mercoledì 30 marzo 2016

Taccuino di caffè!


Le settimane volano veloci e poche cose, come tenere un taccuino, te lo ricordano. La rapidità con cui cambia il mondo, con cui cambia il web e con cui cambiano le cose letterarie (per non cambiare mai, direbbe qualcuno?) farebbe impressione anche a Italo Calvino (che ne scrisse nelle sue Lezioni Americane). Todo cambia, è proprio vero. Cosa non cambiano sono le notizie: succede sempre qualcosa, si crea sempre qualcosa da qualche parte degno di essere segnalato ai temerari lettori di questo blog e bevitori di caffè. Ed ecco ciò che ho appuntato questa settimana:

1) Leggermente. Consiglio per giovani appassionati di lettura: potreste, se vi piace dare consigli letterari, partecipare a un curioso concorso nell'ambito della rassegna Leggermente, per  - appunto - consiglio letterario. Le biblioteche torinesi, insieme a Cascina Roccafranca, promuovono questo inusuale e divertente concorso torinese. Il miglior consiglio letterario vince un buono in libri alla Libreria Gulliver. Aspiranti consigliatori di libri torinesi: fatevi avanti e cercate tutte le informazioni qui!

2) Radio Banda Larga. Qui sono di parte, perché ci collaboro da ormai tre anni: dovete però assolutamente saperne di più, se già non ne siete a conoscenza, dei progetti che coinvolgono una delle più solide e note web radio torinesi. La "nostra" non è solo una radio, è molto di più. L'associazione che ne è all'origine si occupa di parecchi progetti di diffusione culturale e di sostegno sociale per la città "invisibile", quella che non ha voce e alla quale la radio vuole dare un microfono per comunicare o semplicemente provare l'emozione indescrivibile di essere ascoltati, e magari essere anche presi sul serio. Qui, tutte le informazioni sui laboratori in collaborazione con ospedali, comunità, carceri, dormitori etc. Read more...

3) 100 anni di Dahl. Tra pochi giorni, il 4 aprile, comincia la fiera internazionale dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi a Bologna. La Bologna Children's Book Fair. Quest'anno si celebrano i cento anni di Roald Dahl e saranno tante le occasioni per ricordarlo, in particolare una interessante tavola rotonda che si terrà martedì prossimo. Per saperne di più, qui. Per un caso, poi, proprio oggi ho scoperto un libro di Dahl che non conoscevo, si chiama The Twits, e sembra molto divertente. Read more...


La canzone che ho scelto per questo taccuino è un saluto a Gianmaria Testa, scomparso oggi: La traiettoria delle mongolfiere.

martedì 29 marzo 2016

My cup of caffè.

laLettura di domenica 20 marzo 2016 - Racconto di Jonathan Franzen tradotto da Maria Sepa  



ARGUMENTUM ORNITHOLOGICUM

Chiudo gli occhi e vedo uno stormo di uccelli. La visione dura un secondo o forse meno; non so quanti uccelli ho visti. Era definito o indefinito il loro numero? Il problema implica quello dell'esistenza di Dio. Se Dio esiste, il numero è definito, perché Dio sa quanti furono gli uccelli. Se Dio non esiste, il numero è indefinito perché nessuno potè contarli. In tal caso, ho visto meno di dieci uccelli (per esempio) e più di uno, ma non ne ho visti né otto né sette né sei né cinque, eccetera. Codesto numero intero è inconcepibile; ergo, Dio esiste. 

(Jorge Luis Borges, L'artefice)


In attesa di leggere Purity di Jonathan Franzen, per questa rubrica dedicata alle mie letture anglofone ho fatto un po' di riscaldamento la settimana scorsa con un bellissimo racconto - dello stesso Franzen - pubblicato sull'inserto culturale del Corriere della Sera. Chi di voi conosce e apprezza Franzen sa della sua intensa attività di birdwatcher. Se non lo avete ancora letto, ad esempio, potete provare con Libertà, dove questo (che è molto più di un) hobby si compenetra bene con la sua narrativa. 
Ho sempre intuito che questa cosa del contemplare gli uccelli avesse a che fare con una forma di spiritualità, e in effetti lo scritto di Borges che vi ho copiato sopra può confermarlo. 

