sabato 22 giugno 2013

Pens(ieri). Pensieri su ieri.



Ieri. A La grande Invasione. Quando si dice, uscire dal guscio. Sono quella a destra, con le braccia conserte. Eravamo un gruppo di blogger, chiusi in quell'ovetto mega del Circolo dei Lettori. E siamo sbucati fuori uno a uno, prima di un intervento, a dire il vero un tantino più serioso rispetto alle premesse e all'exploit del siparietto iniziale. Ma ci sta. Si è parlato di rapporti con le case editrici, i soldi etc. etc. etc. etc. Ma anche di cose molto belle e interessanti eh! Ha moderato Valentina Aversano, ieri con noi per minima&moralia, che è brava e gentile. Poi c'erano: 404: file not found, Federico Novaro e Jacopo Cirillo. (Foto di 
).


Il quartier generale del festival si trovava al Museo Tecnologic@mente, a Ivrea. Per me, è un tuffo al cuore. Questi sono proprio i luoghi della mia infanzia. La Dora che scorre. Ieri era in piena, gonfia e costante come un messaggio senza tanti equivoci. Il cielo bianco, un profumo di tigli, due birrette Rabel del birrificio artigianale del canavese (grazie ancora Minimum Fax, che Dio vi benedica semper) e una Lettera 22 a disposizione di noi ospiti per scrivere qualcosa hanno contribuito a dischiudere il cuore, la mente di ricordi, di autentiche, inautentiche e dimenticate e contrastanti emozioni, di una qualche strana forma di verità.


La sera stessa, dopo il miglior viaggio in treno che io ricordi, in compagnia di Tommaso Pincio con cui ho conversato (ho ascoltato a dire il vero, molto interessata) a proposito de La grande bellezza. Considerato che lui ha scritto Cinacittà, è stata una strana sinestesia. Questo non gliel'ho detto, ero impegnata a capire come mai mi capitano queste cose nella vita! La sera stessa dicevo è stata a dire poco inusuale. Inaspettata, sorprendente. Mentre tentavo di raccontare la mia esperienza "dal blog al libro" (uhm come si sono svolte le cose ve lo dirò in un'altra vita...), a un certo punto è arrivato Luca Raganin. Non sto a dirvi tutte le cose che ha fatto nella vita, che mi svenite davanti allo schermo, guardate voi stessi il link. Comunque lui, che io stimo molto. Aveva un incontro dopo di me, una cosa bellissima in cui ha letto in anteprima alcuni stralci del suo prossimo romanzi per Miraggi, si intitolerà Capitomboli. Senza sensazionalismi: un capolavoro! Comunque lui a un certo punto si è alzato e si è seduto accanto a me. Stavo per prendere un taccuino per gli appunti, ho pensato fosse iniziato il suo intervento in medias res. E invece. Mi ha regalato una vera e propria presentazione di Il metodo della bomba atomica. Con tanto di reading. Che dire? Grazie.


Che strana, strana, stranissima coincidenza. Nel post precedente, nella parentesi, vi dicevo del mio interesse per le stelle di questo periodo. Un interesse poetico, come se avessero a che fare, non so come spiegarlo in poche parole qui, ma è una storia vecchia come il mondo, comunque con l'amore e la ricerca di una vita sincera, della persona che vorresti essere. E la prima cosa che mi succede ieri appena arrivata a Ivrea è stata proprio assistere a questa lezione dell'astrofisico Amedeo Balbi insieme al mitico Antonio Pascale: la storia dell'universo in sei immagini. Una era questa che vedete. La cometa di Halley. 

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