrivato intero sul balcone del salotto di Paolo, mentre il sole decideva il destino di tutti, per lo meno di quei tre quattro mesi successivi. Ah, ok, ha pensato Paolo.

Vento, sole, luce, foglie, fiori, e pure un nido, tutto sul mio balcone. Tutto si muove, molte cose volano e tutto cambia, in molti modi possibili.


domenica 22 gennaio 2012

Riflessioni dopo la radio !!


Buongiorno :)

Hei. Sono ancora qui! Un po' tuonata dopo la trasmissione radio di ieri "Una tazzina per tre".
In questo video vi racconto le mie impressioni, e vi anticipo il prossimo post.

Buona domenica a tutti!


c\_/




lunedì 18 luglio 2011

Radiopirata su Indie Riviera.



"La vita era piena di sorprese, pensò, e non c'era nessun motivo per sentirsi triste".

Scrive Francesco Carofiglio a pagina 171 di Radiopirata (editore Marsilio). E se anzi volete scoprire un buon libro, con un mondo di storie indelebili e un crescendo fino alla prima onda della più piccola radio dell'universo, che trasmette a 99 megahertz, nel deserto di un piccolo paese in Puglia, nel 1981: fate un salto da Indie Riviera.

Dove, tra l'altro, si trovano sempre cose interessanti.

:)

Buon lunedì.