Il racconto è curioso. Rende conto di una gita nel Parco nazionale del Serengeti e nell'Area di conservazione di Ngorongoro che l'autore intraprende con il fratello e alcuni amici. Dopo alcune riflessioni sull'autenticità dell'esperienza del safari come "rappresentazione della realtà" (lo dice Franzen citando Baudrillard), arriva all'osservazione degli animali. Prima i mammiferi:

Ho cominciato a vedere veramente: la curiosa larghezza della testa delle zebre, la robustezza dei loro fianchi mentre si arrampicavano sui pendii. 

[...]

Chi può resistere alla vista di cuccioli di ghepardo preoccupati?

(Hei anche Franzen, notoriamente avverso alla rete, cede qui al fascino dei gattini! Ma solo per poco).
Io no, per almeno cinque minuti. Ma poi, mentre lo spettacolo del ghepardo continuava, e la madre recuperava i cuccioli e li conduceva verso l'erba alta, ho cominciato a scrutare gli alberi in cerca di uccelli.

Poi finalmente da qui in avanti, nel racconto, arriva la parte più significativa, il punctum, si direbbe in fotografia. Franzen diventa come diventano tutte le persone quando parlano di ciò che più amano:  convincente, commosso. 
Spiega la sua fascinazione per gli uccelli: sono "altri" rispetto a noi. A differenza degli umani, gli uccelli non discendono da mammiferi ma dai dinosauri, sono portatori di una diversa forma di percepire la vita, di stare al mondo e sopra di esso. Infine, restringe l'obiettivo del suo sguardo allenato a questo tipo di osservazione, e trova la cosa più preziosa: una coppia di cisticole, "la cosa più bella e commovente che ho visto nel mio safari". Come sia riuscito a concentrarsi - e a portare noi lettori - così vicino al piccolo amore canterino di queste due creature, è un miracolo. Il miracolo della scrittura. 
 
Spero che riuscirete a recuperare questo racconto e a leggervelo. Io l'ho fatto con una tazzina particolare: arriva anche lei dall'Africa! 

Mi piace ultimamente la scrittura sugli animali, e mi cimento tutte le settimane su questo blog. Se volete, passatemi a trovare anche lì. Buona lettura!


sabato 26 marzo 2016

Un libro per la Pasqua.

Erri De Luca, La faccia delle nuvole, Feltrinelli



Questo è il libro di Pasqua che vorrei consigliarvi, è uno degli ultimi libri che ho letto e ascoltato leggere ad alta voce. Questo libro infatti racconta un incessante dialogo tra Miriàm e Josèf a partire dalla nascita fino alla morte e risurrezione del loro figlio Ièshu.

Immagino tutti avrete riconosciuto questa storia d'amore. 

Miriàm: Non sia mai! Che dici Iosèf? Satàn l'accusatore, lui non somiglia a nessuno e si trasforma in chiunque per portare scompiglio.

Iosèf: Dicevo per dire, mi spiace Miriàm, non voglio più sentire che somiglia a qualcuno. Basta con questa favola, nostro figlio non ha la faccia delle nuvole che cambiano forma e profilo secondo il vento.

Tutto il libro si compone di questi dialoghi, alcuni più serrati, altri più pragmatici, altri ancora intrisi di profondo e delicato amore tra due ragazzi giovani cui accade qualcosa di straordinario, essere genitori di Gesù. E si compone con la voce del poeta che le riscrive.

De Luca con La faccia delle nuvole* ha compiuto qui un lavoro di concentrazione: è andato fino alle radici e al territorio reale dal quale sono nate le fondamenta del cristianesimo. Lo fa con una ispirazione letteraria e un'abilità narrativa raffinata e generosa. Segue il percorso di queste tre vite tormentate e insieme toccate dalla divinità e le accompagna fino alla fine.

