venerdì 5 novembre 2010

Mattia.

Lavora in un bar del centro. Ha gli occhiali bianchi, i capelli rasati, una camicia azzurra. Sta quasi sempre in silenzio e risponde con piccoli cenni della fronte o delle sopracciglia. Molto raramente, dice qualcosa e quando lo dice è gentile, fragile. Ha un amico, che adesso è dall'altra parte del banco a prendersi il caffè con due colleghi di lavoro, un uomo e una donna sulla quarantina. Mattia invece avrà vent'anni. L'amico di Mattia ha la fronte corrugata e non ride a nessuna battuta dei suoi colleghi. Poi si stacca dal piccolo gruppo e bisbiglia verso Mattia: "Oggi ti hanno fatto arrabbiare?" Mattia risponde con il suo caratteristico segno della fronte, per dire "no". E ricomincia a spremere l'arancia per me. Così l'amico sembra rassicurato e accenna anche un sorriso rivolto ai colleghi. Poi, distesa anche l'ultima ruga di preoccupazione, paga e offre la colazione ai due, che rimangono sorpresi.

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