I viandanti ascoltano l'uomo che si è aggiunto a loro e che non riconoscono. Cosa glielo impedisce? Il diverso aspetto. Quando a qualcuno viene il pensiero randagio di una propria resurrezione, immagina di ritornare identico a riabbracciare i rimasti in vita. Si figura di rientrare nel mondo tale e quale a prima, reintegrato in se stesso. Gesù riappare in altro corpo e in altra voce da non poterlo riconoscere, abbracciare al volo. I due in Emmaus si accorgeranno di lui solo nel dettaglio di un gesto, l'atto di spezzare il pane e farne parti. Doveva essere speciale quel suo modo di trattare il cibo. Del resto fu il solo a dire che quel pane era carne sua, da dare in pasto ai suoi. Ma fino a quel punto di rivelazione Gesù resta sconosciuto ai due viandanti. Eppure ha fatto con loro la cosa consueta e preferita: andare a piedi e spiegare la scrittura sacra.

Questo piccolo libro fa bene all'anima: a me ha riconnessa con una storia sentita raccontare milioni di volte ma che non perde la sua forza. 

Siete sul mio blog, vi tocca sentire le mie vicende: ho studiato in una scuola religiosa (gesuiti) e ho una formazione che ai tempi era molto robusta. Ho perso un po' l'attitudine a questi studi all'Università (ho dato un esame di Storia dell'ebraismo, bellissimo, al quale sono arrivata con i capelli bagnati perché si era rotto il phon, ed era pieno inverno, insomma un'avventura che ricordo ancora, ma andò bene). Ho letto ultimamente alcuni Scrittori di scrittura, pubblicati dalla casa editrice Effatà. 

Vivere in Italia significa per molti essere immersi nelle storie dei Vangeli, molte sono illuminanti e mi piace leggerle sia mediate dagli scrittori di oggi, sia dalle fonti originali. Al di là della fede di ciascuno, è un'esperienza che consiglio di fare. 
Il mio augurio in concomitanza della Pasqua è di assaporare la bellezza del risorgere, una cosa che in un certo qual modo possiamo fare tutti quanti. 

Auguri!

*Ringrazio l'editore per l'invio in lettura.






venerdì 25 marzo 2016

Blog tour con Garzanti Libri: Pedro Chagas Freitas.


Per la seconda volta, torno a partecipare a un blog tour con la casa editrice Garzanti Libri, che ringrazio, e ancora una volta per proporvi un estratto del nuovo romanzo di Pedro Chagas Freitas. 

A settembre di quest'anno, ho partecipato anche alla presentazione di Prometto di sbagliare: qualche ricordo, qui. Il nuovo romanzo si intitola Prometto di sposarti ogni giorno: pare evidente che a questo autore piacciano le promesse. 

In effetti, Pedro Chagas Freitas è lui stesso una promessa mantenuta per il mondo editoriale internazionale: è un autore portoghese che ha all'attivo una ventina di romanzi, insegna scrittura creativa e i suoi ultimi libri sono assoluti best seller nel mondo. Quello che mi ha colpita leggendo Prometto di sbagliare e ascoltando l'autore dal vivo è la sua capacità di restare "pop", di parlare d'amore, in generale e per sua moglie, pur toccando al contempo temi molto profondi e autentici e pur adoperandosi in tecniche narrative raffinate. 

Lo considero, come lettrice, un ottimo risultato. Sono contenta di partecipare a questa iniziativa perché l'editore mi ha regalato un estratto dal romanzo - che uscirà in libreria il 31 di marzo - da condividere in anteprima con voi. Il che vuol dire che, se volete, potete farvi un'idea in anticipo del libro leggendone alcune parti qui. Mi piace poter fare questi piccoli regali ogni tanto e spero piaccia anche a chi passa da queste parti. 

Il blog tour prevede alcune tappe: è cominciato su Crazy for romance e prosegue qui il 29 marzo, per concludersi qui il 31. 

Il mio estratto si intitola Seconda volta, lo potere leggere qui sotto. L'importanza delle seconde volte, nella vita, è da tenere presente. Scoprirete come l'autore sia capace di dipingere con tratti decisi, senza paura, l'amore, facendolo emergere dal terreno neutro e confuso della vita quotidiana, un po' come fanno gli scultori dal materiale grezzo fino alla statua ricca di espressività.

Buona lettura e che ci siano anche terze, quarte, quinte volte per tutto e per tutti. 


mercoledì 23 marzo 2016

Taccuino di caffè!

Mi sento un po' come Cyrano de Bergerac che ogni sabato andava a trovare la sua amata Rossana in convento (se non l'avete ancora letto, vi consiglio di correre ai ripari!) e le raccontava i fatti della settimana. 

Ho navigato poco in rete in questi ultimi giorni, ma quel poco mi è bastato per appuntarmi sul mio taccuino virtuale tre cose che spero saranno interessanti anche per chi legge:

1) Corso Regina 68  Al di là del fatto che, personalmente, sono affezionata a questo corso torinese, ho recentemente scoperto che Corso Regina 68 è anche il titolo di un romanzo, o addirittura qualcosa di più: un vero esperimento letterario. Ho conosciuto l'autrice, Camilla Bonetti, durante un corso di scrittura tenuto da Marco Magnone durante il quale sono stata chiamata a raccontare la mia esperienza. Ho bellissimi ricordi di quell'incontro, e mi fa piacere scoprire che dal corso sono nati autori interessanti. Il romanzo ha una peculiarità: è nato grazie a un percorso di crowdfundig sulla piattaforma Bookabook. Read more... 

2) I libri meglio tradotti Tradurre è senza dubbio uno dei mestieri (editoriali) più difficili. Vi dico di me (essendo sul mio blog): ho tradotto dall'inglese alcuni articoli e un romanzo, nella mia vita. Quando mi sono accorta che potevo e dovevo migliorare, allora ho partecipato qualche anno fa anche a un seminario di traduzione all'università di Urbino. Mi piacerebbe tornare a tradurre (dall'inglese) e faccio un appello agli eventuali editori all'ascolto :)! Detto ciò, i traduttori secondo me sono come le ballerine: categorie umane tra le più rigorose e precise che io abbia mai conosciuto. Non ho mai conosciuto chirurghi, ma immagino siano della stessa pasta. Naturalmente quelli bravi nel loro lavoro. Peccato che, almeno in Italia, c'è la polemica sul fatto che i traduttori sono trascurati e sotto pagati, non sono i soli ma tant'è, è proprio vero, e tradurre, come vivere, bene a pancia vuota è molto, molto difficile. Oggi però ho scoperto che esiste un premio proprio dedicato ai romanzi meglio tradotti. Molto interessante, dà fiducia, guardate qui (in inglese).
3) Poem of the week Sul Guardian, per restare in area anglofona, c'è una rubrica settimanale in cui appare una poesia. Siccome questa è la settimana della Giornata Mondiale della Poesia, nonché quella in cui inizia la primavera e che precede la Pasqua che quest'anno è molto presto (per questioni lunari), ecco che vi consiglio, sempre in inglese, di leggere questa poesia qui, che parla di resurrezione. 


Canzone del taccuino di oggi, visto che si parlava del "cadetto di Guascogna", che non si rassegna a essere cattivo!


venerdì 18 marzo 2016

Café au lait

Elena Ferrante, L'amica geniale, edizioni e/o

 
Café au lait: letture alternative, libri da paesi lontani, editoria indipendente, bibliodiversità, digitale e in generale tutto quello che ti fa dire olè!
 
Questa rubrica mi pareva necessaria e mi mette allegria, spero piacerà anche a chi legge :)
 
Per inaugurarla mi riferisco a un episodio accaduto un annetto fa. Ho ricevuto un invito dal Circolo dei Lettori di Torino a partecipare a una serata intitolata #lamiaFerrante.
 
In questi giorni mi torna in mente perché della Ferrante, eterno argomento editoriale, si è parlato più del solito in rete in riferimento a un articolo uscito su La lettura del Corriere della Sera nel quale Marco Santagata suppone di aver scoperto forse la vera identità della misteriosa scrittrice, che corrisponderebbe al nome della professoressa Marcella Marmo, la quale però ha subito smentito. Alla rivendicazione di identità seguita su Facebook da parte, sembrerebbe, della figlia della professoressa naturalmente nessuno ha creduto.
 
Personalmente, faccio un'ammissione: se non avessi ricevuto quell'invito, forse non avrei nemmeno letto la Ferrante. Ero rimasta traumatizzata dal film basato su I giorni dell'abbandono, girato a Torino. Lo avevo trovato angosciante, oggi si definirebbe un film #maiunagioia.
 
Invece per curiosità ho cominciato a leggere la Ferrante.
 
Le modalità della lettura de L'amica geniale sono state per me molto piacevoli, in un'atmosfera casalinga che ha senz'altro influito positivamente.
 
In effetti, si può ben capire perché la quadrilogia abbia coinvolto così tanti lettori: il romanzo acchiappa, come un feuilleton d'altri tempi. La storia delle due amiche Lila ed Elena tocca corde profondissime, viscerali e al contempo lo scavo psicologico è raffinato. C'è violenza però a ogni pagina, violenza morale e fisica. Violenza senza appello, dove il candore e l'innocenza delle due ragazze già subito sembra corrompersi, eppure colpisce al cuore come ci provino disperatamente, a restare umane.
 
Scatta un'identificazione inevitabile nella voglia di riscatto, nella voglia di far trionfare i valori, il sapere, la bellezza sulla miseria, sull'aggressività del rione napoletano in cui è ambientato il primo capitolo della quadrilogia stessa, che è l'unico che ho letto per il momento.
 
Ho deciso di inaugurare questa rubrica con questo romanzo per chiudere un cerchio che mi ha coinvolta da vicino, a partire da quella sera di un anno fa in cui ho letto e ascoltato leggere i brani di un'autrice dalla scrittura cristallina e perfetta nel dolore come nel fulgore.
 
"Separai senza sforzo le mie parole da me" dice a un certo punto la voce narrante, che è la protagonista Elena Greco, forse alter ego della Ferrante che a sua volta è alter ego di non si sa chi, e chissà se mai si saprà.
 
Beh a me sembra il fulcro di tutta la faccenda. Una sorta di eterna separazione da sé, che la trama - tramite l'ago affilato del linguaggio - ricuce pagina dopo pagina con la pazienza e la lentezza che solo l'amore (in questo caso per la narrazione) sa donare agli esseri umani.
 
 
Questa sono io alla serata #lamiaFerrante

mercoledì 16 marzo 2016

Taccuino di Caffè!

Oggi è mercoledì e da tempi ancestrali, fatta l'eccezione di pur lunghi periodi, torna il mio taccuino. Che oggi è un po' speciale, perché i taccuini sono ben due!
 
Eccovi dunque le mie tre notiziole dal web ma non solo, non necessariamente in questo ordine. E speriamo che le cose ci vadano bene. Così, come buon auspicio.
 
1) Milanesi imprenditori di qualità! Due benemerite ragazze milanesi hanno recentemente dato vita a quello che si avvicina al sogno della mia vita, oltre che della loro, immagino. Ovvero una biblioteca-caffetteria. Si chiama Carta da Zucchero, che è anche un colore bellissimo. Il locale sorge in una zona di periferia, e si propone di essere un punto di aggregazione per il quartiere. Le giovani imprenditrici sono riuscite a costruire questo progetto grazie a un bando del Comune. In bocca al lupo! Read more...
 
2) Stile Libero. La collana "giovane" di Einaudi compie vent'anni. Quella con la costa gialla e le prime copertine di Tullio Pericoli. Personalmente, avevo sedici anni e mi ricordo molto bene, con grande emozione, di quel momento. Le promesse di vita e speranza e cultura che portava con sé la collana sono tra i primi ricordi letterari adulti di cui ho memoria. Lunga vita! Read more...
 
3) Laboratorio Zanzara. Ed ecco il secondo taccuino di cui parlavo all'inizio. Da tempo mi riprometto di passare a visitare il Laboratorio Zanzara qui a Torino, soprattutto da quando ne è nato anche un libro con un testo di Fabio Geda per add editore. Invece, è successo che è stato il Laboratorio a visitare me! E per un caso fortunato proprio al tavolino di un caffè... una storia di piccole-grandi coincidenze mi ha portata infatti a incontrare una delle ragazze che fanno parte della cooperativa che nasce da una volontà di integrazione delle persone con disagio mentale. Le realizzazioni di cartoleria e non solo di questo Laboratorio torinese sono meravigliose, ormai veri e propri oggetti di culto. Quanto a me, ho comprato una spilla, un taccuino e due matite con le frasi di Antonino. #PiùDiCosìNonCiSono  Read more...
 
Di solito associo una musica a questa rubrica, ed ecco, data la neve che avvolge la mia città, quella di oggi.
 
Taccuino a base di latte del Laboratorio Zanzara.

martedì 15 marzo 2016

Il libro di marzo - Non ho ancora finito di guardare il mondo di David Thomas.

David Thomas, Non ho ancora finito di guardare il mondo, marcos y marcos
Spero che vi stia piacendo il "nuovo" blog: in passato non riuscivo a tenere un ritmo costante perché scrivevo "al momento": era belllo perché quello era lo spirito del mio inizio rispetto alla rete. Ma, come ho raccontato spesso, la cosa mi ha travolta e non riuscivo a stare dietro a tutto, specialmente alle richieste e agli impegni offline. 

Adesso mi piace di più organizzare, seppure in maniera non-rigida, un piano di scadenze in cui posso fornire il maggior numero di consigli letterari etc. mantenendo fede a un calendario, flessibile ma pur sempre strutturato, così potete sapere all'incirca cosa aspettarvi e bere un caffè con me e i miei libri più spesso e più serenamente. A metà mese ad esempio mi piacerebbe farvi sapere qual è la lettura del periodo, quella per me più significativa rispetto alle nuove uscite, ai libri che ricevo ma non solo. 

Questo allora è il libro di marzo!

Tre anni fa vi raccontavo di quanta pazienza ci voglia certe volte, e di come fanno i bufali, in questo post qui. 

La pazienza dei bufali sotto la pioggia mi aveva colpita per la leggerezza e insieme l'acume dei suoi frammenti di storie, e mi ero accorta di come quel libro si potesse leggere a pezzetti, nel tempo di un caffè, come i post di un blog nella loro accezione migliore, e soprattutto prima di andare a dormire.

Ci sono libri che è bello portarsi con sé nel luogo più misterioso della vita, ovvero la notte e il sonno. Ho imparato che, come con le persone, non con tutti i libri è possibile condividere i propri sogni. Ma quando si incontrano le persone e i libri con cui poter dormire sonni tranquilli, se non addirittura belli, costruttivi anche quando sono più difficili da capire, divertenti e profondi allora la vita merita di essere vissuta e i libri essere letti. Qualche volta non si tratta proprio di meriti o demeriti, qualche libro "funziona" per noi più che altri, è un mistero e l'unica cosa da fare è gustarselo.

A distanza di tre anni, riecco un piccolo ma potente libro che riprende la struttura dei bufali. E va avanti di un po', con quel tandem che si vede in copertina.

L'autore, caso editoriale in Francia, classe 1966, ritorna con un libro che assomiglia in effetti a un viaggio in tandem, dove il lettore può avere una visione d'insieme di tutti quanti.

Passa davanti agli occhi una fantasmagoria di storie umane, tutte in forma di brevi monologhi e sembra di realizzare quel vecchio sogno di poter leggere nella mente delle persone. Come osservare le più diverse realtà della vita e mettersi in ascolto di ciò che hanno da dire. 

Che bello poter stare lì ad ascoltare cosa dicono gli altri, cosa succede e come si intrecciano e incastrano le loro vite. Peccato che ahimé nella vita non sempre è possibile, e tocca spezzare l'incantesimo mettendosi a parlare anche di sè, a me ad esempio capita spesso di avere l'ansia di dover per forza raccontare i fatti miei! Il privilegio di leggere invece è proprio quello di poter sentire e assorbire le storie, e solo dopo, magari anche dopo anni, formarsi un'opinione al riguardo e volendo tenersela per sé, perché no?

Le storie che si susseguono in questo "sillabario" contemporaneo possono essere più lunghe o più brevi, ma tutte lasciano un sapore interessante: 

Se per dirlo

SE PER DIRLO BASTANO tre righe, bisogna limitarsi a quelle tre righe. Se per dirlo bastano tre parole, bisogna limitarsi a quelle tre parole. Se per dirlo basta una strizzata d'occhio, bisogna limitarsi a quella strizzata d'occhio. Se per dirlo basta una ruga, bisogna limitarsi a quella ruga. Se per dirlo basta il silenzio, bisogna limitarsi a quel silenzio.
Non aggiungere. Togli. 
Taci.

Ora non mi resta che tacere! 
Vi dico solo più che questo libro esce dopodomani in libreria e ringrazio l'editore per il dono in anteprima. Buona lettura!